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I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori

Fin dall’inizio delle ostilità contro Gheddafi, da Malta sono partite operazioni soprattutto dei Servizi francesi per inviare armi, informazioni, istruttori diretti verso le forze “ribelli” della Cirenaica che combattevano il Rais.

 I francesi sono arrivati davanti alle coste di Bengazi con due sottomarini nucleari e la Brigade Action dei Servizi, mentre i legami erano già stati stabiliti all’estero, e talvolta poco fuori Roma. Anche con l’aiuto degli Usa.

  Chi vi scrive ha visto anche i primi documentari interni delle forze ribelli anti-gheddafiane, addestrate con materiali e mezzi che, di solito, erano a disposizione dei migliori gruppi di fuoco dei Servizi occidentali.

 Ed era incredibile come fossero così capaci, i “ribelli” libici, di manovrare armi delicatissime e molto raffinate.

 Gli agenti francesi usavano anche dei voli “coperti” per monitorare gli arrivi e le distribuzioni degli armamenti, per evitare soprattutto che arrivassero alle persone sbagliate. Gli agenti francesi, fin dai primi attacchi a Tripoli, avevano inoltre fornito ai loro “ribelli” ben 9,1 miliardi di Usd di armi, e poi avevano continuato a fornire altre armi ai loro campioni locali, per cifre notevoli e utilizzando sempre Malta come base. Continue reading “I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori”

Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori

Perché è fallita la Conferenza sulla Libia organizzata dal governo Conte alla Villa Igiea di Palermo?

In primo luogo, è stata una conferenza caotica, affrettata e organizzata quasi all’impronta, con evidenti segni di fretta semplificatrice, che si sono resi visibili sia nella logistica che nella linea politica.

Ai tempi di Moro, Cossiga, Craxi la conferenza sarebbe stata certamente un vero successo. Perché? Perché l’Italia contava ancora molto nel Mediterraneo, e veniva presa molto sul serio da tutti. E sapeva quali erano i suoi interessi, non le solite “seduzioni alcinesche” della pace, dello sviluppo e altro, per dirla con Benedetto Croce.

Non sarebbe stata possibile la pressione e il ricatto, da parte di Francia e Gran Bretagna, verso l’Italia, per bombardare un Paese, la Libia di Gheddafi, che era la nostra banca d’affari sempre aperta, il nostro partner strategico nel Maghreb, la garanzia militare contro la Françafrique e il difensore degli equilibri con l’Egitto e l’Algeria. E la protezione dei pozzi ENI dai tanti pericoli.

 Oggi, l’attuale governo italiano ha ridotto la questione libica ad un problema di semplice riunificazione tra i due tronconi, quello cirenaico e l’altro, tripolino, tanto amato dall’ONU ma non si sa perché. Continue reading “Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori”

La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori

Sembra che la Conferenza di Palermo sulla Libia sia oggi, finalmente, un prevedibile successo per il nostro Governo.

 Haftar, l’uomo forte della Cirenaica (e oggi, anche della Sirte) è arrivato a Roma il 28 ottobre scorso per una visita informale, ma che è stata estremamente utile per la Conferenza di Palermo e per la futura strategia italiana in Libia.

 Il capo della vecchia “Operazione Dignità” sarà certamente anche a Palermo, mentre, probabilmente, i russi manderanno o Medvedev o il vice-ministro degli Esteri, Bogdanov. O anche Dimitri Peskov. Ma tutti avranno, comunque, le direttive personali di Putin a cui attenersi. E Putin seguirà con estrema attenzione il dibattito siciliano.

 L’obiettivo, per i russi è quello di stabilizzare la loro presenza in Libia, qualunque sia il risultato politico di questa Conferenza palermitana; e di aprire quindi anche una relazione strategica anche con Al Serraj e la Settima Brigata di Misurata, oltre che con le più grandi tribù dell’area tripolina. Il che si può fare soprattutto con il sostegno dell’Italia.

 Nulla è più distante dagli interessi di Mosca di un rapporto esclusivo e bilaterale con Haftar, di cui pure i russi hanno stampato le nuove monete, con il profilo di Gheddafi. Continue reading “La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori”

Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori

 La Libyan Investment Authority si è spostata, nell’agosto scorso, dai suoi uffici di Tripoli, nella ormai famosa Tripoli Rower.

 L’Ente finanziario storico del regime gheddafiano gestisce, oggi, circa 67 miliardi di Usd tra azioni ed altro che sono, in gran parte, congelati a causa delle sanzioni ONU.

 Che vanno progressivamente tolte e sostituite con un sistema di controlli di mercato, man mano che l’economia libico trova la sua via.

  Proprio ora che, dopo intimidazioni e minacce gravi e spesso armate, la LIA si è spostata altrove, nella più sicura Tripoli Tower.

 Ma come nasce e, soprattutto, cos’è oggi la LIA?  Il Fondo, che ha alcuni tratti proprio del fondo sovrano tipico dei Paesi petroliferi, nasce nel 2006, proprio mentre le sanzioni economiche e commerciali di UE e Usa contro il regime di Gheddafi stavano lentamente cessando.

  Il senso dell’operazione era semplice e razionale, proprio come quello che ha mosso la Norvegia nel creare da tempo il Government Pension Fund Global, ovvero utilizzare i profitti del petrolio per evitare la crisi post-energetica della Libia e mantenere i livelli di vita dei giorni felici. Continue reading “Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori”

La nuova crisi libica – Giancarlo Elia Valori

 Il primo segnale dell’attuale, peraltro malamente sedata, rivolta di Tripoli è stato il colpo di mortaio contro l’albergo Al Waddan, vicinissimo alla ambasciata italiana a Tripoli.

 La tregua siglata il 3 settembre 2018 dalla Commissione di Riconciliazione libica, composta di membri da Tarhouna, Zintan, Tripoli, Misurata, Zawia consiste in un cessate il fuoco e nell’entrata a Tripoli di una “forza neutrale” composta da membri delle zone militari centrale e occidentale.

 La Settima Brigata l’ha subito rigettata e altri gruppi armati continuano, sporadicamente, i combattimenti.

 Senza una protezione forte del GNA esterna alla Libia, e quindi senza presenza militare credibile in quel Paese, non si darà quindi alcuna pace.

 Un simbolo, più che un segno, l’attacco all’albergo. L’attuale guerra infra-tribale e tra le varie fazioni è però diretta soprattutto contro il nostro Paese. Continue reading “La nuova crisi libica – Giancarlo Elia Valori”

Nota sulle operazioni turche in Libia – Giancarlo Elia Valori

Le truppe di Misurata sono oggi quelle dello “Scudo 1”; ma certamente la Turchia non sostiene il semplice Fronte di Misurata, ma  tutta la Fratellanza Islamica, il cui partito, Giustizia e Costruzione, è stato fondato in Libia nel Marzo 2012.

 Dalla repressione feroce con Gheddafi ad oggi, la Fratellanza non è uno strumento efficace per l’egemonia politica e fondamentalista in Libia.

 In risposta al golpe contro l’ikhwan musulmano, la Fratellanza, compiuto  in Egitto del Luglio 2013, la Turchia e il Qatar hanno iniziato a sostenere, sempre in Libia, l’”Alba Libica”.

  Pressione contro l’Egitto e scelta autonoma, da parte dei turchi, del jihadismo preferito sul campo libico.

 Il Congresso Generale Nazionale Libico è stato poi egemonizzato fin dall’inizio dalla Fratellanza Musulmana e dal “Blocco dei martiri”, capeggiato agli inizi dal deceduto Abu Idriss al Libi, capo allora delle Guardie di Frontiera del sud della Libia e membro, con ogni probabilità, di al Qaeda.

 In ogni caso, non certo dalle semplici  “Forze di Misurata”. Continue reading “Nota sulle operazioni turche in Libia – Giancarlo Elia Valori”

L’incontro tra Al Serraj e il generale Khalifa Haftar – Giancarlo Elia Valori

Alla metà del Febbraio scorso, sia il capo del governo di Accordo Nazionale Libico, Fayez al Serraj, che il leader dell’Esercito Nazionale Libico, ovvero della “Operazione Dignità”, Khalifa Haftar, si trovavano al Cairo, ma nessuno può ancor oggi verificare se si siano effettivamente incontrati.

Anzi, ci risulta di no, data la vera e propria allergia che Haftar ha per il leader del GNA di Tripoli.

Al Serraj ha poi  incontrato, nella capitale egiziana, sempre alla metà del febbraio scorso, il capo di Stato Maggiore delle FF.AA. del Cairo Mahmoud Egazi, che è il titolare del dossier libico presso l’ufficio del Presidente egiziano.

Il Cairo sostiene Haftar per molte ragioni: la presenza di oltre 750.000 lavoratori egiziani in Libia, e al tempo di Gheddafi erano almeno 1,5 milioni, soprattutto copti.

La tensione nel Sinai, ormai in fase di jihadizzazione, 1200 chilometri di confine con lo stato libico, di difficilissimo controllo, le rimesse dalla Libia per 33 milioni di Usd l’anno verso il Cairo, poi la caduta del commercio bilaterale, del 75%. Continue reading “L’incontro tra Al Serraj e il generale Khalifa Haftar – Giancarlo Elia Valori”

Fayez Al Serraj tenta di prendersi la NOC – Giancarlo Elia Valori

Il 24 Marzo scorso Al Serraj ha sciolto il suo ministero del petrolio e ha assunto, formalmente, il controllo diretto della NOC, National Oil Company, la compagnia petrolifera unica dello stato libico.

 Nelle more della ferocissima guerra civile seguita alla eliminazione di Gheddafi e del suo regime, la NOC era rimasta sostanzialmente sopra le parti ed era riuscita a garantire, pur nella netta diminuzione della estrazione di petrolio, una parte del guadagno a tutte la parti in causa.

  E questo accade anche dopo la presa, da parte delle truppe di Khalifa Haftar, dei terminal petroliferi di Es Sider e di Ras Lanuf.

 Secondo le previsioni del presidente della NOC, Mustafa Sanalla, l’azienda petrolifera libica potrebbe raggiungere gli 1,25 milioni di barili/giorno alla fine di quest’anno e 1,6 milioni di b/d entro il 2022.

 Sanalla, in una recente conferenza a Londra, ha dichiarato che tutti i contratti in essere saranno onorati all’interno delle strutture della Banca Centrale di Libia, che si è allineata con il governo del GNA di Al Serraj. Continue reading “Fayez Al Serraj tenta di prendersi la NOC – Giancarlo Elia Valori”

Rivedere tutta la questione libica – Giancarlo Elia Valori

Siamo proprio sicuri di aver letto bene, finora, lo scacchiere libico, i suoi equilibri strategici e la natura dei nostri reali interessi in quel complesso sistema?

 Siamo sicuri che l’obiettivo di una politica estera matura è quello di farsi illudere dal primo che capita, quando farfuglia parole che non conosce, quali “democrazia” e “libertà”?

 Siamo infine sicuri che, sul piano culturale, i nostri modelli di vita siano esportabili e del tutto traducibili, senza residui, in contesti sociali, religiosi, antropologici del tutto diversi da quelli europei o occidentali?

 Temo proprio di no.

  Nelle culture politiche, diversamente dalla linguistica contemporanea, vale la cosiddetta “ipotesi di Sapir-Whorf”, secondo la quale la struttura grammaticale di una lingua modifica la stessa struttura del pensiero.

  L’Occidente, ma soprattutto la Francia e la Gran Bretagna, che più di altri avevano agitato i principi di una “guerra umanitaria” contro il cosiddetto tiranno Muammar al Minyar el Gheddafi, si sono eclissate immediatamente dopo la fondazione del National Transitional Council dell’Agosto 2011 e l’uccisione, il 20 ottobre di quell’anno, del “tiranno”. Continue reading “Rivedere tutta la questione libica – Giancarlo Elia Valori”

La Russia in Libia – Giancarlo Elia Valori

“E’ di pochi giorni fa la notizia, di grande rilievo strategico, secondo la quale alcune dozzine di “contractors” militari russi, forniti dalla ditta RSB Group, sarebbe già operante nell’Est della Libia, per sminare le aree attorno a Bengazi, in una zona che è stata recentemente liberata dai jihadisti per mezzo delle armate di Khalifa Haftar, che appare sempre più come il perno della geopolitica russa in Libia.

 D’altra parte, Mosca non vuole affatto compiere l’errore primario che hanno fatto l’ONU e i Paesi occidentali, ovvero quello di scegliere fin dall’inizio il loro “cavallo” nella persona del debole Fajez al Serraj.

  Ed infatti il leader di Tripoli è stato invitato in Russia all’inizio del mese di Marzo 2017, e in quella occasione  Vladimir Putin gli ha detto chiaramente che Mosca è presente in Libia per porre rimedio alla “barbarica aggressione” dell’ONU e della NATO del 2011, e intende aiutare tutte le parti, il GNA di Serraj come il governo di Khalifa al Gwell e le altre fazioni non jihadiste, per “ricostruire lo stato libico”. Continue reading “La Russia in Libia – Giancarlo Elia Valori”

La Libia e l’essenza dell’accordo OPEC non OPEC – Giancarlo Elia Valori

La Libia sta programmando di raddoppiare la sua produzione di greggio, nell’anno prossimo.

Pur essendo un membro dell’OPEC dal 1962, nonché il Paese africano con le maggiori riserve petrolifere ( e di migliore qualità) è stato  posto fuori, per ovvie considerazioni geopolitiche, dal recente accordo OPEC-non OPEC, che favorisce la Federazione Russa, ricollega Mosca all’Arabia Saudita, evitando un legame troppo stretto tra Russia e Iran, pone la Russia in un ruolo di mediatore primario in tutto il Medio Oriente.

Anche Teheran non ha alcuna intenzione di sabotare questo accordo sui prezzi petroliferi, che certamente favorirà anche la repubblica sciita.

Ma la Nigeria e la stessa Libia, invece, hanno aumentato la loro produzione, mentre tutta l’area non-OPEC, Russia, Brasile, Canada, Norvegia, Kazakistan, ha aumentato le scorte dato che si suppone, soprattutto a partire dalla Cina, una diminuzione della domanda di petrolio e gas.

Oggi la Libia, secondo le dichiarazioni del   presidente della National Oil Corporation   Mustafa Sanalla, estrae 708.000 barili/giorno, ma la produzione dovrebbe arrivare molto presto a 900.000 per poi stabilizzarsi, alla fine del 2017, sul milione e poco oltre  di bb/dd. Continue reading “La Libia e l’essenza dell’accordo OPEC non OPEC – Giancarlo Elia Valori”

La strategia globale del generale Khalifa Haftar – Giancarlo Elia Valori

L’accordo tra le fazioni libiche del 17 Dicembre 2015, siglato in Marocco, non è stato ancora implementato.

 Esso presupponeva un illuministico “processo di pacificazione nazionale”, ovviamente dal basso, che nessuno ha voluto porre in essere, mentre fischiavano le pallottole e il sedicente “califfato” di Abu Baqr al Baghdadi si insediava nella Sirte.

 Ma, nella mentalità ingenua dei maggiori decisori internazionali, era solo l’Esercito Nazionale Libico di Khalifa Haftar il vero nemico della pacificazione nazionale, ed era all’ex-delfino di Gheddafi che si riferiva il già Segretario di Stato Usa John Kerry quando affermava che sono le “battaglie di singoli, dediti solo al loro interesse, che mettono in pericolo la sicurezza della Libia”.

 Sappiamo per certo che, per qualche strana alchimia, il già Secretary of State affermava con sicumera l’esatto contrario della verità, quindi deduciamo che le forze di Haftar sono state inevitabili per eliminare i militanti jihadisti nella Sirte, il che è però un fatto. Continue reading “La strategia globale del generale Khalifa Haftar – Giancarlo Elia Valori”

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