“Non ci sono nuovi ingressi a Risorse per Roma; non ci sono 106 nuove assunzioni. Quanto scritto da Repubblica è inesatto. Infatti il provvedimento a cui si riferisce il giornalista riguarda la stabilizzazione di 106 ‘precari’ che da tempo lavorano per Risorse. Con la scadenza dei ripetuti contratti a termine questi lavoratori, secondo quanto previsto dalla legge Fornero, se non stabilizzati, dovevano essere licenziati alla scadenza del contratto a termine fissata per domani”. Così, in una nota in riferimento a quanto pubblicato da Repubblica e alle successive prese di posizioni di esponenti politici Risorse per Roma: “Evidentemente c’è chi parla bene e razzola male. Chi invoca la fine del precariato non può certo criticare la stabilizzazione di lavoratori che da anni prestano servizio a Risorse per Roma. Quindi ‘nessun regalo’, solo un atto dovuto, e spesso invocato da autorevoli parti sia politiche che sindacali. Da osservare che gran parte di questo personale ha svolto, e sta svolgendo, compiti importanti e particolari quali quello legato alla sorveglianza nei campi nomadi. Un impegno delicato che ha prodotto elevati benefici sociali. Da non sottovalutare neppure le altre figure professionali che hanno contribuito alla crescita operativa di questa società. Tra le innumerevoli inesattezze nell’articolo di Repubblica si parla anche di un diniego sindacale. Nessun documento è stato sottoposto alla firma dei sindacati in merito alla stabilizzazione dei precari. Da parte dei rappresentanti interni a Risorse per Roma abbiamo, di contro, ricevuto sollecitazioni tese proprio a risolvere l’annoso problema di chi non ha un posto di lavoro a tempo indeterminato. Per finire occorre sottolineare che il bilancio di Risorse è ‘sano’ e virtuoso avendo chiuso, per il terzo anno consecutivo, il 2012 con un utile ed un margine, tra ricavi e costi della produzione, di oltre tre milioni di euro. Cosa, questa, mai accaduta in questa società che sotto altre gestioni è sempre stata in forte perdita. Per quanto concerne il personale la società ha inteso ridurre, negli anni, percentualmente al crescere del fatturato, il ricorso alle consulenze esterne favorendo, di converso, l’utilizzo di personale interno. In tal senso l’ammontare del costo del personale è un chiaro indice di virtuosità dell’azienda”.