Da analisi voluta dalla Regione Veneto e realizzata dal settore Studi economici di Veneto agricoltura si è evidenziato che nel triennio 2009-2001 la Regione ha registrato un saldo occupazionale positivo nel settore dell’agricoltura grazie all’aumento della manodopera straniera a differenza di quella italiana in costante diminuzione. Un risultato molto in controtendenza rispetto agli altri settori dell’economia, così come l’aumento dei giovani imprenditori nel territorio supportato anche dal Programma di sviluppo rurale. Sono già 1500, infatti, i nuovi imprenditori under 40 registrati negli ultimi tre anni. Le assunzioni in agricoltura costituiscono circa il 6 per cento del totale regionale, con una forte caratteristica di stagionalità. Per la quasi totalità si tratta di contratti di dipendenza (98,3 per cento del totale delle assunzioni), a tempo determinato (95 per cento), riguardano in prevalenza maschi, stranieri (62,3 per cento), nella fascia di eta’ 30 – 54 anni e si concentrano soprattutto nella provincia di Verona (56,4 per cento).

”I numeri evidenziano molte particolarità del lavoro agricolo e della struttura del sistema rurale – ha commentato Franco Manzato, assessore regionale alle politiche del primario- ma soprattutto testimoniando una sostanziale tenuta sul versante del lavoro in un momento nel quale la crisi economica sta mordendo duramente la struttura produttiva nazionale e veneta. L’agricoltura appare ancora come occasione di lavoro, sia imprenditoriale sia dipendente. I lavoratori cosiddetti ‘indipendenti’ – spiega Manzato – rappresentano il 67 per cento degli occupati agricoli, benchè si registri una costante diminuzione (- 32 per cento rispetto al 2004), determinata da un processo pressochè fisiologico di ristrutturazione del sistema fondiario. Nello stesso tempo – ha aggiunto l’assessore – c’e’ il continuo inserimento di giovani imprenditori, il cui numero deve a mio avviso ulteriormente aumentare per iniettare piu’ innovazione e competitività. Sono invece in continuo incremento i lavoratori dipendenti (+27 per cento rispetto al 2004). A fine 2011 gli ‘indipendenti’ erano circa 46 mila e i dipendenti 23.500. A livello provinciale, gli occupati agricoli si concentrano prevalentemente a Verona (circa 21.900 addetti, 31 per cento del totale regionale), seguita da Vicenza (11 mila unita’, 15,7 per cento)”. Per quanto riguarda le assunzioni Manzato ha precisato che “riguardano per la maggior parte lavoro operaio e in prevalenza manodopera non qualificata (70 per cento dei casi), mentre il personale specializzato e’ il 20 per cento. Si tratta per lo più di braccianti agricoli che lavorano nelle attività stagionali, come evidenzia la durata dei contratti”.