Il presidente di Arci Caccia, Osvaldo Veneziano, replica alle dichiarazioni dell’on. Carla Rocchi, presidente dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che a propria volta aveva espresso il proprio parere circa l’interrogazione sui costi della caccia voluta dall’ on. Michela Vittoria Brambilla.

I cacciatori non prendono contributi dai Ministeri ma investono soldi loro per migliorare ambienti per la fauna selvatica di tutti.

“Le Associazioni venatorie già rispondono ad una serie di controlli “ben accetti”, tutti gli ulteriori controlli ben vengano e per tutte le Associazioni di ogni “ordine e grado”. Come la storia insegna, sarebbe utile evitare di “fare di tutta l’erba una fascio”, anche perché, chi pensa di salire sul “pulpito per le prediche” rischia di apparire un po’ arrogante se non guarda prima anche “nel cortile vicino”. Stupisce – continua Veneziano – che l’on. Carla Rocchi la quale conosce bene la 157/92 ed è attenta lettrice di bilanci ed atti parlamentari, guerreggi con scudi e strali e non sia critica per interrogazioni ispirate da “numeri a lotto”. Noi non riceviamo contributi. Il “Fondo” di cui si “ciarla” è alimentato, così come da legge, da un’addizionale che versano i cacciatori – come specificato all’art. 24 comma 3 – non collegato alle tasse. Non ci sono soldi che ricevono i cacciatori ma tasse che i cacciatori versano nell’interesse del Paese e va benissimo che si controllino anche le quote che i cacciatori versano alle loro Associazioni. Quali altre associazioni non prendono alcun finanziamento non ci interessa; speriamo che chi li prende li usi per l’Italia.
Noi paghiamo tasse nazionali, regionali, paghiamo per iscrivere i nostri cani all’Enci, finanziamo l’attività del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale per l’applicazione della legge 157/92 dove anche l’ENPA siede. Non ci si chieda però di pagare ulteriormente anche per sanzioni dell’Europa per le leggi che scrivono i politici. Troppo spesso, i cittadini, pagano per i loro errori. L’auspicio è che alle sterili polemiche uomini e donne di saggezza e buona volontà preferiscano il bene comune ed un Paese più ricco di ambienti utili alle migliori condizioni di vita della fauna selvatica. I soldi sciupati sono quelli per vetuste e anacronistiche polemiche che, gli italiani, bocciano regolarmente… e da anni”.