Dalla Conferenza mondiale sul clima a Durban, Sudafrica, arriva l’ok alla tabella di marcia che porterà all’adozione di un accordo globale salva-clima entro il 2015 e che entrerà in vigore dal 2020. Trovato anche un accordo per il Kyoto2 dopo il 2012 che avrò la funzione di fare da ponte verso l’accordo globale e che interesserà l’Europa e pochi altri paesi industrializzati, visto che Giappone, Russia e Canada da tempo hanno annunciato il loro no al secondo periodo del Protocollo.

“L’accordo – ha commentato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che nei giorni scorsi ha partecipato alla trattativa – supera i limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale offrendo all’Europa, e soprattutto all’Italia, la possibilità di costituire la ‘piattaforma’ per lo sviluppo con le grandi economie emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica”.

Approvata nel “pacchetto Durban” anche l’operatività del Fondo Verde per aiutare i paesi in via di sviluppo a sostenere le azioni contro il riscaldamento globale con un investimento di 100 miliardi di dollari. Per l’accordo globale si inizierà a lavorare già a partire dal prossimo anno e si tratta di un passo importante anche nei confronti degli Stati Uniti che non hanno mai ratificato il primo periodo di Kyoto.

Il presidente della Conferenza, Maite Nkoana-Mashabane, ha dichiarato: “Abbiamo fatto la storia”.