“La prima volta che, riferendomi a Green Hill, ho utilizzato pubblicamente le espressioni “lager” e “fabbrica di morte” , le mie parole furono accolte con stupore e in certi casi liquidate come manifestazione di estremismo animalista. Oggi, con i particolari agghiaccianti che emergono dalle indagini in corso, tra cui la scoperta dei cento cadaveri congelati, si dimostra che avevo ragione, così come avevano ragione i milioni di italiani che manifestavano contro quell’orribile attività”. É questo il commento dell’On. Michela Vittoria Brambilla sugli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Brescia che ha portato al sequestro del tristemente noto allevamento di cani Beagle destinati alla sperimentazione. “Da quando – continua l’ex ministro del Turismo – lo scorso mese di ottobre sono entrata dentro Green Hill ed ho visto la sofferenza negli occhi di quelle povere creature, non mi sono più fermata e ho messo in atto tutto quanto in mio potere per mettere la parola fine a quella vergogna. L’avevo promesso a un cucciolino che ho potuto tenere in braccio per qualche minuto”. “Per questa ragione -riprende – in qualità di ministro della Repubblica, ho presentato un esposto alla Procura e ai Nas per accertare i maltrattamenti di tipo fisico e psicologico su quelle bestiole e per chiedere il sequestro della struttura, ho partecipato personalmente alle tantissime proteste e, soprattutto, ho scritto la legge che chiude Green Hill e che è all’esame del Senato”. La norma dell’On. Brambilla , inserita nell’art.14 della legge comunitaria, prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione su tutto il territorio nazionale. É già stata votata a larga maggioranza dalla Camera dei deputati e ora sta ultimando i passaggi in commissione XIV del Senato per poi approdare all’aula di Palazzo Madama. “Rivolgo un appello ai colleghi senatori – conclude Michela Vittoria Brambilla – affinché vogliano accelerare l’iter di approvazione della mia norma, così che l’Italia non ospiti mai più fabbriche di morte come Green Hill”. Intanto, la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, di cui è fondatrice anche l’ex Ministro del Turismo, in qualità di presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha scritto al sostituto procuratore del tribunale di Brescia per ottenere l’affido dei Beagle sequestrati e ricollocarli – attraverso il network di tutte le associazioni aderenti – presso idonee famiglie italiane.