Dichiarazione di Marco Ciarafoni, responsabile Biodiversità e politiche faunistiche del Pd

 

L’onorevole Michela Vittoria Brambilla torna a tuonare sulla caccia i suoi propositi abolizionisti. Non sindachiamo questo suo intendimento. Noi del Pd abbiamo, come tutti sanno, un diverso orientamento. Pensiamo che la caccia sostenibile, rispettosa delle leggi, delle indicazioni della scienza e delle direttive comunitarie possa dare un positivo contributo ai temi più generali del buon governo faunistico ed ambientale del territorio. Semmai l’onorevole Brambilla quando si lascia andare a questi colpi di teatro propagandistici dovrebbe scavare meglio nella sua memoria e ricordarsi innanzitutto di essere stata ministro di un governo e autorevole esponente di una colazione di centrodestra, che ha fatto di tutto, trovando il Pd determinato oppositore, per “deregolamentare l’attività venatoria”, aprire spazi di derive privatistiche e consumistiche, incasellare procedimenti di infrazione da parte dell’Unione Europea sul mancato e distorto recepimento delle direttive comunitarie. Oggi l’ex ministro Brambilla, udite udite!, chiede conto, con una interrogazione, all’attuale governo dei danni provocati dalla sua stessa parte politica e per di più, ignorando le norme, si scaglia contro il ristorno economico che lo Stato, facendo cassa, restituisce alle associazioni venatorie riconosciute che è frutto di una addizionale, prevista per legge. Semmai l’Onorevole Brambilla dovrebbe chiedere il rispetto corretto di quella normativa poiché di quel gettito, pagato esclusivamente dai cacciatori, solo una parte, torna alle associazioni per i compiti di istituto, legati agli interessi generali del Paese, che tali organizzazioni sono chiamate ad assolvere. Non lo fanno nemmeno le stesse associazioni venatorie perché sanno che una parte di quei soldi che a loro vengono sottratti sono utilizzati, anche in questo momento di crisi, per tematiche sociali di grande rilevanza.