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Foglio Verde

approfondimenti e news

La fase attuale dello scontro in Siria – Giancarlo Elia Valori

Nel momento in cui scriviamo, gran parte di Aleppo Sud è stata ormai liberata dall’Esercito Arabo Siriano di Bashar el Assad.

Jaish Al Fatah, che collabora con  al Al Nusra, la “sezione” siriana di Al Qaeda, è stato ormai estromesso dai distretti meridionali di Aleppo e da gran parte delle periferie di quella città. Ma continua a tenere Idlib.

Jaish al Fatah è peraltro una organizzazione “ombrello” di jihadisti che lotta contro gli sciiti ma non necessariamente contro l’Isis.

Sempre l’EAS di Assad ha liberato del tutto ben sedici sobborghi di Aleppo, mentre le forze antijihadiste attaccano ancora alcuni distretti, tra i quali Karam al-Tarab e Amiriyah per mettere definitivamente in sicurezza Aleppo e, da lì, avanzare in direzione di Idlib, tenuta ancora dai jihadisti.

Naturalmente, le Forze di Bashar el Assad devono anche contrastare duramente  l’espansione dei militari turchi che si muovono  nel Nord della Siria. Continua a leggere “La fase attuale dello scontro in Siria – Giancarlo Elia Valori”

Additional considerations on the Uyghur issue – Giancarlo Elia Valori

Xinjiang is the leverage for China’s future strategic destabilization.

In fact, while we can see a shift of the US strategic interest from the Middle East to East Asia, we must also note that the United States use the tension between China and Japan, in addition to using the North Korean nuclear issue in its relations with China, to isolate the Middle Kingdom and force it into a new state of insecurity.

 However, both the small Asian nations and China itself, have made this US project very difficult.

 Obviously this great destabilization operation regards also Xinjiang.

 China views the Muslim minority of  “East Turkistan” as a possible base for two major strategic operations: the start  of the splitting up of the Chinese territory with subsequent ethnic “rank-and-file rebellions” and the related penetration of enemy powers into the Chinese territory through these rebellions. Continua a leggere “Additional considerations on the Uyghur issue – Giancarlo Elia Valori”

Il commosso ricordo di Giancarlo Elia Valori per la scomparsa di Arnaldo Ferrara

E’ morto Arnaldo Ferrara, aveva 96 anni e alle spalle una prestigiosa e articolata carriera che l’aveva portato a ricoprire la carica di comandante generale dell’Arma

Quando la mattina di martedì 29 novembre scorso si è diffusa la notizia della scomparsa di Arnaldo Ferrara, in molti (e fra questi chi scrive) hanno condiviso lo stesso grande dolore.  E so per certo che si fonde con quello della grande famiglia dell’Arma Benemerita, di cui è stato autorevole guida, straordinario comandante e maestro di intere generazioni di Carabinieri. Ma anche un grande Servitore dello Stato, come Lui stesso amava definirsi. Tra le tante qualità che possedeva, di cui non ci sono parole sufficienti ad offrirne un quadro esaustivo, vi sono, senza dubbio, la generosità, l’amore per i collaboratori vicini e lontani, il pragmatismo nel rigoroso rispetto dei valori più nobili, la passione per le Forze armate, per l’Arma dei Carabinieri, in particolare, che costituiscono i fari che hanno illuminato e segnato in profondità non solo la Storia dell’Italia repubblicana ma, principalmente, la Storia della Benemerita.

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Ancora sulla questione uighura – Giancarlo Elia Valori

Lo Xingkiang è il punto di leva per la futura destabilizzazione strategica della Cina.

Se,  infatti, si può osservare uno shift dell’interesse strategico Usa dal Medio Oriente verso l’Asia Orientale, si deve inoltre osservare che Washington utilizza la tensione tra Cina e Giappone, oltre a utilizzare la questione nucleare della Corea del Nord nella sua relazione con la Cina per, appunto, isolare il Regno di Mezzo e chiuderlo in una nuova condizione di insicurezza.

Sia le piccole nazioni asiatiche che la stessa Cina hanno  però molto difficile questo progetto Usa.

Questa grande operazione di destabilizzazione riguarda, naturalmente,  anche lo Xingkiang.

E la Cina legge la minoranza islamica dell’”Est Turkestan” come una possibile base per due operazioni strategiche principali: l’inizio del frazionamento del territorio cinese con successive “rivolte dal basso” di tipo etnico; e la correlata penetrazione di potenze avversarie, tramite le rivolte, dentro il territorio cinese. Continua a leggere “Ancora sulla questione uighura – Giancarlo Elia Valori”

Theresa May’s foreign policy – Giancarlo Elia Valori

How to define the post-Brexit foreign policy of Prime Minister May?

The question is not simple at all and shows a series of new and unexpected signs.

Meanwhile, Theresa May’s primary project is to increase her own international role outside traditional alliances so as to make up for the loss – scarcely relevant at military level, but highly symbolic – of the UK presence in the European Union.

Last September the Tory government led by Prime Minister May hosted the Qatari emir, Sheikh Al-Thani, to start new political and financial relations with the Emirate, with the sale of various leading-edge technologies for Defense.

Furthermore a new British attaché will be posted to Qatar, so as to support the UK strong commitment in the country, also at training level.

In mid-October Prime Minister May also hosted the King of Bahrain, Ahmad bin Isa al Khalifa, and, in her welcome speech, she underlined “the strong support for the efforts designed to make the Gulf region safe”. Continua a leggere “Theresa May’s foreign policy – Giancarlo Elia Valori”

AVV. SAMMARCO AL DI SOPRA DELLE PARTI NEL CASO UDC – DISSIDENTI SICILIANI

L’UDC ha presentato un ricorso cautelare d’urgenza nei confronti dei ‘dissidenti siciliani’ per uso illegittimo del simbolo dello scudo crociato. A presentarlo è stato il segretario nazionale Lorenzo Cesa attraverso l’operato professionale dell’Avv. Pieremilio Sammarco. I ‘dissidenti’ siciliani, “oltre ad auto attribuirsi senza alcun titolarità la carica di segretario regionale e di segretari provinciali – si legge in una nota del partito – hanno fatto uso in modo improprio e illegittimo del simbolo dell’Unione di centro assumendo una posizione al chiaro scopo di ingenerare confusione circa la posizione del partito sul referendum costituzionale, in difformità con le decisioni assunte dalla direzione nazionale del partito”. A decidere sulla richiesta sarà il tribunale di Roma nell’udienza che si terrà domani mercoledì 23 novembre.

La politica estera di Theresa May – Giancarlo Elia Valori

Come definire la politica estera post-Brexit del Primo Ministro May?

La domanda non è affatto semplice e mostra una serie di segnali nuovi e imprevisti.

Intanto, il progetto primario  di Theresa May è quello di incrementare il proprio ruolo internazionale fuori dalle tradizionali alleanze, per compensare la perdita, poco rilevante militarmente ma altamente simbolica, della presenza di Londra nella Unione Europea.

Intanto, lo scorso Settembre il governo Tory della May ha ospitato a Londra l’emiro del Qatar, lo sceicco Al-Thani, per aprire con l’Emirato un nuovo rapporto sia politico che finanziario, con la vendita di varie e nuovissime tecnologie per la Difesa.

Fra l’altro, verrà creata la figura di un nuovo attaché britannico  in Qatar, per sostenere il forte impegno, anche addestrativo, di Londra in Qatar.

A metà ottobre la May ha inoltre  ospitato a Londra anche il Re del Bahrain, Ahmad bin Isa al Khalifa con il quale la May ha sottolineato, nel suo discorso di benvenuto, “il forte appoggio agli sforzi di mettere  in sicurezza il Golfo”. Continua a leggere “La politica estera di Theresa May – Giancarlo Elia Valori”

What to expect from Donald Trump – Giancarlo Elia Valori

In principle, Donald Trump thinks that the NATO and non-NATO  US traditional allies are free riders, namely fully autonomous decision-makers which accept the US military support, but then do their own way, at least in foreign policy.

  Donald Trump does not want to pay billions of dollars to protect US friendly nations which, however, do not spend the amount required for their defense.

  He is not entirely wrong since currently the United States still bear 73% of NATO’s total cost, although it is worth noting that they manipulate and use most of the Allies’ defense potential for their own purposes.

  During the election campaign, Donald Trump has often said that the 28 NATO Member States do not pay their “fair share” and that the Atlantic Alliance is “obsolete” because it has not been focused on the rogue countries’ terrorism. Continua a leggere “What to expect from Donald Trump – Giancarlo Elia Valori”

Cosa Aspettarsi da Donald Trump – Giancarlo Elia Valori

In linea di massima, Donald Trump pensa che gli alleati tradizionali dell’America, nella NATO o meno, siano dei free rider, dei decisori totalmente autonomi che accettano il sostegno militare di Washington ma poi fanno di testa propria, almeno  in politica estera.

 Trump non vuole  più pagare miliardi di dollari per proteggere nazioni amiche degli USA che, però,  non spendono il dovuto per la loro difesa.

 Non ha tutti i torti,  ancora oggi gli Stati Uniti coprono il 73% del costo totale  NATO anche se, occorre dirlo, manipolano e utilizzano per i loro scopi gran parte del potenziale di difesa degli Alleati.

  Spesso, Trump ha affermato in campagna elettorale che le 28 nazioni della Alleanza Atlantica non pagano la loro “giusta quota”, e l’Alleanza per il nuovo Presidente è “obsoleta”, perché non si è focalizzata sul terrorismo dei paesi canaglia. Continua a leggere “Cosa Aspettarsi da Donald Trump – Giancarlo Elia Valori”

The New Middle East during the ISIS defeat – Giancarlo Elia Valori

The Iraqi Security Forces, the “Golden Eagles” have pushed deeply into eastern Mosul, while the same Shiite Iraqi Forces and the Kurdish Peshmerga fighters operate both in the East and, especially, in the South of the peripheral area of  the city.

  The operations of both corps take place after the Iraqi Counter Terrorism Service and the Ninth Division of the Iraqi Forces “cleaning” particularly eastern Mosul, the ancient Kurdish capital city.

  ISIS responds to these operations with several snipers, many suicide bombings and, in some areas, heavy artillery so as to secure the centre of Mosul and react to the Iraqi and Peshmerga attacks.

  The city, however, has been encircled while the Kurdish Peshmerga have reconquered Bashiqa, precisely when ISIS has attacked Shirqat and, meanwhile, the US-supported Syrian Democratic Forces have been operating to conquer Raqqa, the “capital city” of Al Baghdadi’s Caliphate, after its encirclement. Continua a leggere “The New Middle East during the ISIS defeat – Giancarlo Elia Valori”

L’Assetto del Nuovo Medio Oriente durante la sconfitta dell’Isis – Giancarlo Elia Valori

Le Forze di sicurezza dell’Iraq, le “aquile d’oro”, sono entrate a fondo nell’area di Mosul Est, mentre le stesse Forze dell’Iraq sciita e i guerrieri curdi Peshmerga operano sia ad Est sia, soprattutto, a Sud dell’area periferica di quella città.

  Le azioni di entrambi i corpi operano dopo che il contro-terrorismo iraqeno  e la Nona Divisione delle Forze dell’Iraq stanno “ripulendo” soprattutto l’Est di Mosul, antica capitale curda, peraltro.

  L’ISIS risponde a queste operazioni con numerosi cecchini, molti attentati  suicidi e, in qualche punto,  dei pezzi  attivi di artiglieria pesante, per mettere in sicurezza il centro di Mosul e rispondere al fuoco degli iraqeni e dei peshmerga.

  L’accerchiamento della città è comunque stato realizzato, mentre i Peshmerga curdi hanno riconquistato Bashiqa, proprio quando l’Isis ha attaccato Shirqat e, nel frattempo, le Forze Democratiche Siriane, sostenute dagli USA, operavano per conquistare, dopo il suo accerchiamento, Raqqa, la “capitale” del Califfato di Al-Baghdadi. Continua a leggere “L’Assetto del Nuovo Medio Oriente durante la sconfitta dell’Isis – Giancarlo Elia Valori”

What to do about the Euro – Giancarlo Elia Valori

  After the North American subprime crisis, European countries suffered two simultaneous shocks: the customers of those “toxic” assets – mainly European assets  – discovered that most of their assets were completely presumed, while the US economic crisis made the substantial EU exports to that market decrease significantly.
As usual, recession leads to an increase in public deficit, because  tax revenue decreases while, in time of crisis, public expenditure  for subsidies and welfare cannot but increase.

  Hence the global recession of 2007, caused by the United States, led to the first real crisis of the Euro.

  When adjustments of exchange rates are no longer possible, in the Eurozone the mitigation of imbalances is entrusted to the EU structural funds for low-income regions – funds scarcely suitable for specific needs and too complex to be used by local governments.
Hence the Euro was born as an intrinsically deflationary currency and the only nation winning the single currency battle was Germany which, shortly before the start of the European single currency phase, had depressed wages severely and had created the well-known “mini-jobs”. Continua a leggere “What to do about the Euro – Giancarlo Elia Valori”

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