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Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori

 Come si trasforma attualmente il sistema politico di Pyongyang nelle more della Grande Trasformazione, quella con gli Usa e la Corea del Sud, voluta e diretta attentamente da Kim Jong Un?

 Il Grande Leader vuole avere, per il futuro, una classe dirigente nuova e adatta alle modificazioni successive, economiche e strategiche, che investiranno la Corea del Nord nei prossimi anni.

 Trasformazioni militari e economiche di vastissima portata, con il sostegno di Iran, Federazione Russa, Cina, ed altri.

 Fatta salva la struttura del Regime, tutto il resto deve, secondo Kim Jong Un, cambiare.

 E, nel cambiamento, lo Stato e il Partito devono divenire strumenti agili e rapidi nelle mani del Leader e del suo, in parte rinnovato, inner circle.

 L’obiettivo primario di Kim è quello del controllo della fase iniziale della trasformazione economica di Pyongyang, del mantenimento della presa sulle Forze Armate e il Partito, della creazione infine di una nuova classe dirigente, per la gestione della denuclearizzazione e della trasformazione economica. Continue reading “Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori”

North Korea, the United States and the Singapore Summit Agreement – Giancarlo Elia Valori

There are many essential points of the US-North Korean talks which have been treated, albeit briefly, in the Singapore Summit between Kim Jong-Un and US President Donald J. Trump.

 It was certainly not a mere photo-opportunity but, inevitably, it was not an already fully-fledged agreement between the two parties.

 With specific reference to denuclearization, nothing new under the sun, but something very important and new from the political viewpoint, also compared to the opposing rhetoric of the USA and North Korea. Symbols matter in foreign policy and, as far as we know, Trump and Kim Jong-Un liked each other – rational, brutal and frank as they both are.

 Nevertheless, North Korea’s decision-makers have long considered their realistic plans for their country’s military nuclear exit.

 In fact, five years ago Kim Jong-Un decided to implement his byungjin policy line, i.e. the parallel development of North Korea’s nuclear military system and of the civilian economy since he had above all verified that, at the time, it was the only way to make the USA sit at the negotiating table. Continue reading “North Korea, the United States and the Singapore Summit Agreement – Giancarlo Elia Valori”

La Corea del Nord, gli USA e l’accordo di Singapore – Giancarlo Elia Valori

Molti sono i punti essenziali della trattativa Usa-Pyongyang che sono stati trattati, sia pure brevemente, nell’incontro di Singapore tra Kim Jong-Un e il presidente USA Donald J. Trump.

Non è stata certo una photo-opportunity, ma non è stato, inevitabilmente, un accordo già maturo tra le due parti.

Sulla denuclearizzazione, niente di nuovo sotto il sole, ma molto di politicamente importante. E nuovo, anche rispetto alle opposte retoriche di Usa e Corea del Nord. I simboli contano, in politica estera e, per quello che ne sappiamo, Trump e Kim Jong-Un si sono piaciuti, razionali, brutali e franchi come entrambi sono.

I decisori di Pyongyang hanno però, da tempo, valutato i loro realistici piani per l’uscita dal nucleare militare del loro Paese.

Kim Jong Un, in effetti, decide, cinque anni fa, la sua politica di byung jin, ovvero quella riguardante la crescita parallela del sistema militare N e dell’economia civile della Corea del Nord; avendo soprattutto verificato che questo è il solo modo, in quel momento, di portare gli Usa al tavolo della trattativa. Continue reading “La Corea del Nord, gli USA e l’accordo di Singapore – Giancarlo Elia Valori”

La vera questione nordcoreana – Giancarlo Elia Valori

Oggi, dopo la firma del documento comune tra le due Coree, durante il quinto summit, dopo il cessate il fuoco del 1953, possiamo finalmente osservare alcune costanti strutturali della questione intercoreana.

Moon Jae-in, il leader del Sud, ha chiesto a Kim Jong-un quando avrebbe potuto andare a visitare Pyongyang; e il leader nordcoreano gli ha risposto: “anche adesso”.

Io, mi si perdonerà questo elemento soggettivista in una analisi strategica come questa, c’ero.

Sono stato ricevuto da Kim Yong-Nam, Presidente del Presidium dello Stato di Corea al Palazzo dell’Assemblea del Popolo con tutti gli onori il giorno prima della cerimonia di Panmunjom, ho parlato a lungo con il Capo di Pyongyang, con i Suoi collaboratori, ho valutato molto alcune idee e impressioni.

Ho visto e ho meditato tutto, anche se, come spesso mi capita, devo “tenere tutto nel mio cuore”, come accadeva alla Santa Vergine quando ascoltava le prediche di Suo figlio.

In altri termini, posso affermare che, in primo luogo, l’apertura della Repubblica Democratica della Corea è reale e sincera. E stabile, se lo vorranno gli occidentali e il Giappone. Continue reading “La vera questione nordcoreana – Giancarlo Elia Valori”

La questione della pace in Corea del Nord e in Asia – Giancarlo Elia Valori

  Molto ormai è già stato deciso, e nel modo migliore, per la pace nella penisola coreana e, indirettamente, nel Pacifico meridionale e perfino per la stessa proiezione di potenza Usa in Asia.

 Dopo quasi cinque anni dalla proclamazione della sua politica di byungjin nel Marzo 2013, Kim Jong Un ha infatti dichiarato “una nuova linea strategica”.

 Ricordiamo peraltro che il byungjin è la sintesi, nel pensiero di Kim Jong Un, dello sviluppo economico con la ricerca e la supremazia militare e strategica.

 Non nascondo che, come ha dichiarato la dirigenza della Corea del Nord proprio in una lettera a chi vi scrive qui, molto è stato fatto proprio dall’Autore di queste righe; che ha cercato di impostare la questione del nucleare e dei sistemi missilistici di Pyongyang con l’aiuto della mia antica e fidata amicizia per la Repubblica Democratica di Corea e della fiducia, che ho guadagnato laggiù in Corea del Nord in molti anni, fiducia che, peraltro, mi hanno garantito anche molti amici americani. Continue reading “La questione della pace in Corea del Nord e in Asia – Giancarlo Elia Valori”

La demilitarizzazione tra le due Coree – Giancarlo Elia Valori

 Sul piano interno, Kim Jong-Un sta portando avanti due linee politiche originali e interessanti, tutte all’interno della Corea del Nord: l’arrivo di una nuova generazione al potere e l’evidente e stabile espansione economica.

 Sotto Kim Jong-Un, la parte privata dell’economia nordcoreana ha avuto un grande sviluppo; e la nuova classe di giovani al potere, che sono parte del ringiovanimento generale della società nordcoreana, rappresentano anche una incognita per le prossime, future trattative intercoreane e tra Usa e Corea del Nord.

 Certo, il Leader Supremo Kim Jong-Un comanda senza problemi, ma dovrà tenere conto della nuova temperie all’interno del Suo Partito.

 Sul piano militare, Pyongyang ha un arsenale di trenta-sessanta testate nucleari, secondo i dati elaborati dall’intelligence statunitense.

 Finora, la Corea del Nord ha condotto 23 lanci di missili, nel solo 2017.

 Ma Kim Jong-Un ha dichiarato anche di voler imporre al suo Paese una moratoria sui lanci di missili N tra Marzo e Aprile 2018, durante le trattative bilaterali con la Corea del Sud. Continue reading “La demilitarizzazione tra le due Coree – Giancarlo Elia Valori”

La prossima geopolitica della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

La nuova strategia globale della Corea del Nord, nella fase immediatamente successiva alla fine delle XXIII Olimpiadi Invernali di PyeongChang, un sito posto nella Corea del Sud, è molto più innovativa di quanto non si possa immaginare.

 Solo i più ingenui analisti infatti, che sono quasi sempre degli occidentali, si sono meravigliati della “apertura” di Kim Jong-Un per i giochi d’inverno nella Corea alleata degli Usa.

 E, in effetti, il quadro delle nuove relazioni internazionali di Pyongyang si sta rapidamente trasformando, dopo la presenza della sorella di Kim Jong-Un, Kim Yo-Jong, alla cerimonia di apertura dei Giochi e la nutrita missione nordcoreana di ben 550 tra atleti, cheerleaders e altri.

 La Corea del Nord ha, e ciò aumenterà in futuro, una presenza significativa in Angola, nella Repubblica Democratica del Congo, in Eritrea, oltre naturalmente alle note buone relazioni con la Repubblica Islamica dell’Iran e il Pakistan.

 In futuro, Pyongyang si muoverà nell’America Latina e nel Sud est asiatico, autonomamente dalla Cina ma senza impedire gli interessi di Pechino o, sempre in un prossimo futuro, di Mosca. Continue reading “La prossima geopolitica della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

Le novità che vengono dalla Repubblica Democratica della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

 I segnali positivi provenienti in questi giorni dalla Penisola Coreana, e soprattutto da Pyongyang, sono decisamente incoraggianti.

 Le XXIII Olimpiadi d’Inverno, che si terranno dal 9 al 25 Febbraio prossimo venturo, avranno luogo, infatti, nella contea di PyeongChiang, che si trova nella Corea del Sud, ovvero in quella che ufficialmente si chiama Repubblica di Corea.

 Il Comitato Olimpico Internazionale ha sempre, fin dalla designazione della Corea del Sud, nel Giugno 2017, esplicitato che desiderava la partecipazione ufficiale ai giochi d’Inverno di Pyongyang, ha naturalmente accolto con piacere e con un po’ di sorpresa l’annuncio, da parte della Corea del Nord, del “probabile” invio di una piccola squadra di pattinatori su ghiaccio. Continue reading “Le novità che vengono dalla Repubblica Democratica della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

La “linea” di Kim Jong Un e la soluzione della questione coreana – Giancarlo Elia Valori

Ci è giunto un documento, direttamente dalla dirigenza di Pyongyang, che ci sembra essenziale per definire una possibile uscita dall’impasse tra la Repubblica coreana del Nord e il sistema USA che l’ha circondata nei decenni che vanno dal 1953 ad oggi.

Il primo dato che il governo di Pyongyang vuole mettere in chiaro è che con il lancio, che ha avuto ottimo successo, del Hwasong 15 del 29 Novembre ultimo scorso, la Corea del Nord ha raggiunto una sostanziale parità strategica con gli USA.

Inizia una nuova storia, per la Corea di Kim Jong Un.

Parità nell’area, naturalmente, ma con una capacità di “seconda salva” su alcune città o sedi militari nordamericane sul loro territorio.

Il che garantisce Pyongyang sulla dimensione dell’arsenale Usa rispetto al suo.

Prima sarebbero, sempre colpite dai coreani del Nord, ma solo dopo un attacco da parte di Washington, le basi USA come Guam, vero asse portante della presenza militare nordamericana verso la Corea del Nord, poi successivamente le postazioni nordamericane sempre più vicine al territorio nazionale USA a partire dalla zona intorno alla Corea Settentrionale. Continue reading “La “linea” di Kim Jong Un e la soluzione della questione coreana – Giancarlo Elia Valori”

China, USA and North Korea – Giancarlo Elia Valori

On October 21 last, the Russian Federation and the People’s Republic of China began their joint exercises in the Sea of Okhotsk, the most suitable maritime area to hit the US bases in the Pacific.

 It may seem strange – but it is not so for those who look to the issue carefully- that in the same days there was a Sino-Russian joint naval-air-land action in the North Sea.

 It is by no mere coincidence.

 The Sino-Soviet joint operation in Asia took place after checking President Trump’s statements at the United Nations on September 19 last, when he had claimed he could “completely destroy” North Korea and its nuclear stations.

 The more Trump is in military contrast with North Korea, as well as with China and Russia, two  of the major military fleets after the United States – although this assessment is no longer fully true – the more Putin and Xi Jinping take joint action to indirectly defend North Korea, the terrestrial axis of their security against the possible US penetration from the Korean peninsula and the nearby areas. Continue reading “China, USA and North Korea – Giancarlo Elia Valori”

Cina, USA e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

La Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese hanno iniziato, il 21 ottobre scorso, le loro esercitazioni congiunte nel Mare di Okhotsk, l’area marittima più adatta a colpire le basi nel Pacifico degli Usa.

 Strano a dirsi, ma non certo strano a chi guardi con occhi attenti la questione, vi è stata negli stessi giorni una azione navale-aerea-terrestre congiunta sino-russa nel Mare del Nord.

 Chi ha occhi per vedere, osservi.

 L’operazione congiunta tra Pechino e Mosca in Asia è scattata dopo la verifica delle dichiarazioni del Presidente Trump all’ONU, il 19 settembre scorso, in cui egli sosteneva di poter “distruggere totalmente” la Corea del Nord e le sue postazioni nucleari.

 Più Trump si pone in un contrasto velatamente militare con Pyongyang, più Cina e Russia, due delle maggiori flotte militari dopo quella Usa, ma questa valutazione non è più del tutto sicura; più insomma Putin e Xi Jinping si muovono alla difesa indiretta di Pyongyang, asse terrestre della loro sicurezza rispetto alla possibile penetrazione Usa dalla penisola coreana e dalle aree vicine. Continue reading “Cina, USA e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

Additional considerations on the North Korean strategy – Giancarlo Elia Valori

According to the best-informed US analysts, the response to North Korea’s  further military escalation should consist in Japan’s and South Korea’s nuclear rearmament.

 It would be the response, but also the explicit justification, for North Korea’s rearmament.

  According to the US military decision-makers, however, the preventive  conventional confrontation could be divided into four alternatives:

1) the launch of Tomahawk missiles from the land and sea borders, but certainly North Korea would respond immediately, by also using the approximately sixty tunnels in the territory of the South Republic and its underground military airports in the North.

2) Bombings on North Korea by Stealth aircraft which – as North Korea knows all too well –  can carry nuclear warheads. Also in this case, however, the Democratic People’s Republic of Korea could react by hitting the US bombers directly or by launching limited missile attacks against US installations in South Korea.

3) The US aircraft launch of some Massive Ordnance Penetrators (MOPs), the new “bunker buster” bombs penetrating and destroying  tunnels,  hardened targets or targets buried deep underground – an action coupled with that of the “electromagnetic railguns” that could be fired by some US ships. A Hollywood action movie scenario having two limits: the low reliability of the two new weapons and the fact that North Korea has not only hidden, but also visible bases.

 Moreover, the visible bases can react to the US operations from the South or from the sea in a very short time, shorter than the duration of the US  attack itself. Continue reading “Additional considerations on the North Korean strategy – Giancarlo Elia Valori”

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