Niente più contributi europei per tutti quei terreni agricoli che non producono, cioè che non assicurano cibo al consumatore finale. Questa la novità emersa dai lavori del Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue nell’ambito dei negoziati sulla politica agricola comune (Pac).

Non potranno più avere diritto agli aiuti europei, quindi, tutti quei terreni agricoli che non producono ma si occupano di altre attività, come: i terreni gestiti da aeroporti, dalle compagnie ferroviarie, da quelle immobiliari e sportive come i grandi campi da golf.

Mario Catania, ministro per le politiche agricole e alimentari, lo ha ribadito: ”Ormai è convinzione diffusa che il sostegno della Pac debba andare in primo luogo agli agricoltori attivi. È un tema non facile da affrontare sia sotto il profilo politico che tecnico. La massa di risorse che si può liberare con questa operazione non è enorme, non dovrebbe arrivare al 7-8% per cento del totale però è importante perché in una fase di crisi è giusto concentrare il sostegno sugli agricoltori attivi”.

C’è molto ancora da discutere soprattutto sulla scelta dei criteri da adottare per definire un agricoltore attivo e sulla figura del piccolo agricoltore. “Nella situazione italiana – ha commentato Catania – occorre un regime che sappia distinguere il piccolo agricoltore agricolo, che è un agricoltore, da colui che ha un appezzamento ma fa altre attività”.

Preso in esame anche il tema del sostegno dei giovani nell’agricoltura. “Va sostenuto il ringiovanimento dell’agricoltura – ha detto il ministro – e questo è il momento di farlo effettivamente: così sostengo come buona base di partenza la proposta di maggiorare del 25% gli aiuti Ue ai giovani”.