Andrea Liberati, portavoce capogruppo M5S al Consiglio Regionale dell’Umbria pubblica su Facebook un video per documentare una vicenda a suo modo di vedere scandalosa. Scrive su Facebook “avremmo voluto ritirare alcuni documenti amministrativi a Passignano sul Trasimeno, presso la locale sede della Provincia di Perugia.” …. “Nonostante oggi sia lunedì e fossimo in orario di piena apertura al pubblico, non c’era alcun funzionario all’interno del palazzo!” … “Un palazzo fantasma: sembra ‘Shining’, invece… è la solita Provincia!”. Sempre su Facebook arrivano le risposte. In breve, quel giorno ricorreva la festa del patrono di Passignano e gli uffici erano vuoti. Ma perché erano aperti?

Dal botta e risposta sul social network di Mark Zuckerberg si evince che qualcuno lì stava lavorando ma in quel momento si trovava in un altro stabile. Al di là della vicenda in sé ciò che colpisce del video di Liberati è proprio la facilità, per un motivo o per l’altro, con cui ancora troppo spesso è possibile accedere ad uffici pubblici pressoché indisturbati. Faldoni, documenti, dati magari riservati o sensibili alla mercé di chicchessia. La cronaca ha raccontato di molti altri casi simili in tribunali, ospedali ecc.. Ma oggi, in piena allerta terrorismo, queste “distrazioni” possiamo veramente permettercele?