“Se vincesse il si’, per la prima volta nella storia repubblicana un solo partito o lista avrebbe la concreta possibilità di minacciare quasi da solo il ruolo di supremo garante dell’equilibrio istituzionale svolto dal Presidente della Repubblica”, è l’allarme lanciato dal senatore FI Antonio Razzi sulle “conseguenze nel caso di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica (art. 90 Cost.)”.

“Per l’impeachment del Presidente – afferma Razzi – alla maggioranza che appoggia il governo basteranno, con l’Italicum piu’ la Boschi-Renzi, solo 26 parlamentari mentre oggi a Costituzione invariata ne occorrono 136. Per mettere in stato di accusa il Capo dello Stato oggi occorrono 476 voti, maggioranza assoluta di 950, pari a 630 deputati piu’ 315 senatori piu’ 5 senatori a vita. Quindi al vincitore del premio alla Camera mancano 136 voti (476-340) ex art. 90 Cost. Con l’Italicum piu’ la Boschi-Renzi la maggioranza assoluta del Parlamento in seduta comune diventerebbe di 630 deputati più 100 senatori, compresi quelli di nomina presidenziale, piu’ un senatore di diritto, Napolitano. Totale, 731, la cui maggioranza assoluta e’ 366”.

“Quindi al vincitore del premio alla Camera mancherebbero solo 26 voti, 366 meno 340, per la messa in stato d’accusa ex art. 90 Cost. In questo modo l’Italia cambia forma di Stato”.