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Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori

Lo stato ebraico ha già compiuto, nel massimo silenzio, oltre 200 attacchi aerei contro obiettivi iraniani in Siria, e solo negli ultimi due anni.

 Fonti non confermate, di origine nordamericana, parlano anche di un sostegno israeliano ai “ribelli” islamici che lottano contro Bashar el Assad e i suoi alleati.

 Si tratterebbe di 12 gruppi di sedicenti “ribelli” para-jihadisti che operano nella Siria meridionale, i quali contrastano sia le Guardie della Rivoluzione iraniane che i militanti radicalmente jihadisti dell’Isis.

 Naturalmente, l’intelligence di Gerusalemme controlla con estrema attenzione, e con sistemi h-24, i tre ponti che collegano le Alture del Golan con Israele; e che sono usati costantemente dalle Forze armate dello stato ebraico per sostenere sia le popolazioni del Golan che i militari che operano stabilmente in quelle zone.

 Il “sostegno umanitario” all’area, compresi i suddetti ribelli anti-Assad, è stata chiamata da Gerusalemme l’“Operazione Buon Vicino”, ma il vero fer de lance di Israele sono le missioni aeree sul cielo siriano, che sono di nuovo molto aumentate negli ultimi tempi. Continue reading “Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Il futuro della Siria – Giancarlo Elia Valori

E’ probabile, secondo molteplici fonti, che gli scontri più rilevanti in Siria cesseranno alla fine di questo anno 2018.

 Non avranno ancora termine, probabilmente, i piccoli scontri tra le varie etnie e quindi tra i loro referenti esterni; ma il grosso delle azioni armate certamente cesserà, ormai le aree di influenza si sono stabilizzate.

 Il primo dato che salta agli occhi è che, malgrado tutto, le forze di Bashar el Assad hanno vinto.

 Tutti gli attori internazionali operanti sul terreno, amici o nemici, non hanno difficoltà a riconoscerlo.

 Certo, né Bashar né la Russia hanno, da soli, la forza di compiere la ricostruzione del Paese, ma i Paesi occidentali, soprattutto quelli che hanno partecipato alla lotta contro Assad e gli altri, meno presenti, progettano tutti di partecipare alla ricostruzione per influenzare ancora, ma stavolta pacificamente, la Siria.

 L’inizio militare della vittoria di Assad è stato la campagna di nordovest delle Forze Arabe Siriane dall’ottobre 2017 al febbraio 2018. Continue reading “Il futuro della Siria – Giancarlo Elia Valori”

Il cessate il fuoco in Siria dell’anno 2016: 12 Settembre! – Giancarlo Elia Valori

Sabato 10 settembre, tra Ginevra e Monaco, sedi storiche delle ormai innumerevoli negoziazioni sulla guerra in Siria, il Segretario di Stato USA John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov  hanno raggiunto un accordo per la tregua tra le varie fazioni in lotta per le spoglie dello Stato mediorientale[1].

 Dal tramonto del 12 Settembre entrerà in vigore l’accordo, che avrà la durata di una  sola settimana.

  Chi è implicato dal cessate il fuoco? In primo luogo le forze di Assad, l’Esercito Arabo Siriano, compresi i suoi alleati russi e iraniani e i vari gruppi dell’Esercito Siriano Libero, di cui non è possibile conoscere l’esatta entità delle forze e la sua relazione, ondivaga, con gli altri movimenti del jihad siriano.

  L’intesa quindi non riguarda né il Daesh-Isis né, tantomeno, le milizie di Fateh al-Sham, il nuovo nome che il Fronte Al Nusra si è dato per distanziarsi il più possibile  dalla sua casa-madre, Al Qaeda. Continue reading “Il cessate il fuoco in Siria dell’anno 2016: 12 Settembre! – Giancarlo Elia Valori”

La Riconfigurazione della Nuova Siria – Giancarlo Elia Valori

La Nuova Siria che si sta riconfigurando in questi giorni sarà, comunque vada, il punto di frattura da cui nascerà il nuovo Medio Oriente, dal quale non saranno però più emarginati la Federazione Russa, la Cina popolare e, nemmeno, gli Stati Uniti.

 Chi pensa, oggi, ad una ripetizione della guerra fredda sulle rive dell’Eufrate si sbaglia di grosso.

 Mosca non vuole in nessun caso l’espulsione degli USA dal quadrante mediorientale; ma solo la loro riduzione di rango, come la Cina, poi, che ha già sue truppe in Siria che addestrano particolari gruppi dell’Esercito Arabo Siriano di Assad, mentre Xie Xiaoyan sta girando buona parte del mondo arabo impegnato nel conflitto siriano per proporre Pechino come problem solver locale e regionale.

 Inoltre, il regime cinese ha già infiltrato alcune unità specializzate nella controguerriglia proprio in Siria, dirette al contrasto e all’eliminazione dei jihadisti di origine cinese di quell’area. Continue reading “La Riconfigurazione della Nuova Siria – Giancarlo Elia Valori”

Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori

Data la quantità e la virulenza dei gruppi che prendono parte alla guerra siriana, ormai al suo sesto anno di scontri ininterrotti, gli scenari possibili, in linea di principio, sono due.

 O una pace instabile che frazionerà il sistema politico e territoriale di Damasco come accade oggi in Libano; oppure ancora una lunghissima guerra di attrito, senza soluzione di continuità, come nei Balcani degli anni ’90, nella Ucraina attuale o nel Corno d’Africa, sempre nei nostri anni.

 Una “long war” che nasconde il vuoto strategico e geopolitico di chi l’ha organizzata.

 Il fine del conflitto era, inizialmente, quello di chiudere l’area siriana alla proiezione di potenza iraniana verso il Mediterraneo ma, nel caso di una long war, nessuno ci guadagnerà, nessun Paese potrà mai calcolare un surplus geopolitico dall’ attuale scontro in Siria.

 Le fratture culturali e militari sono ben note: la divisione tra sunniti e sciiti, spesso artatamente manipolata da entrambi i gruppi religiosi, la frattura tra il potere religioso e quello “laico”, per quanto si possa usare questa categoria nel Medio Oriente, poi tra le due potenze emergenti nell’area, ovvero  Turchia e Iran, infine tra le 68 vecchie potenze occidentali della Coalizione a direzione Usa e la Federazione Russa.

 Dalla analisi della guerra siriana verrà quindi la dimensione e la forma del nuovo Medio Oriente. Continue reading “Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori”

Il significato della presenza iraniana in Siria – Giancarlo Elia Valori

Certamente, la presenza delle forze di Teheran, almeno dal 2014, nella attuale guerra siriana ha garantito al regime di Assad sia la stabilità politica che il successo militare sul terreno.

 Dal dicembre del 2013, alcune fonti siriane affermano che l’impegno iraniano nel conflitto siriano è costato almeno sei miliardi di dollari Usa ogni anno, mentre altre fonti occidentali ipotizzano un sostegno finanziario  addirittura doppio.

  Con almeno 3200 soldati e ufficiali delle Guardie della Rivoluzione e attraverso altre organizzazioni semiufficiali sciite, composte soprattutto da militanti di origine  afghana e pakistana, l’Iran è secondo solo alla Federazione Russa per impegno nella guerra siriana al fianco di Bashar el Assad.

 Hezbollah, la frazione sciita militante del Libano, è inoltre presente in Siria con almeno 4500 tra soldati e ufficiali, ma vi sono altri gruppi sciiti, PMU, le “brigate popolari”, operanti nel quadrante siriano.

 E’ stato con ogni probabilità l’Iran a convincere la Russia a intervenire a fianco di Bashar el Assad, ma la logica della presenza di Mosca nella guerra siriana è più complessa di quanto non appaia a prima vista.

 La Federazione Russa, infatti, ha posto al centro della sua presenza nel quadrante di Damasco la guerra al Daesh-Isis e, con questo, ha creato una nuova rete di rapporti con tutto il mondo arabo, anche con quello precedentemente collegato agli Usa. Continue reading “Il significato della presenza iraniana in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Non nominare il nome di Dio invano – Giancarlo Elia Valori

Il testo originale dice, esattamente, per quanto riguarda il Terzo Comandamento, “non usare invano (saw) il nome di Jahvè (il tuo Dio) perché Jahvè non manda impunito chi usa invano il Suo Nome”.

 Il Nome, nell’antichità, non è un semplice segno, il Nome dice e indica per sempre la Sostanza di chi è nominato, e quindi lo identifica tra i Molti.

 E, ancora, lo separa dal Male o comunque dall’Indistinto.

 E’ peraltro da notare che, fuori dal decalogo del roveto ardente, Jahvè viene esplicitato come nome solo in un brano dell’Esodo, 23,I, in cui si afferma che “Non devi produrre voce fallace”, sema saw.

 Il giuramento falso era la prova, vedi Sal.24, 4, Os.10, che non si “deve abusare del nome di Dio”.

 Non lo devi chiamare, Egli è sempre ovunque, se Lo chiami vuol dire che non Lo credi davvero.

 Sempre nel Levitico, si dice da parte di Jahvé che “non devi giurare sul mio Nome con l’intenzione di ingannare”. Continue reading “Non nominare il nome di Dio invano – Giancarlo Elia Valori”

La Chiesa ortodossa russa, la situazione in Siria e la crisi nel Grande Medio Oriente – Giancarlo Elia Valori

Il Patriarca Kirill, capo della Chiesa Ortodossa Russa, ha chiamato la guerra russa in Siria, in un suo discorso tenuto il 6 Maggio ultimo scorso, come un conflitto “contro il terrorismo globale” e propone allora una “guerra santa” per liberare da questo “nemico subdolo e feroce” non solo il Medio Oriente, ma tutta la civiltà cristiana.

Russia come “terza Roma”, dopo che la prima è caduta e l’altra è fallita con il suo arrendersi al mondo profano.

I cristiani, aggiunge il Patriarca Kirill, sono in terribile pericolo in molti Paesi; ed è per questo che il capo della Chiesa ortodossa russa ricorda con piacere l’incontro avvenuto, a Cuba, con Papa Francesco.

Un incontro, dice Kirill, “avvenuto nel posto giusto al momento giusto”. E dopo mille anni.

Roma ha capito che la società moderna sta fallendo, e occorre una alleanza di religioni per salvare il mondo, idea stabile del Patriarca di Mosca; e la Russia finalmente può lavorare liberamente con l’Occidente, dopo la fine dell’URSS.

E Kirill è stato certamente il meno filosovietico dei padri ortodossi. Continue reading “La Chiesa ortodossa russa, la situazione in Siria e la crisi nel Grande Medio Oriente – Giancarlo Elia Valori”

La nuova posizione della Siria nello scacchiere russo – Giancarlo Elia Valori

Tra le nove basi militari oggi in uso alla Federazione Russa, l’unica in Siria era fino ad oggi quella di Tartus, una struttura navale che i russi classificavano come “punto di supporto tecnico e per i materiali”, operante fin dal 1971 grazie ad un accordo con la Siria baathista di Hafez el Assad.

La base aerea di Humaynim è però siriana, e comunque vi stazionano aerei e sensori russi.

Un necessario punto di rifornimento e riparazione, Tartus,  per le navi prima  sovietiche e poi russe che dovevano passare, dalla base in territorio siriano, verso il Mediterraneo e il Mar Nero.

La base di Tartus può ospitare tre navi contemporaneamente e vi staziona un vascello-officina classe Amur PM-138, ma non è ancora adattata a ricevere, proteggere e riparare le nuove grandi navi da guerra di Mosca

Ma il nuovo accordo tra il governo russo e quello siriano, siglato nel gennaio di quest’anno, prolunga la concessione alla Federazione Russa per altri 49 anni della base, permette i lavori per rendere Tartus capace di riparare e rifornire undici navi contemporaneamente e, la cosa più importante, concede a Mosca la sovranità sul territorio della base e il suo specchio d’acqua. Continue reading “La nuova posizione della Siria nello scacchiere russo – Giancarlo Elia Valori”

Hezbollah e la guerra in Siria – Giancarlo Elia Valori

La guerra in Siria contro gli alauiti di Assad e il suo stato post-baathista inizia con la rivolta popolare, non molto numerosa, peraltro, del Marzo-Aprile 2011.

 Manifestazioni di massa, nelle storiche aree sunnite di Hama e Homs, alle quali le organizzazioni filogovernative rispondono con rallies in favore di Bashar el Assad e del suo regime.

 E’ il canovaccio delle primavere arabe: rivolta civile, nonviolenta e di massa, alla quale il regime non può non reagire con violenza, il che genera successivamente  una radicalizzazione nella quale si inserisce la “legione straniera” del jihad.

 Questo deve avvenire  dopo che il vecchio Raìs se ne è andato e dopo che le organizzazioni internazionali certifichino che si tratta di una “lotta democratica”.

  La caduta di Gheddafi è stata innescata da una piccola rivolta, a Bengazi, dei familiari di alcuni carcerati. Continue reading “Hezbollah e la guerra in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Ancora una nota sulla Siria – Giancarlo Elia Valori

  E’ in atto un complesso gioco strategico tra Russia, Iran, Siria e, di conseguenza, tra i sostenitori di Assad e gli altri attori dell’attuale equilibrio bellico siriano.

 In prima analisi, vi è da notare le affermazioni  del  segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Iraniano, Ali Shamkhani, il quale ha affermato il 15 gennaio scorso che “la frammentazione delle aree regionali in Medio Oriente spianerà comunque la strada alle forze takfire, (ovvero “infedeli”) su tutti i territori islamici” il che, aggiunge Shamkani con una interessante sfumatura, contraddice gli interessi di tutto il mondo islamico”. E quindi dell’Iran.

 In altri termini, Shamkani, che parla in nome e per conto dell’Autorità e Guida Suprema, il Rahbar Khamenei, vuol dire due cose: che l’Iran combatterà per l’integrità della Siria, e nei vecchi confini; e che comunque  l’Iran è pronto alla lotta contro i takfiri, gli “apostati”, sia nel mondo sciita che in quello sunnita.

 Teheran non ha alcun interesse all’incendio “democratico” di tutto il Medio Oriente, come è invece avvenuto per gli Usa tra le famigerate “primavere arabe” e la creazione del cosiddetto “califfato” tra Iraq e Siria. Continue reading “Ancora una nota sulla Siria – Giancarlo Elia Valori”

La tregua in Siria e i progetti per cessare le ostilità – Giancarlo Elia Valori

La rivolta contro il regime alawita di Bashar el Assad è iniziata il 15 Marzo 2015 come parte delle primavere arabe, in questo caso destinate a destabilizzare l’Arabia Saudita.

Riyadh ha gestito la questione, diversamente a quanto era accaduto in Maghreb e in Egitto, facendo dure pressioni sugli USA, gestori globali delle “primavere” ma, soprattutto, reprimendo duramente ogni rivolta interna.

La guerra in Siria coincide con la fine dello sconsiderato progetto USA di estendere le “primavere arabe” a tutto il grande Medio Oriente.

Invece poi di capire che si trattava di una loro sconfitta, gli americani hanno supinamente sostenuto il jihad sunnita in Siria, non si capisce bene oggi con quale obiettivo reale.

L’aiuto agli amici sauditi? Eccessivo. L’idea di democratizzare il mondo arabo usando i jihadisti? Pura follia.

 Fare un dispetto all’Iran chiudendolo in una sacca sunnita? E perché mai? Continue reading “La tregua in Siria e i progetti per cessare le ostilità – Giancarlo Elia Valori”

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