Valgono almeno 150 milioni i versamenti tributari e previdenziali prorogati dal Consiglio dei Ministri a settembre che le aziende agricole delle aree terremotate avrebbero dovuto pagare entro giugno tra la prima rata Imu l’Iva, l’acconto 2012 e il saldo dell’Irpef o dell’Ires, l’Irap e i contributi Inps, ai quali si aggiungono le rate di prestiti e mutui che sono anch’essi stati prorogati. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui provvedimenti varati dal Governo che erano stati sollecitati dall’organizzazione degli imprenditori agricoli che ha stimato danni per circa 500 milioni di euro all’agroalimentare, dai caseifici agli stabilimenti di lavorazione della frutta, dalla cantine alle acetaie di invecchiamento dell’aceto balsamico fino ai magazzini di stagionatura dei formaggi Grana e Parmigiano ma anche case di abitazione e fabbricati rurali, macchinari distrutti e animali morti. La proroga delle scadenze fiscali e previdenziali finanziata con un aumento di 2 centesimi dell’accisa sulla benzina è – sottolinea la Coldiretti – un atto atteso anche se il rinvio a settembre non può bastare in un territorio dove è in difficoltà l’intero distretto agroalimentare. Il terremoto oltre ad avere provocato danni diretti alle imprese ha di fatto bloccato l’attività economica di molte aziende agricole che sono – conclude la Coldiretti – il fulcro di un sistema produttivo che ha dato origine ed alimenta la Food valley italiana dalla quale partono verso l’Italia ed il resto del mondo le piu’ prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano all’aceto balsamico di Modena, dal prosciutto di Parma fino al Lambrusco.