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Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori

Il lungo testo che l’attuale ministro degli Affari Europei del governo Conte ha dato alle stampe e ha inviato ad una ristretta cerchia di amici e di governanti europei, è un saggio da meditare con grande attenzione. Il titolo è molto impegnativo: Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa.

 Segue, di poco, il volume dato alle stampe, sempre da Paolo Savona, “Come un incubo e come un sogno, memorialia e moralia di mezzo secolo di storia”, che è davvero un grosso lavoro, il quale si situa tra lo scientifico e il biografico, anche se è difficile, per Paolo Savona, data la sua straordinaria e lunga carriera, separare i due ambiti.

 Quali sono quindi i punti principali sui quali si disegna il lavoro più recente di Savona, questa Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa? Sono, in gran parte, proprio le conclusioni alle quali Paolo arriva nel suo più recente volume: a) l’inizio e la fine, in gran parte eterodiretta, del primato tecnologico italiano, che è all’origine della nostra perdita di produttività. Secondo gli ultimi dati ISTAT, i settori con la maggiore propensione all’innovazione sono nel manifatturiero, 12 comparti su 18 in totale, ma essa è fortemente segmentata, concentrata in alcuni settori e, soprattutto, poco diffusa nei settori “maturi”, che rimangono a medio-bassa produttività dei fattori. Continue reading “Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori”

La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori

Dopo il meeting dello scorso aprile il presidente iraniano Rouhani, il premier Erdogan della Turchia, il presidente russo Vladimir Putin, si sono incontrati di nuovo a Teheran (e a Tabriz) il 6-7 settembre scorsi, nella ormai consueta cornice dei colloqui di Astana.

 Il fine specifico di queste ultime trattative era quello di una normalizzazione, nel lungo periodo, della intera situazione siriana, per promuovere inoltre l’eradicazione del terrorismo internazionale, la stabilizzazione del processo politico infra-siriano e, infine, per creare le necessarie condizioni per un ritorno delle displaced persons e dei rifugiati all’estero provenienti dalla Siria.

 Le riunioni di pace per la guerra in Siria, che dura da circa sette anni, sono ormai innumerevoli. Continue reading “La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori”

La Repubblica Democratica Popolare di Corea e le trattative sulla denuclearizzazione – Giancarlo Elia Valori

La questione della denuclearizzazione della intera penisola coreana è, ormai, al centro del dibattito tra Corea del Nord, quella del Sud, gli Usa, la Cina e la Federazione Russa.

Ciò lo abbiamo visto, simbolicamente ma in modo molto chiaro, nella recentissima parata militare di Pyongyang per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica del Nord: non c’è stata, infatti, la tradizionale e tuttavia forte sottolineatura dell’apparato nucleare e missilistico nordcoreano, ma piuttosto una bilanciata rappresentanza delle forze armate e delle varie componenti sociali, alle quali il sistema socialista del Nord affida la sua egemonia nella Repubblica Democratica Popolare della Corea. Che è una egemonia vera, non una costrizione.

Chi voglia destabilizzare Pyongyang con le solite chiacchiere sul liberalismo si troverebbe in gravi difficoltà.

Si pensi, poi, alla simbologia della rappresentanza dei quadri e delle figure di rilievo del regime intorno a Kim Jong-Un, sul palco.

Anche qui, erano moltissimi quelli che hanno partecipato a molte, moltissime, manifestazioni, mentre i nuovi arrivati, molto pochi, si confondevano nell’insieme dei consueti collaboratori di Kim Jong-Un. Continue reading “La Repubblica Democratica Popolare di Corea e le trattative sulla denuclearizzazione – Giancarlo Elia Valori”

La nuova crisi libica – Giancarlo Elia Valori

 Il primo segnale dell’attuale, peraltro malamente sedata, rivolta di Tripoli è stato il colpo di mortaio contro l’albergo Al Waddan, vicinissimo alla ambasciata italiana a Tripoli.

 La tregua siglata il 3 settembre 2018 dalla Commissione di Riconciliazione libica, composta di membri da Tarhouna, Zintan, Tripoli, Misurata, Zawia consiste in un cessate il fuoco e nell’entrata a Tripoli di una “forza neutrale” composta da membri delle zone militari centrale e occidentale.

 La Settima Brigata l’ha subito rigettata e altri gruppi armati continuano, sporadicamente, i combattimenti.

 Senza una protezione forte del GNA esterna alla Libia, e quindi senza presenza militare credibile in quel Paese, non si darà quindi alcuna pace.

 Un simbolo, più che un segno, l’attacco all’albergo. L’attuale guerra infra-tribale e tra le varie fazioni è però diretta soprattutto contro il nostro Paese. Continue reading “La nuova crisi libica – Giancarlo Elia Valori”

La crisi del franco CFA – Giancarlo Elia Valori

Il Franco CFA è stato costituito il 25 dicembre del 1945 dalla sola Francia.

 Pleven, allora ministro delle finanze di de Gaulle, disse che la creazione di un’area monetaria africana legata al franco era per “evitare ai fratelli africani gli errori che noi stessi abbiamo compiuto”.

 In effetti, l’organizzazione, che vedremo tra poco, della rete CFA somiglia molto ai rapporti finanziari che si erano stabiliti tra la Francia di Vichy e le forze di occupazione tedesche.

 Tutti gli occupanti si fanno mantenere dagli occupati. Anche gli Alleati, in Italia, tolsero dalla circolazione le famigerate AM-Lire quando il totale dell’inflazione generata da questa moneta finta ebbe eguagliato i costi materiali dell’occupazione in Italia.

 Il decreto, firmato la notte di Natale del 1945 da Charles de Gaulle, impone sempre una quota, variabile, di dirigenti francesi nelle banche di emissione dei 14 Paesi africani e delle Comore che, nell’ultimo caso dell’arcipelago del Pacifico, accettano solo in parte ma in tutto, in Africa, il Franco CFA, (Colonies Françaises d’Afrique oppure, oggi, Franc Communautè Financière Africaine) ma si tratta di un piano di cooperazione monetaria che riposa su quattro principi: a) la fissità del cambio tra il franco, oggi euro, delle vecchie colonie di Parigi e quello metropolitano, b) la centralizzazione delle riserve di cambio dei paesi africani all’interno di un conto presente presso il Tesoro francese, c) la garanzia della convertibilità illimitata del CFA in Franco francese (e oggi Euro, ovviamente) poi d) la libera circolazione dei capitali all’interno dell’area, che è formata precisamente da Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo. Continue reading “La crisi del franco CFA – Giancarlo Elia Valori”

L’equilibrio tra Federazione Russa e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

Mosca non ha mai posto in secondo piano né la questione nucleare e missilistica nordcoreana né, ricordiamolo, il suo sostegno a Pyongyang.

 I russi non abbandoneranno mai la loro cintura di sicurezza contro le Forze Usa stanziate in Corea del Sud e, soprattutto, l’eventuale scudo militare di Kim Jong-Un verso gli Usa e le potenze sue alleate nel Sud-Est asiatico. Si tratta, casomai, di sostituire tale scudo con una delimitazione economica o strategica-convenzionale egualmente efficace.

  Nell’appena trascorso ferragosto del 2018, Kim Jong-Un ha poi mandato un importante telegramma di congratulazioni a Vladimir Putin, proprio nell’occasione del 73° anniversario della liberazione della Corea dalla dominazione giapponese.

  L’impero coreano unitario, lo ricordiamo, e qui più che un simbolo politico si tratta di una evocazione, cessò nel 1910, ma il trattato giapponese-coreano del 1876 integra comunque la penisola nell’impero Meji, quella fase storica e culturale in cui il Giappone acquisisce le tecnologie e le culture dell’Occidente per espandere la sua, come infatti si chiamerà, “area di co-prosperità” in tutto il Sud-Est asiatico e le isole del Pacifico. Continue reading “L’equilibrio tra Federazione Russa e Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

Cosa accadrà con la crisi della Lira Turca – Giancarlo Elia Valori

La struttura finanziaria della attuale crisi turca è, come spesso accade in questi casi, piuttosto semplice all’inizio: il credito alle imprese e alle famiglie è stato, come sempre accade in un periodo elettorale, “pompato”, tanto che l’inflazione turca, prima dello scoppio della crisi, era già arrivata al 16%.

 Recep Tayyp Erdogan ha, poi, promesso, sempre per le elezioni politiche del 24 giugno scorso, forti investimenti per le infrastrutture.

 La solita, vecchia teoria di Napoleone III, quand le bâtiment va, tout va, ma oggi gli investimenti infrastrutturali sono a relativamente basso moltiplicatore (1,9 in media) e sono sempre più capital intensive, piuttosto che labour intensive.

 Inoltre, diviene imprevedibile, tecnicamente, la quota di ritorno degli investimenti nel tempo e, se c’è, il rendimento medio futuro.

 Certo la teoria economica moderna ci dice che anche i costi infrastrutturali più alti inducono aumenti netti in settori anche non direttamente  dipendenti dalle infrastrutture, come il costo del traghetto e il guadagno del ristoratore sull’isola, classico esempio, ma comunque i soldi in prestito per queste operazioni sono o pochi o tali da creare ritorni a breve e rilevanti, cosa che non può mai accadere. Continue reading “Cosa accadrà con la crisi della Lira Turca – Giancarlo Elia Valori”

La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori

La nuova connettività all’Eurasia apre la penisola coreana al mondo

La cooperazione ferroviaria tra le due Coree, sancita il 26 giugno scorso, oltre ad ammodernare l’intera rete della penisola, consentirà la connessione alla Transiberiana, che può essere definito il punto di partenza di quella che viene chiamata “La Via della Seta del XXI Secolo”, per essere più precisi, la realizzazione di una nuova “Ferrovia della Seta”, quale ponte di collegamento tra due mondi. Con un chiaro riferimento all’antica Via della Seta che univa la Cina ai territori dell’Impero Romano. Invece questa rete ferroviaria collegherà la Corea del Sud con la Corea del Nord e, attraverso la Transiberiana, l’Eurasia, per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse.

Tale accordo pare sia stato il vero obiettivo della dichiarazione congiunta tra le due Coree, il 27 aprile scorso – giorno dello storico incontro di Panmunjom – per aprirsi al mondo.

Si tratta di un programma grandioso che potrebbe rappresentare l’asse portante di una nuova roadmap economica nell’intera penisola per uno sviluppo sano ed equilibrato del rigoglioso territorio, oltremodo ricco anche di risorse minerarie. Continue reading “La “Ferrovia della Seta” porta a Pyongyang – di Giancarlo Elia Valori”

Il meeting Conte-Trump – Giancarlo Elia Valori

La riunione, già ampiamente programmata e pubblicizzata, tra Giuseppe Conte, presidente del Consiglio italiano r Donald Trump, presidente Usa, è andata, almeno apparentemente, bene.

 Entrambi si sono reciprocamente definiti, con un certo comune ed evidente orgoglio, iniziatori di quello che si suole chiamare oggi “populismo”, il che consisterebbe in una lotta contro le élites tradizionali a favore del “popolo”, ma che in effetti appare piuttosto come una lotta tra due diverse frazioni dell’élite globale: la vecchia, che punta ancora sulla globalizzazione e l’altra che, invece, si raduna intorno alla evidente crisi del globalismo e desidera la costruzione di un nuovo mondo multipolare. L’apertura al mercato-mondo è stata, alla fine, meno efficace del previsto: i costi per la distruzione dei posti di lavoro “interni” si sono rivelati maggiori dei guadagni provenienti dal mercato globalizzato.

 Trump, che ha ancora bene in mente quello che accade ancor oggi al confine tra Usa e Messico, ha affermato che il lavoro del governo italiano sulla questione dei migranti “è fantastico”.

 Lavoro italiano che sarebbe “fantastico”, comunque,  sia per i migranti illegali che per quelli, pochissimi, legali. Continue reading “Il meeting Conte-Trump – Giancarlo Elia Valori”

Trump e la NATO, Trump e la guerra commerciale con la Cina – Giancarlo Elia Valori

L’ultimo summit dell’Alleanza Atlantica ha visto, almeno inizialmente, una netta divaricazione tra gli Usa e gli alleati europei della NATO.

 Per il presidente Trump, che è soprattutto un businessman, contano i bilanci e gli investimenti, prima che le dottrine strategiche, di cui peraltro pochissimo si è parlato.

  Il presidente americano, che è arrivato al summit con studiato ritardo, ha polemizzato soprattutto con la Germania, dicendo che la sua bassa spesa per la difesa la rendeva “prigioniera” della Russia.

  A Trump non va giù il gasdotto NORD STREAM, diretto da Mathias Warnig, già dirigente della STASI a Dresda, dove operava in quegli stessi anni, per il KGB, il servizio “padrone” della Stasi, Vladimir Putin.

 Vuole che gli europei comprino lo shale gas and oil nordamericano. Ma è un obiettivo difficilissimo.

 Europa, contesa da due oligopolisti dell’energia. Continue reading “Trump e la NATO, Trump e la guerra commerciale con la Cina – Giancarlo Elia Valori”

Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori

 Come si trasforma attualmente il sistema politico di Pyongyang nelle more della Grande Trasformazione, quella con gli Usa e la Corea del Sud, voluta e diretta attentamente da Kim Jong Un?

 Il Grande Leader vuole avere, per il futuro, una classe dirigente nuova e adatta alle modificazioni successive, economiche e strategiche, che investiranno la Corea del Nord nei prossimi anni.

 Trasformazioni militari e economiche di vastissima portata, con il sostegno di Iran, Federazione Russa, Cina, ed altri.

 Fatta salva la struttura del Regime, tutto il resto deve, secondo Kim Jong Un, cambiare.

 E, nel cambiamento, lo Stato e il Partito devono divenire strumenti agili e rapidi nelle mani del Leader e del suo, in parte rinnovato, inner circle.

 L’obiettivo primario di Kim è quello del controllo della fase iniziale della trasformazione economica di Pyongyang, del mantenimento della presa sulle Forze Armate e il Partito, della creazione infine di una nuova classe dirigente, per la gestione della denuclearizzazione e della trasformazione economica. Continue reading “Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori”

Guerre commerciali, guerre valutarie e scontri geopolitici – Giancarlo Elia Valori

Lo yuan cinese è già crollato ai minimi storici degli ultimi sette mesi contro il dollaro; e nulla ci vieta di pensare che il governo di Pechino stia organizzando una vera e propria svalutazione dello yuan-renmimbi.

 Mercoledì 27 giugno, infatti, la banca centrale cinese ha fissato la parità sul dollaro di 6, 596, tagliando peraltro ulteriori 391 punti dai livelli del giorno precedente.

 Una mossa che potrebbe espandere grandemente la dimensione, già rilevantissima, del commercio estero cinese, evitare poi l’ulteriore tensione con gli Usa sulle tariffe commerciali, aumentare e differenziare, infine, l’export di Pechino.

 Ma non è detto che la Cina voglia davvero svalutare pesantemente ed evidentemente lo yuan, temiamo piuttosto che questa minaccia sia una spada di Damocle da porre proprio sulla testa di Donald J. Trump.

 E il problema è, soprattutto, di tipo geopolitico più che finanziario.

 Le classi dirigenti degli Usa hanno cavalcato, fin dagli anni ’90, il loro progetto della globalizzazione, al quale si accompagnava inevitabilmente quello della finanziarizzazione universale. Continue reading “Guerre commerciali, guerre valutarie e scontri geopolitici – Giancarlo Elia Valori”

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