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The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori

In the period from 2009 to 2013 when Hillary Clinton was US Secretary of State, Saudi Arabia contributed with at least 10 million US dollars to the Clinton Foundation.

  Especially in the phases when, incidentally, Hillary Clinton permitted the sale of advanced weapons to Saudi Arabia

  As stated by Prince Regent Mohammed Bin Salman in an interview released in 2016 to the Jordanian news agency “Petra”, Saudi Arabia also paid over 20% of Hillary Clinton’s election campaign.

  However, it also subsidized the other candidates to the US Presidency, although to a lesser extent.

  In the political campaign for the US Presidency, no foreign investor puts all his/her eggs in the same basket – just to follow a typical US piece of advice.

 Moreover, like Russia and other countries, also the Saudi Kingdom has always backed both US presidential candidates financially. Continue reading “The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori”

Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori

 Donald J Trump, il presidente attuale degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato, il 20 ottobre scorso, che l’America del Nord abbandonerà il trattato INF sul controllo delle armi di teatro missilistiche di tipo N, il che significa soprattutto che l’Europa tornerà ad essere la base principale dei nuovi sistemi d’arma a intermedio e lungo raggio.

 Naturalmente, la classe politica europea, nazionale e comunitaria, non ha ancora detto una parola su questa nuova configurazione delle minacce e delle difese poste sul nostro territorio.

 Trump si riferiva specificamente al Trattato INF del 1987 o, per essere più esatti, allo Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, firmato da Ronald Reagan e da Mikhail Gorbachev quell’anno, un trattato che bandiva, in particolare, i missili nucleari lanciati da terra che avessero un raggio d’azione tra i 500 e i 5500 chilometri.

 L’INF portò all’eliminazione completa di quasi 2700 missili a medio e breve raggio, 850 Usa e  oltre 1800 vettori sovietici e, come molti ricorderanno, fece cessare la tensione tra USA e URSS proprio nel momento in cui i sovietici ponevano in Europa dell’Est i nuovi SS-20 e ebbero come risposta, in un turbinio di manifestazioni “pacifiste”, la disposizione da parte degli USA, nella NATO europea, dei loro missili Cruise e Pershing. Continue reading “Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori”

Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

  Negli anni in cui Hillary Clinton è stata Segretario di Stato Usa, ovvero dal 2009 al 2013, i sauditi hanno contribuito, con almeno 10 milioni di Usd, alla Clinton Foundation.

  Soprattutto nei momenti in cui la Clinton, guarda caso, permetteva la vendita di armi evolute a Riyadh.

  I sauditi hanno anche pagato oltre il 20% della campagna elettorale della stessa Clinton, a detta dello stesso Mohammed Bin Salman, il principe reggente, intervistato nel 2016 dalla agenzia giordana “Petra”.

  Ma hanno anche sovvenzionato, in misura minore, anche gli altri candidati alla Presidenza Usa.

  Nessun investitore estero, nel battage politico della presidenza statunitense, mette tutte le sue uova, per dirla con un modo di dire proprio americano, nello stesso cesto.

 Peraltro, anche il Regno degli Al Saud, come la Russia ed altri, ha sostenuto finanziariamente, e pesantemente, entrambi i candidati alle presidenziali statunitensi, da sempre. Continue reading “Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Restructuring Libya’s finance and economy – Giancarlo Elia Valori

Last August the Libyan Investment Authority (LIA) moved its Tripoli’s offices to the now famous Tripoli Tower.

 The traditional financial institution of Gaddafi’s regime currently manages approximately 67 billion US dollars, most of which are frozen due to the UN sanctions.

 Said sanctions shall be gradually removed and replaced with a system of market controls, as the Libyan economy finds its way.

  Right now that, after intimidation and serious and often armed threats, LIA has moved to the safer Tripoli Tower.

 However, how was LIA established and, above all, what is it today? The Fund, which has some characteristics typical of the oil countries’ sovereign funds, was created in 2006, just as the EU and US economic and trade sanctions against Gaddafi’s regime were slowly being lifted.

  The idea underlying the operation was simple and rational, just like the one that had long pushed Norway to create the Government Pension Fund Global, i.e. using the oil profits to avoid the post-energy crisis in Libya and preserve the living standards of the good times. Continue reading “Restructuring Libya’s finance and economy – Giancarlo Elia Valori”

Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori

 La Libyan Investment Authority si è spostata, nell’agosto scorso, dai suoi uffici di Tripoli, nella ormai famosa Tripoli Rower.

 L’Ente finanziario storico del regime gheddafiano gestisce, oggi, circa 67 miliardi di Usd tra azioni ed altro che sono, in gran parte, congelati a causa delle sanzioni ONU.

 Che vanno progressivamente tolte e sostituite con un sistema di controlli di mercato, man mano che l’economia libico trova la sua via.

  Proprio ora che, dopo intimidazioni e minacce gravi e spesso armate, la LIA si è spostata altrove, nella più sicura Tripoli Tower.

 Ma come nasce e, soprattutto, cos’è oggi la LIA?  Il Fondo, che ha alcuni tratti proprio del fondo sovrano tipico dei Paesi petroliferi, nasce nel 2006, proprio mentre le sanzioni economiche e commerciali di UE e Usa contro il regime di Gheddafi stavano lentamente cessando.

  Il senso dell’operazione era semplice e razionale, proprio come quello che ha mosso la Norvegia nel creare da tempo il Government Pension Fund Global, ovvero utilizzare i profitti del petrolio per evitare la crisi post-energetica della Libia e mantenere i livelli di vita dei giorni felici. Continue reading “Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori”

The issue of intelligence between the United States and China – Giancarlo Elia Valori

The economic and intelligence tension between the United States and China is currently at its peak since the end of the Cold War. During that phase, however, China had also taken actions to oppose the Soviet Union, with the opening to the United States and the “ping-pong diplomacy” in the early 1970s, as well as its tacit support to Kissinger’s resolution of all tensions between the United States and the Southeast Asian countries.

 At the time China wanted to help the United States to regionalize – in Asia – its historic “Northern enemy,” namely Russia.

 In his “Three Worlds Theory”, Mao Zedong placed it together with the United States in the “First World”, as both imperialist powers, while he regarded China as the current and future leader of the whole Third World fighting against the “metropolises” of the First World.

  Said project has not changed, it has only changed its language and its procedures.

 Now that the bilateral tension between the United States and the People’s Republic of China is at its highest, the rationale for this new Sino-American scenario is simple. China wants to achieve global geopolitical hegemony, while the United States led by President Donald J. Trump wants to rebuild its new economic and purely financial hegemony, and hence resort to protectionist practices. Continue reading “The issue of intelligence between the United States and China – Giancarlo Elia Valori”

La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori

La tensione, prima economica e poi di intelligence, tra Stati Uniti e Cina è ormai al massimo dalla fine della guerra fredda. Dove, peraltro, la Cina aveva agito in anche opposizione ai sovietici, con l’apertura agli Stati Uniti e la “diplomazia del ping pong” nei primi anni ’70 e l’appoggio, tacito, di Pechino, alla chiusura kissingeriana di tutte le tensioni gli tra Usa e i Paesi del Sud-Est asiatico.

 Allora, Pechino voleva dare una mano a Washington per regionalizzare, in Asia, il suo storico “nemico del Nord”, i russi.

 Che Mao Zedong metteva, nella sua “Teoria dei Tre Mondi”, insieme agli americani nel “Primo” dei mondi, come potenze entrambe imperialistiche, mentre posizionava la Cina come leader, attuale e futuro, di tutto il Terzo Mondo in lotta contro le “metropoli” del Primo.

  Questo progetto non è cambiato, ha solo modificato il suo linguaggio e le sue procedure.

 Oggi, che la tensione bilaterale tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese è al suo massimo, la ratio di questo nuovo scenario sino-americano è semplice: Pechino vuole l’egemonia geopolitica globale, mentre gli Usa, con il Presidente Donald J. Trump, vogliono ricostruire una loro nuova egemonia economica, oltre che puramente finanziaria, e ricorrono quindi a pratiche protezionistiche. Continue reading “La questione dell’intelligence tra Stati Uniti e Cina – Giancarlo Elia Valori”

Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori

Il gas naturale è, oggi, uno dei più importanti asset statunitense nei rapporti con l’Unione Europea.

 Ne hanno, infatti, parlato a lungo Trump e Jean Claude Juncker nell’ultimo loro incontro alla Casa Bianca, alla fine del luglio 2018.

 E’ ovvio che la questione delle vendite di gas naturale Usa sono collegate ad una più vasta tematica strategica del Presidente Trump.

 Egli vuole ridisegnare, anche e soprattutto con l’UE, il sistema dei dazi e del riequilibrio del commercio mondiale.

 E vuole inoltre ricreare una egemonia commerciale ed economica tra gli Stati Uniti e la UE, una egemonia che si era appannata nell’ultimo decennio.

 Con la UE, gli Usa hanno già raggiunto, per la gran parte dei beni scambiati, un regime di zero-tariff, eliminando anche le barriere non tariffarie e tutti i sussidi ai beni non automobilistici. Continue reading “Le importazioni italiane e UE di gas naturale dagli Usa – Giancarlo Elia Valori”

The Vostok 2018 exercises and their strategic significance – Giancarlo Elia Valori

The Russian, Chinese and Mongolian exercises known as Vostok 2018 have been particularly important both from a military and tactical viewpoint and due to their geopolitical significance.

 Vostok 2018 (a Russian term generally translated as “East”) is an operation reaffirming the new strategic unity between Russia and China. Hence it conveys a very clear message to the West that it would be good for the Atlantic Alliance not to disregard or neglect.

 The message is the following: if NATO wants to attack them or, in any case, enter the areas of Russian-Chinese interest in the Heartland, the response of the Sino-Slavic axis will be very harsh, to the point of raising the threshold of a possible Western attack to an intolerable level. Hence the unavoidable response from the “East” will be unbearable at technical, financial and political levels for the attacker alone.

 With this really impressive operation – although the number of the forces on the field has not yet be fully defined ex post – Russia certainly wants to demonstrate that the United States cannot attack without expecting severe responses from the Russian Federation, probably capable of blocking the US itself – considering that, in this case, there would be an immediate reunification with the Chinese forces, with the Mongolian Armed Forces and probably also with other forces of the Central Asian region, which is certainly a fact not to be disregarded. Continue reading “The Vostok 2018 exercises and their strategic significance – Giancarlo Elia Valori”

Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori

Le esercitazioni russe, cinesi, mongole denominate Vostok 2018 sono state particolarmente importanti, sia dal punto di vista militare e tattico che per il loro significato geopolitico.

 Vostok 2018, e il termine russo significa generalmente “Est”, è una operazione che sancisce la nuova unità strategica tra Russia e Cina e manda quindi un chiarissimo significato all’Occidente.

 Che sarebbe bene che l’Alleanza Atlantica non trascurasse.

 Ovvero, se la NATO vorrà attaccarli o, comunque, inserirsi nelle zone di interesse primario russo-cinese dello Hearthland, la risposta del nesso slavo-sinico sarà durissima, tanto da far alzare fino all’intollerabile la soglia di un eventuale attacco occidentale, e quindi della sua inevitabile risposta da “Est”, fino alla insopportabilità tecnica, finanziaria, politica per il solo attaccante.

 La Russia vuole certamente dimostrare, con questa operazione davvero impressionante, anche se i numeri delle forze in campo sono ancora non del tutto definiti ex post, che gli Stati Uniti non possono attaccare senza risposte gravi e forse tali da bloccare gli stessi Usa la Federazione Russa; visto che, in questo caso, ci sarebbe un immediato ricongiungimento con le forze cinesi e, cosa non trascurabile, con le Forze Armate mongole e forse anche altre dell’area asiatica centrale. Continue reading “Le esercitazioni Vostok 2018 e il loro significato strategico – Giancarlo Elia Valori”

France and China in Africa – Giancarlo Elia Valori

A geoeconomic and strategic clash between China and France is currently emerging across Africa, with France supporting the United States in a new bilateral relationship, and China changing its economic penetration into the Dark Continent – in a new relationship with the Russian Federation.

 Let us look at the main data and statistics: this year the African Development Bank has forecast a 1.9% growth in Southern Africa; a 2.2% growth in Central Africa and even 3.4% in Eastern and Northern Africa.

 However, the trend is towards a slowdown in economic growth across the world – a slowdown that will be ushered in by the reaching and exceeding of the 100 US dollar threshold of the oil barrel price.

 In fact, if we analyse the data and statistical series, the recent great economic and financial crises have been triggered by a significant increase in the oil price – that the West is facing with increasing difficulty. Continue reading “France and China in Africa – Giancarlo Elia Valori”

Francia e Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori

Si delinea, oggi, uno scontro geo-economico e strategico tra Cina e Francia, in tutto il quadrante africano, con Parigi che sostiene gli Usa, in una nuova relazione bilaterale; e la Cina che modifica la sua penetrazione economica nel Continente Nero.

 In una nuova relazione con la Federazione Russa.

 Vediamo ora i dati principali: per quest’anno la Banca Africana per lo Sviluppo ha previsto una crescita dell’1,9% in Africa Australe, del 2,2% in Africa Centrale e addirittura del 3,4% nell’Africa dell’Est e del Nord.

 Si sta andando, comunque, verso un rallentamento della crescita economica in tutto il globo, un rallentamento che sarà siglato dall’arrivo e dal superamento della soglia a 100 Usd del prezzo del barile di petrolio.

 Se, infatti, si vanno a vedere i dati e le serie statistiche, le grandi crisi economiche e finanziarie recenti sono state innescate da un aumento significativo del prezzo del petrolio.

 A cui l’Occidente regge con sempre maggiore difficoltà. Continue reading “Francia e Cina in Africa – Giancarlo Elia Valori”

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