“Stipendio tagliato per i consiglieri assenteisti (con decadenza per chi salta dieci sedute consecutive senza giustificati motivi); voto urgente in consiglio anti ostruzionismo sulle delibere che hanno scadenze previste dalla legge; abolizione dei delegati del sindaco; quote rosa anche nelle municipalizzate; riduzione del numero dei Municipi e dei consigliericapitolini; parere obbligatorio delle commissioni consiliari per le nomine dei vertici delle aziende. Sono alcune delle novità comprese nell’ultima stesura del nuovo Statuto di Roma Capitale, che dovrà essere approvato in tempi strettissimi dall’assemblea capitolina”. Lo scrive Fabio Rossi su Il Messaggero.

“Oggi l’ultimo passaggio in commissione riforme istituzionali, poi sul testo dovranno esprimersi i Municipi (con un parere comunque non vincolante) prima dell’approdo in consiglio comunale. Il prefetto Giuseppe Pecoraro chiede di fare presto, magari entro Natale, per evitare di dover intervenire direttamente per ridisegnare la mappa dei Municipi, che per legge devono passare da 19 a 15 entro le prossime elezioni comunali. «Voglio fare un appello ai Municipi, affinché forniscano il loro parere nel più breve tempo possibile – sottolinea Francesco Smedile, presidente della commissione riforme – Inoltre sarebbe il caso di convocare un consiglio comunale straordinario, già la prossima settimana, per discutere di tutte le novità in cantiere» – si legge nell’articolo – Nel nuovo statuto si rinominano i Municipi, da I a XV e, all’articolo 16, si precisa che l’assemblea capitolina «è composta dal sindaco e da 48 consiglieri capitolini», contro i 60 attuali. La giunta sarà invece composta da 12 assessori (come adesso) di cui almeno quattro donne. Si prevede poi che il regolamento «approvato a maggioranza assoluta dei componenti» (quindi basta la normale maggioranza consiliare» disciplini «le procedure e le modalità per l’approvazione in via d’urgenza, su iniziativa del sindaco, delle deliberazioni necessarie a garantire il tempestivo adempimento degli obblighi di legge»: in sostanza, si tratta di uno strumento utile per evitare l’ostruzionismo su provvedimenti (come il bilancio) legati a scadenze previste dalla legge. Il testo preparato dalla commissione prevede anche sanzioni ai consiglieri assenteisti, con «l’applicazione di detrazioni dell’indennità in caso di non giustificata assenza dalle sedute dell’assemblea e delle sue commissioni». Fino alle estreme conseguenze: «La decadenza dalla carica di consigliere è determinata dalla mancata partecipazione, non giustificata, a dieci sedute consecutive». Inoltre, «l’indennità è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano chiesto l’aspettativa». «Per la prima volta, nello Statuto comunale, viene richiamato il rapporto speciale di Roma con il Vaticano», sottolinea Smedile. All’articolo 1, infatti, si precisa che i rapporti con la Santa Sede, «per la peculiarità delle secolari relazioni che intercorrono tra la città di Roma e lo Stato della Città del Vaticano, sono regolati, anche in deroga all’ordinamento dei Municipi, con modalità organizzative e forme di raccordo appositamente definite dalla giunta capitolina». Inoltre, il nuovo Statuto fa per la prima volta riferimento «al divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica e sociale, la lingua, la religione o le opinioni politiche, gli handicap o le tendenze sessuali»”.

Fonte: Omniroma