Si terrà a Chianciano Terme, in provincia di Siena, da venerdì 8 a sabato 9 marzo presso l’Hotel Villa Ricci, il X Congresso nazionale dell’Arci Caccia. Nel corso dell’evento verrà definita la piattaforma programmatica e saranno eletti gli organismi dirigenti dell’associazione. La campagna congressuale è durata otto mesi e ha coinvolto tutto il corpo sociale attraverso i 20 comitati regionali, le 100 federazioni provinciali e gli oltre 3000 circoli e Arcicaccia point. Senza dimenticare le 1500 guardie venatorie ed una presenza qualificata nei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) e dei comprensori Alpini.

L’appuntamento, oltre alle fasi prettamente congressuali, ospiterà il venerdì pomeriggio una tavola rotonda dal titolo “8 marzo… Arcicaccia… Tana del maschilismo?”: un modo simbolico per partecipare alla Giornata internazionale dei diritti delle donne e per sfatare alcuni luoghi comuni nel rapporto tra donna e attività venatoria. L’iniziativa vedrà la presenza di autorevoli esponenti, tutte al femminile, del mondo politico, istituzionale, ambientalista ed associativo: l’on. Fulvia Bandoli; Anna Maria Betti, assessore all’agricoltura Provincia di Siena; la deputata Susanna Cenni; Fernanda Cecchini, assessore all’agricoltura Regione Umbria; Rosella Muroni, direttrice Legambiente; Alice Raspanti, assessore alla caccia del Comune di Montepulciano; coordina Lucia Venturi, presidente del Parco della Maremma.

“Nel corso del congresso – dichiara il presidente nazionale Arci Caccia, Osvaldo Veneziano – porteremo il nostro contributo sui temi della gestione faunistica e del territorio rapportati alla loro funzione nella società e nelle istituzioni. Abbiamo sempre lavorato per fare dell’Arci Caccia una sede di confronto aperta ai valori della ruralità, agli interessi degli imprenditori agricoli, al mondo dell’ambientalismo, alla cultura, alla politica convinti di rafforzare, in questo modo, il rapporto tra i cittadini e il sistema di governo del Paese anche sui temi dell’accrescimento della biodiversità e di una attività venatoria responsabile”.