Cerca

Foglio Verde

approfondimenti e news

Thou shalt not take the name of the Lord thy God in vain Moscow – Giancarlo Elia Valori

The visit paid by Cardinal Parolin to Moscow – With reference to the Third Commandment, the original text reads as follows: “Thou shalt not take the name of Yahweh (thy God) in vain (saw), because Yahweh does not let go unpunished those who use His Name in vain”.

 In ancient times the Name was not a simple sign. The Name indicated the Substance of the person named forever, thus identifying him/her among the Many others.

 It also separated him/her from Evil or, in any case, from the Indistinct.

 It is also worth noting that, apart from the Decalogue of the burning bush, Yahweh is named only in a passage of Exodus (23:1), reading as follows “Thou shalt not utter a false report” (sema saw).

 False oath was evidence that you should not “swear by a false god” (see Psalm 24:4; Hosea 10).

 You should not call Him, He is always everywhere. If you call Him, it means you do not really believe in Him. Continue reading “Thou shalt not take the name of the Lord thy God in vain Moscow – Giancarlo Elia Valori”

La dottrina militare russa – Giancarlo Elia Valori

La medaglia coniata dallo Stato ungherese, dopo che le Forze del Patto di Varsavia, ormai evanescente, dovettero ritornare alle loro basi e, in particolare, in Russia, entro il 31 Marzo 1991, era molto significativa: sul recto il tragitto di ritorno dei militari russi e del Patto, disegnato con l’ironia di un fumetto, sul verso il sedere di un generale russo-sovietico su cui si staglia la forma di una grossa pedata.

Era questa la situazione, alla fine di un sistema politico, militare ed economico che inglobava l’area parasovietica in una rete molto pericolosa sul piano della sicurezza ed economicamente instabile.

Se le ali tecnocratiche sovietiche teorizzavano una contabilità a fattori, secondo il modello di Leont’jev, ma con prezzi reali, le classi politiche imposero invece una alleanza economica e militare basata sul semplice coordinamento dei piani economici nazionali.

Non poteva durare, non durò.

La Cina, notizia utile, usa il modello per la contabilità pubblica di Leont’jev, ancora oggi. Continue reading “La dottrina militare russa – Giancarlo Elia Valori”

Non nominare il nome di Dio invano – Giancarlo Elia Valori

Il testo originale dice, esattamente, per quanto riguarda il Terzo Comandamento, “non usare invano (saw) il nome di Jahvè (il tuo Dio) perché Jahvè non manda impunito chi usa invano il Suo Nome”.

 Il Nome, nell’antichità, non è un semplice segno, il Nome dice e indica per sempre la Sostanza di chi è nominato, e quindi lo identifica tra i Molti.

 E, ancora, lo separa dal Male o comunque dall’Indistinto.

 E’ peraltro da notare che, fuori dal decalogo del roveto ardente, Jahvè viene esplicitato come nome solo in un brano dell’Esodo, 23,I, in cui si afferma che “Non devi produrre voce fallace”, sema saw.

 Il giuramento falso era la prova, vedi Sal.24, 4, Os.10, che non si “deve abusare del nome di Dio”.

 Non lo devi chiamare, Egli è sempre ovunque, se Lo chiami vuol dire che non Lo credi davvero.

 Sempre nel Levitico, si dice da parte di Jahvé che “non devi giurare sul mio Nome con l’intenzione di ingannare”. Continue reading “Non nominare il nome di Dio invano – Giancarlo Elia Valori”

Come interpretare la crisi tra il Qatar e gli alleati dell’Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

La crisi tra Qatar e gran parte della nuova “NATO” sunnita, come la chiamano già oggi alcuni media statunitensi, consiste in una serie formale di 13 punti che la Arabia Saudita, l’Egitto, lo Yemen, gli Emirati, il Bahreine perfino le Mauritius  hanno inviato, come ultimatum, a Doha: 1) rompere ogni rapporto diplomatico e economico con l’Iran, 2) chiudere immediatamente la base militare turca nei pressi di Doha e, comunque,  porre fine alla collaborazione militare tra l’Emirato e Ankara, 3) chiudere immediatamente Al Jazeera, vecchia emittente sorta sulle macerie della BBC in lingua araba e poi monopolizzata, de facto, dalla Fratellanza Musulmana, 4) non finanziare più, da parte dei membri della casa reale di Doha, reti quali Arabi21, RASSD, Araby al-Jadid e Middle East Eye, essendo peraltro  “Araby al Jadeed” una nuova rete all news nata nel Marzo 2014, una rete questa organizzata da Azmi Bashara, un ex-membro del parlamento di Tel Aviv e che opera da Londra, Beirut e Doha, con 150 elementi dello staff, mentre il sovracitato Middle east Eye è oggi diretto da David Hearst, già caporedattore esteri del Guardian londinese.

  Una rete bloccata, Middle East Eye,  dalle autorità saudite e degli altri emirati. Continue reading “Come interpretare la crisi tra il Qatar e gli alleati dell’Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Nota sulle operazioni turche in Libia – Giancarlo Elia Valori

Le truppe di Misurata sono oggi quelle dello “Scudo 1”; ma certamente la Turchia non sostiene il semplice Fronte di Misurata, ma  tutta la Fratellanza Islamica, il cui partito, Giustizia e Costruzione, è stato fondato in Libia nel Marzo 2012.

 Dalla repressione feroce con Gheddafi ad oggi, la Fratellanza non è uno strumento efficace per l’egemonia politica e fondamentalista in Libia.

 In risposta al golpe contro l’ikhwan musulmano, la Fratellanza, compiuto  in Egitto del Luglio 2013, la Turchia e il Qatar hanno iniziato a sostenere, sempre in Libia, l’”Alba Libica”.

  Pressione contro l’Egitto e scelta autonoma, da parte dei turchi, del jihadismo preferito sul campo libico.

 Il Congresso Generale Nazionale Libico è stato poi egemonizzato fin dall’inizio dalla Fratellanza Musulmana e dal “Blocco dei martiri”, capeggiato agli inizi dal deceduto Abu Idriss al Libi, capo allora delle Guardie di Frontiera del sud della Libia e membro, con ogni probabilità, di al Qaeda.

 In ogni caso, non certo dalle semplici  “Forze di Misurata”. Continue reading “Nota sulle operazioni turche in Libia – Giancarlo Elia Valori”

The Russian Orthodox Church, the situation in Syria and the crisis in the Greater Middle East – Giancarlo Elia Valori

In a speech delivered on May 6 last, Patriarch Kirill – the Head of the Russian Orthodox Church – defined the Russian war in Syria as a conflict “against global terrorism” and hence suggested a “holy war” to free not only the Middle East, but also the entire Christian civilization, from this  “fierce and deceitful enemy”.

Russia as a “third Rome”, after the first falling and the second failing because it surrendered to the profane world.

Patriarch Kirill believes that Christians are in terrible danger in many countries – and this is the reason why the Head of the Russian Orthodox Church cherishes good memories of the meeting he had in Cuba with Pope Francis.

A meeting that, as Patriarch Kirill said, “took place in the right place and at the right time”. After one thousand years.

The Church of Rome has realized that modern society is failing and that an alliance of religions is needed to save the world.  This is an idea that the Patriarch of Moscow has always had and, after the USSR collapse, Russia can finally work freely with the West.

And Patriarch Kirill has certainly been the least pro-Soviet of the Orthodox Fathers. Continue reading “The Russian Orthodox Church, the situation in Syria and the crisis in the Greater Middle East – Giancarlo Elia Valori”

La Chiesa ortodossa russa, la situazione in Siria e la crisi nel Grande Medio Oriente – Giancarlo Elia Valori

Il Patriarca Kirill, capo della Chiesa Ortodossa Russa, ha chiamato la guerra russa in Siria, in un suo discorso tenuto il 6 Maggio ultimo scorso, come un conflitto “contro il terrorismo globale” e propone allora una “guerra santa” per liberare da questo “nemico subdolo e feroce” non solo il Medio Oriente, ma tutta la civiltà cristiana.

Russia come “terza Roma”, dopo che la prima è caduta e l’altra è fallita con il suo arrendersi al mondo profano.

I cristiani, aggiunge il Patriarca Kirill, sono in terribile pericolo in molti Paesi; ed è per questo che il capo della Chiesa ortodossa russa ricorda con piacere l’incontro avvenuto, a Cuba, con Papa Francesco.

Un incontro, dice Kirill, “avvenuto nel posto giusto al momento giusto”. E dopo mille anni.

Roma ha capito che la società moderna sta fallendo, e occorre una alleanza di religioni per salvare il mondo, idea stabile del Patriarca di Mosca; e la Russia finalmente può lavorare liberamente con l’Occidente, dopo la fine dell’URSS.

E Kirill è stato certamente il meno filosovietico dei padri ortodossi. Continue reading “La Chiesa ortodossa russa, la situazione in Siria e la crisi nel Grande Medio Oriente – Giancarlo Elia Valori”

Syria’s new position on the Russian scene – Giancarlo Elia Valori

Among the nine military bases currently used by the Russian Federation, so far the only one in Syria is Tartus, a naval facility classified by Russia as a “technical and material support point”, operating since 1971 thanks to an agreement with Hafez al-Assad’s Baathist Syria.

The Humaynim air base, however, is Syrian and, in any case, Russian aircraft and sensors are stationed there.

The Tartus base is a necessary supply and repair point for the initially Soviet and later Russian ships that were to transit through the base located in the Syrian territory to reach the Mediterranean and the Black Sea.

The Tartus base can accommodate three ships at the same time and an Amur PM-138 class repair ship is stationed there. Nevertheless the base is not yet suitable for hosting, protecting and repairing the new large Russian warships.

Nevertheless the new agreement between the Russian and Syrian governments, signed last January, extends the concession of the base to the Russian Federation for further 49 years and allows the necessary works to make the Tartus base capable of repairing and supplying eleven ships at the same time. Most importantly, it grants to Russia sovereignty over the base territory and its waters. Continue reading “Syria’s new position on the Russian scene – Giancarlo Elia Valori”

La nuova posizione della Siria nello scacchiere russo – Giancarlo Elia Valori

Tra le nove basi militari oggi in uso alla Federazione Russa, l’unica in Siria era fino ad oggi quella di Tartus, una struttura navale che i russi classificavano come “punto di supporto tecnico e per i materiali”, operante fin dal 1971 grazie ad un accordo con la Siria baathista di Hafez el Assad.

La base aerea di Humaynim è però siriana, e comunque vi stazionano aerei e sensori russi.

Un necessario punto di rifornimento e riparazione, Tartus,  per le navi prima  sovietiche e poi russe che dovevano passare, dalla base in territorio siriano, verso il Mediterraneo e il Mar Nero.

La base di Tartus può ospitare tre navi contemporaneamente e vi staziona un vascello-officina classe Amur PM-138, ma non è ancora adattata a ricevere, proteggere e riparare le nuove grandi navi da guerra di Mosca

Ma il nuovo accordo tra il governo russo e quello siriano, siglato nel gennaio di quest’anno, prolunga la concessione alla Federazione Russa per altri 49 anni della base, permette i lavori per rendere Tartus capace di riparare e rifornire undici navi contemporaneamente e, la cosa più importante, concede a Mosca la sovranità sul territorio della base e il suo specchio d’acqua. Continue reading “La nuova posizione della Siria nello scacchiere russo – Giancarlo Elia Valori”

ROMA. #RAZZI: CIRCO #RAGGI, #INCIUCIO #PD #M5S

“Circo Raggi a Roma!”. Così il senatore Antonio Razzi, Forza Italia, definisce la situazione in merito a quanto sta accadendo nella Capitale a proposito dei rumors su una possibile sostituzione del vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo.

“Mi sembra veramente di assistere ogni giorno a una rappresentazione teatrale, anzi ad un vero e proprio circo con tanto di clown e domatori di scimmie” afferma Razzi.

“Nella parte dei domatori i “badanti” della sindaca Virginia Raggi, i deputati Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede che difendono l’asse M5S-Pd nella giunta Raggi, dove ci sono ben 5 assessori di quell’area, e che devono domare i consiglieri capitolini del MoVimento che non vogliono più inciuci col Pd”.

The new geopolitics of the Uyghur movement – Giancarlo Elia Valori

Recently the Uyghur organizations abroad are increasing pressures to convey the image of China as a “State of torture”.

We do no certainly want to deny that the Muslim population in Xinjiang, which at the time of Mao’s Long March was simply called “the Western Region”, does not tolerate some restrictions, but it is anyway true that the Islamist and jihadist networks are largely present in the region and that, as always happens in these cases, they have visible structures covering the invisible ones.

And not necessarily the visible ones are bigger than the invisible ones.

The amount of “invisible agents” in the case of a terrorist and jihadist organization is far greater than you can think of.

Finally, while recently Greece vetoed the EU’s condemnation of China for its “repression of human rights”, it is equally true that the congerie of human rights is a cornucopia where you can put everything and the opposite of everything. Continue reading “The new geopolitics of the Uyghur movement – Giancarlo Elia Valori”

La nuova geopolitica del movimento uyghuro – Giancarlo Elia Valori

Aumenta, in questa ultima fase, la pressione delle organizzazioni uyghure all’estero per accreditare l’immagine della Cina come “stato di torture”.

Non si vuole certo negare che la popolazione musulmana dello Xingkiang, che all’epoca della lunga marcia di Mao era chiamata semplicemente “la Regione occidentale”, non sopporti alcune restrizioni, ma è comunque vero che le reti islamiste e jihadiste sono fortemente presenti nell’area e che, come sempre accade in questi casi, hanno strutture visibili che coprono quelle invisibili.

E non necessariamente quelle visibili sono più grandi di quelle coperte.
La quantità di “agenti invisibili” per una organizzazione terroristica e jihadista è ben maggiore di quanto i possa pensare.

Se infine la Grecia, recentemente, ha posto il veto alla condanna della UE verso la Cina per la sua “repressione dei diritti umani”, è peraltro vero che la congerie degli human rights è una cornucopia dove si può mettere tutto e il contrario di tutto. Continue reading “La nuova geopolitica del movimento uyghuro – Giancarlo Elia Valori”

Blog su WordPress.com.

Su ↑