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Caccia

Roma, caos #nomine in #Campidoglio: scontro tra grillini e vicesindaco #Bergamo

Da affaritaliani.

Altro che democratizzazione della cultura, come afferma da più tempo il vicesindaco di Roma Luca Bergamo. L’ex esponente del Partito Democratico romano – famoso per i suoi tweet a favore di Pittella candidato al Parlamento Europeo – con questo concetto intende tenere vicine le istituzioni culturali capitoline non già ai cittadini (o al Movimento 5 Stelle che lo ha scelto come membro della giunta), ma all’area di sua provenienza. È la sintesi dello scontro in atto tra la rappresentanza grillina in Campidoglio da una parte e gli assessori Bergamo e Montuori dall’altra. Continue reading “Roma, caos #nomine in #Campidoglio: scontro tra grillini e vicesindaco #Bergamo”

Bardelli Jaguar Engineering: è accordo con Land Rover. @RomaJaguar creerà centro esclusivo Heritage Jaguar – Land Rover

Bardelli Jaguar Engineering è un nome che gli appassionati conoscono bene. Rievoca la storia del marchio in pista, su strada e sulle mitiche vie della dolce vita.

La Bardelli Engineering di Viale Tor di Quinto a Roma non si è mai fermata. Sempre al passo con i tempi, senza mai smettere di curare i modelli storici, da oltre mezzo secolo è un punto di riferimento per i “jaguaristi” della capitale e non solo.

Da oggi, con l’accordo con Land Rover, la Bardelli Engineering compie un altro passo: diventa Centro di Eccellenza del Duo Jaguar – Land Rover.

Competenza, professionalità, affidabilità e cortesia sono i capisaldi di un’impresa nata dal grande intuito di Gianfranco Bardelli a partire dall’inizio degli anni ’50 e tramandata ai figli Gianluca, Mario e Barbara che proseguono ancora oggi sicuri della qualità del loro lavoro e forti della loro invidiabile esperienza.

Dulcis in fundo, la Bardelli Engineering è con la Jaguar Mondo nel compiere un ulteriore passo: progettare presso la propria sede un centro esclusivo Heritage. Ma di questo contiamo di parlarne nei prossimi mesi, non appena riusciremo a carpire i dettagli dell’operazione.

ROMA. ANTONIO RAZZI: SQUALLIDO TEATRINO, SCENDO IN CAMPO IO

Antonio Razzi, senatore di Forza Italia e fedelissimo di Silvio Berlusconi, non esclude di candidarsi al Campidoglio. “Basta con questo teatrino squallido a cui stiamo assistendo per salvare le sorti di Roma Capitale. Sono completamente disgustato di tutte queste beghe, queste liti fratricide in famiglia all’interno di tutto il centrodestra, così si fa il gioco del Movimento 5 Stelle, che non è in grado di governare nemmeno un condomino. Sono solo urlatori dell’ultima ora e mi auguro che gli italiani capiscano che sono un bluff assoluto e che sarebbe deleterio se dovessero vincere le elezioni per il Campidoglio. Detto questo non mi rimane che scendere in campo in prima persona anche come sindaco di Roma e stavolta caro amico…te lo dico da amico, so’ veramente c…. vostri anche perché bisognerà fare i conti con i 450 mila abruzzesi residenti a Roma e con i miei conterranei non si scherza!”.

LEGAMBIENTE, MORABITO E I #RICHIAMIVIVI

A seguito della polemica tra Prima Pagina News e Legambiente pubblichiamo l’ultimo atto della querelle a voce di PPN.

Il dottor Antonino Morabito di Legambiente e responsabile di “fauna e benessere animale chiede di smentire quello che nessuno ha mai scritto.
Conferma invece suo malgrado, quello che hanno palesato numerosi soci di Legambiente fra cui quelli di Legambiente Parco del Vesuvio e Legambiente Spoleto, le perplessità su un accordo fra l’organizzazione ambientalista e i cacciatori con reti e fucile da capanno e in particolare con l’associazione ANUU che significa Associazione nazionale uccellatori e uccellini. Per chi non la conosce la sigla sta per associazione dei tenditori di reti e dei cacciatori da capanno che usano richiami vivi, uccellini ingabbiati, per  attrarre a portata di fucile passeri, allodole, merli e tordi a cui sparare e che si ritrovano poi infilzati negli spiedi o a guarnire la polenta. Fin qui credo non ci siano dubbi neppure riteniamo per Antonino Morabito. Sorgono perplessità se la sua difesa del probabile accordo con i tenditori di reti sia anche quella di Legambiente nazionale ma sembra bizzarro che il responsabile del “benessere animale” per Legambiente possa essere in accordo con i cacciatori che beneficiano della legge sulla caccia ( vedi legge Emilia Romagna ) che consente di imprigionare allodole e passeri in gabbia di cm 20×15 (larghezza)x20 (altezza) misure, per capirci bene, di tre sigarette, per due per altre tre. Sarebbe importante conoscere cosa ne pensa la direzione nazionale di Legambiente e come valutano la posizione di Antonino Morabito le altre organizzazioni, a cominciare dal WWF, dalla Lipu, Lav e dalla Lac e, in generale tutto l’ambientalismo italiano che non vorrà certo farsi mettere in gabbia e cantare come i richiami vivi.

Di Seguito i passi precedenti:

Articolo del: 2 gennaio (Prima Pagina News) – Legambiente e i cacciatori con le reti

Articolo del: 8 gennaio (Prima Pagina News) – Rettifica di Antonio Morabito Responsabile nazionale Fauna e Benessere animale Legambiente Onlus

protocollo 2014-2016

Il presidente Arci Caccia Veneziano scrive a la lazampa.it

Il presidente di Arci Caccia, Osvaldo Veneziano, in merito alle recenti vicende legate all’orso Daniza ed alle successive polemiche che hanno preso in causa il mondo venatorio ha scritto a Flavio Cerutti, responsabile de La Zampa.it. Di seguito il testo della missiva:

Egregio Direttore,

in relazione al comunicato dell’ENPA apparso sulla Zampa.it di oggi, mi permetto alcune brevi considerazioni.

L’approccio dell’ENPA al tema della gestione della fauna selvatica a qualsiasi titolo ricorda lo stile di una vetero-politica che gridava “Piove? Colpa del Governo ladro”. L’ENPA forse è più attenta  a preparare i suoi Agenti al corretto uso delle “pistole” che alle polemiche sterili che provoca con i suoi scritti.

I cacciatori sono stati chiamati in causa dall’ENPA senza alcuna ragione in merito all’orsa Daniza. Il problema della protezione e del rispetto della qualità della vita di Daniza, spiacenti per l’ENPA, non dipende dai cacciatori, che non ci “azzeccano” nulla.

Ai fini della migliore tutela degli orsi, forse è poco noto, le Associazioni Venatorie Italiane riconosciute hanno sottoscritto un Protocollo con il Ministero dell’Ambiente per la tutela dell’Orso Marsicano. Un “documento” molto chiaro per le finalità che si propone e che mi permetto di allegare, auspicando che possa trovare spazio così che la polemica dell’ENPA sulla caccia, sia ricondotta a quella che, purtroppo, è nei fatti: uso  strumentale della realtà.

Mi preme concludere con una considerazione: l’ENPA, monotonamente e con pessimo gusto richiama continuamente nei comunicati le vittime della caccia, mentre sottace e  giustifica le morti quando causate da incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica,  per cani che aggrediscono persone, ecc…

Credo che il rispetto delle vittime debba essere una regola di buona educazione per tutti: eviterei di chiamarle continuamente in causa e di speculare sul dolore.

La ringrazio per l’attenzione.

Distinti saluti

Osvaldo Veneziano

Scontro tra Mario Tozzi e il presidente di Arci Caccia Osvaldo Veneziano

A “Un Giorno Speciale” su Radio Radio vivace scambio di vedute sulla caccia. I prof. Tozzi

“I cacciatori sono dei poveracci. Spero che si estinguano il prima possibile sterminandosi fra di loro. Auguro a lei di ricevere un proiettile in fronte come accade agli animali che voi abitualmente uccidete”.

Una dichiarazione che non lascia spazio a troppi equivoci quella di Mario Tozzi, indirizzata al presidente dell’Arcicaccia, Osvaldo Veneziano. Come si può evincere facilmente, la mattinata di “Un Giorno Speciale” su Radio Radio si è rivelata assai “elettrica”. La discussione fra Tozzi e Veneziano è scoppiata a seguito del commento su una foto che sta circolando in queste ore, che ritrae una volpe uccisa dopo la caccia in tana.

“Questa prassi – ha dichiarato Tozzi – è davvero macabra: i cacciatori introducono un cane nella tana delle volpi. Questi prima stermina i cuccioli, poi attende l’uscita della volpe per uccidere anche essa. Purtroppo coloro che si comportano in questo modo sono persone con seri problemi interiori”.

Dopo queste affermazioni è intervenuto in trasmissione Osvaldo Veneziano, che inizialmente si è trovato in sintonia con Tozzi nel condannare la pratica della caccia al falco diffusa a Messina, dove alcune persone sparano pure dalla finestra. Ma dopo questa iniziale uniformità di vedute, i due sono stati divisi su tutto, dando inizio a uno scambio di battute piccate.

Quando Veneziano ha detto che durante la caccia alla beccaccia si instaura un rapporto speciale tra cane e cacciatore Tozzi ha asserito:”Quindi voi amate gli animali? Come potete sostenere una cosa del genere quando li uccidete senza pietà?“. Il presidente di Arci Caccia ha risposto:“Anche per i banchetti nuziali vengono uccisi gli animali eppure nessuno ha nulla da eccepire“. “Io sono vegetariano – ha replicato Tozzi – ma capisco chi mangia carne per necessità. Voi cacciatori, invece, ammazzate gli animali esclusivamente per divertimento. Personalmente disprezzo le persone che agiscono in questo modo”.

Veneziano ha controbattuto spiegando le proprie ragioni: “Sappiamo cosa è giusto e cosa no. Per esempio mi sono opposto alla caccia al falco e alla caccia primaverile ma non ho nulla im contrario alla caccia alla volpe poiché essa è legittimata dalla scienza, la quale afferma che è il metodo meno cruento“.

Di seguito il link per ascoltare il PodCast della trasmissione.

Presidente della Provincia di Perugia Guasticchi: l’apertura della caccia sia un momento di festa

In occasione dell’apertura generale della stagione venatoria 2013-2014, in programma domenica, il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi ed il consigliere delegato alla caccia, Franco Granocchia, rivolgono ai 30 mila cacciatori il consueto “in bocca al lupo” auspicando inoltre che “l’apertura rappresenti un momento di festa per chi è appassionato della caccia, ma anche di consapevolezza e riflessione, nella massima sicurezza e legalità per tutti”.

CACCIA, ASSOCIAZIONI: REGIONE LAZIO VA INCONTRO SOLO A ESIGENZE CACCIATORI

“Caccia a 14 specie in cattivo stato di conservazione, caccia in periodo di migrazione prenuziale, nessun piano di conservazione per le specie in sofferenza: questo è il succo del calendario venatorio che la Regione Lazio si appresta a deliberare, perseguendo la medesima politica venatoria adottata dalla precedente amministrazione. Sarebbe incredibile che proprio l’Amministrazione che sta puntando molto sulla sostenibilità delle politiche faccia una scelta tanto pesante e compromettente. Una politica tesa a soddisfare in via prioritaria le richieste delle associazioni venatorie anteponendole alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela e conservazione della fauna”.

Così una nota Legambiente Lazio, Lipu Birdlife Italia, Società Geografica Italiana. “Nell’elenco delle specie cacciabili del calendario venatorio laziale sono comprese specie che secondo i dati scientifici ufficiali sono considerate con status di conservazione sfavorevole e che quindi andrebbero tutelate anziché fatte oggetto di caccia – continua il comunicato – Su questo punto l’articolo 1 della legge 157/92, che dispone le norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina l’attività venatoria, è chiarissimo: Lo Stato, le regioni e le province autonome, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni di tutte le specie di uccelli” e ancora: “L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. Anche sui tempi della stagione venatoria la Regione Lazio fa ulteriori concessioni al mondo venatorio: sono ben 18 le specie che verranno cacciate durante la migrazione prenuziale, cioè in quella delicata fase durante la quale gli uccelli si spostano dai quartieri di svernamento verso le zone di riproduzione«. »Sulla necessità di adeguare i tempi di caccia si è peraltro espresso con chiarezza anche l’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale, che nella sua ‘Guida’ alla stesura dei calendari venatori alla luce dell’articolo 42 della legge Comunitaria 2009, ha appunto richiesto una sensibile restrizione delle date di apertura e chiusura della caccia – sottolineano le associazioni – Siamo in sostanza di fronte a un atto sgradevole, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici. La Regione Lazio si ravveda e faccia un passo, indietro adeguando il calendario venatorio alle indicazioni provenienti dall’ISPRA, rilanciando anche un percorso di politica faunistica che va messo in campo e non effettuando alcuna preapertura che nei primissimi giorni di settembre, quest’anno più degli altri si andrebbe a scontrare con una stagione turistica ancora in pieno svolgimento e con le specie sotto la forte pressione dalle altissime temperature atmosferiche a cui siamo ormai abituati. In caso contrario, avvieremo un tam tam mediatico per denunciare il pessimo comportamento della Regione, e una serie di azioni giuridiche per ristabilire le regole”.

Da Il Messagero

CACCIA: Bardelli, stop denaro pubblico ad associazioni

“Ben venga la modifica alla legge 157 del ’92. Si parla di tutelare le specie selvatiche e alloctone, ma non si è toccato l’argomento dell’abolizione dei contributi statali alle associazioni venatorie riconosciute, una vera e propria anomalia per uno Stato che versa in una situazione finanziaria gravissima”. Lo afferma Gianluca Bardelli, già membro del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale del Ministero dell’Agricoltura (Mipaf), in merito alla riforma della legge 157 sulla tutela della fauna, riforma avversata dalle associazioni animaliste e contro cui oggi hanno preso posizione i deputati M5S della commissione Agricoltura. La decisione di abolire i contributi pubblici non denota una contrarietà alla caccia, ma serve per ristabilire un equilibrio etico in un momento di grande crisi dove occorre mettersi in linea con la cosiddetta spendig review. “Basta sovvenzionare inutili carrozzoni – conclude Bardelli – le cui funzioni reali spesso e volentieri sfuggono dalla realtà”.

Fonte ANSA

157/92: STRAVOLTO SENSO DELLA LEGGE, MINISTERO FACCIA MARCIA INDIETRO

“Auspichiamo che il ministero delle Politiche agricole faccia immediatamente marcia indietro sulla modifica alla legge 157/92, poiché’ il nuovo testo propone, di fatto, uno sterminio di massa per specie selvatiche e alloctone”. Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Agricoltura della Camera, accogliendo l”appello di associazioni come la Lav e l”Enpa dopo l”annuncio della proposta di modifica della legge 157/92 del ministero. “La tutela della biodiversità’ è un preciso dovere del nostro Paese, ma, in realtà’ con questo nuovo testo – che potrebbe essere discusso in questi giorni dalla Conferenza Stato Regioni – si rischia unicamente di avallare l”esercizio venatorio, anche se travestito da ”controllo delle specie selvatiche e alloctone” – denunciano i deputati M5S – stravolgendo completamente il testo di una norma che merita sì di essere rivista, ma semmai in senso più restrittivo”. Tutto questo “soprattutto per quanto riguarda i tempi e le specie cacciabili, molte delle quali hanno uno stato di conservazione sfavorevole a livello italiano ed europeo e su cui è ingiustificabile ogni forma di prelievo venatorio – avvertono i grillini eletti alla Camera – si segua la strada della tutela rigorosa e della scienza che propone, da tempo, metodologie incruente anche nei confronti di specie alloctone, che continuano ad essere commercializzate, e di quelle di interesse venatorio quali ungulati, fagiani, lepri che vengono immesse nell’ambiente per poi essere uccise”. Ciò’ detto, “riteniamo, quindi, assurda ed insensata l”idea di modificare una legge che ancora il nostro Paese non riesce ad applicare in maniera corretta dopo oltre 20 anni – conclude il gruppo Agricoltura M5S – una legge che ha l”obiettivo di tutelare la fauna selvatica ma che con le modifiche che il ministero intende apportare andrà, di certo, in un”altra direzione”.

IL MIPAAF: MODIFICHE ALLA 157/92. MENO TUTELE PER LE SPECIE SELVATICHE ED ERADICAZIONE DELLE ALLOCTONE. ENPA E LAV: MISURE PERICOLOSE

Sulla fauna è di nuovo emergenza. Il Ministero delle Politiche Agricole ha presentato alle Regioni un testo di modifica della legge 157/92, che, a parte alcuni “miglioramenti” del tutto marginali, prevede una vera e propria “caccia selvaggia” ai danni degli ungulati e delle specie definite “alloctone”, per le quali si dispone lo sterminio di massa. Si prevede che il testo sarà esaminato dalla Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni nella seduta del 3 luglio. Si tratta di misure estremamente peggiorative per la vita e il benessere degli animali – siano essi autoctoni o alloctoni -, che sarebbero varate mentre la biodiversità già versa in drammatiche condizioni: il testo rivela un approccio arcaico e privo di qualsiasi fondamento scientifico. Enpa e Lav guardano quindi con grande preoccupazione a tali modifiche, si appellano a tutti gli organi istituzionali e ritengono molto importante l’interrogazione presentata oggi dall’onorevole Basilio Catanoso (PDL) che ha chiesto ai ministri dell’agricoltura e dell’ambiente di fermare immediatamente questo pericoloso disegno.

«Ancora oggi – commentano Enpa e Lav – assistiamo all’incapacità di applicare correttamente e pienamente la legge 157/92 che rappresenta il recepimento della direttiva Uccelli risalente addirittura al 1979, la quale, a sua volta, pone come obiettivo principale la tutela della fauna selvatica. E’ inaccettabile che in nome del mero “divertimento”, oltretutto osteggiato dalla maggior parte degli italiani, ancora oggi non si intervenga seriamente per proteggere gli uccelli selvatici dagli spari nel periodo della riproduzione e della migrazione, come indica la “guida alla stesura dei calendari venatori” dell’Ispra, l’ autorevole istituto scientifico nazionale di riferimento sulla biodiversità, o che non si intervenga per escludere dall’elenco delle specie cacciabili quelle 19 che versano in uno stato di conservazione sfavorevole a livello italiano ed europeo. Così come è altrettanto inaccettabile che non si sia ancora voluta risolvere la questione delle deroghe di caccia, strumento che, grazie agli abusi commessi dalle regioni, sta “fruttando” al nostro Paese una nuova condanna europea, con relative sanzioni pecuniarie. Con il testo oggi proposto dal Ministero dell’Agricoltura si è invece preferito chiedere l’estensione della caccia agli ungulati per tutto l’anno, con qualsiasi condizione climatica, e aprire alle doppiette le porte dei parchi e delle oasi di protezione, ovvero quei pochi lembi di territorio dove la fauna si rifugia, lontano anche da quel disturbo biologico che gli spari causano perfino durante la stagione di nidificazione. Inoltre, è inspiegabile che non si vietino tutte le forme di ripopolamento a fini venatori, accusate di arrecare danni all’agricoltura.»

Le associazioni esprimono grande preoccupazione e contrarietà anche per l’introduzione dell’eradicazione della fauna alloctona. «Mentre il percorso di applicazione della 157/92 si è rivelato lento perché osteggiato, invece – proseguono Enpa e Lav – il testo curato dal Mipaaf vuole accordare una corsia preferenziale per l’introduzione di un articolo che contempla la densità zero per alcune specie animali.» Per queste, infatti, non si contempla il ricorso né ai metodi ecologici obbligatori per legge, né ai censimenti, né ad altre valutazioni tecnico-scientifiche o ai divieti di commercializzazione, come avvenuto recentemente nel caso dello scoiattolo grigio di cui oggi è vietata la vendita.

Il nuovo articolo 19, riformulato con l’obiettivo di bypassare le regole imposte dalla stessa legge, giustificando così il non tener conto di limitazioni e divieti, sottolinea come l’attività di controllo faunistico non costituisca esercizio di caccia. «Ci chiediamo perché, allora, non si escludano totalmente dalla delicata gestione faunistica tutti coloro che, muniti di tesserino per l’esercizio venatorio, vengono invece chiamati con il loro fucile ad abbattere animali – concludono Enpa e Lav -. Ci uniamo all’ onorevole Catanoso nel chiedere di bloccare immediatamente le assurde ed insensate modifiche della legge 157/92: si ritorni invece al rispetto delle regole, della scienza e alla reale ed urgente esigenza di tutela della biodiversità con misure più rigorose.»

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