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The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori

On October 20 last the US President, Donald J. Trump, stated that North America would withdraw from the INF Treaty on nuclear missile weapons, which means that Europe will be again the main base for the new intermediate and long-range weapon systems.

  Obviously the European ruling class, both at national and EU levels, has not yet said a single word about this new configuration of the threats and defences on our territory.

 President Trump referred specifically to the 1987 INF Treaty or, more precisely, to the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, signed by Ronald Reagan and Mikhail Gorbachev in 1987 – a treaty that, in particular, banned the ground-launched nuclear missiles having a range between 500 and 5,500 kilometres.

The INF Treaty led to the complete elimination of almost 2,700 medium and short-range missiles, including 850 US ones and over 1,800 Soviet ones. As many may recall, it put an end to the tension between the United States and the Soviet Union just at the time when the latter deployed the new SS-20 missiles in Eastern Europe and, as a response, the former deployed its Cruise and Pershing missiles in the European NATO, in a phase characterized by a whirlwind of “pacifist” demonstrations. Continue reading “The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori”

The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori

In the period from 2009 to 2013 when Hillary Clinton was US Secretary of State, Saudi Arabia contributed with at least 10 million US dollars to the Clinton Foundation.

  Especially in the phases when, incidentally, Hillary Clinton permitted the sale of advanced weapons to Saudi Arabia

  As stated by Prince Regent Mohammed Bin Salman in an interview released in 2016 to the Jordanian news agency “Petra”, Saudi Arabia also paid over 20% of Hillary Clinton’s election campaign.

  However, it also subsidized the other candidates to the US Presidency, although to a lesser extent.

  In the political campaign for the US Presidency, no foreign investor puts all his/her eggs in the same basket – just to follow a typical US piece of advice.

 Moreover, like Russia and other countries, also the Saudi Kingdom has always backed both US presidential candidates financially. Continue reading “The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori”

Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori

 Donald J Trump, il presidente attuale degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato, il 20 ottobre scorso, che l’America del Nord abbandonerà il trattato INF sul controllo delle armi di teatro missilistiche di tipo N, il che significa soprattutto che l’Europa tornerà ad essere la base principale dei nuovi sistemi d’arma a intermedio e lungo raggio.

 Naturalmente, la classe politica europea, nazionale e comunitaria, non ha ancora detto una parola su questa nuova configurazione delle minacce e delle difese poste sul nostro territorio.

 Trump si riferiva specificamente al Trattato INF del 1987 o, per essere più esatti, allo Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, firmato da Ronald Reagan e da Mikhail Gorbachev quell’anno, un trattato che bandiva, in particolare, i missili nucleari lanciati da terra che avessero un raggio d’azione tra i 500 e i 5500 chilometri.

 L’INF portò all’eliminazione completa di quasi 2700 missili a medio e breve raggio, 850 Usa e  oltre 1800 vettori sovietici e, come molti ricorderanno, fece cessare la tensione tra USA e URSS proprio nel momento in cui i sovietici ponevano in Europa dell’Est i nuovi SS-20 e ebbero come risposta, in un turbinio di manifestazioni “pacifiste”, la disposizione da parte degli USA, nella NATO europea, dei loro missili Cruise e Pershing. Continue reading “Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori”

Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

  Negli anni in cui Hillary Clinton è stata Segretario di Stato Usa, ovvero dal 2009 al 2013, i sauditi hanno contribuito, con almeno 10 milioni di Usd, alla Clinton Foundation.

  Soprattutto nei momenti in cui la Clinton, guarda caso, permetteva la vendita di armi evolute a Riyadh.

  I sauditi hanno anche pagato oltre il 20% della campagna elettorale della stessa Clinton, a detta dello stesso Mohammed Bin Salman, il principe reggente, intervistato nel 2016 dalla agenzia giordana “Petra”.

  Ma hanno anche sovvenzionato, in misura minore, anche gli altri candidati alla Presidenza Usa.

  Nessun investitore estero, nel battage politico della presidenza statunitense, mette tutte le sue uova, per dirla con un modo di dire proprio americano, nello stesso cesto.

 Peraltro, anche il Regno degli Al Saud, come la Russia ed altri, ha sostenuto finanziariamente, e pesantemente, entrambi i candidati alle presidenziali statunitensi, da sempre. Continue reading “Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

The issue of intelligence between the United States and China – Giancarlo Elia Valori

The economic and intelligence tension between the United States and China is currently at its peak since the end of the Cold War. During that phase, however, China had also taken actions to oppose the Soviet Union, with the opening to the United States and the “ping-pong diplomacy” in the early 1970s, as well as its tacit support to Kissinger’s resolution of all tensions between the United States and the Southeast Asian countries.

 At the time China wanted to help the United States to regionalize – in Asia – its historic “Northern enemy,” namely Russia.

 In his “Three Worlds Theory”, Mao Zedong placed it together with the United States in the “First World”, as both imperialist powers, while he regarded China as the current and future leader of the whole Third World fighting against the “metropolises” of the First World.

  Said project has not changed, it has only changed its language and its procedures.

 Now that the bilateral tension between the United States and the People’s Republic of China is at its highest, the rationale for this new Sino-American scenario is simple. China wants to achieve global geopolitical hegemony, while the United States led by President Donald J. Trump wants to rebuild its new economic and purely financial hegemony, and hence resort to protectionist practices. Continue reading “The issue of intelligence between the United States and China – Giancarlo Elia Valori”

La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori

La tensione, prima economica e poi di intelligence, tra Stati Uniti e Cina è ormai al massimo dalla fine della guerra fredda. Dove, peraltro, la Cina aveva agito in anche opposizione ai sovietici, con l’apertura agli Stati Uniti e la “diplomazia del ping pong” nei primi anni ’70 e l’appoggio, tacito, di Pechino, alla chiusura kissingeriana di tutte le tensioni gli tra Usa e i Paesi del Sud-Est asiatico.

 Allora, Pechino voleva dare una mano a Washington per regionalizzare, in Asia, il suo storico “nemico del Nord”, i russi.

 Che Mao Zedong metteva, nella sua “Teoria dei Tre Mondi”, insieme agli americani nel “Primo” dei mondi, come potenze entrambe imperialistiche, mentre posizionava la Cina come leader, attuale e futuro, di tutto il Terzo Mondo in lotta contro le “metropoli” del Primo.

  Questo progetto non è cambiato, ha solo modificato il suo linguaggio e le sue procedure.

 Oggi, che la tensione bilaterale tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese è al suo massimo, la ratio di questo nuovo scenario sino-americano è semplice: Pechino vuole l’egemonia geopolitica globale, mentre gli Usa, con il Presidente Donald J. Trump, vogliono ricostruire una loro nuova egemonia economica, oltre che puramente finanziaria, e ricorrono quindi a pratiche protezionistiche. Continue reading “La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori”

Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori

Il gas naturale è, oggi, uno dei più importanti asset statunitense nei rapporti con l’Unione Europea.

 Ne hanno, infatti, parlato a lungo Trump e Jean Claude Juncker nell’ultimo loro incontro alla Casa Bianca, alla fine del luglio 2018.

 E’ ovvio che la questione delle vendite di gas naturale Usa sono collegate ad una più vasta tematica strategica del Presidente Trump.

 Egli vuole ridisegnare, anche e soprattutto con l’UE, il sistema dei dazi e del riequilibrio del commercio mondiale.

 E vuole inoltre ricreare una egemonia commerciale ed economica tra gli Stati Uniti e la UE, una egemonia che si era appannata nell’ultimo decennio.

 Con la UE, gli Usa hanno già raggiunto, per la gran parte dei beni scambiati, un regime di zero-tariff, eliminando anche le barriere non tariffarie e tutti i sussidi ai beni non automobilistici. Continue reading “Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori”

The meeting between Prime Minister Conte and President Trump – Giancarlo Elia Valori

At least apparently, the meeting between US President Trump and Italy’s Prime Minister Conte – already widely planned and publicized – went well.

 With some common and evident pride, they mutually defined each other as the initiators of what, nowadays, is usually called “populism”, consisting in the fight against traditional elites in favour of the “people” that, however, actually appears rather as a fight between two different components of the global elite: the old one that still focuses on globalization and the other that instead gathers around the evident crisis of globalism and wants to build a new multipolar world. Ultimately the opening to the world market has proved to be less effective than expected: the cost for destroying “domestic” jobs has turned out to be greater than the gains resulting from the globalized market.

 President Trump, who has clear in mind what is still happening on the US-Mexican border, said that the Italian government’s work on the migrant issue “is formidable”.

 Italy’s government work that, however, would be “formidable” both for illegal migrants and for the very few legal ones. Continue reading “The meeting between Prime Minister Conte and President Trump – Giancarlo Elia Valori”

La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori

La nuova connettività all’Eurasia apre la penisola coreana al mondo

La cooperazione ferroviaria tra le due Coree, sancita il 26 giugno scorso, oltre ad ammodernare l’intera rete della penisola, consentirà la connessione alla Transiberiana, che può essere definito il punto di partenza di quella che viene chiamata “La Via della Seta del XXI Secolo”, per essere più precisi, la realizzazione di una nuova “Ferrovia della Seta”, quale ponte di collegamento tra due mondi. Con un chiaro riferimento all’antica Via della Seta che univa la Cina ai territori dell’Impero Romano. Invece questa rete ferroviaria collegherà la Corea del Sud con la Corea del Nord e, attraverso la Transiberiana, l’Eurasia, per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse.

Tale accordo pare sia stato il vero obiettivo della dichiarazione congiunta tra le due Coree, il 27 aprile scorso – giorno dello storico incontro di Panmunjom – per aprirsi al mondo.

Si tratta di un programma grandioso che potrebbe rappresentare l’asse portante di una nuova roadmap economica nell’intera penisola per uno sviluppo sano ed equilibrato del rigoglioso territorio, oltremodo ricco anche di risorse minerarie. Continue reading “La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori”

Il meeting Conte-Trump – Giancarlo Elia Valori

La riunione, già ampiamente programmata e pubblicizzata, tra Giuseppe Conte, presidente del Consiglio italiano r Donald Trump, presidente Usa, è andata, almeno apparentemente, bene.

 Entrambi si sono reciprocamente definiti, con un certo comune ed evidente orgoglio, iniziatori di quello che si suole chiamare oggi “populismo”, il che consisterebbe in una lotta contro le élites tradizionali a favore del “popolo”, ma che in effetti appare piuttosto come una lotta tra due diverse frazioni dell’élite globale: la vecchia, che punta ancora sulla globalizzazione e l’altra che, invece, si raduna intorno alla evidente crisi del globalismo e desidera la costruzione di un nuovo mondo multipolare. L’apertura al mercato-mondo è stata, alla fine, meno efficace del previsto: i costi per la distruzione dei posti di lavoro “interni” si sono rivelati maggiori dei guadagni provenienti dal mercato globalizzato.

 Trump, che ha ancora bene in mente quello che accade ancor oggi al confine tra Usa e Messico, ha affermato che il lavoro del governo italiano sulla questione dei migranti “è fantastico”.

 Lavoro italiano che sarebbe “fantastico”, comunque,  sia per i migranti illegali che per quelli, pochissimi, legali. Continue reading “Il meeting Conte-Trump – Giancarlo Elia Valori”

President Trump and NATO. President Trump and the trade war with China – Giancarlo Elia Valori

The last Summit of the Atlantic Alliance saw, at least initially, a clear divergence between the United States and NATO’s European allies.

 For President Trump, who is above all a businessman, budgets and investments count, rather than strategic doctrines, about which there was very little talk.

  The US President, who arrived at the Summit with premeditated and carefully-considered delay, polemicized especially with Germany, saying that its low spending for defence makes it “prisoner” of Russia.

  President Trump cannot get over and deal with the NORD STREAM pipeline, headed by Mathias Warnig, former director of STASI in Dresden where, at the time, Vladimir Putin worked for the KGB, the intelligence service that was the “master” of STASI.

 He wants Europeans to buy the North American shale gas and oil – but it is a very difficult goal to reach.

 Europe is disputed by two energy oligopolists. Continue reading “President Trump and NATO. President Trump and the trade war with China – Giancarlo Elia Valori”

Trump e la NATO, Trump e la guerra commerciale con la Cina – Giancarlo Elia Valori

L’ultimo summit dell’Alleanza Atlantica ha visto, almeno inizialmente, una netta divaricazione tra gli Usa e gli alleati europei della NATO.

 Per il presidente Trump, che è soprattutto un businessman, contano i bilanci e gli investimenti, prima che le dottrine strategiche, di cui peraltro pochissimo si è parlato.

  Il presidente americano, che è arrivato al summit con studiato ritardo, ha polemizzato soprattutto con la Germania, dicendo che la sua bassa spesa per la difesa la rendeva “prigioniera” della Russia.

  A Trump non va giù il gasdotto NORD STREAM, diretto da Mathias Warnig, già dirigente della STASI a Dresda, dove operava in quegli stessi anni, per il KGB, il servizio “padrone” della Stasi, Vladimir Putin.

 Vuole che gli europei comprino lo shale gas and oil nordamericano. Ma è un obiettivo difficilissimo.

 Europa, contesa da due oligopolisti dell’energia. Continue reading “Trump e la NATO, Trump e la guerra commerciale con la Cina – Giancarlo Elia Valori”

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