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Intervista a Roberto Alesse

Consigliere Alesse, Lei ha ricoperto importanti incarichi istituzionali all’interno dello Stato. Ricordiamo, da ultimo, quello di Presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Da esperto del settore, quale è lo stato di salute della nostra pubblica amministrazione?

La pubblica amministrazione continua ad attraversare una fase di transizione al massimo ribasso, dal momento che le sue esigenze strutturali sono state ignorate per molto tempo dal legislatore di turno che, un po’ per incompetenza, un po’ per la difficoltà oggettiva del sistema, non riesce più a varare uno specifico e limitato piano di riforme strutturali il cui unico obiettivo deve essere quello di dare una definitiva stabilità normativa all’intero comparto della pubblica amministrazione. C’è bisogno, in primo luogo, di una moratoria legislativa e di riflettere bene. Continue reading “Intervista a Roberto Alesse”

Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori

Rabbi Schneier pensava che, dopo la Shoah, non vi sarebbe stato alcun ritorno dell’antisemitismo, un virus che ha accompagnato la storia moderna dalla tarda antichità fino, appunto, ad oggi.

Rabbi Schneier pensava, da razionalista kantiano, che dopo l’evidenza dei fatti, non vi sarebbe stata alcuna persecuzione antiebraica, nel radioso futuro illuminato del XX secolo.

Invece i mostri rimangono vivi, dopo che la storia visibile li ha temporaneamente messi a riposo.

Ora, nel 2018, il cancro dell’antisemitismo, dice Rabbi Schneier, è ricomparso in Europa e negli Stati Uniti.

In America del Nord, ricordiamo, l’antisemitismo è presente da sempre.

Basti ricordare l’affaire Leo Frank del 1915, quando questo cittadino ebreo americano fu prima condannato a morte, poi la sua condanna, peraltro del tutto inverosimile, fu convertita in carcere a vita ma, anche da carcerato, Leo Frank fu portato fuori dalla sua gabbia da una massa di gente inferocita e impiccato.

Nel 1958, anche dopo la Shoah e la diffusione delle atrocità naziste contro gli ebrei, fu fatta saltare con la dinamite la più antica sinagoga di Atlanta.

I miti, soprattutto quelli dell’odio, non hanno bisogno di conferme né di smentite. Esistono, e basta. Continue reading “Rabbi Arthur Schneier e l’antisemitismo – Giancarlo Elia Valori”

Iran’s economic crisis and the impact on its strategy – Giancarlo Elia Valori

 As can be easily inferred, this leads to a high rate of unemployment and youth unemployment, in particular.

 As often happened in the past, there is also the regimes’ tendency to push the excess of working age population out of the country, also by means of war.

 Considering the official data of September-October 2018, in the Shiite Islamic Republic of Iran the average unemployment rate is 12.2%.

 According to the latest data, however, women’s unemployment rate is already equal to 19.8%, while the unofficial statistics of real unemployment among young people alone was 28.40% in the first quarter of 2018, with regional peaks of 35% and even 38% in some peripheral areas.

 Another secondary, but inevitable effect of youth unemployment is the brain drain, as a result of which every year 150,000-180,000 graduates leave Iran.

 A hidden tax that deprives Iran of 50 billion tax revenue, in addition to the loss of public (and family) costs for higher education. Continue reading “Iran’s economic crisis and the impact on its strategy – Giancarlo Elia Valori”

La crisi economica dell’Iran e i suoi effetti nella strategia di Teheran – Giancarlo Elia Valori

 E anche, come è spesso accaduto nella storia, una tendenza dei regimi a spostare fuori, anche con la guerra, l’eccesso di popolazione in età da lavoro.

 Il tasso di disoccupazione medio, nella repubblica islamica sciita, è del 12,2% se lo calcoliamo sui dati ufficiali del settembre-ottobre 2018.

 Quello della disoccupazione femminile, però, è già al 19,8%, mentre la mancanza di lavoro reale, e non ufficializzata dal governo di Teheran, tra i soli giovani è, sempre secondo gli ultimi dati, del 28,40% nel primo trimestre del 2018, con punte regionali del 35% e perfino del 38% in alcune aree periferiche.

 Altro effetto secondario, ma inevitabile, della disoccupazione giovanile è il brain drain, che causa la fuga dall’Iran di 150.000-180.000 laureati l’anno.

 Una tassa occulta che costa alla repubblica degli ayatollah 50 miliardi di mancate, probabili, esazioni fiscali, oltre alla perdita secca dei costi pubblici (e familiari) per l’istruzione superiore. Continue reading “La crisi economica dell’Iran e i suoi effetti nella strategia di Teheran – Giancarlo Elia Valori”

Israel in Syria – Giancarlo Elia Valori

Over the last two years alone, in complete silence, the Jewish State has already carried out over 200 airstrikes against Iranian targets in Syria.

  North American unconfirmed sources also speak about Israeli support for Islamic “rebels” fighting against Bashar el Assad and his allies.

  They are supposedly 12 groups of so-called para-jihadist “rebels” operating in southern Syria, who oppose both the Iranian Revolutionary Guards and radical ISIS jihadist militants.

  Obviously the Israeli intelligence services closely monitor – with systems active 24 hours a day – the three bridges connecting the Golan Heights with Israel, which are constantly used by the Israeli armed forces to support both the Golan populations and the military operating permanently in those areas.

 Israel has named the “humanitarian support” to the region, including the aforementioned anti-Assad rebels, “Operation Good Neighbour”, but the real Israeli spearhead is the air missions in the Syrian skies, which have again much increased in recent times. Continue reading “Israel in Syria – Giancarlo Elia Valori”

Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori

Lo stato ebraico ha già compiuto, nel massimo silenzio, oltre 200 attacchi aerei contro obiettivi iraniani in Siria, e solo negli ultimi due anni.

 Fonti non confermate, di origine nordamericana, parlano anche di un sostegno israeliano ai “ribelli” islamici che lottano contro Bashar el Assad e i suoi alleati.

 Si tratterebbe di 12 gruppi di sedicenti “ribelli” para-jihadisti che operano nella Siria meridionale, i quali contrastano sia le Guardie della Rivoluzione iraniane che i militanti radicalmente jihadisti dell’Isis.

 Naturalmente, l’intelligence di Gerusalemme controlla con estrema attenzione, e con sistemi h-24, i tre ponti che collegano le Alture del Golan con Israele; e che sono usati costantemente dalle Forze armate dello stato ebraico per sostenere sia le popolazioni del Golan che i militari che operano stabilmente in quelle zone.

 Il “sostegno umanitario” all’area, compresi i suddetti ribelli anti-Assad, è stata chiamata da Gerusalemme l’“Operazione Buon Vicino”, ma il vero fer de lance di Israele sono le missioni aeree sul cielo siriano, che sono di nuovo molto aumentate negli ultimi tempi. Continue reading “Israele in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Il grande progetto di Francesco Cossiga – Giancarlo Elia Valori

Governo strutturalmente debole, senza vera autonomia parlamentare, un Esecutivo “dei Partiti” che, come il Parlamento stesso, è in mano ad equilibri di corrente, di alleanze temporanee, di rapporti tenuissimi tra i leader.

 Pietro Scoppola, in un testo celebre che certamente Cossiga conosceva, caratterizzò il nostro sistema politico come “la Repubblica dei Partiti”.

 Tutto si organizzava infatti tramite i Partiti, appunto, che erano le ridotte e le trincee di un sistema politico in cui passava, con la sua massima forza, la guerra fredda.

 I partiti controllavano, dirigevano, costruivano le linee di azione dei Governi e si radicavano fortemente, come squadre di calcio, nella pubblica opinione, organizzandola, anche in modo clientelare, per sostenere il sistema politico anche, e soprattutto fuori, dalla semplice lotta elettorale.

 Solo nel 1988, notava il Presidente, si era finalmente adottato un regolamento dell’Esecutivo, con la L. n. 400, in cui si disciplinava, rendendolo accettabilmente autonomo dal Parlamento, l’Esecutivo.

 Si noti inoltre che perfino uno dei Padri Costituenti, Paolo Rossi, socialdemocratico, notava nei suoi appunti come, tra i redattori del Testo, ci fosse la volontà di rimettere mano appena possibile e presto all’art. 95 e a tutta la normativa sul Governo, senza le sacralizzazioni della Costituzione che poi abbiamo visto anche oggi, soprattutto tra gli ignari eredi di quella operazione di intelligence altrui che noi abbiamo chiamato “Mani Pulite”. Continue reading “Il grande progetto di Francesco Cossiga – Giancarlo Elia Valori”

Qatar’s decision to leave OPEC – Giancarlo Elia Valori

The Emirate of Qatar will leave OPEC as from January 1, 2019.

  The primary reason for this choice is the Emirate’s project to become the world leader in the natural gas market, raising its production from 77 million tons per year to 110 million tons. However, there is obviously also a geopolitical and energy decision underlying Qatar’s current choice.

 This is the Emirate’s final response to the boycott and blockade imposed by Saudi Arabia on Qatar in June 2017, with the support of the United Arab Emirates, Bahrain, Yemen, Maldives, the Libyan GNA, Egypt and Jordan – based on Saudi Arabia’s generic accusation whereby Qatar was supposed to sponsor and support “terrorism” on its own.

 The blockade was imposed two days after President Trump had met as many as 55 Heads of Arab and Muslim countries to build a sort of NATO equivalent, always against “terrorism” – an alliance to be set up immediately to counteract, above all, the Shiite and Iranian danger.

 Let us leave aside the twenty-eight pages taken from the report of the US Senate on September 11, which would definitively prove the connection between those Al-Qaeda operatives and the Saudi regime – as well as the many multiannual reports of private and public funding to the jihadists and finally the lines of credit opened again by eminent citizens of the Wahhabi Kingdom in favour of Al Baghdadi’s Syrian-Iraqi Caliphate.

 The Saudis, however, are too rich not to be believed, especially by the USA – hence the great blockade on Qatar succeeded also with the support of some Western countries.

 For the whole Middle East, their troops, like the US ones, reported to CENTCOM, at the Al Udeid base  having its headquarters precisely in Qatar. Continue reading “Qatar’s decision to leave OPEC – Giancarlo Elia Valori”

Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori

L’Emirato del Qatar uscirà dall’OPEC a partire dal prossimo 1 gennaio 2019.

  Quale fondamento primario di questa scelta c’è il progetto, da parte dell’Emirato, di divenire il leader mondiale del mercato del gas naturale, passando dai 77 milioni di tonnellate annue ai previsti 110; ma c’è, ovviamente, anche una sottostante decisione geopolitica e energetica a fondamento della attuale scelta del Qatar.

 Questa dell’Emirato è la risposta finale al boicottaggio che fu imposto dall’Arabia Saudita allo stesso Qatar nel giugno 2017, con il sostegno di Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Yemen, Maldive, il governo libico del GNA, dell’Egitto, della Giordania; il tutto peraltro sulla base dell’accusa, da parte di Riyadh, secondo la quale il Qatar sosterrebbe, da solo e genericamente, “il terrorismo”.

 Il tutto, ovvero il blocco, accadde due giorni dopo che il Presidente Trump aveva incontrato ben 55 capi di Stato arabi e musulmani per costruire una sorta di equivalente della NATO, sempre contro il “terrorismo”, una alleanza da costituire subito per contrastare, soprattutto, il pericolo sciita e iraniano.

 Lasciamo qui stare le ben ventotto pagine espunte dalla relazione del Senato Usa sull’undici settembre, che proverebbero definitivamente il nesso tra quegli operativi di Al Qa’eda e il regime di Riyadh, lasciamo da parte anche le numerose, poliennali segnalazioni di finanziamenti, privati e pubblici, ai jihadisti, infine le linee di credito aperte, sempre da parte di cittadini eminenti del Regno wahabita, al califfato sirio-iraqeno di Al Baghdadi.

 Ma i sauditi sono troppo ricchi per non essere creduti, soprattutto dagli Usa; e quindi il grande blocco del Qatar è riuscito, anche con l’appoggio di alcuni paesi occidentali. Continue reading “Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori”

The relations between Malta and Libya and economic crimes inside Libya – Giancarlo Elia Valori

Since the beginning of hostilities against Gaddafi, operations – carried out mainly by the French intelligence services – started from Malta to send weapons, intelligence, instructors and trainers to the “rebel” forces in Cyrenaica who were fighting the Rais.

  The French military reached the coast of Benghazi with two nuclear submarines and the Brigade Action of the intelligence services, while the links had already been established abroad, and sometimes just outside Rome – even with the help of the United States.

  I also watched the first internal documentaries of the anti-Gaddafi rebel forces, trained with materials and means which were usually available to the best hit squads of the Western intelligence services.

  It was hard to believe how the Libyan “rebels” were so able to use very refined weapons.

 The French agents also used “covert” flights to monitor the arrival and distribution of weapons, especially to avoid they could end up in the hands of the wrong people. Since the first attacks in Tripoli, the French agents had also provided to their “rebels” as many as 9.1 billion US dollars of weapons and had later continued to supply other weapons to their local champions, for large sums of money and always using Malta as a base. Continue reading “The relations between Malta and Libya and economic crimes inside Libya – Giancarlo Elia Valori”

I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori

Fin dall’inizio delle ostilità contro Gheddafi, da Malta sono partite operazioni soprattutto dei Servizi francesi per inviare armi, informazioni, istruttori diretti verso le forze “ribelli” della Cirenaica che combattevano il Rais.

 I francesi sono arrivati davanti alle coste di Bengazi con due sottomarini nucleari e la Brigade Action dei Servizi, mentre i legami erano già stati stabiliti all’estero, e talvolta poco fuori Roma. Anche con l’aiuto degli Usa.

  Chi vi scrive ha visto anche i primi documentari interni delle forze ribelli anti-gheddafiane, addestrate con materiali e mezzi che, di solito, erano a disposizione dei migliori gruppi di fuoco dei Servizi occidentali.

 Ed era incredibile come fossero così capaci, i “ribelli” libici, di manovrare armi delicatissime e molto raffinate.

 Gli agenti francesi usavano anche dei voli “coperti” per monitorare gli arrivi e le distribuzioni degli armamenti, per evitare soprattutto che arrivassero alle persone sbagliate. Gli agenti francesi, fin dai primi attacchi a Tripoli, avevano inoltre fornito ai loro “ribelli” ben 9,1 miliardi di Usd di armi, e poi avevano continuato a fornire altre armi ai loro campioni locali, per cifre notevoli e utilizzando sempre Malta come base. Continue reading “I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori”

Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori

Domani, 21 novembre 2018, sui temi trattati nel libro “Globalizzazione, governance, asimmetria” discuteranno con Giancarlo Elia Valori, Paolo Savona, Ofer Sachs, Gianni Letta, Enrico Tommaso Cucchiani, Oliviero Diliberto, Giulio Terzi di Sant’Angata, Luigi Federici. Continue reading “Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori”

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