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The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori

On October 20 last the US President, Donald J. Trump, stated that North America would withdraw from the INF Treaty on nuclear missile weapons, which means that Europe will be again the main base for the new intermediate and long-range weapon systems.

  Obviously the European ruling class, both at national and EU levels, has not yet said a single word about this new configuration of the threats and defences on our territory.

 President Trump referred specifically to the 1987 INF Treaty or, more precisely, to the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, signed by Ronald Reagan and Mikhail Gorbachev in 1987 – a treaty that, in particular, banned the ground-launched nuclear missiles having a range between 500 and 5,500 kilometres.

The INF Treaty led to the complete elimination of almost 2,700 medium and short-range missiles, including 850 US ones and over 1,800 Soviet ones. As many may recall, it put an end to the tension between the United States and the Soviet Union just at the time when the latter deployed the new SS-20 missiles in Eastern Europe and, as a response, the former deployed its Cruise and Pershing missiles in the European NATO, in a phase characterized by a whirlwind of “pacifist” demonstrations. Continue reading “The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori”

Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori

 Donald J Trump, il presidente attuale degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato, il 20 ottobre scorso, che l’America del Nord abbandonerà il trattato INF sul controllo delle armi di teatro missilistiche di tipo N, il che significa soprattutto che l’Europa tornerà ad essere la base principale dei nuovi sistemi d’arma a intermedio e lungo raggio.

 Naturalmente, la classe politica europea, nazionale e comunitaria, non ha ancora detto una parola su questa nuova configurazione delle minacce e delle difese poste sul nostro territorio.

 Trump si riferiva specificamente al Trattato INF del 1987 o, per essere più esatti, allo Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, firmato da Ronald Reagan e da Mikhail Gorbachev quell’anno, un trattato che bandiva, in particolare, i missili nucleari lanciati da terra che avessero un raggio d’azione tra i 500 e i 5500 chilometri.

 L’INF portò all’eliminazione completa di quasi 2700 missili a medio e breve raggio, 850 Usa e  oltre 1800 vettori sovietici e, come molti ricorderanno, fece cessare la tensione tra USA e URSS proprio nel momento in cui i sovietici ponevano in Europa dell’Est i nuovi SS-20 e ebbero come risposta, in un turbinio di manifestazioni “pacifiste”, la disposizione da parte degli USA, nella NATO europea, dei loro missili Cruise e Pershing. Continue reading “Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori”

The Vostok 2018 exercises and their strategic significance – Giancarlo Elia Valori

The Russian, Chinese and Mongolian exercises known as Vostok 2018 have been particularly important both from a military and tactical viewpoint and due to their geopolitical significance.

 Vostok 2018 (a Russian term generally translated as “East”) is an operation reaffirming the new strategic unity between Russia and China. Hence it conveys a very clear message to the West that it would be good for the Atlantic Alliance not to disregard or neglect.

 The message is the following: if NATO wants to attack them or, in any case, enter the areas of Russian-Chinese interest in the Heartland, the response of the Sino-Slavic axis will be very harsh, to the point of raising the threshold of a possible Western attack to an intolerable level. Hence the unavoidable response from the “East” will be unbearable at technical, financial and political levels for the attacker alone.

 With this really impressive operation – although the number of the forces on the field has not yet be fully defined ex post – Russia certainly wants to demonstrate that the United States cannot attack without expecting severe responses from the Russian Federation, probably capable of blocking the US itself – considering that, in this case, there would be an immediate reunification with the Chinese forces, with the Mongolian Armed Forces and probably also with other forces of the Central Asian region, which is certainly a fact not to be disregarded. Continue reading “The Vostok 2018 exercises and their strategic significance – Giancarlo Elia Valori”

Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori

Le esercitazioni russe, cinesi, mongole denominate Vostok 2018 sono state particolarmente importanti, sia dal punto di vista militare e tattico che per il loro significato geopolitico.

 Vostok 2018, e il termine russo significa generalmente “Est”, è una operazione che sancisce la nuova unità strategica tra Russia e Cina e manda quindi un chiarissimo significato all’Occidente.

 Che sarebbe bene che l’Alleanza Atlantica non trascurasse.

 Ovvero, se la NATO vorrà attaccarli o, comunque, inserirsi nelle zone di interesse primario russo-cinese dello Hearthland, la risposta del nesso slavo-sinico sarà durissima, tanto da far alzare fino all’intollerabile la soglia di un eventuale attacco occidentale, e quindi della sua inevitabile risposta da “Est”, fino alla insopportabilità tecnica, finanziaria, politica per il solo attaccante.

 La Russia vuole certamente dimostrare, con questa operazione davvero impressionante, anche se i numeri delle forze in campo sono ancora non del tutto definiti ex post, che gli Stati Uniti non possono attaccare senza risposte gravi e forse tali da bloccare gli stessi Usa la Federazione Russa; visto che, in questo caso, ci sarebbe un immediato ricongiungimento con le forze cinesi e, cosa non trascurabile, con le Forze Armate mongole e forse anche altre dell’area asiatica centrale. Continue reading “Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori”

The meeting between Putin, Erdogan and Rouhani held in Tehran on September 7, 2018 – Giancarlo Elia Valori

After the meeting of last April, Iranian President Rouhani, Turkish Prime Minister Erdogan and Russian President Vladimir Putin met again in Teheran (and in Tabriz) on September 6-7, within the now usual setting of the Astana talks.

 The specific aim of these last negotiations was to normalize the Syrian situation in the long term, as well as to further promote the eradication of international terrorism and the stabilization of the infra-Syrian political process and finally to create the necessary conditions for a return of Syrian displaced people and refugees abroad.

 There are now innumerable peace meetings for war in Syria, which has been going on for about seven years.

In this case everything stems from the foreseeable failure of the “six-point peace plan for Syria” proposed by Kofi Annan in 2012, with the authorization of the Arab League and the United Nations.

  The first point of the peace plan proposed by Annan envisaged the commitment “to work for an inclusive Syrian-led political process to address the legitimate aspirations and concerns of the Syrian people” – and here I confine myself to quoting the text, whatever it may mean. Continue reading “The meeting between Putin, Erdogan and Rouhani held in Tehran on September 7, 2018 – Giancarlo Elia Valori”

La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori

Dopo il meeting dello scorso aprile il presidente iraniano Rouhani, il premier Erdogan della Turchia, il presidente russo Vladimir Putin, si sono incontrati di nuovo a Teheran (e a Tabriz) il 6-7 settembre scorsi, nella ormai consueta cornice dei colloqui di Astana.

 Il fine specifico di queste ultime trattative era quello di una normalizzazione, nel lungo periodo, della intera situazione siriana, per promuovere inoltre l’eradicazione del terrorismo internazionale, la stabilizzazione del processo politico infra-siriano e, infine, per creare le necessarie condizioni per un ritorno delle displaced persons e dei rifugiati all’estero provenienti dalla Siria.

 Le riunioni di pace per la guerra in Siria, che dura da circa sette anni, sono ormai innumerevoli. Continue reading “La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori”

L’equilibrio tra Federazione Russa e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

Mosca non ha mai posto in secondo piano né la questione nucleare e missilistica nordcoreana né, ricordiamolo, il suo sostegno a Pyongyang.

 I russi non abbandoneranno mai la loro cintura di sicurezza contro le Forze Usa stanziate in Corea del Sud e, soprattutto, l’eventuale scudo militare di Kim Jong-Un verso gli Usa e le potenze sue alleate nel Sud-Est asiatico. Si tratta, casomai, di sostituire tale scudo con una delimitazione economica o strategica-convenzionale egualmente efficace.

  Nell’appena trascorso ferragosto del 2018, Kim Jong-Un ha poi mandato un importante telegramma di congratulazioni a Vladimir Putin, proprio nell’occasione del 73° anniversario della liberazione della Corea dalla dominazione giapponese.

  L’impero coreano unitario, lo ricordiamo, e qui più che un simbolo politico si tratta di una evocazione, cessò nel 1910, ma il trattato giapponese-coreano del 1876 integra comunque la penisola nell’impero Meji, quella fase storica e culturale in cui il Giappone acquisisce le tecnologie e le culture dell’Occidente per espandere la sua, come infatti si chiamerà, “area di co-prosperità” in tutto il Sud-Est asiatico e le isole del Pacifico. Continue reading “L’equilibrio tra Federazione Russa e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

The “Silk Railway” leads to Pyongyang – Giancarlo Elia Valori

The new connectivity to Eurasia opens the Korean peninsula to the world

Besides modernizing the Korean peninsula’s whole network, the railway cooperation between the two Koreas, ratified on June 26 last, will permit the connection to the Trans-Siberian Railway, which can be defined as the starting point of what is called “The Silk Road of the XXI Century” – in more precise terms the construction of a new “Silk Railway” as a bridge connecting two worlds, with a clear reference to the ancient Silk Road that united China with the territories of the Roman Empire. Instead, this rail network will connect South Korea to North Korea and – through the Trans-Siberian Railway – to Eurasia, so as to allow the fast movement of people, goods and resources.

This agreement seems to have been the real goal of the joint declaration between the two Koreas on April 27 last – the day of the historic Panmunjom Summit – to open up to the world.

It is a grand program that could represent the mainstay of a new economic roadmap for a sound and balanced development of the whole peninsula, which is also very rich in mineral resources. Continue reading “The “Silk Railway” leads to Pyongyang – Giancarlo Elia Valori”

La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori

La nuova connettività all’Eurasia apre la penisola coreana al mondo

La cooperazione ferroviaria tra le due Coree, sancita il 26 giugno scorso, oltre ad ammodernare l’intera rete della penisola, consentirà la connessione alla Transiberiana, che può essere definito il punto di partenza di quella che viene chiamata “La Via della Seta del XXI Secolo”, per essere più precisi, la realizzazione di una nuova “Ferrovia della Seta”, quale ponte di collegamento tra due mondi. Con un chiaro riferimento all’antica Via della Seta che univa la Cina ai territori dell’Impero Romano. Invece questa rete ferroviaria collegherà la Corea del Sud con la Corea del Nord e, attraverso la Transiberiana, l’Eurasia, per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse.

Tale accordo pare sia stato il vero obiettivo della dichiarazione congiunta tra le due Coree, il 27 aprile scorso – giorno dello storico incontro di Panmunjom – per aprirsi al mondo.

Si tratta di un programma grandioso che potrebbe rappresentare l’asse portante di una nuova roadmap economica nell’intera penisola per uno sviluppo sano ed equilibrato del rigoglioso territorio, oltremodo ricco anche di risorse minerarie. Continue reading “La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori”

The Russian Federation in Africa – Giancarlo Elia Valori

 In its relations with Africa, Russia – which operates on global markets especially in the field of oil and non-oil raw materials – does not use the same logic as the Western countries’. The latter have always looked only for materials to be processed and turned into finished products within their factories.

 In fact – according to the most authoritative scholars and experts – in Africa, Russia seeks above all the human capital, i.e. the human capital to be developed, the ruling classes to be educated, as well as the masses to be trained and made productive, always in an integrated vision of development between the great continental Eurasia and Africa.

 The Russian relations with Africa are only synergistic, as they are two large reserves of raw materials and this makes their geo-economic situation in this respect very similar. However, as often reiterated by Russian experts, these are always operations that take long time and have a strong geopolitical and strategic dimension.

 Hence, again according to Russian analysts, the logic underlying the relations between Russia and Africa is the union of their best practices so as to create a synergy that, in the future, will have a global geopolitical and economic impact. Continue reading “The Russian Federation in Africa – Giancarlo Elia Valori”

La Federazione Russa in Africa – Giancarlo Elia Valori

 La Russia, che gioca sui mercati globali soprattutto nell’ambito delle materie prime, sia oil che non-oil, non utilizza la stessa logica, nel rapporto con l’Africa, che hanno i Paesi occidentali, sempre unicamente alla ricerca di materiali, da trasformare in prodotti finiti. Nelle loro fabbriche, peraltro.

 Secondo gli studiosi più attenti, infatti, Mosca cerca, in Africa, soprattutto lo human capital, il capitale umano da sviluppare, le classi dirigenti da formare, poi le masse da addestrare e rendere produttive, in una visione, sempre integrata, dello sviluppo tra grande Eurasia continentale e Africa.

 Per i russi, il loro rapporto con l’Africa, essendo la situazione geoeconomica nelle materie prime del tutto simile, ovvero di due grandi riserve di materie prime, è unicamente sinergico. Ma, e questo viene spesso ripetuto dagli esperti di Mosca, si tratta sempre di tempi lunghi e di operazioni a forte tasso geopolitico e strategico.

 Quindi, dicono gli analisti di Mosca, la logica del rapporto tra Russia e Africa è quella della unione tra le best practices, le migliori procedure, sia della Russia che del Continente Nero per, poi, creare una sinergia che avrà, in futuro, sempre secondo Mosca, un effetto geopolitico e economico globale. Continue reading “La Federazione Russa in Africa – Giancarlo Elia Valori”

Artificial intelligence and intelligence – Giancarlo Elia Valori

As was also clearly stated by Vladimir Putin on September 4, 2017: “whichever country leads the way in Artificial Intelligence research will be the ruler of the world”.

 According to Thomas Kuhn’s old, but still useful, epistemological model, every change of the scientific paradigm – rather than the emergence of new material discoveries – radically changes the visions of the world and hence strategic equilibria.

 Hence, first of all, what is Artificial Intelligence? It consists of a series of mathematical tools, but also of psychology, electronic technology, information technology  and computer science tools, through which a machine is taught to think as if it were a human being, but with the speed and security of a computer.

 The automatic machine must represent man’s knowledge, namely show it, thus enabling an external operator to change the process and understand its results within the natural language. Continue reading “Artificial intelligence and intelligence – Giancarlo Elia Valori”

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