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La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori

Sembra che la Conferenza di Palermo sulla Libia sia oggi, finalmente, un prevedibile successo per il nostro Governo.

 Haftar, l’uomo forte della Cirenaica (e oggi, anche della Sirte) è arrivato a Roma il 28 ottobre scorso per una visita informale, ma che è stata estremamente utile per la Conferenza di Palermo e per la futura strategia italiana in Libia.

 Il capo della vecchia “Operazione Dignità” sarà certamente anche a Palermo, mentre, probabilmente, i russi manderanno o Medvedev o il vice-ministro degli Esteri, Bogdanov. O anche Dimitri Peskov. Ma tutti avranno, comunque, le direttive personali di Putin a cui attenersi. E Putin seguirà con estrema attenzione il dibattito siciliano.

 L’obiettivo, per i russi è quello di stabilizzare la loro presenza in Libia, qualunque sia il risultato politico di questa Conferenza palermitana; e di aprire quindi anche una relazione strategica anche con Al Serraj e la Settima Brigata di Misurata, oltre che con le più grandi tribù dell’area tripolina. Il che si può fare soprattutto con il sostegno dell’Italia.

 Nulla è più distante dagli interessi di Mosca di un rapporto esclusivo e bilaterale con Haftar, di cui pure i russi hanno stampato le nuove monete, con il profilo di Gheddafi. Continue reading “La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori”

Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori

 Donald J Trump, il presidente attuale degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato, il 20 ottobre scorso, che l’America del Nord abbandonerà il trattato INF sul controllo delle armi di teatro missilistiche di tipo N, il che significa soprattutto che l’Europa tornerà ad essere la base principale dei nuovi sistemi d’arma a intermedio e lungo raggio.

 Naturalmente, la classe politica europea, nazionale e comunitaria, non ha ancora detto una parola su questa nuova configurazione delle minacce e delle difese poste sul nostro territorio.

 Trump si riferiva specificamente al Trattato INF del 1987 o, per essere più esatti, allo Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, firmato da Ronald Reagan e da Mikhail Gorbachev quell’anno, un trattato che bandiva, in particolare, i missili nucleari lanciati da terra che avessero un raggio d’azione tra i 500 e i 5500 chilometri.

 L’INF portò all’eliminazione completa di quasi 2700 missili a medio e breve raggio, 850 Usa e  oltre 1800 vettori sovietici e, come molti ricorderanno, fece cessare la tensione tra USA e URSS proprio nel momento in cui i sovietici ponevano in Europa dell’Est i nuovi SS-20 e ebbero come risposta, in un turbinio di manifestazioni “pacifiste”, la disposizione da parte degli USA, nella NATO europea, dei loro missili Cruise e Pershing. Continue reading “Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori”

Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

  Negli anni in cui Hillary Clinton è stata Segretario di Stato Usa, ovvero dal 2009 al 2013, i sauditi hanno contribuito, con almeno 10 milioni di Usd, alla Clinton Foundation.

  Soprattutto nei momenti in cui la Clinton, guarda caso, permetteva la vendita di armi evolute a Riyadh.

  I sauditi hanno anche pagato oltre il 20% della campagna elettorale della stessa Clinton, a detta dello stesso Mohammed Bin Salman, il principe reggente, intervistato nel 2016 dalla agenzia giordana “Petra”.

  Ma hanno anche sovvenzionato, in misura minore, anche gli altri candidati alla Presidenza Usa.

  Nessun investitore estero, nel battage politico della presidenza statunitense, mette tutte le sue uova, per dirla con un modo di dire proprio americano, nello stesso cesto.

 Peraltro, anche il Regno degli Al Saud, come la Russia ed altri, ha sostenuto finanziariamente, e pesantemente, entrambi i candidati alle presidenziali statunitensi, da sempre. Continue reading “Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori

 La Libyan Investment Authority si è spostata, nell’agosto scorso, dai suoi uffici di Tripoli, nella ormai famosa Tripoli Rower.

 L’Ente finanziario storico del regime gheddafiano gestisce, oggi, circa 67 miliardi di Usd tra azioni ed altro che sono, in gran parte, congelati a causa delle sanzioni ONU.

 Che vanno progressivamente tolte e sostituite con un sistema di controlli di mercato, man mano che l’economia libico trova la sua via.

  Proprio ora che, dopo intimidazioni e minacce gravi e spesso armate, la LIA si è spostata altrove, nella più sicura Tripoli Tower.

 Ma come nasce e, soprattutto, cos’è oggi la LIA?  Il Fondo, che ha alcuni tratti proprio del fondo sovrano tipico dei Paesi petroliferi, nasce nel 2006, proprio mentre le sanzioni economiche e commerciali di UE e Usa contro il regime di Gheddafi stavano lentamente cessando.

  Il senso dell’operazione era semplice e razionale, proprio come quello che ha mosso la Norvegia nel creare da tempo il Government Pension Fund Global, ovvero utilizzare i profitti del petrolio per evitare la crisi post-energetica della Libia e mantenere i livelli di vita dei giorni felici. Continue reading “Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori”

La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori

La tensione, prima economica e poi di intelligence, tra Stati Uniti e Cina è ormai al massimo dalla fine della guerra fredda. Dove, peraltro, la Cina aveva agito in anche opposizione ai sovietici, con l’apertura agli Stati Uniti e la “diplomazia del ping pong” nei primi anni ’70 e l’appoggio, tacito, di Pechino, alla chiusura kissingeriana di tutte le tensioni gli tra Usa e i Paesi del Sud-Est asiatico.

 Allora, Pechino voleva dare una mano a Washington per regionalizzare, in Asia, il suo storico “nemico del Nord”, i russi.

 Che Mao Zedong metteva, nella sua “Teoria dei Tre Mondi”, insieme agli americani nel “Primo” dei mondi, come potenze entrambe imperialistiche, mentre posizionava la Cina come leader, attuale e futuro, di tutto il Terzo Mondo in lotta contro le “metropoli” del Primo.

  Questo progetto non è cambiato, ha solo modificato il suo linguaggio e le sue procedure.

 Oggi, che la tensione bilaterale tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese è al suo massimo, la ratio di questo nuovo scenario sino-americano è semplice: Pechino vuole l’egemonia geopolitica globale, mentre gli Usa, con il Presidente Donald J. Trump, vogliono ricostruire una loro nuova egemonia economica, oltre che puramente finanziaria, e ricorrono quindi a pratiche protezionistiche. Continue reading “La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori”

Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori

Il gas naturale è, oggi, uno dei più importanti asset statunitense nei rapporti con l’Unione Europea.

 Ne hanno, infatti, parlato a lungo Trump e Jean Claude Juncker nell’ultimo loro incontro alla Casa Bianca, alla fine del luglio 2018.

 E’ ovvio che la questione delle vendite di gas naturale Usa sono collegate ad una più vasta tematica strategica del Presidente Trump.

 Egli vuole ridisegnare, anche e soprattutto con l’UE, il sistema dei dazi e del riequilibrio del commercio mondiale.

 E vuole inoltre ricreare una egemonia commerciale ed economica tra gli Stati Uniti e la UE, una egemonia che si era appannata nell’ultimo decennio.

 Con la UE, gli Usa hanno già raggiunto, per la gran parte dei beni scambiati, un regime di zero-tariff, eliminando anche le barriere non tariffarie e tutti i sussidi ai beni non automobilistici. Continue reading “Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori”

Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori

Le esercitazioni russe, cinesi, mongole denominate Vostok 2018 sono state particolarmente importanti, sia dal punto di vista militare e tattico che per il loro significato geopolitico.

 Vostok 2018, e il termine russo significa generalmente “Est”, è una operazione che sancisce la nuova unità strategica tra Russia e Cina e manda quindi un chiarissimo significato all’Occidente.

 Che sarebbe bene che l’Alleanza Atlantica non trascurasse.

 Ovvero, se la NATO vorrà attaccarli o, comunque, inserirsi nelle zone di interesse primario russo-cinese dello Hearthland, la risposta del nesso slavo-sinico sarà durissima, tanto da far alzare fino all’intollerabile la soglia di un eventuale attacco occidentale, e quindi della sua inevitabile risposta da “Est”, fino alla insopportabilità tecnica, finanziaria, politica per il solo attaccante.

 La Russia vuole certamente dimostrare, con questa operazione davvero impressionante, anche se i numeri delle forze in campo sono ancora non del tutto definiti ex post, che gli Stati Uniti non possono attaccare senza risposte gravi e forse tali da bloccare gli stessi Usa la Federazione Russa; visto che, in questo caso, ci sarebbe un immediato ricongiungimento con le forze cinesi e, cosa non trascurabile, con le Forze Armate mongole e forse anche altre dell’area asiatica centrale. Continue reading “Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori”

Francia e Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori

Si delinea, oggi, uno scontro geo-economico e strategico tra Cina e Francia, in tutto il quadrante africano, con Parigi che sostiene gli Usa, in una nuova relazione bilaterale; e la Cina che modifica la sua penetrazione economica nel Continente Nero.

 In una nuova relazione con la Federazione Russa.

 Vediamo ora i dati principali: per quest’anno la Banca Africana per lo Sviluppo ha previsto una crescita dell’1,9% in Africa Australe, del 2,2% in Africa Centrale e addirittura del 3,4% nell’Africa dell’Est e del Nord.

 Si sta andando, comunque, verso un rallentamento della crescita economica in tutto il globo, un rallentamento che sarà siglato dall’arrivo e dal superamento della soglia a 100 Usd del prezzo del barile di petrolio.

 Se, infatti, si vanno a vedere i dati e le serie statistiche, le grandi crisi economiche e finanziarie recenti sono state innescate da un aumento significativo del prezzo del petrolio.

 A cui l’Occidente regge con sempre maggiore difficoltà. Continue reading “Francia e Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori”

Gli incontri di settembre 2018 tra Kim Jong-Un e il Presidente della Corea del Sud – Giancarlo Elia Valori

Tre meeting in meno di un anno, quindi, tra il Leader di Pyongyang e il presidente di Seoul Moon Jae-In.

  Nell’incontro iniziale, i due leader avevano stabilito la cessazione dello stato di guerra tra i loro due Paesi, poi avevano riaffermato l’obiettivo della denuclearizzazione dell’intera Penisola, quindi con la distruzione del potenziale N di Seoul e, soprattutto, degli Usa, poi decidevano inoltre di fondare un ufficio di collegamento tra i due Paesi tra i due lati della Zona Demilitarizzata,  poi ancora di riunire le famiglie disperse tra le due Coree e, infine, l’idea era quella di creare delle nuove infrastrutture di comunicazione, in particolare le linee ferrate, progetto da sempre molto caro a Mosca.

 Che sta giocando, proprio la Russia, molte delle sue carte su una riunificazione tra le due Coree che sia tale da permettere sia il mantenimento dei suoi ottimi rapporti con Seoul, essenziali per l’economia, e anche di sostenere Pyongyang, obiettivo strategico inevitabile di Mosca. Continue reading “Gli incontri di settembre 2018 tra Kim Jong-Un e il Presidente della Corea del Sud – Giancarlo Elia Valori”

Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori

Il lungo testo che l’attuale ministro degli Affari Europei del governo Conte ha dato alle stampe e ha inviato ad una ristretta cerchia di amici e di governanti europei, è un saggio da meditare con grande attenzione. Il titolo è molto impegnativo: Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa.

 Segue, di poco, il volume dato alle stampe, sempre da Paolo Savona, “Come un incubo e come un sogno, memorialia e moralia di mezzo secolo di storia”, che è davvero un grosso lavoro, il quale si situa tra lo scientifico e il biografico, anche se è difficile, per Paolo Savona, data la sua straordinaria e lunga carriera, separare i due ambiti.

 Quali sono quindi i punti principali sui quali si disegna il lavoro più recente di Savona, questa Una politeia per una Europa diversa, più forte e più equa? Sono, in gran parte, proprio le conclusioni alle quali Paolo arriva nel suo più recente volume: a) l’inizio e la fine, in gran parte eterodiretta, del primato tecnologico italiano, che è all’origine della nostra perdita di produttività. Secondo gli ultimi dati ISTAT, i settori con la maggiore propensione all’innovazione sono nel manifatturiero, 12 comparti su 18 in totale, ma essa è fortemente segmentata, concentrata in alcuni settori e, soprattutto, poco diffusa nei settori “maturi”, che rimangono a medio-bassa produttività dei fattori. Continue reading “Le recenti osservazioni del ministro Paolo Savona – Giancarlo Elia Valori”

La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori

Dopo il meeting dello scorso aprile il presidente iraniano Rouhani, il premier Erdogan della Turchia, il presidente russo Vladimir Putin, si sono incontrati di nuovo a Teheran (e a Tabriz) il 6-7 settembre scorsi, nella ormai consueta cornice dei colloqui di Astana.

 Il fine specifico di queste ultime trattative era quello di una normalizzazione, nel lungo periodo, della intera situazione siriana, per promuovere inoltre l’eradicazione del terrorismo internazionale, la stabilizzazione del processo politico infra-siriano e, infine, per creare le necessarie condizioni per un ritorno delle displaced persons e dei rifugiati all’estero provenienti dalla Siria.

 Le riunioni di pace per la guerra in Siria, che dura da circa sette anni, sono ormai innumerevoli. Continue reading “La riunione di Putin, Erdogan, Rouhani a Teheran del 7 Settembre 2018 – Giancarlo Elia Valori”

La Repubblica Democratica Popolare di Corea e le trattative sulla denuclearizzazione – Giancarlo Elia Valori

La questione della denuclearizzazione della intera penisola coreana è, ormai, al centro del dibattito tra Corea del Nord, quella del Sud, gli Usa, la Cina e la Federazione Russa.

Ciò lo abbiamo visto, simbolicamente ma in modo molto chiaro, nella recentissima parata militare di Pyongyang per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica del Nord: non c’è stata, infatti, la tradizionale e tuttavia forte sottolineatura dell’apparato nucleare e missilistico nordcoreano, ma piuttosto una bilanciata rappresentanza delle forze armate e delle varie componenti sociali, alle quali il sistema socialista del Nord affida la sua egemonia nella Repubblica Democratica Popolare della Corea. Che è una egemonia vera, non una costrizione.

Chi voglia destabilizzare Pyongyang con le solite chiacchiere sul liberalismo si troverebbe in gravi difficoltà.

Si pensi, poi, alla simbologia della rappresentanza dei quadri e delle figure di rilievo del regime intorno a Kim Jong-Un, sul palco.

Anche qui, erano moltissimi quelli che hanno partecipato a molte, moltissime, manifestazioni, mentre i nuovi arrivati, molto pochi, si confondevano nell’insieme dei consueti collaboratori di Kim Jong-Un. Continue reading “La Repubblica Democratica Popolare di Corea e le trattative sulla denuclearizzazione – Giancarlo Elia Valori”

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