Cerca

Foglio Verde

approfondimenti e news

Categoria

Mondo

La Situazione in Ucraina – Giancarlo Elia Valori

Il conflitto tra la Federazione Russa e il governo ucraino è il punto di maggiore tensione, ma anche debolezza, della Unione Europea verso il suo oriente nonché il momento di massima tensione, ancora oggi, tra la Russia e l’Europa.

  Bruxelles non può risolvere questo problema, proprio perché oggi ha le stesse armate che ironicamente Stalin chiedeva avesse il Papa; e quindi sarà chiusa al suo Est.

 Diversamente da Giasone e dai suoi Argonauti, l’Europa non potrà, grazie allo scontro in atto dentro l’Ucraina, raggiungere il “vello d’oro”.

 Ed il “vello d’oro” è l’inizio del mito greco, Giasone che va nella Colchide per cercare l’oro, tema iniziatico, si sposa con la maga Medea; ed ora l’Europa si priva della nuova via di comunicazione con la terra della Colchide, per accettare l’ordine di una potenza che fa evidentemente di tutto per danneggiare la UE, l’Euro, l’export comunitario…

 Nessuna delle due parti principali, la Russia e l’Ucraina, ha alcuna intenzione oggi di implementare o almeno rispettare formalmente gli accordi di Minsk II del Febbraio 2015.

 In cosa consistevano quegli accordi?  Sarà comunque bene rifare la storia del conflitto.

 Dopo le varie “rivoluzioni arancioni” del febbraio 2014, che sono state operazioni Usa, quando la lunga pressione di piazza (e non solo) dell’Euromaidan depone il presidente regolarmente eletto Viktor Yanukovich, scoppiano immediatamente dopo duri disordini nella parte orientale del Paese, quella storicamente più legata al mondo russofono e alla cultura russa. Continue reading “La Situazione in Ucraina – Giancarlo Elia Valori”

L’accordo tra Arabia Saudita e Federazione Russa – Giancarlo Elia Valori

All’inizio di questo mese di ottobre, Re Salman dell’Arabia Saudita, con i suoi 1500 membri dell’entourage privato e ben 459 tonnellate di bagagli, è sceso all’aeroporto di Vnukovo per la prima visita ufficiale tra un monarca dei Saud e il capo del Cremlino.

 Sul piano militare, il Re di Riyadh ha già comprato dalla Russia, in primo luogo, il sistema antimissile S-400 Triumph, in codice NATO SA-12 Growler, già pienamente operativo in Cina, che può intercettare aerei e missili che volino ad una velocità fino a 4,8 chilometri/secondo, (ovvero 17.000 chilometri orari) con la possibilità di intercettare fino a 36 obiettivi in contemporanea.

 Inoltre, è in fase avanzata di trattativa tra le due parti l’acquisto saudita del missile anticarro Kornet;  e di altri sistemi d’arma avanzati.

 E’, questo, un accordo che vale 3 miliardi di Usd, ma per Mosca la vendita di armi è un apriporta strategico di primaria importanza.

 La Federazione Russa produce oltre un quinto delle armi vendute nel mondo, sono dati del 2016, mentre India e Cina sono ormai, anche grazie a Mosca, al limite dell’autosufficienza tecnologica e militare.

 I russi cercano quindi altri mercati in cui vendere le loro armi, con il conseguente e immediato condizionamento strategico ed economico.

 Il tutto funziona oggi grazie anche all’indiscutibile successo raggiunto finora in Siria. Continue reading “L’accordo tra Arabia Saudita e Federazione Russa – Giancarlo Elia Valori”

Ancora sulla strategia della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

Secondo i più informati analisti nordamericani, la risposta alla ulteriore escalation militare di Pyongyang dovrebbe consistere nel riarmo nucleare di Giappone e Corea del Sud.

 Sarebbe la risposta, ma anche la giustificazione esplicita del riarmo di Pyongyang.

  Lo scontro convenzionale preventivo, per i decisori militari Usa, potrebbe però articolarsi in quattro alternative:

1)      il lancio di missili Tomahawk dal confine terrestre e dal mare, ma è certo che Pyongyang risponderebbe subito al fuoco, anche utilizzando i circa sessanta tunnel nel territorio della Repubblica del Sud e i suoi non pochissimi aeroporti militari sotterranei, nel Nord.

2)      Bombardamenti sulla Corea del Nord da parte di aerei stealth che possono portare, e Pyongyang lo sa benissimo, testate nucleari ma, anche qui, la Corea Popolare e Democratica potrebbe reagire o colpendo direttamente i bombardieri Usa oppure lanciando attacchi missilistici limitati contro postazioni Usa nella Corea del Sud.

3)      Il lancio, sempre da aerei statunitensi, di alcune MOP (Massive Ordnance Penetrator) le nuove bombe che penetrano e distruggono i tunnel e le altre costruzioni sotterranee; azione unita a quella delle “linee elettromagnetiche” che potrebbero essere dirette da alcune navi Usa. Uno scenario da film d’azione hollywoodiano che sconta due limiti: la scarsa affidabilità delle due nuove armi e il fatto che la Corea del Nord non ha solo basi nascoste, ma anche visibili.

 E le basi visibili possono reagire alle operazioni statunitensi da sud o dal mare in brevissimo tempo, minore della durata dell’attacco americano stesso. Continue reading “Ancora sulla strategia della Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

Le nuove prospettive del Partito Comunista Cinese – Giancarlo Elia Valori

Il PCC, nella fase in cui è governato da Xi Jinping e dal premier Li Kekiang al governo dello Stato, si sta trasformando con notevole rapidità.

 E questo è un dato geopolitico e strategico di grande importanza, anche per l’Europa e gli Usa.

 A pochi anni dal raggiungimento del suo centesimo anniversario, il Partito fondato a Shangai nel 1921 risulta ancora un ircocervo, sia per la tradizione comunista derivata dalla Terza Internazionale che per l’evoluzione e, talvolta, la sparizione, che hanno subito i partiti comunisti al potere in Urss, nei suoi satelliti dell’Europa dell’Est e in molti Paesi asiatici.

 Infatti, il PCC è insieme un grande partito di massa e una organizzazione politica che, proprio nel solco della Terza Internazionale, presiede lo Stato e ne comanda gli indirizzi politici.

 Lenin pensava ad un Partito piccolo e di militanti-dirigenti che elabora la linea e, tramite lo Stato, la impone alla società.

 In Urss, il Pcus si è infatti autodistrutto entrando nella società civile, in Cina invece il PCC si rafforza acquisendo e selezionando gli elementi migliori della società e rappresentando le grandi masse all’interno e al di sopra dello Stato.

 Ci torna alla mente, qui, il ricordo dei sorrisi sarcastici e delle battute feroci che la dirigenza del Partito Comunista Cinese; e già allora era al potere il Deng Xiaoping delle “Quattro Modernizzazioni”, offrì a Gorbaciov in visita ufficiale a Pechino mentre era in azione la “rivolta di Tien An Mien” degli studenti che volevano la “democrazia”. Continue reading “Le nuove prospettive del Partito Comunista Cinese – Giancarlo Elia Valori”

Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori

Data la quantità e la virulenza dei gruppi che prendono parte alla guerra siriana, ormai al suo sesto anno di scontri ininterrotti, gli scenari possibili, in linea di principio, sono due.

 O una pace instabile che frazionerà il sistema politico e territoriale di Damasco come accade oggi in Libano; oppure ancora una lunghissima guerra di attrito, senza soluzione di continuità, come nei Balcani degli anni ’90, nella Ucraina attuale o nel Corno d’Africa, sempre nei nostri anni.

 Una “long war” che nasconde il vuoto strategico e geopolitico di chi l’ha organizzata.

 Il fine del conflitto era, inizialmente, quello di chiudere l’area siriana alla proiezione di potenza iraniana verso il Mediterraneo ma, nel caso di una long war, nessuno ci guadagnerà, nessun Paese potrà mai calcolare un surplus geopolitico dall’ attuale scontro in Siria.

 Le fratture culturali e militari sono ben note: la divisione tra sunniti e sciiti, spesso artatamente manipolata da entrambi i gruppi religiosi, la frattura tra il potere religioso e quello “laico”, per quanto si possa usare questa categoria nel Medio Oriente, poi tra le due potenze emergenti nell’area, ovvero  Turchia e Iran, infine tra le 68 vecchie potenze occidentali della Coalizione a direzione Usa e la Federazione Russa.

 Dalla analisi della guerra siriana verrà quindi la dimensione e la forma del nuovo Medio Oriente. Continue reading “Il significato strategico del conflitto siriano – Giancarlo Elia Valori”

Ancora sulla questione uyghura – Giancarlo Elia Valori

Nelle più recenti documentazioni del movimento autonomista uyghuro, si fa menzione di alcuni campi di rieducazione politica e ideologica diretti dal governo cinese, campi che sarebbero stati aperti fin dall’Aprile 2017.

 La finalità sarebbe quella, secondo le autorità di Pechino, di contrastare l’estremismo jihadista attraverso una educazione di tipo laico-socialista.

 E, sempre secondo la tradizione del regime cinese, di rieducare attraverso il lavoro manuale, separando gli “ospiti” dal loro ambiente familiare e politico di origine.

 Non solo degli uyghuri sono stati raccolti in queste scuole, ma anche elementi provenienti da altre minoranze musulmane, soprattutto gli Hui, alcuni kirghizi, perfino dei tibetani.

 In altri termini, la Cina sa bene che il rilievo strategico dell’autonomismo uyghuro, violento o meno, è tale se riesce a unire sotto di sé le frange jihadiste dei paesi confinanti con la Cina, che sono determinanti sul piano geopolitico, petrolifero, infrastrutturale.

 Si aggiunga però che sia i media che l’organizzazione politica e ideologica della Cina attuale sono ben attenti a non offendere in alcun modo la sensibilità dell’Islam cinese.

 Oltre venti milioni di cinesi sono di religione islamica, in Cina, dieci tra le 55 minoranze ufficialmente riconosciute dallo stato cinese sono musulmane. Continue reading “Ancora sulla questione uyghura – Giancarlo Elia Valori”

La crisi della classe dirigente italiana – Giancarlo Elia Valori

Nessuna crisi politica, decisionale, economica è priva di un risvolto culturale e, diremmo, spirituale.

 Peraltro, i tratti di questa nuova e sedicente élite sono la superficialità, la assoluta ignoranza della profondità e complessità dei problemi, la vera e propria psicosi della “comunicazione”, della pubblicità, della spesso inutile presenza sui mass media.

  Nel passaggio dalla Prima alla sedicente Seconda Repubblica osserviamo però alcuni dati strutturali: la nuova irrilevanza della posizione strategica italiana, la totale mancanza di autonomia nelle vecchie aree in cui a suo tempo operavamo quasi indisturbati, come il Medio Oriente, i comportamenti aggressivi di coloro che pensavamo essere alleati e amici, nell’Alleanza Atlantica come nella Unione Europea.

 Se le monete però non trovano un temporaneo e razionale equilibrio e si lavora sono con i tassi fissi, come in effetti accade anche con la moneta unica europea, allora gli aggiustamenti si attuano unicamente, come sempre accade, con la riduzione della base produttiva.

 L’Italia ha festeggiato l’arrivo dell’Euro, accettando supinamente un criterio di cambio Lira-Euro che era influenzato dai sei mesi precedenti, in cui la Lira era stata troppo “alta”, e ha privatizzato i suoi asset principali a costi spesso non coerenti con i valori.

 Tra privatizzazioni e cartolarizzazioni, furono incassati, fino al 2000, 178.019 miliardi di lire, pari a 91 miliardi di euro. Continue reading “La crisi della classe dirigente italiana – Giancarlo Elia Valori”

La struttura della questione politica e militare nordcoreana – Giancarlo Elia Valori

La forza militare di Pyongyang è quella del suo potenziale nucleare.

 Ovvero, come affermò all’inizio di Agosto 2017 il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, nel Forum dell’ASEAN, è degli Usa “la colpa” di voler portare “la guerra nucleare nella penisola coreana” ed ha riaffermato, il ministro, che mai, in nessun caso, la Corea del Nord metterà il suo arsenale missilistico e nucleare sul tavolo delle trattative con gli Usa ed i loro alleati.

 La Cina, in quella fase, affermò che si era arrivati ad un punto critico, ma ciò poteva essere anche l’inizio di nuovi, più efficaci, negoziati tra Pyongyang, gli Usa, la Cina e la Federazione Russa.

 E’ allora ovvio che i due missili lanciati dalla Corea settentrionale nel Luglio scorso, il 4 e il 28, sono certamente capaci di raggiungere il territorio degli Stati Uniti, ma sono stati lanciati con una angolazione tale da evitare comunque l’impatto con il terreno.

 E’ poi ulteriormente evidente che Pyongyang lancia missili verso gli Usa perché vuole evitare che Washington si mobiliti definitivamente per un regime change in Corea del Nord.

 D’altra parte, Rex Tillerson, il Segretario di Stato nordamericano, afferma che, prima di sedere al tavolo delle trattative, la Corea del Nord deve non solo cessare gli esperimenti militari con l’energia N, ma addirittura iniziare un vero, stabile e definitivo processo di denuclearizzazione. Continue reading “La struttura della questione politica e militare nordcoreana – Giancarlo Elia Valori”

Ancora sul WUC, Settembre 2017 – Giancarlo Elia Valori

Un incontro della minoranza balochi e del suo movimento nazionalista-etnico contro la Belt and Road Initiative cinese caratterizza il nesso tra questa minoranza e quella uyghura.

 Peraltro, l’undici agosto scorso il movimento balochi si è radunato, con molti dirigenti e pochi attivisti, a Berlino, per protestare contro il CPEC, China Pakistan Economic Corridor.

 E’ questa la nuova linea dei vari movimenti etnici e rivoluzionari delle minoranze presenti in Cina, che il movimento uyghuro tende a egemonizzare: succede con i tibetani, che Dolkun Isa, il segretario del WUC invita a riunirsi al movimento degli uyghuri, accade con i militanti del Balochistan, con i kazachi, con i Sindh e con le altre minoranze meno rilevanti, tra le quali quelle legate alle religioni popolari tradizionali della campagna cinese e, naturalmente, il buddismo.

 Dolkun Isa ha parlato sulla Belt and Road Initiative durante la conferenza dell’11 agosto scorso, organizzata dal movimento del Balochistan, mentre il segretario del WUC ha partecipato, sempre nel mese di Agosto, ad una conferenza a Parigi sulla “repressione” degli uyghuri che assomiglierebbe a quella patita dai tibetani sia in patria che nel resto del mondo.

 La linea del WUC è chiara, anche sul piano internazionale: sostegno ai Rohingya del Myanmar, e alla loro nuova armata, l’Arakan, contro le forze buddiste birmane, e si noti che i rohingya non sono una minoranza etnica, ma unicamente i migranti provenienti dal Bangla Desh, sostegno all’opposizione cambogiana, sostegno alla minoranza kirghiza in Cina. Continue reading “Ancora sul WUC, Settembre 2017 – Giancarlo Elia Valori”

Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori

Il 14 settembre 2017 avrà inizio l’esercitazione Zapad 2017, che vedrà riunite le Forze Armate della Federazione Russa e della Bielorussia, oltre ad altri più piccoli alleati.

 Sarà una verifica tecnica per la piena interoperabilità tra Forze Russe, Bielorusse e armate della CSTO, ovvero del Kazakistan, dell’Armenia, della già citata Bielorussia, del Kirghizistan e del Tagikistan.

 E inoltre, come osservatori, ci saranno dirigenti militari dell’Afghanistan e della Serbia.

 Tra i possibili candidati al CSTO e alla visione delle operazioni di Zapad 2017 vi è anche l’Iran, che sarà presente con alcuni osservatori non ufficiali.

 A parte la Cina, nella CSTO manca solo l’Uzbekistan per chiudere il cerchio dei fondatori, nel 2001, della Shangai Cooperation Organization.

 E ricordiamo, altro dato geopolitico essenziale, che nel 2013, lo stesso giorno, sono entrati nella Shangai Cooperation Organization l’Afghanistan, l’India, l’Iran, la Mongolia, il Pakistan.

 Il CSTO, quindi, è sostanzialmente la parte legata alla Federazione Russa del blocco strategico che si è fuso, nelle more della lotta antiterroristica e antijihadista, nell’area di interesse, attuale e futuro, della Cina.

 Le manovre di “Zapad” (ovvero Ovest) si svolgono, ma sono già in fase di preparazione avanzata, soprattutto in Bielorussia, con almeno 100.000 militari tra russi e alleati, con 13.000 militari russi, 280 pezzi di artiglieria pesante e 25 aerei militari, sempre russi. Continue reading “Zapad 2017 – Giancarlo Elia Valori”

Il terrorismo jihadista in Italia. Esortazioni e Profezie – Giancarlo Elia Valori

All’inizio, ma per un breve inizio, come vedremo, fu Abu Nassim, cittadino tunisino, ovvero Moez Al Fezzani, catturato insieme ad altri membri del Daesh-Isis nella Sirte, tra Rigdaleen e Al Jimail, in Libia, il 18 agosto del 2016.

 Già processato in Italia, il nostro Abu Nassim è, ovviamente, assolto a Milano, in una città che, fin dai tempi della Moschea di Viale Jenner è, secondo la CIA, in una nota di dieci anni fa, “il centro direzionale di Al Qaeda in Europa”.

 L’ICI, Istituto Culturale Islamico di Milano, nasce nel 1988 su impulso di alcuni membri del Jamaa al Islamiya egiziano; e diviene subito un centro di raccolta, addestramento e finanziamento degli islamisti che vanno a combattere in Bosnia.

 Una stupida guerra dell’Occidente, che permette ad Alja Izetbegovic, il capo della Repubblica Bosniaca di Serajevo, autore molti anni fa di un testo intitolato profeticamente “fondamentalismo islamico”, di creare in tutti i Balcani un’area islamista che serve all’Afghanistan, alla Cecenia, ad Al Qaeda (Bin Laden è spesso a Serajevo, in quel periodo) e ai kosovari. Continue reading “Il terrorismo jihadista in Italia. Esortazioni e Profezie – Giancarlo Elia Valori”

La Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori

 Un dato importantissimo, da tenere subito in mente: nel 2050, il 25% di tutta la popolazione mondiale sarà africana e oltre il 46% di essa avrà meno di 30 anni.

 Come si possa quindi bloccare lo sviluppo economico mondiale lasciando questa immane massa di esseri umani fuori da ogni catena del valore è un folle paradosso e, probabilmente, il più grande tra i problemi che dovremo risolvere tra pochi anni e, anzi, per il quale avremmo già dovuto iniziare a fornire nuove soluzioni già da molti anni.

 Per la prima volta, probabilmente, nella sua storia plurisecolare, il capitalismo blocca artificialmente il suo sviluppo e la sua naturale espansione geografica e tecnologica.

 Non riusciamo qui a dare una risposta esaustiva a questa autocastrazione dell’occidente, economica, culturale, strategica.

 Per la Cina di Xi Jinping, tutto però inizia nel 2015, alla Conferenza di Johannesburg del FOCAC, Forum on China-Africa Cooperation, dove 35 nazioni africane e Pechino si accordano  per una serie di investimenti mirati in alcuni settori specifici dell’economia africana, per un totale di 60 miliardi di Usd: industrializzazione, anche e soprattutto delle imprese private e delle PMI, rapida e essenziale modernizzazione dell’agricoltura, e sarà tra pochi anni da oggi che, come prevede una studiosa nordamericana del sistema cinese, “l’Africa nutrirà la Cina”. Continue reading “La Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori”

Blog su WordPress.com.

Su ↑