Grande festa per il generale Arnaldo Ferrara, che oggi festeggia il suo compleanno.

Arnaldo Ferrara, nato a Lacco Ameno d’Ischia il 3 aprile 1920, ma romano d’adozione, oggi (domenica!) ha compiuto novantasei anni. Ma, in verità, non lì dimostra. Il vigore fisico, ma soprattutto quello morale e intellettuale, è proprio d’un uomo che resta sulla breccia con “forza” ed entusiasmo immutati, giovanili. Quasi un secolo di vita. Uno spazio di tempo sufficiente a caratterizzare e segnare in profondità, la Storia dell’Italia repubblicana e, principalmente, la Storia dell’Arma dei Carabinieri.

Arnaldo Ferrara è stato il primo carabiniere a diventare comandante generale: ricoprì tale incarico, anche se per pochi giorni, a cavallo tra la morte di Enrico Mino e la nomina di Pietro Corsini. Mentre oggi, dopo lo scorporo della Benemerita dall’Esercito, a partire dal 2000 si sono succeduti nell’ordine i seguenti carabinieri: Luciano Gottardo, Gianfrancesco Siazzu, Leonardo Gallitelli e Tullio Del Sette.

Il Presidente della Repubblica Alessandro Pertini con il Generale dei Carabinieri Arnaldo Ferrara
Il Presidente della Repubblica Alessandro Pertini con il Generale dei Carabinieri Arnaldo Ferrara

Il Generale Ferrara ha lasciato il servizio attivo nell’Arma oltre trent’anni fa: sembra ieri. Come in una rassegna cinematografica il film delle sue conquiste sudate, delle tappe raggiunte, degli impegni consumati, delle sofferenze vissute, delle aspirazioni non tradite, del conseguimento di riconoscimenti destinati agli eletti, ai veri “soldati”. Questa in sostanza l’elaborazione cosmica di una lunga stagione di successi di questo straordinario Ufficiale, autorevole guida e maestro di intere generazioni di carabinieri, che, con gli alamari dell’Arma cuciti sulla pelle, ha vissuto da protagonista assoluto le vicende che vanno dalla battaglia sulla grande ansa del Don, sul fronte russo, alla guerra di Liberazione; dalle diverse realtà operative del nostro Paese fino ai massimi incarichi istituzionali, tra i quali: Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, per oltre dieci anni, Vice Comandante Generale,  Comandante Generale, Consigliere per l’Ordine Democratico e la Sicurezza del Presidente della Repubblica, con l’allora Presidente Sandro Pertini, e poi Consigliere di Stato.

“L’Arma fra Monarchia e Repubblica”,

Per tale ricorrenza poiché i 96 anni di vita sono una meta fantasticata che, di solito, si festeggia con particolare “clamore”, quasi a significare l’intensità della gratitudine a Dio autore dell’esistenza chi scrive ha voluto solennizzare il lieto anniversario d’un amico di vecchia data, ripassando alcune delle sue originali opere letterarie, tra cui il volume, “L’Arma fra Monarchia e Repubblica”,  nel quale le pagine si sfogliano con la suggestione di episodi e di tappe che vanno oltre lo steccato della cronaca per diventare storia, e petali d’una immensa margherita, anche per cercare, ognuna secondo la propria angolazione, il punto d’incontro con i Valori morali e militari, talvolta addirittura così arditi da interessare il mondo di élite privilegiata, di cui è intessuta la trama essenziale del protagonista.

Nel libro, insomma, l’autore narra la bicentenaria vita dell’Istituzione. Dal Secondo conflitto mondiale alla nascita della Repubblica: una stagione drammatica e lacerante, che ha visto la Benemerita protagonista e custode dei Valori che l’hanno sempre caratterizzata nei duecento anni di vita e guidata nella difficile transizione che ha portato alla nascita della Repubblica.

Il libro di Ferrara, che ripercorrere il tortuoso sentiero della Storia, ha il pregio di essere una testimonianza di vita vissuta in prima persona. Particolarmente toccante l’esperienza di Ferrara sui campi di battaglia. Egli scrive: «E quando la nemesi storica si abbatté sull’Europa e nel mondo con la drammatica deflagrazione del Secondo Conflitto Mondiale, allora i nostri valorosi Carabinieri combatterono generosamente su tutti i fronti di guerra, da quelli di Albania e di Grecia a quelli di Jugoslavia, d’Africa, del Mediterraneo sino alle sterminate steppe della Russia, in cui fummo presenti, quali tenaci comandanti operativi. In tutta l’estensione di quell’immane conflitto, i nostri cari Carabinieri operarono nei più impegnativi combattimenti con i loro Battaglioni, le loro Unità di Paracadutisti, i loro Reparti Speciali, e le centinaia e centinaia e ancora cento Sezioni di Linea su tutti i Fronti. Mille erano stati i Carabinieri caduti. Numerosissimi i Carabinieri morti nelle operazioni di guerra sul territorio della Patria e fuori di essa, sino al Continente Africano nella sanguinosa Battaglia di Culqualber in cui combatterono contro un nemico estremamente superiore. E caddero quasi tutti. Altissimo fu il numero dei morti che i Carabinieri ebbero su tutti i Fronti del Secondo Conflitto Mondiale. In questo quadro, in cui si affollano tanti cari ricordi che promanano dal cuore e che invitano alla meditazione più profonda, mi è caro rivolgere il mio forte, commosso pensiero di Comandante, a quei miei cari valorosi Carabinieri che con me combatterono nelle sterminate plaghe delle terre di Russia, sul Don e caddero al mio fianco negli estremi furiosi combattimenti di Ostrogovsk, di Jevdakovo, di Valuiky, animati da ideali altissimi di una Patria estremamente lontana. Ma dopo la drammatica guerra sul Fronte Russo, in cui fui Comandante della 283a Sezione di Linea sul Don, fummo impegnati successivamente sul Fronte per la Liberazione del nostro Paese dalle forze naziste, sul quale operai quale Comandante della 39a Sezione del Gruppo di Combattimento “Legnano” con le Unità di attacco della VIII Armata Britannica e della V^ Armata Americana. E sfondammo la Linea Gotica e risalimmo la Penisola sino alla Liberazione di Milano».

Per fortuna, la ruota della storia girò in maniera diversa e si fermo al punto giusto. E anche se le “macerie fumanti” avevano l’asprezza dell’odio e della disumana propensione alla distruzione e all’incenerimento della libertà e della democrazia, fu unanime e corale il grido di liberazione che si levò, solenne e infrenabile, dall’anima dell’umanità e si osannò alla fine della “tragedia hitleriana” con la forza irresistibile della pace sulla guerra.

Altro cardine della memoria storica di Ferrara è l’incontro con Sandro Pertini a Milano. Egli, a tal proposito, così afferma: «Il pensiero rimanda al mio caro Presidente Pertini quando, a Milano, quale Capo del Comitato di Liberazione Nazionale, venne incontro a noi Carabinieri dei Gruppi di Combattimento che, insieme ai Reparti di linea delle Unità Alleate, giungendo dal Sud, avevamo sfondato la Linea Gotica uniti all’VIII Armata Britannica e alla V Armata Americana. Egli, con commozione, volle abbracciare i “suoi” Carabinieri – così amava chiamarli il mio caro Presidente! I “suoi cari Carabinieri!” che sempre gli avevano manifestato la loro affettuosa solidarietà negli anni di lotta che aveva condotto in difesa della Libertà in tutta la sua vita, e che gli erano costati dieci anni di galera. Carabinieri che, nelle sue peregrinazioni da un carcere all’altro, per la difesa dei più alti valori dello Stato, lo avevano sempre sostenuto ed assistito (…)».

Queste iniziative editoriali ad ampio raggio di Arnaldo Ferrara, che sono una anche prova concreta dell’impegno culturale di uno studioso,  sullo sfondo dei drammatici avvenimenti di portata epocale che hanno ridisegnato gli equilibri del mondo, si staglia una galleria di personaggi con fiamma e alamari, alcuni protagonisti, altri comprimari, altri ancora semplici comparse che sono tuttavia accomunati dall’interpretazione del ruolo che la Storia in quei frangenti assegnò loro: un’interpretazione esemplare dello spirito di servizio e del senso del dovere che la Benemerita ancor oggi incarna.

Sono questi, in sostanza, i motivi di riflessione che scaturiscono, spontanei, dalla celebrazione del traguardo di vita conseguito da Arnaldo Ferrara. Sono questi anche i sentimenti che caratterizzano gli auguri di chi scrive.

Ad multos annos, Generale!

Giancarlo Elia Valori
Giancarlo Elia Valori

Giancarlo Elia Valori * (twitter-logo@GEliaValori)

* Presidente della merchant bank “La centrale Finanziaria Generale S.p.A.”
– Presidente della “Cattedra sugli studi della pace, la sicurezza e lo sviluppo internazionale presso la Facoltà di relazioni internazionali della Peking University, nonché “professore straordinario” di economia e politica internazionale nello stesso Ateneo
– Honorable dell’Académie des Sciences dell’Institut de France