Cerca

Foglio Verde

approfondimenti e news

Il Codice di Camaldoli Oggi – Giancarlo Elia Valori

La rinascita italiana, e non solo, del cattolicesimo politico risiede oggi nella ripresa del Codice di Camaldoli. Creato nel luglio 1943, quando l’Italia sperimentava il crollo immediato del regime fascista, il Codice non rappresentò solo la nascita della Democrazia Cristiana, ma la rinascita di tutta la democrazia italiana.

 Il gruppo che organizzò la riunione, dal 18 al 24 luglio 1943 nell’eremo di Camaldoli, ispirato direttamente da Monsignor Montini, rappresentava il meglio di quella che anni dopo avremmo chiamato la “tecnocrazia” italiana.

 C’erano Ezio Vanoni, futuro creatore del “Piano Vanoni” del 1954, per creare la piena occupazione, riequilibrare il Sud con il Nord del Paese e, contemporaneamente, risanare il bilancio dello Stato.

 Programmazione economica, certo, ma per Vanoni si trattava di qualcosa di diverso dal normale keynesismo.

 Keynes puntava all’aumento della spesa aggregata dello Stato, ma Ezio Vanoni dirigeva la spesa in surplus verso obiettivi strutturali e sociali, senza peraltro scassare il bilancio statale. Continue reading “Il Codice di Camaldoli Oggi – Giancarlo Elia Valori”

The transformation of the North Korean military and political system – Giancarlo Elia Valori

How is North Korea’s political system currently changing, pending the Great Transformation with the USA and South Korea, wanted and carefully directed by Kim Jong-un?

 In the future the Great Leader wants to have a new ruling class suitable for the economic and strategic changes which will affect North Korea in the coming years.

 Far-reaching military and economic changes, with the support of Iran, the Russian Federation, China and other countries.

 According to Kim Jong-un, without prejudice to the regime’s structure, everything else must change.

 In the framework of this change, the State and the Party must be turned into quick and agile tools in the hands of the Leader and of his partly-renewed inner circle.

 Kim Jong-un’s primary goal is to control the initial phase of North Korea’s economic transformation, as well as to keep the grip on the Armed Forces and the Party, and to finally create a new ruling class for managing denuclearization and the economic transformation. Continue reading “The transformation of the North Korean military and political system – Giancarlo Elia Valori”

Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori

 Come si trasforma attualmente il sistema politico di Pyongyang nelle more della Grande Trasformazione, quella con gli Usa e la Corea del Sud, voluta e diretta attentamente da Kim Jong Un?

 Il Grande Leader vuole avere, per il futuro, una classe dirigente nuova e adatta alle modificazioni successive, economiche e strategiche, che investiranno la Corea del Nord nei prossimi anni.

 Trasformazioni militari e economiche di vastissima portata, con il sostegno di Iran, Federazione Russa, Cina, ed altri.

 Fatta salva la struttura del Regime, tutto il resto deve, secondo Kim Jong Un, cambiare.

 E, nel cambiamento, lo Stato e il Partito devono divenire strumenti agili e rapidi nelle mani del Leader e del suo, in parte rinnovato, inner circle.

 L’obiettivo primario di Kim è quello del controllo della fase iniziale della trasformazione economica di Pyongyang, del mantenimento della presa sulle Forze Armate e il Partito, della creazione infine di una nuova classe dirigente, per la gestione della denuclearizzazione e della trasformazione economica. Continue reading “Le trasformazioni del sistema militare e politico nordcoreano – Giancarlo Elia Valori”

Trade wars, currency wars and geopolitical clashes – Giancarlo Elia Valori

The Chinese yuan has already plummeted to the historic lows of the last seven months as against the dollar and nothing prevents us from thinking that the Chinese government is organizing a real devaluation of the yuan-renmimbi.

 In fact, on June 27 last, the Chinese central bank set the parity as against the dollar at 6.596, by also cutting additional 391 points compared to the levels of the previous day.

 A move that could largely expand the already significant size of China’s foreign trade, as well as avoid further tension with the USA on trade tariffs, and finally increase and differentiate Chinese exports.

 This does not necessarily mean, however, that China really wants to significantly and clearly devalue the yuan. We rather fear that this threat is a sword of Damocles to be placed right on President Trump’s head.

 The problem is, above all, of a geopolitical rather than of a financial nature.

 As early as the 1990s, the US ruling classes have ridden  their project of globalization, which has inevitably been matched by universal financialization. Continue reading “Trade wars, currency wars and geopolitical clashes – Giancarlo Elia Valori”

Guerre commerciali, guerre valutarie e scontri geopolitici – Giancarlo Elia Valori

Lo yuan cinese è già crollato ai minimi storici degli ultimi sette mesi contro il dollaro; e nulla ci vieta di pensare che il governo di Pechino stia organizzando una vera e propria svalutazione dello yuan-renmimbi.

 Mercoledì 27 giugno, infatti, la banca centrale cinese ha fissato la parità sul dollaro di 6, 596, tagliando peraltro ulteriori 391 punti dai livelli del giorno precedente.

 Una mossa che potrebbe espandere grandemente la dimensione, già rilevantissima, del commercio estero cinese, evitare poi l’ulteriore tensione con gli Usa sulle tariffe commerciali, aumentare e differenziare, infine, l’export di Pechino.

 Ma non è detto che la Cina voglia davvero svalutare pesantemente ed evidentemente lo yuan, temiamo piuttosto che questa minaccia sia una spada di Damocle da porre proprio sulla testa di Donald J. Trump.

 E il problema è, soprattutto, di tipo geopolitico più che finanziario.

 Le classi dirigenti degli Usa hanno cavalcato, fin dagli anni ’90, il loro progetto della globalizzazione, al quale si accompagnava inevitabilmente quello della finanziarizzazione universale. Continue reading “Guerre commerciali, guerre valutarie e scontri geopolitici – Giancarlo Elia Valori”

Big Data and the new techniques of government political and strategic decision-making – Giancarlo Elia Valori

Some considerations on Big Data.

  As is now well-known, it is a technology which mainly  deals with collecting, processing and selecting a huge quantity of different data.

  As in some Hegel’s works, here Quantity immediately becomes Quality. The mass of data and the link between them change – hence also its meaning and use change.

  A technology or, rather, a series of technologies joined together, which processes many terabytes (2 at the power of 40 bytes, equivalent to 1,048,576 megabytes) at the same time. A huge amount and, above all, simultaneously. Another type of quantity that is immediately turned into quality.

  After the creation of the International Telecommunication Union in Geneva in 2017, still led by the Chinese Houlin Zhao, we have some additional facts to evaluate the extraordinary relevance of the Big Data Science.

  Meanwhile, just the everyday processing-collection of huge amounts of news allows – also by comparison only – the discovery of many new data and often even of industrial or state secrets. Continue reading “Big Data and the new techniques of government political and strategic decision-making – Giancarlo Elia Valori”

Big Data e le nuove tecniche della decisione politico-strategica governativa – Giancarlo Elia Valori

Alcuni dati sui big Data.

 Si tratta, come è ormai ben noto, di una tecnologia che si occupa soprattutto di raccogliere, elaborare, selezionare una grandissima massa di dati, diversi tra di loro.

 Qui la quantità diviene, come in certi testi di Hegel, immediatamente Qualità. Cambia la massa dei dati, cambia il nesso tra di loro e, quindi, il loro significato e anche il loro uso.

 Una tecnologia o, meglio, una serie di tecnologie unite insieme, che elaborano molti terabyte (2 alla 40° byte, ovvero 1.048.576 megabyte) contemporaneamente. Una massa immane e, soprattutto, in simultaneità. Altra tipologia di quantità che si trasforma subito in qualità.

 Dopo la creazione della International Telecommunication Union a Ginevra nel 2017, ancor oggi diretta dal cinese Houlin Zhao, abbiamo alcuni elementi in più per valutare la rilevanza straordinaria della Big Data Science.

 Intanto, proprio la elaborazione-raccolta di immani quantità di notizie, tutti i giorni, permette, anche solo per confronto, la scoperta di moltissimi nuovi dati e, spesso, addirittura di segreti industriali o statuali.

 Se, poi, si possono trattare i dati con diverse catene di significato in contemporanea, allora essi si rivelano in tutta la loro importanza e, spesso, in ruoli diversi da quelli in cui siamo soliti interpretarli. Continue reading “Big Data e le nuove tecniche della decisione politico-strategica governativa – Giancarlo Elia Valori”

North Korea, the United States and the Singapore Summit Agreement – Giancarlo Elia Valori

There are many essential points of the US-North Korean talks which have been treated, albeit briefly, in the Singapore Summit between Kim Jong-Un and US President Donald J. Trump.

 It was certainly not a mere photo-opportunity but, inevitably, it was not an already fully-fledged agreement between the two parties.

 With specific reference to denuclearization, nothing new under the sun, but something very important and new from the political viewpoint, also compared to the opposing rhetoric of the USA and North Korea. Symbols matter in foreign policy and, as far as we know, Trump and Kim Jong-Un liked each other – rational, brutal and frank as they both are.

 Nevertheless, North Korea’s decision-makers have long considered their realistic plans for their country’s military nuclear exit.

 In fact, five years ago Kim Jong-Un decided to implement his byungjin policy line, i.e. the parallel development of North Korea’s nuclear military system and of the civilian economy since he had above all verified that, at the time, it was the only way to make the USA sit at the negotiating table. Continue reading “North Korea, the United States and the Singapore Summit Agreement – Giancarlo Elia Valori”

La tecnologia blockchain e l’analisi di intelligence – Giancarlo Elia Valori

La blockchain, la “catena di blocchi” è un database informatico e virtuale condiviso, decentralizzato, distribuito e criptato, avente specifiche (e uniche) regole di sicurezza per l’accesso e le operazioni interne.

  Inoltre si tratta, con la Rete a Blocchi, di possedere un archivio aperto egualmente a tutti i partecipanti, ma che può essere modificato solo con il consenso esplicito di tutti i partecipanti.

  Inoltre, il nostro database a blocchi è in grado di garantire la assoluta immutabilità e incorruttibilità di tutte le informazioni che possiede, oltre ad essere comunque una rete aperta: tutti i suoi partecipanti validati possono vedere tutto, in qualsiasi momento.

 Ma non possono manipolare né i dati né la loro temporizzazione.

 Quindi, la blockchain è una tecnologia che permette la creazione di un vasto database distribuito, per la gestione di tutte le transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Continue reading “La tecnologia blockchain e l’analisi di intelligence – Giancarlo Elia Valori”

Jordan’s future stability – Giancarlo Elia Valori

Thanks to the Russian intervention the long sequence of the so-called “Arab springs” has long been interrupted in Syria, but it keeps on expanding elsewhere, considering the many players in the various national “civil societies” that still act within this strategic framework of the Arab springs, which was put in place mainly by the USA and its allies in the Sunni world.

 This is undoubtedly the case of the revolt which took place in Jordan early June.

 On June 4 last, after the revolt in various cities of the Kingdom and, above all, in Amman, King Abdallah accepted the resignation of Prime Minister Hani al-Mulki.

 Hani Fawzi Mulki, former director of Aqaba’s Special Economic Zone, studied in Egypt and in the USA.

 It is also worth noting that Mulki led the team that ratified the 1994 Peace Treaty between Jordan and Israel. Later,  after holding many important posts, he was appointed Prime Minister on May 29, 2016. Continue reading “Jordan’s future stability – Giancarlo Elia Valori”

La Corea del Nord, gli USA e l’accordo di Singapore – Giancarlo Elia Valori

Molti sono i punti essenziali della trattativa Usa-Pyongyang che sono stati trattati, sia pure brevemente, nell’incontro di Singapore tra Kim Jong-Un e il presidente USA Donald J. Trump.

Non è stata certo una photo-opportunity, ma non è stato, inevitabilmente, un accordo già maturo tra le due parti.

Sulla denuclearizzazione, niente di nuovo sotto il sole, ma molto di politicamente importante. E nuovo, anche rispetto alle opposte retoriche di Usa e Corea del Nord. I simboli contano, in politica estera e, per quello che ne sappiamo, Trump e Kim Jong-Un si sono piaciuti, razionali, brutali e franchi come entrambi sono.

I decisori di Pyongyang hanno però, da tempo, valutato i loro realistici piani per l’uscita dal nucleare militare del loro Paese.

Kim Jong Un, in effetti, decide, cinque anni fa, la sua politica di byung jin, ovvero quella riguardante la crescita parallela del sistema militare N e dell’economia civile della Corea del Nord; avendo soprattutto verificato che questo è il solo modo, in quel momento, di portare gli Usa al tavolo della trattativa. Continue reading “La Corea del Nord, gli USA e l’accordo di Singapore – Giancarlo Elia Valori”

La stabilità futura del Regno giordano – Giancarlo Elia Valori

La lunga sequenza delle cosiddette “primavere arabe” si è interrotta da tempo in Siria, grazie all’intervento russo, ma non cessa di espandersi altrove; dati i numerosi operatori, nelle varie “società civili” nazionali, che ancora si muovono dentro questo quadro strategico delle arab springs, che fu posto in atto, principalmente, dagli Usa e dai loro alleati nel mondo sunnita.

 E’ questo il caso, indubbiamente, della rivolta, avvenuta ai primi di questo mese di giugno, in Giordania.

 Re Abdallah, dopo la rivolta di piazza in varie città del Regno e, soprattutto, ad Amman, ha accettato, proprio il 4 giugno ultimo scorso, le dimissioni del primo ministro Hani al Mulki.

 L’ex-primo ministro di Giordania, Hani Fawzi Mulki, già direttore della Zona Economica Speciale di Aqaba, ha studiato in Egitto e negli Usa.

 Mulki, non è poi un dato da trascurare, ha diretto il team che sancì il trattato di pace tra Giordania e Israele del 1994, poi, dopo vari rilevanti incarichi, è stato nominato primo ministro il 29 maggio 2016. Continue reading “La stabilità futura del Regno giordano – Giancarlo Elia Valori”

Blog su WordPress.com.

Su ↑