Il ministero della Giustizia e il Comune di Roma Capitale lanciano il progetto Ras (Recupero ambientale e sociale) per impiegare 18 tra uomini e donne che stanno scontando la pena nel carcere di Rebibbia nella pulizia di alcune aree archeologiche del centro storico capitolino. L’iniziativa è stata presentata dal ministro della Giustizia Paola Severino e dal sindaco Gianni Alemanno al teatro di Marcello, uno dei luoghi interessati dal progetto. «Dal punto di vista politico – ha detto Alemanno – sono convinto che debba essere garantita la certezza della pena. Allo stesso tempo, però, mi sento impegnato sul versante del recupero: sono convinto che bisogna dare una possibilità a chi dimostra un reale ravvedimento. Questo progetto costituisce un esempio importante in questo senso: non si tratta di assistenzialismo, ma di riconoscere a questi detenuti che lavorano bene, perché esperienze passate ci hanno dimostrato la qualità del lavoro e l’impegno mostrato dai detenuti in queste mansioni». Idetenuti lavoreranno per un anno, cinque giorni la settimana, alla manutenzione di 33 zone archeologiche e aree verdi pubbliche di pregio della città, per un totale di 300mila metri quadrati. «Siamo soddisfatti di questo progetto – ha concluso il ministro Severino – perchè l’esito più felice è quello del reinserimento sociale e della riabilitazione del detenuto».