Con questo fine settimana è stato superato il tetto dei centomila spicchi di grana padano e parmigiano reggiano acquistati per sostenere i territori colpiti dal sisma, direttamente dagli agricoltori nei mercati e nelle botteghe Campagna Amica. L’iniziativa “salva aziende” della Coldiretti si è estesa dalle regioni colpite dell’Emilia e della Lombardia in tutta Italia ed è giunta per la prima volta anche nel mercato di Campagna Amica al Circo Massimo di via San Teodoro n 74 a Roma dove la vendita prosegue fino ad esaurimento. Gli agricoltori della Coldiretti si sono rimboccati le maniche e provano a far ripartire l’economia e l’occupazione dei territori colpiti dove si produce circa il 10 per cento dell’agroalimentare nazionale. Con ben 13 magazzini lesionati e quasi un milione di forme crollate a terra, acquistare Grana Padano e Parmigiano Reggiano significa – spiega la Coldiretti – liberare spazio per la nuova produzione ottenuta dal latte raccolto nelle stalle dove la mungitura non puo’ essere fermata. Il rischio è che in mancanza di strutture idonee alla conservazione, il caldo – precisa la Coldiretti – possa danneggiare altre forme in fase di stagionatura che non potrebbero essere così piu’ essere destinate a parmigiano reggiano o grana padano, con gravi perdite economiche ed occupazionali. Il prodotto “salvato” dai magazzini lesionati va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Un lavoro difficile che va svolto in sicurezza e che richiede tempo per soddisfare tutte le offerte di aiuto. L’operazione “salva aziende” – sostiene la Coldiretti – è stata accolta da una grande solidarietà in Italia e all’estero con singoli cittadini, gruppi di acquisto (Gas) e aziende che si sono dimostrate disponibili ad acquistare i due prestigiosi formaggi italiani provenienti dai territorio colpiti dal sisma.

 

Acquistare prodotti agricoli ed alimentari provenienti dalle zone terremotate è infatti il mezzo più semplice per assicurare da parte dei cittadini un aiuto immediato il sistema agroalimentare del territorio colpito dal sisma. Una rete di aziende legate all’agricoltura e ai suoi prodotti tipici, dal parmigiano al grana, dall’aceto balsamico tradizionale alle pere tipiche, la cui produzione – sottolinea la Coldiretti – non si puo’ fermare perche’ le mucche mangiano e devono essere munte tutti i giorni e piu’ volte al giorno, ma che non puo’ neanche essere delocalizzato perché deve avvenire per legge nel territorio delimitato dai disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea.

 

Con una stima di 150 milioni di euro di danni il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla triste classifica dei prodotti piu’ danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro, ma difficoltà si registrano in tutta la filiera agroalimentare dai fiori alla frutta anche se per fortuna – riferisce la Coldiretti – è ripartita la distribuzione di acqua per irrigazione in decine di migliaia di ettari di terreno coltivato grazie all’azione dei Consorzi di bonifica. Sono a rischio 8mila posti di lavoro nell’agroalimentare a causa del sisma che ha danneggiato imprese agricole, stalle e strutture di trasformazione agroindustriali ma anche macchinari per la raccolta e trebbiatura e gli impianti di irrigazione che garantiscono l’acqua a centotrentamila ettari di terreno coltivati a ortofrutta, viticoltura, riso e seminativi.