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Foglio Verde

approfondimenti e news

La questione politica dei cattolici – Giancarlo Elia Valori

 Il mondo contemporaneo ha subìto due trasformazioni etico-religiose di grande rilevanza: la fine dell’unità dei cattolici in politica e la cessazione del ruolo sovrano dell’etica nel mondo laico e ateistico.

 E’ cessata, perfino, la religiosità laico-illuministica dell’Uomo e dei suoi Valori eterni, una sorta di mistica crociana del “non posiamo non dirci cristiani”; ed è finita anche la tradizionale unità, tomistica e politica, della Tradizione cattolica. Mentre l’etica laica dell’umanesimo si è presto sfaldata in mille rivoli.

 Dopo l’Uomo Universale, le tante etnie e gruppi dei tanti uomini e donne concreti, dopo Dio Santissimo le tante mitologie materiali delle “culture” e dei bisogni identitari.

 La post-modernità è, dunque, sommamente a-valutativa, non pone più l’Uomo al centro dell’Universo, non universalizza alcuni valori, sempre tipici, peraltro, dell’Uomo Occidentale e delle religioni del Dio Unico, non persegue poi la razionalità, e quindi l’eticità universale dei comportamenti e, infine, il post-moderno esalta l’istinto, l’irrazionalità, le pulsioni, il rifiuto della Norma, del Dovere, della responsabilità. Continue reading “La questione politica dei cattolici – Giancarlo Elia Valori”

The new frontiers of political and strategic technology: the future technological singularity – Giancarlo Elia Valori

To put it in a generic but understandable way, Artificial Intelligence (AI) is a technologically mediated ability (but always present in a digital computer or in a computer-controlled robot)  to carry out activities usually typical of an intelligent being.

In this case, the intelligence is the traditional one of the definitions born in the twentieth century in the framework  of empirical psychology: logical ability, in the sense of abstraction from the characteristics that science considers “secondary” and hence subjective; understanding, that is the thought correctly imitating the future behavior of the human and non-human movements and reactions present in the external world; emotional knowledge; design, in the absence of an image already present in the external world; finally creativity and problem solving.

As the  American pragmatist Charles S. Peirce used to say, understanding or thinking is a form of “talking to oneself” and of symbolically representing – not necessarily reflecting – the inferences that can be found in the external reality.

In Peirce’s mind, all these inferences were probabilistic. Continue reading “The new frontiers of political and strategic technology: the future technological singularity – Giancarlo Elia Valori”

Le nuove frontiere della tecnologia politica e strategica: la Singolarità futura – Giancarlo Elia Valori

 L’Intelligenza Artificiale è, per dirla in modo generico ma comprensibile, una abilità, tecnologicamente mediata, ma comunque sempre presente in un computer digitale, o in un robot controllato da un computer, di svolgere attività solitamente tipiche di un essere intelligente.

 L’intelligenza, in questo caso, è quella tradizionale delle definizioni nate, nel Novecento, nell’ambito della psicologia empirica: capacità logica, nel senso dell’astrazione dalle caratteristiche che la scienza ritiene “secondarie” e quindi soggettive, poi la comprensione, ovvero il pensiero che imita correttamente il comportamento futuro dei movimenti e delle reazioni presenti nel mondo esterno, umane e non, poi la conoscenza emozionale, poi ancora la progettazione, in mancanza di una immagine già presente nel mondo esterno, infine la creatività e la capacità di risolvere i problemi.

 Comprendere o pensare, lo diceva il pragmatista americano Charles S. Peirce, è il “parlare con sé stessi” e il rappresentare simbolicamente, non necessariamente rispecchiare, le inferenze che si possono trovare nella realtà esterna.

 Che erano tutte, per Peirce, di natura probabilistica. Continue reading “Le nuove frontiere della tecnologia politica e strategica: la Singolarità futura – Giancarlo Elia Valori”

The Russian Federation in Africa – Giancarlo Elia Valori

 In its relations with Africa, Russia – which operates on global markets especially in the field of oil and non-oil raw materials – does not use the same logic as the Western countries’. The latter have always looked only for materials to be processed and turned into finished products within their factories.

 In fact – according to the most authoritative scholars and experts – in Africa, Russia seeks above all the human capital, i.e. the human capital to be developed, the ruling classes to be educated, as well as the masses to be trained and made productive, always in an integrated vision of development between the great continental Eurasia and Africa.

 The Russian relations with Africa are only synergistic, as they are two large reserves of raw materials and this makes their geo-economic situation in this respect very similar. However, as often reiterated by Russian experts, these are always operations that take long time and have a strong geopolitical and strategic dimension.

 Hence, again according to Russian analysts, the logic underlying the relations between Russia and Africa is the union of their best practices so as to create a synergy that, in the future, will have a global geopolitical and economic impact. Continue reading “The Russian Federation in Africa – Giancarlo Elia Valori”

La Federazione Russa in Africa – Giancarlo Elia Valori

 La Russia, che gioca sui mercati globali soprattutto nell’ambito delle materie prime, sia oil che non-oil, non utilizza la stessa logica, nel rapporto con l’Africa, che hanno i Paesi occidentali, sempre unicamente alla ricerca di materiali, da trasformare in prodotti finiti. Nelle loro fabbriche, peraltro.

 Secondo gli studiosi più attenti, infatti, Mosca cerca, in Africa, soprattutto lo human capital, il capitale umano da sviluppare, le classi dirigenti da formare, poi le masse da addestrare e rendere produttive, in una visione, sempre integrata, dello sviluppo tra grande Eurasia continentale e Africa.

 Per i russi, il loro rapporto con l’Africa, essendo la situazione geoeconomica nelle materie prime del tutto simile, ovvero di due grandi riserve di materie prime, è unicamente sinergico. Ma, e questo viene spesso ripetuto dagli esperti di Mosca, si tratta sempre di tempi lunghi e di operazioni a forte tasso geopolitico e strategico.

 Quindi, dicono gli analisti di Mosca, la logica del rapporto tra Russia e Africa è quella della unione tra le best practices, le migliori procedure, sia della Russia che del Continente Nero per, poi, creare una sinergia che avrà, in futuro, sempre secondo Mosca, un effetto geopolitico e economico globale. Continue reading “La Federazione Russa in Africa – Giancarlo Elia Valori”

The petroyuan – Giancarlo Elia Valori

Many oil futures denominated in yuan were launched on the Shanghai market at the end of March 2018 and quickly traded for 62,500 contracts – hence for a notional value of 27 billion yuan, equivalent to 4 billion US dollars.

The financial process of the new petroyuan, however, had already begun as early as 2016.

 Hence there was obviously the danger of an internal financial bubble in China, but linked to the crude oil price –  yet the Chinese government had decided that the fluctuation allowed for those contracts had to be only 5%, with a maximum 10% fluctuation only for the first day of trading.

 Furthermore considering the average level of oil transactions in China, we can see that oil and gas imports could back financial operations totalling over 200 billion yuan.

  According to industry analysts, the level of Chinese oil  imports is expected to increase by approximately 2.1 million barrels per day from 2017 until 2023, which implies that the Chinese market will change the future level of oil barrel prices – be they denominated in dollars or in another currency.
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Elections in the Lebanon – Giancarlo Elia Valori

The general elections in the Lebanon were held on May 6 last.

  They had originally been scheduled for 2013 but, due to the repeated failure of Parliament to elect a new President from April 23, 2014 to October 31, 2016 because no candidate had succeeded in obtaining the required two-thirds majority, the Parliamentary term had been extended at first until 2017 and then until 2018.

 A new electoral law had been adopted in 2017, providing a proportional representation system for the first time in the history of the country.

The maximum proportional representation system in elections coincides with the maximum destabilization of a country.

 Finally, Michel Aoun was elected President on October 31, 2016 at the 46th electoral session of the Lebanese Parliament, breaking a 29-month deadlock. Continue reading “Elections in the Lebanon – Giancarlo Elia Valori”

Il petroyuan – Giancarlo Elia Valori

 Molti futures sul petrolio, denominati in yuan, sono stati lanciati sul mercato di Shangai alla fine di Marzo 2018 ed hanno rapidamente realizzato scambi per 62.500 contratti; e quindi per un valore nozionale di 27 miliardi di yuan, ovvero 4 miliardi di Usd.

 Il processo finanziario del nuovo petroyuan era iniziato, comunque, già nel 2016.

 C’era quindi il pericolo, ovvio, di una bolla finanziaria interna a Pechino ma legata al prezzo del greggio, eppure il governo cinese aveva stabilito che l’oscillazione ammessa, per quei contratti, sarebbe stata solo del 5%, con il massimo del 10% di variazioni unicamente per il primo giorno di trading.

 Se, poi, vediamo il livello medio di transazioni sul petrolio in Cina, vediamo che le importazioni di idrocarburi potrebbero sostenere operazioni finanziarie per un totale di oltre 200 miliardi di yuan.

  I livelli dell’import cinese di petroli dovrebbero aumentare, secondo gli analisti del settore, di circa 2,1 milioni di barili/giorno a partire dal 2017 fino al 2023, il che implica che sarà proprio il mercato cinese a modificare il livello futuro dei prezzi al barile.

 Siano essi denominati in dollari o altro. Continue reading “Il petroyuan – Giancarlo Elia Valori”

Le elezioni in Libano – Giancarlo Elia Valori

Le elezioni politiche generali si sono tenute, in Libano, il 6 maggio scorso.

  Erano state previste per il 2013 ma, per i fallimenti ripetuti delle elezioni presidenziali, dal 23 aprile 2014 al 31 ottobre 2016, dove nessun candidato era riuscito ad avere la richiesta maggioranza dei due terzi.

 Il massimo del proporzionale elettorale coincide con il massimo della destabilizzazione di un Paese.

 Finalmente, ma comunque alla quarantaseiesima tornata elettorale presidenziale, quella del 31 ottobre 2016; e dopo 29 mesi di elezioni e trattative, è stato eletto Michel Aoun.

 Cristiano maronita, come prescrive la costituzione del Libano, è stato capo delle Forze Armate fino dal 1984 e, dal 1988 alla metà dell’ottobre 1990, è stato anche primo ministro, con la paradossale conseguenza di avere, in quel momento, due governi libanesi, quello di Aoun e l’altro, presieduto da Selim Hoss, apparentemente filoccidentale, autonominatosi capo del governo. Continue reading “Le elezioni in Libano – Giancarlo Elia Valori”

The Google Tax – Giancarlo Elia Valori

The European Treasury, individually as member States or collectively as Union, has so far reached – with a race to the bottom – as many as 72 agreements with large global companies.

 Tax competition is still very strong and active. Just think of the US corporate tax that – following the latest reforms – has  decreased to a maximum 26% rate, more than one third less than the previous rate, with a US average corporate tax rate which is now below all OECD and G7 levels. Similar approaches, however, are developing in Argentina, Colombia, Luxembourg, Canada and even Japan.

 Conversely corporate taxes have increased in Turkey, Portugal and Taiwan, with further increases – albeit slight – also in India. They are selective increases to favour some foreign or national companies compared to others.

 At world level we now have as many as eleven jurisdictions – which account for 27% of the total corporate taxes in the world – that are currently increasing corporate  taxes, while all the other small and large countries will keep on competing fiercely at tax level with their neighbouring countries.

 In short, technology has made all the old tax strategies obsolete. Continue reading “The Google Tax – Giancarlo Elia Valori”

La Google Tax – Giancarlo Elia Valori

L’erario europeo, singolarmente o come Unione, finora, ha concluso al massimo ribasso ben 72 accordi con grandi aziende globali.

 La concorrenza fiscale, peraltro, è ancora molto attiva, basti pensare alla tassa sulle imprese USA che, con le ultime riforme, arriva ad un massimo del 26%, più di un terzo meno del tasso precedente, con una media, sempre americana, della corporate tax che si colloca oggi sotto tutti i livelli OECD e G7, con attitudini simili però che si stanno sviluppando in Argentina, Colombia, Lussemburgo, Canada e perfino in Giappone.

 Al contrario, sono aumentate le tasse sulle imprese in Turchia, Portogallo e Taiwan, con ulteriori aumenti, ma non di rilievo, in India. Sono aumenti selettivi, per favorire alcune aziende, straniere o meno, rispetto ad altre.

 Siamo, a livello mondiale, arrivati a ben undici giurisdizioni che valgono, da sole, il 27% del totale fiscale corporate mondiale che aumentano oggi le imposte sulle imprese, mentre tutti gli altri Paesi, minori e maggiori, continueranno a fare una durissima concorrenza fiscale ai loro vicini.

 Insomma, la tecnologia ha reso obsolete tutte le antiche tecniche fiscali. Continue reading “La Google Tax – Giancarlo Elia Valori”

Iran and the nuclear deal after the US withdrawal from the JCPOA – Giancarlo Elia Valori

 The first operational implementation of the Agreement between P5 + 1 and Iran, namely the Joint Comprehensive Plan of Action, signed on July 15, 2015, dates back to January 16, 2016.

 The data from the latest quarterly IAEA written report on Iran’s nuclear facilities provides information about some interesting new topics: the construction of the heavy-water Arak reactor, for example, has been stopped by the Iranian government.

 Moreover, the Shi’ite Republic has decided voluntarily not to continue the testing of the equipment needed to operate with the IR-40 centrifuges which had initially been designed for the Arak reactor.

 Furthermore, the technological materials and the nuclear fuel that had to be used for the Arak reactor were kept in safe and sure places under the ongoing monitoring of the Vienna-based International Atomic Energy Agency.

 Moreover, Iran has always and continuously informed the Agency of the presence and production of heavy water at the Heavy Water Production Plant in Khondab, near Arak, which is expected to produce approximately 16 tons of heavy water per year.

 These are IAEA data and information, which are also confirmed by official sources and not by the Iranian Republic. Continue reading “Iran and the nuclear deal after the US withdrawal from the JCPOA – Giancarlo Elia Valori”

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