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approfondimenti e news

Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori

Data la quantità e la virulenza dei gruppi che prendono parte alla guerra siriana, ormai al suo sesto anno di scontri ininterrotti, gli scenari possibili, in linea di principio, sono due.

 O una pace instabile che frazionerà il sistema politico e territoriale di Damasco come accade oggi in Libano; oppure ancora una lunghissima guerra di attrito, senza soluzione di continuità, come nei Balcani degli anni ’90, nella Ucraina attuale o nel Corno d’Africa, sempre nei nostri anni.

 Una “long war” che nasconde il vuoto strategico e geopolitico di chi l’ha organizzata.

 Il fine del conflitto era, inizialmente, quello di chiudere l’area siriana alla proiezione di potenza iraniana verso il Mediterraneo ma, nel caso di una long war, nessuno ci guadagnerà, nessun Paese potrà mai calcolare un surplus geopolitico dall’ attuale scontro in Siria.

 Le fratture culturali e militari sono ben note: la divisione tra sunniti e sciiti, spesso artatamente manipolata da entrambi i gruppi religiosi, la frattura tra il potere religioso e quello “laico”, per quanto si possa usare questa categoria nel Medio Oriente, poi tra le due potenze emergenti nell’area, ovvero  Turchia e Iran, infine tra le 68 vecchie potenze occidentali della Coalizione a direzione Usa e la Federazione Russa.

 Dalla analisi della guerra siriana verrà quindi la dimensione e la forma del nuovo Medio Oriente. Continue reading “Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori”

Ancora sulla questione uyghura – Giancarlo Elia Valori

Nelle più recenti documentazioni del movimento autonomista uyghuro, si fa menzione di alcuni campi di rieducazione politica e ideologica diretti dal governo cinese, campi che sarebbero stati aperti fin dall’Aprile 2017.

 La finalità sarebbe quella, secondo le autorità di Pechino, di contrastare l’estremismo jihadista attraverso una educazione di tipo laico-socialista.

 E, sempre secondo la tradizione del regime cinese, di rieducare attraverso il lavoro manuale, separando gli “ospiti” dal loro ambiente familiare e politico di origine.

 Non solo degli uyghuri sono stati raccolti in queste scuole, ma anche elementi provenienti da altre minoranze musulmane, soprattutto gli Hui, alcuni kirghizi, perfino dei tibetani.

 In altri termini, la Cina sa bene che il rilievo strategico dell’autonomismo uyghuro, violento o meno, è tale se riesce a unire sotto di sé le frange jihadiste dei paesi confinanti con la Cina, che sono determinanti sul piano geopolitico, petrolifero, infrastrutturale.

 Si aggiunga però che sia i media che l’organizzazione politica e ideologica della Cina attuale sono ben attenti a non offendere in alcun modo la sensibilità dell’Islam cinese.

 Oltre venti milioni di cinesi sono di religione islamica, in Cina, dieci tra le 55 minoranze ufficialmente riconosciute dallo stato cinese sono musulmane. Continue reading “Ancora sulla questione uyghura – Giancarlo Elia Valori”

Formazione delle giovani generazioni tra dubbio e verità – Giancarlo Elia Valori

La semantica dei nostri tempi rivela la natura del ciclo delle generazioni e il loro nesso con la Tradizione, ovvero con ciò che si deve “trasportare” da una età del mondo ad un’altra.

La verità dei tempi, insieme al dubbio che la fa crescere in ogni tempo.

Oggi, peraltro, non si parla più di “cultura” ma solo di “formazione”, non ci si riferisce più al carattere ma all’indole naturale o, peggio, agli istinti, non si richiede più la sapienza, ma solo la performance.

La sapienza è atto dell’uomo intero, la “performance” l’esercizio di un uomo che ripete.

E l’efficacia, azione metafisica, diviene l’esattezza formale che, come già anticipava Nietzsche in un suo testo giovanile, “verità e menzogna in senso extramorale”, trasformano la rete concettuale con cui gli uomini catturano la natura e i loro stessi sensi in un solo sistema, che poi siamo abituati a chiamare “verità”.

L’esattezza è la verità di un piccolo orto chiuso, l’efficacia la potenza dispiegata del sapere.

L’arte è poi oggi semplice critica del presente, indipendentemente dalle sue motivazioni; il sapere, ovvero la cultura, è in gran parte la disposizione alla lotta contro l’evidenza, la natura degli uomini è ritenuta un falso, ovvero la costruzione gnostica di un genio cattivo. Continue reading “Formazione delle giovani generazioni tra dubbio e verità – Giancarlo Elia Valori”

The significance of Iran’s presence in Syria – Giancarlo Elia Valori

At least since 2014 the presence of Iranian forces in the Syrian war has certainly ensured both political stability and military success on the ground for Assad’s regime.

 Some Syrian sources maintain that since December 2013 Iran’s engagement in the Syrian conflict has cost at least 6 billion US dollars a year, while other Western sources think the financial support provided has been twice as much.

  With at least 3,200 soldiers and officers from the Revolutionary Guards and other Shiite semi-official organizations, composed mainly of Afghan and Pakistani militants, Iran is second only to the Russian Federation in terms of engagement in the Syrian war to support Assad.

 Moreover, Hezbollah – the Lebanese militant Shiite faction – is present in Syria with at least 4,500 soldiers and officers, but there are other Shiite groups, such as the People’s Mobilization Units (PMU), the former “popular defence brigades”, operating in the Syrian region.

 In all likelihood, it was Iran to persuade Russia to intervene in support of  Assad, but the logic of Russia’s presence in the Syrian war is much more complex than it may appear at first glance.

 In fact, the Russian Federation has placed the war against Daesh-Isis at the centre of its presence in the Syrian region, thus creating a new network of relations with the whole Arab world, including the one previously connected to the United States. Continue reading “The significance of Iran’s presence in Syria – Giancarlo Elia Valori”

Il significato della presenza iraniana in Siria – Giancarlo Elia Valori

Certamente, la presenza delle forze di Teheran, almeno dal 2014, nella attuale guerra siriana ha garantito al regime di Assad sia la stabilità politica che il successo militare sul terreno.

 Dal dicembre del 2013, alcune fonti siriane affermano che l’impegno iraniano nel conflitto siriano è costato almeno sei miliardi di dollari Usa ogni anno, mentre altre fonti occidentali ipotizzano un sostegno finanziario  addirittura doppio.

  Con almeno 3200 soldati e ufficiali delle Guardie della Rivoluzione e attraverso altre organizzazioni semiufficiali sciite, composte soprattutto da militanti di origine  afghana e pakistana, l’Iran è secondo solo alla Federazione Russa per impegno nella guerra siriana al fianco di Bashar el Assad.

 Hezbollah, la frazione sciita militante del Libano, è inoltre presente in Siria con almeno 4500 tra soldati e ufficiali, ma vi sono altri gruppi sciiti, PMU, le “brigate popolari”, operanti nel quadrante siriano.

 E’ stato con ogni probabilità l’Iran a convincere la Russia a intervenire a fianco di Bashar el Assad, ma la logica della presenza di Mosca nella guerra siriana è più complessa di quanto non appaia a prima vista.

 La Federazione Russa, infatti, ha posto al centro della sua presenza nel quadrante di Damasco la guerra al Daesh-Isis e, con questo, ha creato una nuova rete di rapporti con tutto il mondo arabo, anche con quello precedentemente collegato agli Usa. Continue reading “Il significato della presenza iraniana in Siria – Giancarlo Elia Valori”

La crisi della classe dirigente italiana – Giancarlo Elia Valori

Nessuna crisi politica, decisionale, economica è priva di un risvolto culturale e, diremmo, spirituale.

 Peraltro, i tratti di questa nuova e sedicente élite sono la superficialità, la assoluta ignoranza della profondità e complessità dei problemi, la vera e propria psicosi della “comunicazione”, della pubblicità, della spesso inutile presenza sui mass media.

  Nel passaggio dalla Prima alla sedicente Seconda Repubblica osserviamo però alcuni dati strutturali: la nuova irrilevanza della posizione strategica italiana, la totale mancanza di autonomia nelle vecchie aree in cui a suo tempo operavamo quasi indisturbati, come il Medio Oriente, i comportamenti aggressivi di coloro che pensavamo essere alleati e amici, nell’Alleanza Atlantica come nella Unione Europea.

 Se le monete però non trovano un temporaneo e razionale equilibrio e si lavora sono con i tassi fissi, come in effetti accade anche con la moneta unica europea, allora gli aggiustamenti si attuano unicamente, come sempre accade, con la riduzione della base produttiva.

 L’Italia ha festeggiato l’arrivo dell’Euro, accettando supinamente un criterio di cambio Lira-Euro che era influenzato dai sei mesi precedenti, in cui la Lira era stata troppo “alta”, e ha privatizzato i suoi asset principali a costi spesso non coerenti con i valori.

 Tra privatizzazioni e cartolarizzazioni, furono incassati, fino al 2000, 178.019 miliardi di lire, pari a 91 miliardi di euro. Continue reading “La crisi della classe dirigente italiana – Giancarlo Elia Valori”

La struttura della questione politica e militare nordcoreana – Giancarlo Elia Valori

La forza militare di Pyongyang è quella del suo potenziale nucleare.

 Ovvero, come affermò all’inizio di Agosto 2017 il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, nel Forum dell’ASEAN, è degli Usa “la colpa” di voler portare “la guerra nucleare nella penisola coreana” ed ha riaffermato, il ministro, che mai, in nessun caso, la Corea del Nord metterà il suo arsenale missilistico e nucleare sul tavolo delle trattative con gli Usa ed i loro alleati.

 La Cina, in quella fase, affermò che si era arrivati ad un punto critico, ma ciò poteva essere anche l’inizio di nuovi, più efficaci, negoziati tra Pyongyang, gli Usa, la Cina e la Federazione Russa.

 E’ allora ovvio che i due missili lanciati dalla Corea settentrionale nel Luglio scorso, il 4 e il 28, sono certamente capaci di raggiungere il territorio degli Stati Uniti, ma sono stati lanciati con una angolazione tale da evitare comunque l’impatto con il terreno.

 E’ poi ulteriormente evidente che Pyongyang lancia missili verso gli Usa perché vuole evitare che Washington si mobiliti definitivamente per un regime change in Corea del Nord.

 D’altra parte, Rex Tillerson, il Segretario di Stato nordamericano, afferma che, prima di sedere al tavolo delle trattative, la Corea del Nord deve non solo cessare gli esperimenti militari con l’energia N, ma addirittura iniziare un vero, stabile e definitivo processo di denuclearizzazione. Continue reading “La struttura della questione politica e militare nordcoreana – Giancarlo Elia Valori”

Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori

The Zapad 2017 exercise will begin on September 14, 2017.  It will be carried out jointly by the Armed Forces of the Russian Federation and Belarus, as well as by other smaller allies.

 It will be a technical test to check the full interoperability between the Armed Forces of Russia, Belarus and the Collective Security Treaty Organization (CSTO), namely Kazakhstan, Armenia, the above mentioned  Belarus, Kyrgyzstan and Tajikistan.

 It will also include military leaders from Afghanistan and Serbia as observers.

 Also Iran is a possible candidate for the CSTO and the vision of the Zapad 2017 operations, which will be present with some unofficial observers.

 Apart from China, considering the countries which founded  the Shanghai Cooperation Organization in 2001, only Uzbekistan is missing in the CSTO.

 Another essential geopolitical factor which is worth recalling is that in 2013, on the same day, Afghanistan, India, Iran, Mongolia and Pakistan joined the Shanghai Cooperation Organization.

 Therefore the CSTO is basically the Russia-linked part of the strategic block which – pending the counter-terrorist and anti-jihadist struggle – merged into the China’s current and future area of interest.

 The “Zapad” (namely West) manoeuvres are already being prepared  – especially in Belarus – and will take place with at least 100,000 Russian and allied soldiers, with 13,000 Russian soldiers, 280 heavy artillery units and 25 Russian military aircraft. Continue reading “Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori”

Ancora sul WUC, Settembre 2017 – Giancarlo Elia Valori

Un incontro della minoranza balochi e del suo movimento nazionalista-etnico contro la Belt and Road Initiative cinese caratterizza il nesso tra questa minoranza e quella uyghura.

 Peraltro, l’undici agosto scorso il movimento balochi si è radunato, con molti dirigenti e pochi attivisti, a Berlino, per protestare contro il CPEC, China Pakistan Economic Corridor.

 E’ questa la nuova linea dei vari movimenti etnici e rivoluzionari delle minoranze presenti in Cina, che il movimento uyghuro tende a egemonizzare: succede con i tibetani, che Dolkun Isa, il segretario del WUC invita a riunirsi al movimento degli uyghuri, accade con i militanti del Balochistan, con i kazachi, con i Sindh e con le altre minoranze meno rilevanti, tra le quali quelle legate alle religioni popolari tradizionali della campagna cinese e, naturalmente, il buddismo.

 Dolkun Isa ha parlato sulla Belt and Road Initiative durante la conferenza dell’11 agosto scorso, organizzata dal movimento del Balochistan, mentre il segretario del WUC ha partecipato, sempre nel mese di Agosto, ad una conferenza a Parigi sulla “repressione” degli uyghuri che assomiglierebbe a quella patita dai tibetani sia in patria che nel resto del mondo.

 La linea del WUC è chiara, anche sul piano internazionale: sostegno ai Rohingya del Myanmar, e alla loro nuova armata, l’Arakan, contro le forze buddiste birmane, e si noti che i rohingya non sono una minoranza etnica, ma unicamente i migranti provenienti dal Bangla Desh, sostegno all’opposizione cambogiana, sostegno alla minoranza kirghiza in Cina. Continue reading “Ancora sul WUC, Settembre 2017 – Giancarlo Elia Valori”

Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori

Il 14 settembre 2017 avrà inizio l’esercitazione Zapad 2017, che vedrà riunite le Forze Armate della Federazione Russa e della Bielorussia, oltre ad altri più piccoli alleati.

 Sarà una verifica tecnica per la piena interoperabilità tra Forze Russe, Bielorusse e armate della CSTO, ovvero del Kazakistan, dell’Armenia, della già citata Bielorussia, del Kirghizistan e del Tagikistan.

 E inoltre, come osservatori, ci saranno dirigenti militari dell’Afghanistan e della Serbia.

 Tra i possibili candidati al CSTO e alla visione delle operazioni di Zapad 2017 vi è anche l’Iran, che sarà presente con alcuni osservatori non ufficiali.

 A parte la Cina, nella CSTO manca solo l’Uzbekistan per chiudere il cerchio dei fondatori, nel 2001, della Shangai Cooperation Organization.

 E ricordiamo, altro dato geopolitico essenziale, che nel 2013, lo stesso giorno, sono entrati nella Shangai Cooperation Organization l’Afghanistan, l’India, l’Iran, la Mongolia, il Pakistan.

 Il CSTO, quindi, è sostanzialmente la parte legata alla Federazione Russa del blocco strategico che si è fuso, nelle more della lotta antiterroristica e antijihadista, nell’area di interesse, attuale e futuro, della Cina.

 Le manovre di “Zapad” (ovvero Ovest) si svolgono, ma sono già in fase di preparazione avanzata, soprattutto in Bielorussia, con almeno 100.000 militari tra russi e alleati, con 13.000 militari russi, 280 pezzi di artiglieria pesante e 25 aerei militari, sempre russi. Continue reading “Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori”

#Sgandurra presidente Agenzia Controllo e Qualità Servizi Pubblici: una garanzia per #Roma

Oggi l’Assemblea Capitolina ha votato la nomina di Carlo Sgandurra come nuovo presidente dell’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi, organismo che si occupa di monitorare le performance delle aziende municipalizzate del Campidoglio.

Carlo Sgandurra ha un curriculum tra Anas, forze dell’ordine ed incarichi a Palazzo Chigi. Continue reading “#Sgandurra presidente Agenzia Controllo e Qualità Servizi Pubblici: una garanzia per #Roma”

#Turismo. #Razzi: valorizzare #Trasimeno per rilancio economico e turistico

“Prima di partire per la Corea del Nord dove sono stato invitato a seguire la parata della “grande vittoria” domenica mi recherò nella verde Umbria in occasione della partita di serie B, Perugia – Pescara, sarà un’opportunità – afferma il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi – per una mia visita sull’isola maggiore del Trasimeno per affrontare da vicino i temi legati al mondo del turismo e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio ambientale rappresentato dal lago Trasimeno. “È necessario – prosegue il senatore forzista – stimolare le autorità locali per cercare di rivedere alcuni argomenti che sono troppo vincolanti nell’area del Parco e che oggi stanno soffocando l’economia e ne bloccano lo sviluppo”. “Il lago Trasimeno per esempio – dice ancora Razzi – non viene valorizzato economicamente parlando come si dovrebbe. Potrebbe portare introiti diretti e d’indotto per svariati milioni di euro ma siamo ancora molto lontani. Fermo restando che un’area del lago va preservata come oasi naturalistica, ci sono altre aree invece che potrebbero essere sfruttate per le attività nautiche e balneari. Questo consentirebbe un enorme sviluppo con conseguenti entrate economiche per la zona del Trasimeno”.

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