#RAZZI “FAR LUCE SU NOMINE IN AZIENDE PARTECIPATE DEL COMUNE”. #BORDONI “QUALI INTERESSI DIETRO NOMINE ATAC E ZETEMA?”. #PUTZU “CON QUALI CRITERI #RAGGI SCEGLIE I SUOI DIRIGENTI?”. #CANGEMI “NOMINE ATAC E ZETEMA ANOMALE”. ATAC, #COZZOLI: NUOVO AD SIMIONI PENSA FARSI ASSUMERE COME DG?


RAZZI “FAR LUCE SU NOMINE IN AZIENDE PARTECIPATE DEL COMUNE”

“La citta’ di Roma non e’ certamente ben amministrata e ogni giorni salta fuori una magagna compiuta da questa giunta. Adesso pare che nemmeno le nomine effettuate in Atac e in Zetema, due aziende partecipate del Comune siano avvenute secondo la legge. Il sistema descritto dai giornali lascia intendere che candidati piu’ meritevoli che pure avevano vinto il concorso e partecipato ai bandi siano stati scartati a favore di altri nominativi o di persone interne”. Lo dice il senatore Antonio Razzi (Forza Italia). “Questa e’ una cosa molto grave – continua -: la meritocrazia e’ una questione importante che tante volte i Cinque Stelle stessi hanno portato in Parlamento. E ora che fanno? Si tirano indietro proprio quando tocca a loro essere meritocratici? Naturalmente la cosa non passera’ sotto silenzio: verranno fatte interrogazioni parlamentari, interverra’ l’ANAC e la Corte dei Conti e infine ci saranno anche i ricorsi al Tar da parte dei candidati ingiustamente esclusi finche’ alla guida delle due aziende romane non andranno i piu’ meritevoli e non altri scelti per motivi poco chiari”.


BORDONI “QUALI INTERESSI DIETRO NOMINE ATAC E ZETEMA?”

“Nel caso Atac, a quanto si apprende dalla stampa, il consiglio d’amministrazione ha attribuito la qualifica di direttore generale a Simioni, gia’ AD e Presidente, senza ottemperare ai crismi previsti dalle legge come avvenuto per il precedente dg Rota. Una vera anomalia amministrativa: non si e’ proceduto tramite una selezione e non si e’ seguita neppure la graduatoria disposta a suo tempo. Cercando sul sito web dell’Atac non c’e’ traccia dell’avviso per la selezione dell’advisor legale e nemmeno della svolgimento e dell’esito della procedura. Tutto cio’ e’ gravissimo e pone interrogativi inquietanti: la nomina del nuovo dg e’ regolare?”. Lo dice Davide Bordoni (capogruppo Forza Italia al Comune di Roma). “Stessi dubbi poi emergono sul caso Zetema – continua -: dopo aver bandito un concorso, nominato una commissione, fatto esaminare migliaia di curricula di professionisti, poi alla fine la giunta Raggi anziche’ seguire le indicazioni della commissione che lei stessa aveva nominato, ha preferito scegliere Tagliacozzo, il sesto in graduatoria. Insomma ci troviamo di fronte a superficialita’, incompetenza e malafede. Viene spontaneo chiedersi quali siano i veri interessi che si nascondono dietro queste nomine. In attesa che si muova la magistratura contabile – conclude -, siamo certi che i concorrenti che avevano partecipato credendo davvero di trovarsi di fronte a procedure legali, trasparenti e meritocratiche, fanno ricorso contro Roma Capitale e contro la giunta Raggi”.


PUTZU “CON QUALI CRITERI #RAGGI SCEGLIE I SUOI DIRIGENTI?”

“Spero che interrogazioni parlamentari, Tar, Corte dei Conti e Anac facciano al piu’ presto luce sulle nomine che la Raggi ha effettuato per la dirigenza di Atac e Zetema, due partecipate del Comune di Roma che gestiscono milioni di soldi pubblici. La stampa continua a riportare strani dettagli mentre l’amministrazione comunale fa finta di niente: troppe cose non tornano in queste nomine”. Lo dice Andrea Putzu (Dirigente Nazionale Fratelli d’Italia – An). “Non si spiega, ad esempio – continua -, il mancato rispetto del normale iter previsto dalla normativa, non si spiega il mancato rispetto dei risultati dei bandi del concorso e delle conclusioni a cui era giunta la commissione che proprio la stessa Raggi aveva scelto per vagliare i curricula e selezionare i nomi piu’ adatti. Il M5S predica trasparenza ma poi si comporta all’esatto opposto: speriamo sia fatta presto luce perche’ i cittadini hanno il diritto di sapere con quali criteri la Raggi sceglie i suoi dirigenti”.


CANGEMI “NOMINE ATAC E ZETEMA ANOMALE”

“Le recenti nomine decise dall’amministrazione comunale di Roma in Atac e in Zetema sono avvenute secondo la legge? Secondo quanto si apprende da organi di stampa si sarebbe proceduto in entrambi in casi in maniera piuttosto irregolare, senza rispettare le graduatorie di merito e i vincitori di concorso preferendo altri nomi che avevano totalizzato punteggi peggiori. Una scelta che la Giunta non ha neppure ritenuto opportuno spiegare o motivare. Insomma cosa c’e’ davvero dietro queste decisioni? Incompetenza o malafede? Auspico un intervento rapido della magistratura contabile e dell’Anac per capire cosa sta succedendo a Roma”. Lo dice Giuseppe Cangemi, Consigliere regionale Lazio.


ATAC, COZZOLI: NUOVO AD SIMIONI PENSA FARSI ASSUMERE COME DG?

“Nel momento più drammatico per la sopravvivenza dell’azienda gravata da oltre 1,3 miliardi di euro di debito consolidato di cui circa 400 milioni nei confronti dei fornitori che la tengono in vita, raggiunta da una ordinanza che la condanna al pagamento di 45 milioni di euro per una tranche del lodo TPL e da una multa dell’antitrust per 3,5 milioni, nel momento in cui è difficile pagare gli stipendi, reperire il gasolio e perfino il liquido refrigerante per i radiatori è assente dalle officine, il nuovo Presidente e AD di Atac, Paolo Simioni, secondo indiscrezioni insistenti, starebbe facendo fuoco e fiamme per farsi assumere dall’azienda che presiede come Direttore Generale. Il dramma umano di Simioni è comprensibile. Ha dovuto rinunciare ai 240.000 euro annui che percepiva da poco tempo all’ACEA e deve ora accontentarsi dei 79.000 euro annui che percepiva Fantasia (purtroppo decurtati del 30 % come prevede la norma per le aziende che da tre esercizi sono in perdita ed ATAC rientra in questa categoria senza dubbio). Quindi la botta di genialità: farsi assumere come Direttore Generale, ipotesi su cui la struttura starebbe lavorando febbrilmente nella vana ricerca di un consulente che gli dica che ciò è possibile. Purtroppo abbiamo due brutte notizie da dare al buon Simioni in caso queste voci fossero fondate: innanzitutto la giurisprudenza della Corte dei Conti e della Cassazione hanno chiarito che i due ruoli (di indirizzo e gestionale) non possono coesistere. In secondo luogo, che ATAC ha già pubblicato un bando per la ricerca del Direttore Generale a cui hanno risposto molti candidati (tra i quali, per la cronaca, fu scelto Rota), tutti con i requisiti richiesti. Pertanto, mettendo insieme le nostre rimembranze di Diritto Amministrativo, concludiamo che se Atac nominasse un nuovo DG eludendo il bando, tale condotta si presterebbe ad essere censurata in sede amministrativa. Se la scelta aziendale fosse quella di assumere il buon Simioni come Direttore Generale o come Dirigente, a nome del Partito che rappresento depositerò esposto all’ANAC e alla Procura Regionale della Corte dei Conti, il tutto condito da una bella interrogazione alla Camera dei Deputati. Al nuovo Presidente e AD a cui ci sentiamo vicini umanamente visto il momento drammatico dell’azienda, ci sentiamo di dare però un suggerimento col sorriso sulle labbra: se avesse necessità di arrotondare il proprio emolumento può sempre trovarsi un secondo lavoro, pare che in ATAC sia lo sport nazionale”. Lo dichiara in una nota il Coordinatore romano di Direzione Italia Ignazio Cozzoli