“La Giunta e la maggioranza, con un emendamento alla finanziaria abrogativo della legge sulla caccia, hanno deciso di bypassare la volontà popolare che avrebbe dovuto esprimersi attraverso la partecipazione alla consultazione referendaria. In questo modo si sono arrogati con superbia l’esercizio della sovranità popolare e il diritto di rappresentare tutti”. Ad affermarlo Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra in Piemonte dopo aver appreso la notizia sull’annullamento del Referendum sulla caccia previsto iper il 3 giugno.

“Sulla questione della caccia – aggiunge Artesio – il Consiglio Regionale non è l’unico depositario di un mandato pubblico: la raccolta delle firme e l’ammissione del referendum hanno riconosciuto l’esistenza di una democrazia diretta che pone questioni puntuali sul tema. Disattendendo questo percorso si è compiuta una profonda violazione dello Statuto della Regione Piemonte e dell’iter democratico che avrebbe portato al Referendum” Secondo Artesio “trovare una soluzione per evitare il costo delle urne sarebbe stato semplice, ovvero recepire i quesiti referendari in legge, come proposto da tutti gli emendamenti sottoscritti dal gruppo della Federazione della Sinistra ma la furbizia ha voluto percorrere un’altra strada: disordinata, confusa e nemmeno puntuale dal punto di vista della costruzione formale. Su quest’ultimo aspetto probabilmente si dovrà pronunciare, ancora una volta, il Tribunale Amministrativo”.