A sottolinearlo sono stati gli imprenditori ”junior” della Cia-Confederazione italiana agricoltori durante il seminario sulla sostenibilità dell’area mediterranea, allo ”Young international forum” di Roma. Secondo la Cia, in particolare sono i giovani ad “avere le carte in regola per interpretare al meglio la sfida della crescita e della competitività in un settore così strategico, soprattutto in questa delicata fase di crisi economica”.

”Nel nuovo scenario del Bacino mediterraneo, animato da una ‘Primavera araba’ che ha dato lezioni di democrazia e uguaglianza, e’ auspicabile – sottolinea l’Agia-Cia – un ‘patto’ tra i giovani agricoltori delle due sponde del Mare Nostrum, che sappia interpretare al meglio gli effetti della globalizzazione e dell’ampliamento dei mercati. Il settore primario, soprattutto se aprirà le porte a risorse giovani e fresche, può diventare un fattore di crescita fondamentale dotato di uno straordinario effetto moltiplicatore, in quanto e’ capace di ‘esportare’ crescita economica nei paesi poveri”. Per questo motivo la confederazione invita gli agricoltori europei e nord-africani a “puntare insieme alla sicurezza alimentare di questa area geografica e non solo. In vista di questo obiettivo, che e’ una delle priorita’ delle politiche mondiali, la parola d’ordine e’ ”aumento della produzione agricola. Chiaramente nel rispetto della sostenibilità ambientale. Il che vuol dire: adeguate infrastrutture, reti di comunicazione, impianti di irrigazione adeguati, innovazione tecnologica e formazione”.