Inviata dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, una lettera ai presidenti dei gruppi di opposizione in cui lancia un appello alla «responsabilità istituzionale e politica per assumere un atteggiamento costruttivo nella sessione di bilancio che ormai è avviata in assemblea capitolina». In particolare la «delibera relativa alla creazione della Holding che raggrupperà tutte le società del gruppo Roma Capitale» e «all’autorizzazione alla vendita del 21% delle azioni Acea». Questo iter – specifica Alemanno – «incontra una viva opposizione da parte di alcuni gruppi dell’assemblea capitolina. Questa opposizione si è tradotta nella presentazione, chiaramente di natura ostruzionistica, di circa 160.000 emendamenti e ordini del giorno, numeri mai visti prima nella storia della nostra Istituzione. È evidente che la trattazione sistematica di questi emendamenti e ordini del giorno bloccherebbe per mesi l’assemblea capitolina, impedendo di approvare l’intero bilancio nei tempi stabiliti dalle leggi dello Stato. È necessario – sottolinea Alemanno – superare questa situazione con un atto di responsabilità che non può tradursi nella richiesta alla maggioranza che sostiene il governo della nostra città di rinunciare a una scelta attentamente ponderata, che genera importanti introiti per l’Amministrazione capitolina e che, nel caso della privatizzazione di Acea, risponde a una precisa disposizione di legge».

Alemanno dichiara che da parte del Campidoglio c’è la «disponibilità a discutere le forme e i modi con cui migliorare questa delibera. Possiamo garantire in maniera ancora più netta non solo la proprietà pubblica dell’acqua, che non è mai stata messa minimamente in discussione, ma anche il controllo strategico di Acea. Possiamo inoltre studiare ulteriori interventi per massimizzare i ritorni economici, sia della vendita di Acea che della costituzione della Holding, che per l’Amministrazione possono raggiungere e superare i 300 milioni di euro che verrebbero destinati a investimenti evitando nuove tasse ai cittadini romani». «Nel metodo non è in ogni caso accettabile che un’istituzione venga bloccata solo perchè minoranze, pur significative e autorevoli, non sono d’accordo con quelle che sono le scelte della maggioranza che governa la Capitale – conclude Alemanno -. Ecco perchè è necessario aprire un tavolo di confronto che, senza mettere in discussione i due obiettivi della delibera, trovi una via d’uscita da questa situazione. Attendo da parte vostra un’attenta valutazione del contenuto di questo appello e una risposta positiva e responsabile per non bloccare Roma e per aiutarla a uscire da una crisi economica sempre più difficile».