“Il compromesso raggiunto questa notte al Consiglio della Pesca mostra alcuni Ministri europei che temporeggiano di fronte a un settore della pesca al collasso e a una crescente perdita di posti di lavoro – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Mare e Pesca del WWF Italia – Ormai è chiaro che dopo trent’anni di cattiva gestione, i ministri della pesca hanno ancora una volta abbassato l’asticella della politica della pesca europea, senza alcuna ambizione di rendere il settore più sostenibile né di salvare posti di lavoro nei prossimi decenni. Con questo accordo, ad appena una settimana dalla Conferenza sullo Sviluppo sostenibile di Rio, l’Unione Europea fa un drammatico passo indietro su obiettivi già concordati a livello internazionale per raggiungere una pesca sostenibile.”

“Nei giorni scorsi il WWF si era appellato ai ministri della pesca per garantire che le norme base della riforma includessero scadenze ambiziose e maggiori strumenti per il raggiungimento del rendimento massimo sostenibile (MSY); la definizione di piani pluriennali (MAP); lo stop alle pratiche di pesca non selettive e alla sovraccapacità delle flotte UE sia in acque europee e sia fuori dai confini comunitari. Ignorando queste indicazioni, i governi scelgono di perpetrare lo status quo, sprecando un’opportunità unica per avviare il settore della pesca verso il suo recupero” ha continuato Marco Costantini del WWF Italia.

“Il Consiglio sembra concentrato a spingere il Parlamento Europeo verso un accordo affrettato e una riforma raffazzonata. Ci appelliamo ai membri del Parlamento Europeo perché continuino a lavorare per una pesca sostenibile, per una riforma ambiziosa. Piccoli cambiamenti superficiali da soli non salveranno né i pesci né i pescatori europei dal collasso” ha concluso Marco Costantini del WWF Italia.

Su www.wwf.it/petizionepesca è attiva la petizione WWF per salvare il settore della pesca,pesci e pescatori compresi.