Corrado Clini, intervistato da Famiglia Cristiana ha dichiarato che il governo sta “preparando un piano nazionale basato sulla manutenzione degli assetti naturali e sulla revisione degli usi. Gli alvei dei torrenti e dei fiumi vanno puliti, gli argini aggiustati o costruiti ex novo, i boschi devono essere curati. La difesa del territorio e’ un’infrastruttura necessaria allo sviluppo, come lo sono le ferrovie veloci, i porti efficienti e gli scali aerei all’avanguardia. Per farlo in Italia abbiamo calcolato che occorrano 41 miliardi di euro in 15 anni: il 40 per cento a carico del settore pubblico e il resto sostenuto da investimenti privati con meccanismi fiscali di supporto. E’ cambiato il clima in senso proprio, confidiamo che cambi il clima anche in senso metaforico e che tutti si diano da fare”.
Alla domanda su qualche possibile autocritica, risponde indicando tre errori: ”Primo: volendo far presto si sono moltiplicati i commissari straordinari per questa o per quella emergenza, pensiamo alla spinosa questione dei rifiuti, deresponsabilizzando Comuni, Province e Regioni, senza risultati apprezzabili, anzi con la cronicizzazione dei problemi. Secondo: dal 1996 il ministero e’ stato considerato un posto dei Verdi, cosi’ molti hanno remato contro temendo che i Verdi aumentassero il proprio consenso. L’ambiente e’ un bene collettivo, non di una parte. Terzo: puntando al massimo si e’ ottenuto poco o nulla. Nel 1998 erano stati individuati per legge 57 siti di interesse nazionale da bonificare. Ne e’ stato bonificato solo uno: l’Acna di Cengio. Sono stati indicati obiettivi di bonifica non realistici e a costi impossibili. Il meglio e’ nemico del bene”.