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Le elezioni iraniane per il nuovo Presidente – Giancarlo Elia Valori

Il presidente uscente della Repubblica Islamica dell’Iran Hassan Rouhani ha vinto al primo turno, con oltre il 56% dei voti finali, il suo nuovo mandato da Presidente.

  Ovvero, Rouhani ha vinto con 14.619.848 preferenze per il totale di  25.966.729 elettori, e quindi si tratta del 53,6% esatto  del totale dei voti.

 La differenza tra i due dati riguarda il voto disgiunto e quello dato alle sue liste regionali.

 Lo sconfitto principale è comunque Ebrahim Rajsi, una figura importante del clero sciita.

 Tra gli altri sfidanti, che all’inizio si sono presentati addirittura in 1636, subito duramente scremati dal Consiglio dei Guardiani e ridotti a sei solamente, vi erano, oltre appunto a Rajsi,  Mohammed Baqer Qalibaf, sindaco di Teheran, che si è ritirato dalla corsa prima dell’apertura dei seggi, l’ex ministro della Cultura Mustafa Aqa Mursalim, il già  vice presidente della Repubblica Mostafa Hashemi Taba, l’attuale vice Eshaq Jarangiri.

 Si tratta di figure  complesse e comunque di notevole rilievo: Qalibaf è stato, oltre che sindaco della capitale iraniana, capo della polizia dal 2000 al 2005 e, precedentemente, comandante dell’Aviazione delle Guardie Rivoluzionarie dal 1997 al 2000. Continue reading “Le elezioni iraniane per il nuovo Presidente – Giancarlo Elia Valori”

Teheran e Mosca, un’alleanza a dimensione variabile – Giancarlo Elia Valori

Il territorio di Damasco è il punto di rottura della “collana di perle” tesa a rinchiudere la Russia.

Al contrario, infatti, la Russia vuole usare il vecchio PKK curdo per costruire una zona-cuscinetto non integrata nel nuovo piano atlantico.

Il tutto al fine di evitare l’innesco di una long  war che interromperebbe la continuità tra Mosca, l’Iran, l’Iraq e la Siria, che la Federazione Russa vuole intera e sotto il comando del nuovo Baath di Bashar el Assad.

Niente vieta che, in seguito, l’area delle long wars si estenda anche ad alcune repubbliche caucasiche appartenenti oggi alla Comunità degli Stati Indipendenti e quindi sottoposte all’egemonia di Mosca.

Israele vuole  poi l’annessione ufficiale delle alture del Golan e la tutela, da parte di Mosca, del regime siriano, con la garanzia che esso non si muoverà mai contro Gerusalemme. Come accadrebbe se Damasco fosse sottoposta ad una leadership unicamente iraniana.

L’Iran vuole allora mantenere una Siria “amica” e un Iraq unitario,  che permettano a Teheran la gestione di un proprio corridoio verso il Mediterraneo, non condizionato dai russi e autonomo dalla Turchia. Continue reading “Teheran e Mosca, un’alleanza a dimensione variabile – Giancarlo Elia Valori”

USA e Iran nel quadrante siriano – Giancarlo Elia Valori

Anni fa, un dirigente delle Guardie della Rivoluzione iraniane affermò ironicamente alla TV di Teheran: “bisognerebbe ringraziare gli americani, ci hanno tolto di mezzo un grande nemico, Saddam Husseyn, e sono poi andati in Afghanistan, evitando che quel paese diventasse una zona controllata dai pakistani, e noi non siamo certo amici di Islamabad”.

Quindi, al netto dell’accordo JCPOA sul nucleare civile-militare raggiunto tra l’Iran e il P5+1, la relazione tra Washington e Teheran è oggi più complessa di quanto sembri.

Certamente, le due guerre in Iraq degli USA hanno creato una zona-cuscinetto che ha protetto soprattutto l’Arabia Saudita, mentre ha circondato l’area sciita iraniana.

Ma, d’altra parte, la gestione da parte degli americani dell’Iraq post-saddamita ha oggettivamente favorito la maggioranza sciita di quella popolazione,

E quindi la penetrazione di Teheran in quell’area, a maggioranza sciita.

Si è così creata una stabile zona di penetrazione dell’Iran in Iraq e al confine afghano; e quindi il primo nucleo del suo progetto di grande “internazionale sciita” da contrapporre all’universo sunnita-fondamentalista che è incentrato su Riyadh e gli Emirati peninsulari. Continue reading “USA e Iran nel quadrante siriano – Giancarlo Elia Valori”

Come si muove l’Iran in Siria – Giancarlo Elia Valori

Un recente articolo sulla russa Pravda, che non è certo solo frutto di grey propaganda, ovvero di quel tipo di operazioni di comunicazione “grigia” dove si mescola verità e menzogna, può essere utile per chiarire cosa è avvenuto davvero in Siria dal 2011, anno ferale e terribilis delle c.d. “primavere arabe”.

E anche della destabilizzazione, contro l’ Iran e la Federazione Russa, del Grande Medio Oriente.

Intanto, e per chiarire, le suddette “primavere” erano state evidentemente elaborate secondo le tecniche di Gene Sharp e della sua “rivoluzione non-violenta”, con l’aggiunta di “ribelli” paracadutati da altri.

Ciò lo si è visto certamente con i ragazzi di Piazza Tahrir in Egitto, con il responsabile di Google al Cairo che fa sorpassare alla protesta i blocchi a Internet organizzati dal regime di Mukarak, mentre già allora le milizie dei Fratelli Musulmani proteggevano la folla dalle cariche della polizia del Rais.

Peraltro, allora, i libri di Gene Sharp erano esplicitamente consigliati sul sito della Fratellanza, in Egitto. Continue reading “Come si muove l’Iran in Siria – Giancarlo Elia Valori”

The second Iranian elections – Giancarlo Elia Valori

After the elections held on February 26, 2015 – the thirty-fifth after the Khomeinist Revolution – with a view to determining the winners of some seats, considering that in February no candidates had reached the minimum share of 25% of valid votes, the second elections for Iran’s Consultative Assembly were held on April 29, 2016. The swinging constituencies were 69.

The elected candidates will be declared effective on May 28, 2016.

The elections were also designed to elect some members of the Assembly of Experts and this is the first time that both elections are held on the same days.

As is well-known, the Legislative Assembly consists of 290 members, minus the five reserved for the Zoroastrians, the Jews, the Assyrians, the Chaldean Christians and the Armenians, with one seat for the Armenians of the South and the other for the Armenians of the North. Continue reading “The second Iranian elections – Giancarlo Elia Valori”

Le seconde elezioni iraniane – Giancarlo Elia Valori

Dopo le elezioni tenutesi il 26 Febbraio u.s., le 35° dopo la Rivoluzione Khomeinista, per stabilire i vincitori di alcuni seggi, laddove a Febbraio i candidati non avevano, nessuno, raggiunto il minimo del 25% del voti validi, si sono tenute il 29 Aprile le seconde elezioni per l’Assemblea Consultiva dell’Iran. I collegi in bilico erano 69.

I candidati eletti saranno dichiarati effettivi il 28 Maggio p.v.

La tornata elettorale valeva anche come momento per l’elezione di alcuni membri della Assemblea degli Esperti, ed è questa la prima volta in cui le due elezioni sono state tenute negli stessi giorni.

Come è noto, l’Assemblea Legislativa è composta da 290 membri, meno i cinque riservati agli Zoroastriani, agli Ebrei, agli Assiri, ai Cristiani Caldei e agli Armeni, un seggio per gli Armeni del Sud e l’altro per quelli del Nord. Continue reading “Le seconde elezioni iraniane – Giancarlo Elia Valori”

Iran’s finance – Gincarlo Elia Valori

Iran’s leadership is not satisfied with the pace and the way in which international sanctions are about to be lifted definitively.

On the one hand, Iran still has many difficulties in having access to global financial markets by using standard procedures; on the other hand there are significant shortcomings and delays in the domestic banking system.

The current yearly inflation rate is 11.9%; the maximum interest rate has fallen from 24% to 22% while, as announced by President Rowhani, the trade surplus is now positive for the first time after 37 years.

At the end of March 2016, the oil and non-oil exports were 41 billion and 42 billion Us dollars, respectively, with an expected annual growth of 0.7% only.

The exports of the free economic zone of Anzali, in the Northern province of Gilan, are growing to an impressive level of 40 million US dollars as against the 20 million US dollars of last year. Continue reading “Iran’s finance – Gincarlo Elia Valori”

La finanza iraniana – Giancarlo Elia Valori

La dirigenza di Teheran non è soddisfatta del ritmo e del modo in cui le sanzioni internazionali stanno per essere definitivamente tolte.

Da un lato, l’Iran ha ancora moltissime difficoltà ad accedere, con procedure standard, ai mercati finanziari globali, dall’altro vi è un evidente ritardo dello stesso sistema bancario interno.

L’inflazione è ormai all’11,9% annuo, il tasso di interesse massimo è sceso dal 24% al 22%, mentre il surplus commerciale, come ha annunciato Rowhani, è oggi positivo per la prima volta, dopo ben 37 anni.

Le esportazioni oil e non-oil alla fine di Marzo 2016 erano, rispettivamente, di 41 miliardi di Usd e di 42 mld. con una crescita annua prevista di solo lo 0,7%.

Cresce l’export della zona economica libera di Anzali, nella provincia settentrionale di Gilan, con uno straordinario dato di 40 milioni rispetto ai 20 dell’anno scorso.

E’ evidente la necessità, da parte di Teheran, di diminuire rapidamente la dipendenza dell’economia iraniana dalla sola vendita del petrolio; mentre la raffineria di Bandar Abbas sarà raddoppiata per quanto riguarda l’estrazione e la condensazione del gas naturale, con capitali e maccchinari in gran parte di origine iraniana. Continue reading “La finanza iraniana – Giancarlo Elia Valori”

An analysis of Iran’s elections- Giancarlo Elia Valori

First and foremost, it is worth clarifying that in Iran the division between “reformists” and “liberals” on one side and “conservatives” or even “fundamentalists” on the other makes no sense whatsoever.

Both political camps are linked to the memory and teaching of Imam Khomeini, who was a political leader because he was an innovator in the field of Twelver Shia Islam.

For the Imam of the 1979 revolution who, immediately after rising to power, dismissed Iran’s nuclear power inherited from the Shah as “a sign of the devil” – albeit he later changed his mind – the aim of the Prophecy, which for him is equal to human reason, “is to guide mankind towards the establishment of a just society through the implementation of divine laws”. Continue reading “An analysis of Iran’s elections- Giancarlo Elia Valori”

Le elezioni in Iran: una analisi – Giancarlo Elia Valori

Intanto, occorre chiarire che la divisione tra “riformisti” o “liberali” da una parte e “conservatori” o addirittura “fondamentalisti” dall’altra, nel panorama iraniano, non ha senso alcuno.

Entrambe le famiglie politiche sono legate alla memoria e all’insegnamento dell’Imam Khomeini, che fu un leader politico in quanto fu un innovatore nel campo dello sciismo duodecimano.

Per l’Imam della rivoluzione del 1979 che, peraltro, definì appena al potere il nucleare iraniano ereditato dallo Shah “un segno del diavolo”, salvo poi cambiare idea, il fine della Profezia, che per Khomeini è eguale alla ragione umana, “è quello di guidare tutta l’umanità verso la costituzione di una società giusta attraverso l’applicazione delle leggi divine”. Continue reading “Le elezioni in Iran: una analisi – Giancarlo Elia Valori”

Iran’s elections of February 26, 2016 – Giancarlo Elia Valori

On February 26, 2016 elections will be held in Iran both for Parliament (Majlis) and for the Assembly of Experts, the Council created by Khomeini to institutionalize the velayat-e faqih, the “guardianship of the jurist”, which characterizes the specific subjection of Iran’s civil and criminal law (and politics) to the evaluation of the faqih, namely the experts of the Shi’ite Islamic law.

This happens pending the arrival of the twelfth Imam, the Hidden Imam, who will mark the end of time and the universal conversion to Shi’ism.

He alone can really make the laws, and therefore the “experts” check the similarity of the rules to those that will be later laid down by the last Sovereign, the Last Imam, a descendant of Ali as his predecessors.

Given this theological and esoteric aspect, which can never be forgotten, from the organization and political viewpoints the Council of Experts is made up of 88 mujtahid, theologians and hence experts on Islamic law, who have not only the task of discussing the country’s political guidance and direction, but also to elect the Supreme Leader of the Islamic Republic, namely the Rahbar. Continue reading “Iran’s elections of February 26, 2016 – Giancarlo Elia Valori”

Le elezioni in Iran del 26 Febbraio 2016 – Giancarlo Elia Valori

Il 26 Febbraio avverranno, in Iran le elezioni sia per il Parlamento (Majlis) che per l’Assemblea degli Esperti, il Consiglio voluto da Khomeini per istituzionalizzare il velayat-e-faqih, la “direzione del giurisperito” che caratterizza la specifica sottomissione della legge civile e penale iraniana ( e della politica) alla valutazione dei faqih, gli esperti della legge coranica sciita.

Ciò in attesa dell’arrivo del XII Imam, il Nascosto, che sancirà la fine dei tempi e la conversione universale allo sciismo.

Solo Lui può fare davvero le leggi, e quindi gli “esperti” controllano la affinità delle norme a quelle che saranno poi sancite dall’ultimo Sovrano, l’Ultimo Imam, discendente di Alì come i suoi predecessori.

Stante questo dato teologico e esoterico, che non può mai essere dimenticato, il Consiglio degli Esperti è, dal punto di vista organizzativo e politico, formato da 88 mujtahid, teologi e quindi esperti di legge coranica, che hanno il dovere, oltre che di discutere la direzione politica del Paese, di eleggere il Capo Supremo della Repubblica Islamica, il Rahbar. Continue reading “Le elezioni in Iran del 26 Febbraio 2016 – Giancarlo Elia Valori”

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