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Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori

L’Emirato del Qatar uscirà dall’OPEC a partire dal prossimo 1 gennaio 2019.

  Quale fondamento primario di questa scelta c’è il progetto, da parte dell’Emirato, di divenire il leader mondiale del mercato del gas naturale, passando dai 77 milioni di tonnellate annue ai previsti 110; ma c’è, ovviamente, anche una sottostante decisione geopolitica e energetica a fondamento della attuale scelta del Qatar.

 Questa dell’Emirato è la risposta finale al boicottaggio che fu imposto dall’Arabia Saudita allo stesso Qatar nel giugno 2017, con il sostegno di Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Yemen, Maldive, il governo libico del GNA, dell’Egitto, della Giordania; il tutto peraltro sulla base dell’accusa, da parte di Riyadh, secondo la quale il Qatar sosterrebbe, da solo e genericamente, “il terrorismo”.

 Il tutto, ovvero il blocco, accadde due giorni dopo che il Presidente Trump aveva incontrato ben 55 capi di Stato arabi e musulmani per costruire una sorta di equivalente della NATO, sempre contro il “terrorismo”, una alleanza da costituire subito per contrastare, soprattutto, il pericolo sciita e iraniano.

 Lasciamo qui stare le ben ventotto pagine espunte dalla relazione del Senato Usa sull’undici settembre, che proverebbero definitivamente il nesso tra quegli operativi di Al Qa’eda e il regime di Riyadh, lasciamo da parte anche le numerose, poliennali segnalazioni di finanziamenti, privati e pubblici, ai jihadisti, infine le linee di credito aperte, sempre da parte di cittadini eminenti del Regno wahabita, al califfato sirio-iraqeno di Al Baghdadi.

 Ma i sauditi sono troppo ricchi per non essere creduti, soprattutto dagli Usa; e quindi il grande blocco del Qatar è riuscito, anche con l’appoggio di alcuni paesi occidentali. Continue reading “Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori”

Come interpretare la crisi tra il Qatar e gli alleati dell’Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

La crisi tra Qatar e gran parte della nuova “NATO” sunnita, come la chiamano già oggi alcuni media statunitensi, consiste in una serie formale di 13 punti che la Arabia Saudita, l’Egitto, lo Yemen, gli Emirati, il Bahreine perfino le Mauritius  hanno inviato, come ultimatum, a Doha: 1) rompere ogni rapporto diplomatico e economico con l’Iran, 2) chiudere immediatamente la base militare turca nei pressi di Doha e, comunque,  porre fine alla collaborazione militare tra l’Emirato e Ankara, 3) chiudere immediatamente Al Jazeera, vecchia emittente sorta sulle macerie della BBC in lingua araba e poi monopolizzata, de facto, dalla Fratellanza Musulmana, 4) non finanziare più, da parte dei membri della casa reale di Doha, reti quali Arabi21, RASSD, Araby al-Jadid e Middle East Eye, essendo peraltro  “Araby al Jadeed” una nuova rete all news nata nel Marzo 2014, una rete questa organizzata da Azmi Bashara, un ex-membro del parlamento di Tel Aviv e che opera da Londra, Beirut e Doha, con 150 elementi dello staff, mentre il sovracitato Middle east Eye è oggi diretto da David Hearst, già caporedattore esteri del Guardian londinese.

  Una rete bloccata, Middle East Eye,  dalle autorità saudite e degli altri emirati. Continue reading “Come interpretare la crisi tra il Qatar e gli alleati dell’Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Qatar and Iran Rehearsals of a war between Shiites and Sunnis – Giancarlo Elia Valori

Saudi Arabia, Egypt, the United Arab Emirates, Bahrain – a small Shiite-majority State governed by the Sunnis – Eastern Libya of Haftar and the “Council” of Cyrenaica, the Maldives, Yemen and the Mauritius have all broken off any political, diplomatic and economic relations with the Qatar Emirate, governed by Sheikh Abdullah bin Nasser bin Khalifa al-Thani.

 It is not the first time that Saudi Arabia interferes heavily in the internal affairs of the Emirate. In fact, on June 26, 2013, the very strong Saudi pressures forced the then Prime Minister Hamad bin Yassim Al Thani to resign.

 The airlines of the aforementioned Sunni nations have also announced  they will no longer operate flights to Doha, Qatar’s capital. The ships of the aforementioned countries do no longer dock in the Emirate’s ports and, above all, the small State’s food supplies, 50% of which are shipped by land by Saudi Arabia, are no longer delivered to Doha.

 Seven-eight hundred articulated lorries that do not supply food to Qatar from its only land border and remain blocked in Saudi Arabia.

  Hence the Emirate cannot hold out for long, and not even Iran, which is very cautious and does not want to create a casus belli right now, has so far shown any interest in replacing Saudi Arabia in preserving Qatar’s food supplies and commercial communications. Continue reading “Qatar and Iran Rehearsals of a war between Shiites and Sunnis – Giancarlo Elia Valori”

Il Qatar e l’Iran Prove generali di guerra tra sciiti e sunniti – Giancarlo Elia Valori

L’Arabia Saudita, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, piccolo stato a maggioranza sciita ma retto dai sunniti, la Libia orientale di Haftar e del “consiglio” della Cirenaica, le Maldive, lo Yemen e le Isole Mauritius hanno, tutti, rotto ogni rapporto politico, diplomatico e economico con l’Emirato del Qatar, retto dallo sceicco Abdullah bin Nasser bin Khalifa al Thani.

 Non è la prima volta che Riyadh si ingerisce pesantemente  negli affari interni dell’Emirato: furono infatti le fortissime pressioni saudite a far dimettere, il 26 giugno del 2013, l’allora primo ministro, Hamad bin Yassim Al Thani.

 Le linee aeree delle suddette nazioni sunnite hanno poi annunciato che non opereranno più voli di linea verso Doha, la capitale del Qatar, ai porti dell’Emirato non attraccano più navi dei paesi sopra citati ma, soprattutto, i rifornimenti alimentari del piccolo Stato, che vengono spediti via terra per il 50% dall’Arabia Saudita, non vengono più consegnati a Doha.

 Sette-ottocento TIR giornalieri che non riforniscono di cibo il Qatar dalla sua unica frontiera di terra e che rimangono  bloccati in Arabia Saudita.

  L’Emirato non può quindi reggere a lungo, e nemmeno l’Iran, che è prudentissimo e non vuole creare il casus belli, proprio ora, non ha finora manifestato alcun interesse a sostituire i sauditi nel mantenimento alimentare e nelle comunicazioni commerciali  qatarine. Continue reading “Il Qatar e l’Iran Prove generali di guerra tra sciiti e sunniti – Giancarlo Elia Valori”

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