Riportiamo integralmente l’Interrogazione a risposta scritta indirizzata ai Ministri dell’Interno e della Giustizia presentata con atto n° 4-06865 dal Sen. Felice Casson, membro del Gruppo PD, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Vicepresidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia), membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, segretario del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica:

Atto n. 4-06865
Pubblicato il 24 gennaio 2017, nella seduta n. 746

CASSON – Ai Ministri dell’interno e della giustizia. –

Premesso che:

a seguito della strage di Capodanno presso il night club Reina di Istanbul, sono emersi, successivamente alle indagini e inchieste di natura internazionale, riportate anche da tutti gli organi di stampa, elementi di contatto sempre più intensi tra terroristi dell’ISIS (o comunque collegati all’ISIS) e terroristi di origine centro-asiatica, spesso di lingua turcofona, provenienti in particolare dall’Uzbekistan, Tagikistan, dallo Xinjiang (Cina), dal Kirghizistan e dal Turkmenistan e aventi libertà di movimento negli Stati dell’Unione Europea;

in particolare, per qualcuno di questi ultimi ci sarebbe già, da vari anni, una attenzione da parte di Interpol-Europol e, più in particolare, uno di questi, proveniente dalla Cina (Xinjiang), sarebbe colpito da richiesta di estradizione e, nonostante ciò, coperto ora da nazionalità tedesca, girerebbe non solo per l’Europa, ma anche per l’Italia, la zona di Milano e la Lombardia nello specifico;

considerato che:

tale soggetto, tale Aysa Dolkun nativo di Aksu (Xinjiang), nel 1967, colpito da richiesta Interpol di estradizione fin dal 1997, sarebbe accusato di attentati con uso di esplosivi e di omicidio plurimo

si chiede di sapere dai ministri interrogati:

se siano a conoscenza dei fatti suindicati;

se risulti loro la segnalazione di richiesta di estradizione fin dal 1997 di Interpol nei confronti di Aysa Dolkun, anche sotto altri nomi;

se risultino passaggi di costui in Italia, in particolare in Lombardia, anche sotto altri nomi;

se non ritengano di dover allertare, nelle rispettive competenze, le forze di polizia e gli uffici della magistratura inquirente con funzioni di anti-terrorismo, relativamente alla richiesta di estradizione suindicata.