“Pace per le montagne” è lo slogan della manifestazione organizzata domenica 1° Luglio da Mountain Wilderness Italia in collaborazione con la LIPU-BirdLife Italia e il coinvolgimento di Federtrekking e varie sezioni del CAI – Club Alpino Italiano, per dare un segnale sulla bellezza di questo straordinario tesoro italiano ma anche sui gravi rischi che sta correndo.

Per dare visibilità al tema, i soci di Mountain Wilderness e LIPU, assieme a Federtrekking e varie sezioni del Club Alpino Italiano, scaleranno il 1° luglio sette importanti vette italiane: il Monviso, montagna simbolo del Piemonte e di tutti gli alpinisti italiani; la Vetta d’Italia (Alto Adige), che con l’occasione sarà ribattezzata Vetta d’Europa in ricordo di Alex Langer; il Monte Canin (Friuli-Venezia Giulia), il Monte Corchia, nelle Alpi Apuane, in Toscana, martoriate dalle cave, il Gran Sasso d’Italia e il Sirente (Abruzzo) posti al vertice di due parchi naturali in crisi, il Terminillo (Lazio), minacciato da nuovi piani di sviluppo insostenibile.

Su alcune di queste vette (Monviso e Terminillo), i volontari della LIPU libereranno alcuni uccelli selvatici curati dai centri recupero gestiti dall’Associazione: un esempio del più corretto e rispettoso rapporto tra uomo e natura.

 

 

IL PROGRAMMA “Facciamo la pace con le montagne”

1° luglio 2012

 

 

EVENTO

DOVE: TERMINILLO

CHI: Mountain Wilderness e LIPU, con Federtrekking, Altura e le sezioni del CAI di Rieti, Antrodoco, Amatrice.

La vetta del Terminillo, scelta dagli ambientalisti del Lazio, verrà raggiunta partendo dalla Valleonina. Il versante settentrionale del Terminillo mantiene ancora intatta la sua integrità naturale, a differenza del versante meridionale profondamente alterato dagli impianti di risalita per la pratica dello sci di discesa. Proprio a motivo di questa sua doppia caratteristica, il Terminillo assume un evidente significato simbolico, ponendosi, anche geograficamente, sullo spartiacque tra due visioni opposte del rapporto tra gli esseri umani e i grandi spazi naturali. Di conseguenza la difesa del versante settentrionale del Terminillo (minacciato da nuovi e vecchi progetti speculativi) dà voce a un messaggio culturale che va al di là del caso specifico e può trasformarsi in una coraggiosa proposta generale.

Alle 13,30, presso il rifugio Angelo Sebastiani, la LIPU libererà un esemplare di poiana curata nel Centro di recupero fauna selvatica della LIPU a Roma.

 

 

EVENTO

DOVE: MONVISO

CHI: In collaborazione con la LIPU. Aderiscono Pro Natura Piemonte, ANA sezione di Oncino, CAI sezione di Saluzzo, CAI sezione di Cavour, CAI sezione di Barge, Commissione TAM Piemontese-Valdostana, Pro Natura Cuneo, Comitato di Cuneo del Forum Nazionale del Paesaggio.

Il Monviso non solo rappresenta un simbolo in cui si riconoscono tutti gli alpinisti italiani e non è soltanto la più nota vetta del Piemonte. Ma è anche una montagna che ha saputo difendersi dall’aggressione del turismo consumistico, mantenendo intatti il suo significato e il suo messaggio. Ricordiamo che la vergognosa proposta di illuminare a giorno il Monviso in occasione delle Olimpiadi invernali venne respinta con sdegno dalle stesse comunità locali, appoggiate dall’intero mondo della cultura e dell’alpinismo.

Il 1° luglio la salita al “Re di pietra” si effettuerà partendo dalla selvaggia valle del Lenta; valle ricca di fascino antico, boschi, animali, pascoli, acque libere e sentieri poco frequentati. Sabato 30 giugno si pernotterà al rifugio Alpetto, 2.300 metri, il più antico rifugio del CAI, situato di fianco alla costruzione originaria ora trasformata in museo.

La mattina della domenica gli alpinisti affronteranno la salita ai 3.841 metri del Viso; mentre gli escursionisti si arresteranno al passo della Sagnette (2.900 metri), dove si terrà la manifestazione conclusiva, presente il presidente di Mountain Wilderness Italia.

Nelle prime ore del pomeriggio, nei pascoli vicino al ponte sul rio Alpetto a 1.700 metri, la LIPU libererà una poiana curata nel centro di recupero di Asti, come gesto fortemente simbolico di libertà e armonia con la Natura.

La scelta della valle del Lenta è motivata dalla wilderness di questo versante, privo di strade trafficate, impianti di risalita, turisti frettolosi e disattenti. La valle si è mantenuta fino ad oggi intatta grazie ai suoi abitanti, che negli anni hanno respinto con coraggio ed ostinazione progetti di resort, impianti sciistici, dighe e centrali elettriche che avrebbero completamente sconvolto un ambiente naturale di insuperabile fascino. E’ questa la montagna che desiderano le persone in cerca di solitudine e silenzio: la nostra salita esprimerà l’invito a mantenere selvaggi i luoghi meravigliosi come quelli che attraverseremo e diffonderà un messaggio di speranza affinché la bellezza commovente della valle del Lenta diventi esempio positivo per la conservazione dell’ambiente dell’alta montagna.

Per informazioni sul programma e le indispensabili misure assicurative contattare per tempo Susanna Gonella (327 9104555).

 

 

EVENTO

DOVE: VETTA D’EUROPA (GLOCKENKARKOPF – VETTA D’ITALIA)

CHI: con la collaborazione di: SAT Moena.

Il Glockenkarkopf, in Alto Adige: montagna che intendiamo ribattezzare Vetta d’Europa, il nome indicatoci da Alexander Langer, il testimone più lungimirante, più attivo, più profondo della cultura della pace nelle Alpi.

Vetta d’Europa perché ponte di convivenza. Vetta d’Europa perché ponte di confronto fra culture e lingue diverse. Vetta d’Europa per richiamare la complessità dell’ ecoregione alpina. Vetta d’Europa per investire anche a livello locale, Province, Land, Comuni, nei contenuti, nelle linee guida proposte dai protocolli della Convenzione delle Alpi.

Nella nostra salita alla “Vetta d’Europa” vogliamo ricordare questo grande e minuto uomo che ha saputo, tramite l’impegno, con la coerenza dell’esempio, trasmetterci i valori più profondi della convivenza; ci aveva indicato, già allora, la via maestra per rifondare la politica, per portare la politica accanto alle persone, per costruire una politica che risolva i problemi delle persone. Temi ancora oggi drammaticamente attuali.

Escursionisti ed alpinisti di Mountain Wilderness e delle altre associazioni aderenti, si porteranno sabato 30 giugno al rifugio Tridentina per pernottare. La mattina successiva tutto il gruppo unito salirà la Vetta d’Europa per lasciare nel libro di vetta una pergamena che ricordi ai futuri salitori i valori che hanno contraddistinto l’attività politica, sociale, culturale di Alexander Langer.

Per ragioni assicurative è indispensabile segnalare per tempo all’associazione l’adesione all’iniziativa. Questo permetterà inoltre a voi tutti di usufruire di un’adeguata assistenza sia nel pernottamento che durante la salita. Referenti dell’organizzazione saranno il vicepresidente Giancarlo Gazzola, cell 340 5982442 e Luigi Casanova, cell. 348 3592477.

 

 

EVENTO

DOVE: MONTE CORCHIA (Alpi Apuane)

CHI: con la collaborazione di CRTAM CAI Toscana, CAI Regionale Toscana, Federazione Speleologica Toscana Commissione Ambiente, Italia Nostra Toscana.

Aderiscono: Sezioni CAI locali, Commissione TAM sezionale CAI Garfagnana, Italia Nostra sezioni locali, Amici delle Alpi Apuane, Salviamo le Apuane, La Pietra Vivente.

 

Il Monte Corchia, alto m 1.678, mostra evidenti segni di secoli di escavazione del marmo nei versanti ovest e nord, che lo hanno condizionato e modificato con la presenza di numerose cave, in essere o abbandonate, e quello che ne consegue in termini di strade, macchinari, materiali di risulta e non, abbandonati in ogni dove con un evidente degrado in special modo per la presenza di tipologie di rifiuti anche pericolosi.

Ma il Monte Corchia oltre ad essere conosciuto per il marmo arabescato deve gran parte della sua fama a ciò che contiene: l’Antro del Corchia, scoperto nel 1840 da Giuseppe Simi. Il Corchia racchiude infatti la più estesa e profonda grotta naturale del nostro Paese, unisce a lunghezza e profondità da primato (60 km di gallerie esplorate), ambienti di rara e suggestiva bellezza. La storia della speleologia mondiale è passata da qui.

Al clima di collaborazione e amicizia che aveva caratterizzato le prime esplorazioni seguono anni di dure lotte e contestazioni che iniziano quando si parla di far saltare la cresta del monte che viene impedita con un sit-in degli speleologi. Da quel momento il clima diviene pesante con minacce e intimidazioni che culminano, dopo la chiusura, momentanea, delle cave da parte della magistratura per una serie di abusi e violazioni, con l’incendio della Capannina, il bivacco speleo che caratterizzava la sagoma del monte. Attualmente il clima è migliorato ma le ferite e le incomprensioni restano.

Il Monte Corchia è anche una montagna, o meglio un Gruppo, dai molteplici aspetti, baricentro, assieme al Gruppo delle Panie, di tutta la catena delle Alpi Apuane. Perché il Corchia?

Perché unisce alle sue famose bellezze ipogee la varietà paesaggistica e ambientale, le sue creste panoramiche, i suoi unici torrioni, palestre di alpinismo, le sue miniere di cinabro (mercurio) recuperate e visitabili, i suoi sentieri di varia difficoltà, che percorrono anche vasti boschi di faggi e, alle quote più basse, castagni, alternati ad antichi alpeggi e torbiere e zone umide, con la presenza di endemismi animali, vegetali e varie specie relitte di piante rare. Perché il complesso carsico è da tempo oggetto di studio per la sua antichissima origine, che sta evidenziando un archivio naturale, pari al fondo marino ed ai ghiacci antartici, con risultati di datazioni di speleo nell’ordine di milioni di anni. Perché riteniamo che il suo futuro non sia più nell’estrazione del marmo, con tutti i problemi che ne derivano, ma nella fruizione della montagna e del suo ambiente circostante come risorsa di studio, ecologica e naturalistica.

Il raduno al Rifugio Del Freo a Mosceta, raggiungibile da tutti, ha lo scopo di coinvolgere anche partecipanti che non vogliono affrontare percorsi relativamente impegnativi come quelli per arrivare sulla vetta del Monte Corchia. Il ritrovo in vetta è previsto tra le 11 e le 12. La partecipazione è libera; si consiglia alle associazioni e gruppi partecipanti di prevedere adeguata copertura assicurativa.

Al Rifugio verranno spiegati i motivi dell’iniziativa, e verrà letto il documento che sarà inviato al Presidente della Repubblica. Chi vuole mangiare al rifugio deve provvedere personalmente alla prenotazione (0584-778007 – Francesca 331-2952106). In caso di maltempo ci ritroveremo comunque tutti al Rifugio Del Freo.

COME ARRIVARE:

Per chi viene dall’autostrada, uscire al casello Versilia, dirigersi a Seravezza, prendere la strada per Castelnuovo Garfagnana, entrare nel paese di Levigliani e parcheggiare l’auto. Risalire a piedi la marmifera fino all’ingresso dell’Antro del Corchia, prendere il sentiero CAI n.9 fino a Foce di Mosceta (h 1.30 da Levigliani).

Da Pruno, sentiero CAI n.122 per Mosceta (h 2).

Da Passo Croce, prendere la strada per Fociomboli, poi sentiero CAI n.129 (h 1.30).

 

Per chi decide si partecipare alla salita in vetta al Corchia, ci sono due alternative:

via normale dal Rifugio di Mosceta, sentiero bianco-rosso h 1.30;

da Passo Croce per il Canale del Pirosetto, antecima ovest e cresta, solo escursionisti esperti.

 

Per informazioni: Claudio Palagi e Deborah Massaglia (0584 945808 – 333 6757914) claudio_palagi@tin.it

 

 

EVENTO

DOVE: GRAN SASSO E SIRENTE (ABRUZZO)

CHI: Mountain Wilderness Italia, WWF, ALTURA unitamente ad altre associazioni. Con la partecipazione della LIPU.

GRAN SASSO D’ITALIA – Questa montagna, la più alta della dorsale appenninica, dalla Liguria alla Calabria, è oggetto di aggressioni nonostante rappresenti il punto culminante del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga.

Una gestione precaria dell’Ente Parco negli ultimi anni non ha consentito di avviare un vero piano di tutela e il coinvolgimento concreto dei nativi e dei residenti legati alle attività sostenibili tradizionali della pastorizia, dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’attività contemporanea del turismo culturale.

Oggi il Gran Sasso è in pericolo per:

1. le frequenti esercitazioni militari che disturbano i camosci, le aquile, i fringuelli, gli escursionisti, gli alpinisti e i pastori;

2. la realizzazione di nuove funivie e impianti di sci in località dove la neve dura solo qualche settimana con grande sacrificio del paesaggio;

3. l’installazione di pale eoliche ai margini dei confini del Parco Nazionale e all’interno di essi;

4. l’inquinamento delle acque di superficie e carsiche da parte di alberghi, rifugi, camping, centri abitati privi di rete fognante e di sistemi depurativi;

5. l’estirpazione della flora;

6. l’alta velocità e rumorosità delle auto e delle moto sulle strade di media e alta quota all’interno del Parco;

7. l’accumulo di rifiuti solidi nelle valli, nei boschi, sugli altipiani e sulle vette;

8. l’abbandono dei borghi storici da parte degli enti pubblici preposti.

 

Il 1° luglio le associazioni promotrici diranno, sulla vetta del Corno Grande, un NO al degrado e alla violenza nei confronti delle montagne e un SI’ alla tutela del paesaggio e della biodiversità e al coinvolgimento virtuoso delle persone che vivono e operano in modo sostenibile nei territori di montagna.

IL MONTE SIRENTE – La montagna, che unitamente al monte Velino dà il nome al Parco regionale omonimo, è in pericolo per:

1. la prevista riduzione dell’attuale perimetro del Parco da parte della Regione Abruzzo finalizzata al rilancio della speculazione turistica ai danni del paesaggio, della flora, della fauna e della nobile storia degli abitanti locali;

2. il mancato coinvolgimento della popolazione locale in progetti di valorizzazione dell’ambiente, della storia e dell’arte;

3. la mancata progettualità dell’Ente Parco nel recupero dei magnifici borghi dell’Altopiano delle Rocche e dei territori limitrofi;

4. la mancata valorizzazione delle peculiarità agricole e pastorali degli altipiani;

5. il mancato decollo della ricerca scientifica sulla biodiversità del Parco con gli enti

e le Università.

Per la salita al Corno Grande (vetta occidentale): ritrovo dei partecipanti nei pressi del Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore alle ore 8 e conseguente inizio dell’escursione, per la via normale. Si prevede di giungere in vetta alle ore 12.

Per la salita al monte Sirente: ritrovo a Rovere (Altopiano delle Rocche) alle ore 8 e conseguente inizio dell’escursione. Si prevede di giungere in vetta intorno alle ore 12.

Ogni partecipante (abbigliamento da trekking) è invitato a raccogliere i rifiuti solidi abbandonati da escursionisti incivili e riportarli a valle. Portare con sé contenitori adatti allo scopo.

Per ragioni assicurative le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre mercoledì 27 giugno ai seguenti indirizzi: Massimo Fraticelli (MW): cell. 348 3717423; Marano Mario Viola (MW): cell. 339 4188967.

 

 

 

EVENTO

DOVE: MONTE CAVALLO (PREALPI BELLUNESI)

CHI: con la collaborazione della delegazione Friuli Venezia Giulia del Club Alpino Italiano e la partecipazione della LIPU. Il Monte Cavallo è una grande montagna delle Prealpi bellunesi che raggiunge i 2.251 metri s.l.m.. Si trova alle spalle del Pordenonese, e si erge sulla pianura sottostante in modo solenne, per uno sviluppo che supera i 2.000 metri. Questo lo rende ben visibile, nelle giornate limpide, sia da Venezia che dalla costa Adriatica. Il nome non deriva dall’omonimo animale, piuttosto sembra derivare dal celtico “Kap-al” (cima alta).

E’ un massiccio articolato, composto di varie cime tra le quali si interpongono creste e forcelle; la vetta principale si chiama Cima Manera (2.251 m s.l.m.).

La vetta fu raggiunta per la prima volta nell’estate del 1726 da due botanici che andavano in cerca del leggendario “giardino della Madonna”: il bolognese Giovanni Girolamo Zanichelli, uno dei botanici più famosi dell’epoca, e Domenico Pietro Stefanelli, farmacista veneziano. Il loro resoconto parla di una ascesa per luoghi scoscesi, compiuta spesso a carponi, passando “dalla parte esterna del monte”, per giungere dopo 7 miglia in vetta.

Il racconto di quella avventura, scritto in latino, può essere considerato la prima relazione di salita ad una vetta dolomitica.

Ma non è solo questo il motivo che ha suggerito di scegliere il monte Cavallo per la manifestazione del 1° luglio. Con questa scelta Mountain Wilderness, insieme al Club Alpino e alla LIPU, intende ribadire la sua netta opposizione ai progetti di collegamento sciistico tra Piancavallo e l’Alpago e contemporaneamente rinnovare la richiesta, fatta all’UNESCO, di inserire il Cansiglio tra le riserve della biosfera.

La salita si farà salendo dai due versanti del Friuli e del Veneto ed incontrandoci sulla Cima Manera (Cimon del Cavallo) alle ore 12, per poi radunarsi al Rifugio Semenza circa alle 14.

Per il Friuli partenza alle ore 8 dal Palazzetto del Ghiaccio di Pian Cavallo. Ritorno, dopo l’incontro al Rifugio Semenza, attraverso Forcella Palantina. Per il Veneto, partenza da Casera Pian delle Lastre (proseguendo da Colindes e passando per Pian Grant) alle ore 8.

Il raduno a Rifugio Semenza, che essendo facilmente raggiungibile è aperto a tutti, ha lo scopo di coinvolgere anche partecipanti che non vogliono affrontare percorsi relativamente impegnativi come quelli per arrivare, dai due versanti, sulla Cima Manera. Quindi al Rifugio verranno spiegati i motivi dell’iniziativa, e verrà letto il documento che sarà inviato al Presidente della Repubblica.

Inoltre al Rifugio (cell. 349 1881250) sono programmate varie iniziative, tra le quali una lezione di fotografia naturalistica, la premiazione del concorso fotografico Vividolomiti, l’inaugurazione di una mostra fotografica e, alle 15, la presentazione del libro “Scialpinismo in Alpago”. Infine si procederà alla estrazione a sorte del premio previsto.

Per chi decide di partecipare alla salita a Cima Manera, si chiede di contattare i due referenti: per il Friuli Venezia Giulia Toni Zambon, antonio.zambon@tin.it 3356029058, presidente del CAI delegazione Friuli Venezia Giulia; per il Veneto contattare Toio de Savorgnani 346-6139393 toiodesavorgnani@virgilio.it, di Mountain Wilderness.

Trattandosi di percorsi non banali, è opportuno coordinarsi per organizzare la salita e prevedere quanti saranno i partecipanti. E’ obbligatorio prevedere una adeguata copertura assicurativa.

In caso di maltempo ci ritroveremo comunque tutti al Rifugio Semenza.

 

 

EVENTO

DOVE: MONTE CORRASI (SARDEGNA)

CHI: in collaborazione con le sezioni del Club Alpino di Cagliari e Nuoro, Italia Nostra e Amici della Terra. Con la partecipazione della LIPU

Il territorio del Supramonte, il cuore carsico della Sardegna, è stato scelto per questa manifestazione e precisamente la sua vetta più alta, il Monte Corrasi. Saliremo sulla cima per il suo versante roccioso, attraverso una delle “porte” del Supramonte, “Scala ‘e Pradu” e percorreremo una delle creste fino alla vetta.

Scenderemo per una delle altre scale “Scala ‘e Marras” e attraverso una fitta lecceta torneremo al punto di partenza. Denominato di frequente “le dolomiti sarde” per via della colorazione che le rocce assumono in particolare al tramonto, il massiccio racchiude al suo interno un paradiso botanico di prim’ordine, caratterizzato da numerosi endemismi e da circa 650 specie. Non a caso, nel 1971, esso è stato incluso dalla Società Botanica Italiana nel censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione.

E tuttavia, a due anni dalla firma del protocollo d’intesa tra il Centro nazionale biodiversità forestale, l’Ente foreste e il dipartimento di Scienze botaniche dell’Università di Cagliari, ben poco è stato fatto da parte delle autorità preposte per far rispettare l’ordinanza con cui si vietava la raccolta di ben 28 specie vegetali a rischio. Attraverso questa manifestazione gli ambientalisti sardi intendono anche esprimere la loro radicale opposizione all’illogico e dannoso proliferare sui rilievi montuosi dell’isola delle vie ferrate e dei percorsi di avventura attrezzati che stanno snaturando l’autentica esperienza dell’incontro con la natura incontaminata.

L’appuntamento è alle 8 presso il Rifugio di Monte Maccione, da cui partirà l’escursione. I partecipanti saranno accompagnati da guide autorizzate e saranno coperti da assicurazione.