Massimo Perifano
Massimo Perifano

L’intervista: ospite di Foglio Verde oggi è Massimo Perifano.

– In corsa con Alemanno dopo aver fatto l’assessore al X Municipio in una giunta di centro-sinistra. Lei ha spiegato questo cambiamento dicendo che nel suo precedente schieramento c’erano troppi conflitti interni, ma anche nel centro-destra non sono tutte rose e fiori…

“È vero che nel centro destra non sono tutte rose e fiori, però vorrei ricordare l’atteggiamento che ha avuto il centro destra in occasione del piano regolatore di Roma dove dopo un opposizione e un confronto serratissimo si è raggiunto, discutendo nel merito, un punto di mediazione che ha permesso alla giunta che allora era di centro sinistra l’approvazione del piano regolatore che ha definito regole e metodo necessari alla città di Roma. Ed è tutta qui la differenza, un opposizione costruttiva permette di ragionare nel merito i provvedimenti in oggetto migliorandoli la dove è possibile e approvabili perché la città ne ha bisogno.”

– Lei si candida come consigliere con la lista civica Cittadini per Roma. Quali sono secondo lei le emergenze da affrontare, i primi tre punti da mettere nell’agenda della nuova Giunta?

“Secondo me la prima emergenza è la semplificazione della macchina amministrativa perché così la politica probabilmente riuscirà a rispondere alle istanze dei cittadini e della città in tempo reale, troppe volte tra quello che decide la politica e ciò che si realizza passa un tempo infinito e la situazione economica e sociale nella quale siamo non permette più queste lunghe attese un amministrazione snella, semplice e chiara sicuramente potrà aiutare le aziende, le imprese e quindi aumentare i livelli occupazionali e il Pil di questa città.
Il secondo provvedimento è l’approvazione in perfetta continuità delle delibere urbanistiche rimaste all’ordine dei lavori che permetterebbero all’amministrazione di risolvere molti dei problemi per la riqualificazione urbana di questa città e produrrebbero risorse economiche pubbliche e private per la realizzazione di infrastrutture necessarie a questa città e la possibilità di circa 60.000 mila posti di lavoro.
Il terzo provvedimento dovrà riguardare le politiche del turismo dello sport e della cultura,  politiche che potrebbero far crescere Roma.  A Roma c’è  il 75%  del patrimonio architettonico e artistico del mondo, valorizzare questa vocazione naturale di Roma significa ricevere turisti che portano lavoro  e ricchezza. Puntare sulla cultura, altra vocazione naturale di questa città sicuramente ci permetterà di raggiungere ulteriori risultati positivi e di sviluppo. Lo sport, altro elemento sul quale puntare potrebbe certamente far bene a questa città qualora riuscissimo ad avere l’assegnazione delle prossime olimpiadi. Questi tre elementi potrebbero essere la spina dorsale dello sviluppo e della crescita di Roma.”

– Ciò che dovrebbe fare la differenza tra un modo di governare e l’altro non è solo la capacità di affrontare e risolvere i problemi ma anche il modo con il quale reperire le risorse. Cosa pensa della proposta di abolire l’Imu, una tassa che per molti cittadini somiglia ad un esproprio?

“Penso tutto il meglio possibile, l’Imu sulla prima casa è una vessazione che un amministrazione seria quale quella che mi accingo a rappresentare deve assolutamente cancellare rispettando così il lavoro, il sudore di molte famiglie che con tanti sacrifici hanno coronato il sogno legittimo di avere un tetto per la propria famiglia, ed è per questo che la prima casa non deve vedere altre tassazioni aggiuntive.”

– Da ex imprenditore: non è il caso di pensare si, a riempire le buche nell’asfalto ma soprattutto a sfoltire la burocrazia, anche comunale e municipale, che oltre a rappresentare un costo per qualsiasi imprenditore o professionista è anche un ostacolo ad iniziare nuove attività sul territorio e quindi a generare lavoro e reddito?

“Rispondendo alla prima domanda in parte ho già risposto a questo però voglio aggiungere che questa nuova giunta una volta eletta dovrà avere una visione complessiva di questa città, avendo un unico punto fermo: stop al consumo di nuovo territorio agricolo e quindi stop all’espansione di questa città. Questo ci permetterà di avviare un trend diverso, non dovremmo più pianificare nuove cose ma ci permetterà di pianificare tutti gli sforzi economici e amministrativi per l’amministrazione di questa città individuando però in strumenti urbanistici diversi quali: l’abbattimento e la ricostruzione. Nuove iniziative che daranno la possibilità alle aziende edili di continuare a lavorare e sviluppare il proprio lavoro nella propria azienda, di dare nuove risposte ai cittadini senza consumo di nuovo altro territorio.”