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Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori

Rabbi Schneier pensava che, dopo la Shoah, non vi sarebbe stato alcun ritorno dell’antisemitismo, un virus che ha accompagnato la storia moderna dalla tarda antichità fino, appunto, ad oggi.

Rabbi Schneier pensava, da razionalista kantiano, che dopo l’evidenza dei fatti, non vi sarebbe stata alcuna persecuzione antiebraica, nel radioso futuro illuminato del XX secolo.

Invece i mostri rimangono vivi, dopo che la storia visibile li ha temporaneamente messi a riposo.

Ora, nel 2018, il cancro dell’antisemitismo, dice Rabbi Schneier, è ricomparso in Europa e negli Stati Uniti.

In America del Nord, ricordiamo, l’antisemitismo è presente da sempre.

Basti ricordare l’affaire Leo Frank del 1915, quando questo cittadino ebreo americano fu prima condannato a morte, poi la sua condanna, peraltro del tutto inverosimile, fu convertita in carcere a vita ma, anche da carcerato, Leo Frank fu portato fuori dalla sua gabbia da una massa di gente inferocita e impiccato.

Nel 1958, anche dopo la Shoah e la diffusione delle atrocità naziste contro gli ebrei, fu fatta saltare con la dinamite la più antica sinagoga di Atlanta.

I miti, soprattutto quelli dell’odio, non hanno bisogno di conferme né di smentite. Esistono, e basta. Continue reading “Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori”

Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori

Il gas naturale è, oggi, uno dei più importanti asset statunitense nei rapporti con l’Unione Europea.

 Ne hanno, infatti, parlato a lungo Trump e Jean Claude Juncker nell’ultimo loro incontro alla Casa Bianca, alla fine del luglio 2018.

 E’ ovvio che la questione delle vendite di gas naturale Usa sono collegate ad una più vasta tematica strategica del Presidente Trump.

 Egli vuole ridisegnare, anche e soprattutto con l’UE, il sistema dei dazi e del riequilibrio del commercio mondiale.

 E vuole inoltre ricreare una egemonia commerciale ed economica tra gli Stati Uniti e la UE, una egemonia che si era appannata nell’ultimo decennio.

 Con la UE, gli Usa hanno già raggiunto, per la gran parte dei beni scambiati, un regime di zero-tariff, eliminando anche le barriere non tariffarie e tutti i sussidi ai beni non automobilistici. Continue reading “Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori”

Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori

Il lungo testo che l’attuale ministro degli Affari Europei del governo Conte ha dato alle stampe e ha inviato ad una ristretta cerchia di amici e di governanti europei, è un saggio da meditare con grande attenzione. Il titolo è molto impegnativo: Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa.

 Segue, di poco, il volume dato alle stampe, sempre da Paolo Savona, “Come un incubo e come un sogno, memorialia e moralia di mezzo secolo di storia”, che è davvero un grosso lavoro, il quale si situa tra lo scientifico e il biografico, anche se è difficile, per Paolo Savona, data la sua straordinaria e lunga carriera, separare i due ambiti.

 Quali sono quindi i punti principali sui quali si disegna il lavoro più recente di Savona, questa Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa? Sono, in gran parte, proprio le conclusioni alle quali Paolo arriva nel suo più recente volume: a) l’inizio e la fine, in gran parte eterodiretta, del primato tecnologico italiano, che è all’origine della nostra perdita di produttività. Secondo gli ultimi dati ISTAT, i settori con la maggiore propensione all’innovazione sono nel manifatturiero, 12 comparti su 18 in totale, ma essa è fortemente segmentata, concentrata in alcuni settori e, soprattutto, poco diffusa nei settori “maturi”, che rimangono a medio-bassa produttività dei fattori. Continue reading “Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori”

La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori

La nuova connettività all’Eurasia apre la penisola coreana al mondo

La cooperazione ferroviaria tra le due Coree, sancita il 26 giugno scorso, oltre ad ammodernare l’intera rete della penisola, consentirà la connessione alla Transiberiana, che può essere definito il punto di partenza di quella che viene chiamata “La Via della Seta del XXI Secolo”, per essere più precisi, la realizzazione di una nuova “Ferrovia della Seta”, quale ponte di collegamento tra due mondi. Con un chiaro riferimento all’antica Via della Seta che univa la Cina ai territori dell’Impero Romano. Invece questa rete ferroviaria collegherà la Corea del Sud con la Corea del Nord e, attraverso la Transiberiana, l’Eurasia, per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse.

Tale accordo pare sia stato il vero obiettivo della dichiarazione congiunta tra le due Coree, il 27 aprile scorso – giorno dello storico incontro di Panmunjom – per aprirsi al mondo.

Si tratta di un programma grandioso che potrebbe rappresentare l’asse portante di una nuova roadmap economica nell’intera penisola per uno sviluppo sano ed equilibrato del rigoglioso territorio, oltremodo ricco anche di risorse minerarie. Continue reading “La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori”

La Google Tax – Giancarlo Elia Valori

L’erario europeo, singolarmente o come Unione, finora, ha concluso al massimo ribasso ben 72 accordi con grandi aziende globali.

 La concorrenza fiscale, peraltro, è ancora molto attiva, basti pensare alla tassa sulle imprese USA che, con le ultime riforme, arriva ad un massimo del 26%, più di un terzo meno del tasso precedente, con una media, sempre americana, della corporate tax che si colloca oggi sotto tutti i livelli OECD e G7, con attitudini simili però che si stanno sviluppando in Argentina, Colombia, Lussemburgo, Canada e perfino in Giappone.

 Al contrario, sono aumentate le tasse sulle imprese in Turchia, Portogallo e Taiwan, con ulteriori aumenti, ma non di rilievo, in India. Sono aumenti selettivi, per favorire alcune aziende, straniere o meno, rispetto ad altre.

 Siamo, a livello mondiale, arrivati a ben undici giurisdizioni che valgono, da sole, il 27% del totale fiscale corporate mondiale che aumentano oggi le imposte sulle imprese, mentre tutti gli altri Paesi, minori e maggiori, continueranno a fare una durissima concorrenza fiscale ai loro vicini.

 Insomma, la tecnologia ha reso obsolete tutte le antiche tecniche fiscali. Continue reading “La Google Tax – Giancarlo Elia Valori”

L’Intelligenza Artificiale e l’intelligence – Giancarlo Elia Valori

Lo ha detto chiaramente anche Vladimir Putin, il 4 settembre del 2017: “la nazione che sarà leader nel settore dell’Intelligenza Artificiale sarà la dominatrice del mondo”.

 Ogni trasformazione del paradigma scientifico, secondo il vecchio ma ancor utile modello epistemologico di Thomas Kuhn, più che l’arrivo di nuove scoperte materiali, trasforma radicalmente anche le visioni del mondo e quindi gli equilibri strategici.

 Che cos’è allora l’Intelligenza Artificiale, prima di tutto?   Essa consiste di una serie di strumenti matematici, ma anche di psicologia, tecnologia elettronica e di informatica, tramite la quale si insegna ad una macchina a pensare come se fosse un essere umano, ma con la rapidità e la sicurezza del computer.

 La macchina automatica deve rappresentare la conoscenza dell’uomo, ovvero manifestarla, permettendo ad un operatore esterno di modificare il processo e di comprenderne, all’interno del linguaggio naturale, i risultati. Continue reading “L’Intelligenza Artificiale e l’intelligence – Giancarlo Elia Valori”

La Situazione in Ucraina – Giancarlo Elia Valori

Il conflitto tra la Federazione Russa e il governo ucraino è il punto di maggiore tensione, ma anche debolezza, della Unione Europea verso il suo oriente nonché il momento di massima tensione, ancora oggi, tra la Russia e l’Europa.

  Bruxelles non può risolvere questo problema, proprio perché oggi ha le stesse armate che ironicamente Stalin chiedeva avesse il Papa; e quindi sarà chiusa al suo Est.

 Diversamente da Giasone e dai suoi Argonauti, l’Europa non potrà, grazie allo scontro in atto dentro l’Ucraina, raggiungere il “vello d’oro”.

 Ed il “vello d’oro” è l’inizio del mito greco, Giasone che va nella Colchide per cercare l’oro, tema iniziatico, si sposa con la maga Medea; ed ora l’Europa si priva della nuova via di comunicazione con la terra della Colchide, per accettare l’ordine di una potenza che fa evidentemente di tutto per danneggiare la UE, l’Euro, l’export comunitario…

 Nessuna delle due parti principali, la Russia e l’Ucraina, ha alcuna intenzione oggi di implementare o almeno rispettare formalmente gli accordi di Minsk II del Febbraio 2015.

 In cosa consistevano quegli accordi?  Sarà comunque bene rifare la storia del conflitto.

 Dopo le varie “rivoluzioni arancioni” del febbraio 2014, che sono state operazioni Usa, quando la lunga pressione di piazza (e non solo) dell’Euromaidan depone il presidente regolarmente eletto Viktor Yanukovich, scoppiano immediatamente dopo duri disordini nella parte orientale del Paese, quella storicamente più legata al mondo russofono e alla cultura russa. Continue reading “La Situazione in Ucraina – Giancarlo Elia Valori”

La global strategy di Macron in Africa e in UE – Giancarlo Elia Valori

Chirac e Sarkozy hanno avuto ciascuno cinque minuti per lasciare il potere, François Hollande ha potuto godere addirittura di cinque mesi.

 Otto francesi su dieci hanno infatti approvato, all’epoca, la sua decisione di non ripresentarsi.

 Parte dell’establishment del Presidente Hollande non accettava automaticamente, lo ricorderete, di dare una mano a Manuel Valls, il primo ministro, che vuole unire le “due sinistre”,  quella uscita dalle proposte alle primarie di Hamon, una gauche de la tradition, oltre a quella che si va costruendo intorno a Macron, con cui Valls non ha alcun punto politico in comune.

 Macron metterà insieme la sinistra moderata, quella della vecchia “sfida americana” dei radicali di Servan-Schreiber, con la parte meno arcaica del socialismo.

 Nessuno sa poi, all’inizio delle Presidenziali, quanti francesi andranno a votare, ma soprattutto nessuno conosce ancora i criteri di voto.

 Ma per Emmanuel Macron, che unirà alla fine la somma dei centristi, del non-voto e della sinistra moderata, la politica è del tutto e per tutto  una tecnica di marketing. Continue reading “La global strategy di Macron in Africa e in UE – Giancarlo Elia Valori”

Come pensare il rapporto tra il Presidente Trump e l’Europa – Giancarlo Elia Valori

L’asse tra USA e Unione Europea, qualunque cosa pensino l’uno dell’altro i due partners, è inevitabile quanto vitale.

 Per Donald Trump, che è infinitamente meno ingenuo o inesperto di quanto non lo si voglia dipingere, l’UE è un paesaggio politico in cui i principali attori sono distratti da questioni più interne e attuali, le elezioni in Francia, Germania, e magari in Italia.

 Per non parlare di Ungheria (prima o dopo la primavera del 2018) Albania (18 giugno 2017) Bulgaria (27 Marzo 2017) per non parlare delle elezioni presidenziali francesi del 23 Aprile di quest’anno.

  Ricordiamo inoltre le importantissime elezioni presidenziali tedesche del prossimo 24 settembre 2017, o quelle olandesi del 15 Marzo prossimo venturo, per non parlare di quelle norvegesi del 11 settembre 2017, quelle portoghesi alla fine dello stesso settembre p.v., o ancora quelle presidenziali serbe del 30 Aprile 2017, e citiamo ancora quelle, sempre presidenziali, in Slovenia, sempre nel 2017 ma a dicembre; e inoltre, di quelle locali, ma importantissime, in Gran Bretagna, del 4 maggio 2017. Continue reading “Come pensare il rapporto tra il Presidente Trump e l’Europa – Giancarlo Elia Valori”

Cosa Aspettarsi da Donald Trump – Giancarlo Elia Valori

In linea di massima, Donald Trump pensa che gli alleati tradizionali dell’America, nella NATO o meno, siano dei free rider, dei decisori totalmente autonomi che accettano il sostegno militare di Washington ma poi fanno di testa propria, almeno  in politica estera.

 Trump non vuole  più pagare miliardi di dollari per proteggere nazioni amiche degli USA che, però,  non spendono il dovuto per la loro difesa.

 Non ha tutti i torti,  ancora oggi gli Stati Uniti coprono il 73% del costo totale  NATO anche se, occorre dirlo, manipolano e utilizzano per i loro scopi gran parte del potenziale di difesa degli Alleati.

  Spesso, Trump ha affermato in campagna elettorale che le 28 nazioni della Alleanza Atlantica non pagano la loro “giusta quota”, e l’Alleanza per il nuovo Presidente è “obsoleta”, perché non si è focalizzata sul terrorismo dei paesi canaglia. Continue reading “Cosa Aspettarsi da Donald Trump – Giancarlo Elia Valori”

Cosa farne dell’Euro – Giancarlo Elia Valori

  Dopo la crisi dei subprime nordamericani, i Paesi europei hanno subìto due shock simultanei: i clienti di quei titoli “tossici”, in gran parte europei, scoprono che gran parte dei loro attivi sono del tutto presunti;  mentre la crisi economica degli USA fa diminuire drammaticamente le rilevanti esportazioni UE verso quel mercato.

 La recessione porta automaticamente, come sempre, ad un aumento del deficit pubblico, perché diminuisce il gettito fiscale, mentre con la crisi non possono non aumentare le uscite pubbliche per sussidi e welfare.

  La recessione globale del 2007, causata dagli USA, porta quindi alla prima vera crisi dell’Euro.

  Se non sono più possibili aggiustamenti dei cambi, la attenuazione degli squilibri, nel mondo “Euro”, viene affidata ai fondi strutturali UE per le aree a basso reddito, un fondo scarsamente adatto alle specifiche necessità e troppo complesso per essere utilizzato dalle amministrazioni locali.

  L’Euro è nato quindi come moneta intimamente deflazionista; e quindi l’unica nazione a vincere la battaglia della moneta unica è stata quella Germania che, poco prima dell’inizio della fase della moneta unica europea, ha abbassato pesantemente i salari e creato gli ormai noti “minijobs”. Continue reading “Cosa farne dell’Euro – Giancarlo Elia Valori”

Theresa May e il suo progetto cinese – Giancarlo Elia Valori

 L’Unione Europea è stata un creazione della CIA, soprattutto di “Wild Bill” Donovan, primo organizzatore dell’Office for Strategic Services, l’antenato dell’Agenzia e di Walter Bedell Smith, primo presidente dell’Agenzia stessa.

 L’idea era semplice e razionale: organizzare i Paesi non-NATO  europei e quelli dell’Alleanza in una rete di relazioni economiche bilaterali USA-UE, che avrebbero creato la “colla” del Movimento Federalista Europeo al cui vertice sedeva un uomo scarsamente filoeuropeo, Winston Churchill.

 Il tutto  nelle more di una guerra prevista come prossima tra USA, Europa  e URSS;  e di una penetrazione economica da parte dei sovietici dell’Europa libera.

 I petroli, alcune materie prime non-oil, vari minerali, tutto era stato utilizzato da Mosca per entrare nei mercati europei occidentali, in attesa di riscuotere il corrispettivo politico di queste mosse.

 Allora, primo atto: il “prestito angloamericano” a Londra di 206 miliardi di sterline  inizia nel 1946 e viene completamente rimborsato nel 2006; esso  è  negoziato da John Maynard Keynes. Ed è  tale da far passare di mano ogni asset economico inglese  e coloniale verso Wall Street. Continue reading “Theresa May e il suo progetto cinese – Giancarlo Elia Valori”

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