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Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori

Rabbi Schneier pensava che, dopo la Shoah, non vi sarebbe stato alcun ritorno dell’antisemitismo, un virus che ha accompagnato la storia moderna dalla tarda antichità fino, appunto, ad oggi.

Rabbi Schneier pensava, da razionalista kantiano, che dopo l’evidenza dei fatti, non vi sarebbe stata alcuna persecuzione antiebraica, nel radioso futuro illuminato del XX secolo.

Invece i mostri rimangono vivi, dopo che la storia visibile li ha temporaneamente messi a riposo.

Ora, nel 2018, il cancro dell’antisemitismo, dice Rabbi Schneier, è ricomparso in Europa e negli Stati Uniti.

In America del Nord, ricordiamo, l’antisemitismo è presente da sempre.

Basti ricordare l’affaire Leo Frank del 1915, quando questo cittadino ebreo americano fu prima condannato a morte, poi la sua condanna, peraltro del tutto inverosimile, fu convertita in carcere a vita ma, anche da carcerato, Leo Frank fu portato fuori dalla sua gabbia da una massa di gente inferocita e impiccato.

Nel 1958, anche dopo la Shoah e la diffusione delle atrocità naziste contro gli ebrei, fu fatta saltare con la dinamite la più antica sinagoga di Atlanta.

I miti, soprattutto quelli dell’odio, non hanno bisogno di conferme né di smentite. Esistono, e basta. Continue reading “Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori”

Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori

Lo stato ebraico ha già compiuto, nel massimo silenzio, oltre 200 attacchi aerei contro obiettivi iraniani in Siria, e solo negli ultimi due anni.

 Fonti non confermate, di origine nordamericana, parlano anche di un sostegno israeliano ai “ribelli” islamici che lottano contro Bashar el Assad e i suoi alleati.

 Si tratterebbe di 12 gruppi di sedicenti “ribelli” para-jihadisti che operano nella Siria meridionale, i quali contrastano sia le Guardie della Rivoluzione iraniane che i militanti radicalmente jihadisti dell’Isis.

 Naturalmente, l’intelligence di Gerusalemme controlla con estrema attenzione, e con sistemi h-24, i tre ponti che collegano le Alture del Golan con Israele; e che sono usati costantemente dalle Forze armate dello stato ebraico per sostenere sia le popolazioni del Golan che i militari che operano stabilmente in quelle zone.

 Il “sostegno umanitario” all’area, compresi i suddetti ribelli anti-Assad, è stata chiamata da Gerusalemme l’“Operazione Buon Vicino”, ma il vero fer de lance di Israele sono le missioni aeree sul cielo siriano, che sono di nuovo molto aumentate negli ultimi tempi. Continue reading “Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Verità e non chiassate – Giancarlo Elia Valori

La Filologia! Sì, la “Scienza dell’antichità”, proprio Lei in carne e ossa, spesso, molto più spesso di quanto non si immagini, ci propina, goccia a goccia, sconvolgenti parentesi di teatrale spettacolarità da fare invidia ai più titolati commediografi di ieri e di oggi. Vediamo l’ultima. In ordine di tempo, ovviamente.

E’ noto ormai il chiasso che, recentemente, è esploso per la scelta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere ufficialmente Gerusalemme capitale di Israele, anche nel rispetto di una proclamata promessa elettorale.

Ieri il rabbino capo di Roma, pur prevedendo il bailamme che avrebbe suscitato e infrangendo ogni prudenza, ha disapprovato la decisione dell’Italia che, all’Onu, aveva bocciato la scelta di Trump. Lo ha fatto attraverso Twitter, il cui post sta diventando virale: «Dal Risorgimento ai concerti di Capodanno – scrive il rabbino capo Riccardo Di Segni – l’inno “nazionale” più amato dagli italiani è il Va’ pensiero, basato sul Salmo 137, in cui gli ebrei esuli rimpiangono Sion. Quando poi gli ebrei tornano a Gerusalemme e ne fanno di nuovo la loro capitale, l’Italia vota contro all’Onu». Il medesimo messaggio è stato poi condiviso e rilanciato in rete anche dalla presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Continue reading “Verità e non chiassate – Giancarlo Elia Valori”

Israele e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

In Siria, dal 24 Febbraio scorso, l’Iraq ha compiuto il suo primo bombardamento contro l’Isis, nell’area di Abu Kemal, ma il supporto tattico e informativo  alle forze di Baghdad lo hanno dato Mosca e l’Iran, non gli USA, che pure hanno tacitamente permesso le operazioni.

 Il che significa, peraltro, che Putin ha perso, per così dire, la pazienza e teme il nuovo frazionismo del potere a Washington, tra la Presidenza di Donald Trump e le agenzie di intelligence ormai schierate contro il nuovo Presidente; e quindi va avanti nelle sue operazioni in Siria con il sostegno dell’Iran e non, come prima era stato previsto proprio dai Servizi russi, con quello degli Stati Uniti.

 E ancora, si suppone che gli USA non accettino il ruolo primario delle forze turche nella presa di Raqqa, la capitale del cosiddetto “califfato”; ma il ministro degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu, dopo la presa turca della città di Al Bab nel nord della Siria, ha annunciato che le forze armate turche continueranno le azioni verso Raqqa con il sostegno di Francia, Gran Bretagna, Germania, senza nemmeno citare gli USA. Continue reading “Israele e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Israele e la guerra in Siria – Giancarlo Elia Valori

Primo punto da studiare attentamente: la guerra in Siria, dopo l’entrata in quel quadrante della Federazione Russa, presuppone una connessione tra Mosca e Teheran che è, per Israele, sommamente pericolosa.

 Gran parte delle sortite aeree russe sul terreno siriano provengono infatti  dalla base iraniana di Hamadan, 175 miglia a sud di Teheran, la storica tomba, tra l’altro, di Ester e di Mordechai, pellegrinaggio tradizionale degli ebrei iraniani.

 Se, poi, la  Russia vuole davvero evitare che le tradizionali potenze occidentali ritornino a gestire gli equilibri del Grande Medio Oriente, non può non favorire il rafforzamento di una “mezzaluna sciita” che va dall’Iran, appunto, all’area alawita in Siria fino al Libano meridionale  del “partito di Dio”, Hezb’ollah. Continue reading “Israele e la guerra in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Shimon Peres, il commosso ricordo di Giancarlo Elia Valori

Un grande Statista, un Gigante della pace e un autentico Padre dello Stato di Israele
(*) di Giancarlo Elia Valori

La notizia della scomparsa di Shimon Peres mi turba nel profondo. Conoscevo lo stato di grave infermità in cui versava a seguito di un ictus che lo aveva colpito martedì 13 settembre scorso. Già con animo preoccupato avevo seguito anche la precedente patologia nel gennaio scorso: un infarto, dal quale si era però ripreso. Tant’è che in risposta a un mio affettuoso messaggio di pronta guarigione aveva scritto: “mio carissimo amico, grazie dal profondo del mio migliorato cuore per le gentili e sincere parole, sono in totale ripresa e manterrò sempre la mia speranza, perché c’è un detto che recita ‘colui che ha la salute, ha la speranza, e chi ha la speranza ha tutto’”.  Questa speranza, purtroppo, si è affievolita ieri sera per sopraggiunte complicazioni renali e oggi, alle 01,15 (in Italia), il suo cuore ha cessato di battere, all’età di 93 anni. E adesso ho perso un leale e fraterno amico di lunga data, tra i più cari. Continue reading “Shimon Peres, il commosso ricordo di Giancarlo Elia Valori”

Il doppio standard di Mosca con Israele – Giancarlo Elia Valori

Dal 25 Luglio scorso, l’Esercito Arabo Siriano di Bashar el Assad ha martellato con la sua artiglieria, spesso sostenuta logisticamente dai russi, il fronte israeliano della alture del Golan.

L’obiettivo è, evidentemente, quello di provocare una risposta dello Stato Ebraico e di far entrare direttamente in guerra, quindi, proprio Gerusalemme nel quadrante siriano.

Un suicidio inutile per Israele, un ritorno delle vecchie e ormai inutili linee della guerra fredda nel Medio Oriente.

Ciò significherebbe peraltro l’inizio di una pressione sul fronte sud, verso il Golan appunto, da parte sia di Hezbollah, ormai ritiratosi verso il confine tra Libano, Siria e Israele, che delle FF.AA. iraniane e dei loro “volontari”. La direzione, per tutti, sarebbe quella verso il confine Nord israeliano, mentre la Russia sosterrebbe, con ogni evidenza, questa operazione unificata contro Gerusalemme.

Per Mosca, la guerra in Siria è stata il grande catalizzatore di una sua nuova alleanza egemonica in Medio Oriente, non una posizione nuova nei confronti dello Stato Ebraico, visto ancora come “dente” degli USA in quel quadrante. Continue reading “Il doppio standard di Mosca con Israele – Giancarlo Elia Valori”

Come vanno oggi i rapporti tra Russia e Israele – Giancarlo Elia Valori

Il nuovo rapporto per lo scambio di dati di intelligence che si era instaurato tra Mosca e Gerusalemme nell’Aprile scorso è ormai in pericolo.

 Il segno più evidente di questa crisi bilaterale  lo vediamo nella blanda reazione alle proteste israeliane riguardanti le vendite, o i trasferimenti a Hezb’ollah, da parte dei russi, di materiale militare, spesso evoluto.

 La polemica si è rinfocolata anche nell’ultimo contatto telefonico tra Netanyahu e Putin,  lo scorso sabato 23 Luglio.

 Tra l’altro, durante lo scambio tra i due leader si è discusso di  un altro tema molto sensibile, l’entrata nello spazio aereo israeliano del Golan di un UAV (unmanned aerial vehicle)  direttamente dalla Siria.

 L’UAV doveva fotografare alcune attrezzature e operazioni speciali di Gerusalemme in quell’area.

  Ben tre missili di Israele, lanciati da un F-16, non sono riusciti a colpire l’UAV, che è ritornato intatto in Siria. Continue reading “Come vanno oggi i rapporti tra Russia e Israele – Giancarlo Elia Valori”

Russia e Israele – Giancarlo Elia Valori

Durante il meeting del 7 Giugno u.s. Vladimir Putin e il capo del governo israeliano Netanyahu hanno deciso di iniziare una collaborazione militare tra i due Paesi.

E’ una decisione storica, che rompe il classico ed univoco legame tra le Forze dello Stato Ebraico e quelle degli USA.

Un cambio di prospettiva strategica, da parte di entrambi i Paesi, che modifica sensibilmente le vecchie, tradizionali posture ereditate dalla guerra fredda.

Finisce il sostegno univoco di Mosca ai Paesi Arabi, ereditato dal XX Congresso del PCUS, nel 1956, per rafforzare le “borghesie nazionali” del mondo islamico; termina d’altro canto il rapporto univoco tra Gerusalemme e Washington, che era anch’esso in funzione di contrasto agli alleati dell’URSS in Medio Oriente..

Una relazione, quella con gli USA, che ha da un lato rafforzato tecnologicamente Israele, ma lo ha costretto in un orizzonte strategico da piccola potenza regionale che, oggi, non è più ragionevole. Continue reading “Russia e Israele – Giancarlo Elia Valori”

Israele e Federazione Russa oggi – Giancarlo Elia Valori

Molti sono i segnali che ci fanno pensare a una nuova correlazione strategica, in Medio Oriente, tra Mosca e Gerusalemme.

In linea di massima, possiamo ipotizzare fin d’ora che lo Stato Ebraico stia già valutando l’allontanamento degli USA dal sistema mediorientale e che, quindi, Israele tenti una politica di “sostituzione” collegandosi alla Federazione Russa.

Certo, i pessimi rapporti personali tra Barack Obama e Netanyahu hanno avuto il loro peso, ma stiamo osservando una vera e propria ridefinizione di tutti gli equilibri geopolitici regionali.

Ed hanno avuto peso anche le facilonerie USA e EU sul JCPOA, il trattato sul nucleare civile-militare iraniano, giustamente criticate da Netanyahu e da tutto l’establishment israeliano.

Sia Mosca, che ha già “vinto” la sua guerra in Siria che Gerusalemme, che ha tratto tutte le conseguenze geopolitiche dalle “primavere arabe” e dall’ambiguo e iniziale sostegno USA ai “ribelli” siriani anti-Assad, stanno ridisegnando quasi in solitudine la nuova carta del Grande Medio Oriente. Continue reading “Israele e Federazione Russa oggi – Giancarlo Elia Valori”

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