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Foglio Verde

approfondimenti e news

Il grande progetto di Francesco Cossiga – Giancarlo Elia Valori

Governo strutturalmente debole, senza vera autonomia parlamentare, un Esecutivo “dei Partiti” che, come il Parlamento stesso, è in mano ad equilibri di corrente, di alleanze temporanee, di rapporti tenuissimi tra i leader.

 Pietro Scoppola, in un testo celebre che certamente Cossiga conosceva, caratterizzò il nostro sistema politico come “la Repubblica dei Partiti”.

 Tutto si organizzava infatti tramite i Partiti, appunto, che erano le ridotte e le trincee di un sistema politico in cui passava, con la sua massima forza, la guerra fredda.

 I partiti controllavano, dirigevano, costruivano le linee di azione dei Governi e si radicavano fortemente, come squadre di calcio, nella pubblica opinione, organizzandola, anche in modo clientelare, per sostenere il sistema politico anche, e soprattutto fuori, dalla semplice lotta elettorale.

 Solo nel 1988, notava il Presidente, si era finalmente adottato un regolamento dell’Esecutivo, con la L. n. 400, in cui si disciplinava, rendendolo accettabilmente autonomo dal Parlamento, l’Esecutivo.

 Si noti inoltre che perfino uno dei Padri Costituenti, Paolo Rossi, socialdemocratico, notava nei suoi appunti come, tra i redattori del Testo, ci fosse la volontà di rimettere mano appena possibile e presto all’art. 95 e a tutta la normativa sul Governo, senza le sacralizzazioni della Costituzione che poi abbiamo visto anche oggi, soprattutto tra gli ignari eredi di quella operazione di intelligence altrui che noi abbiamo chiamato “Mani Pulite”. Continue reading “Il grande progetto di Francesco Cossiga – Giancarlo Elia Valori”

Qatar’s decision to leave OPEC – Giancarlo Elia Valori

The Emirate of Qatar will leave OPEC as from January 1, 2019.

  The primary reason for this choice is the Emirate’s project to become the world leader in the natural gas market, raising its production from 77 million tons per year to 110 million tons. However, there is obviously also a geopolitical and energy decision underlying Qatar’s current choice.

 This is the Emirate’s final response to the boycott and blockade imposed by Saudi Arabia on Qatar in June 2017, with the support of the United Arab Emirates, Bahrain, Yemen, Maldives, the Libyan GNA, Egypt and Jordan – based on Saudi Arabia’s generic accusation whereby Qatar was supposed to sponsor and support “terrorism” on its own.

 The blockade was imposed two days after President Trump had met as many as 55 Heads of Arab and Muslim countries to build a sort of NATO equivalent, always against “terrorism” – an alliance to be set up immediately to counteract, above all, the Shiite and Iranian danger.

 Let us leave aside the twenty-eight pages taken from the report of the US Senate on September 11, which would definitively prove the connection between those Al-Qaeda operatives and the Saudi regime – as well as the many multiannual reports of private and public funding to the jihadists and finally the lines of credit opened again by eminent citizens of the Wahhabi Kingdom in favour of Al Baghdadi’s Syrian-Iraqi Caliphate.

 The Saudis, however, are too rich not to be believed, especially by the USA – hence the great blockade on Qatar succeeded also with the support of some Western countries.

 For the whole Middle East, their troops, like the US ones, reported to CENTCOM, at the Al Udeid base  having its headquarters precisely in Qatar. Continue reading “Qatar’s decision to leave OPEC – Giancarlo Elia Valori”

Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori

L’Emirato del Qatar uscirà dall’OPEC a partire dal prossimo 1 gennaio 2019.

  Quale fondamento primario di questa scelta c’è il progetto, da parte dell’Emirato, di divenire il leader mondiale del mercato del gas naturale, passando dai 77 milioni di tonnellate annue ai previsti 110; ma c’è, ovviamente, anche una sottostante decisione geopolitica e energetica a fondamento della attuale scelta del Qatar.

 Questa dell’Emirato è la risposta finale al boicottaggio che fu imposto dall’Arabia Saudita allo stesso Qatar nel giugno 2017, con il sostegno di Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Yemen, Maldive, il governo libico del GNA, dell’Egitto, della Giordania; il tutto peraltro sulla base dell’accusa, da parte di Riyadh, secondo la quale il Qatar sosterrebbe, da solo e genericamente, “il terrorismo”.

 Il tutto, ovvero il blocco, accadde due giorni dopo che il Presidente Trump aveva incontrato ben 55 capi di Stato arabi e musulmani per costruire una sorta di equivalente della NATO, sempre contro il “terrorismo”, una alleanza da costituire subito per contrastare, soprattutto, il pericolo sciita e iraniano.

 Lasciamo qui stare le ben ventotto pagine espunte dalla relazione del Senato Usa sull’undici settembre, che proverebbero definitivamente il nesso tra quegli operativi di Al Qa’eda e il regime di Riyadh, lasciamo da parte anche le numerose, poliennali segnalazioni di finanziamenti, privati e pubblici, ai jihadisti, infine le linee di credito aperte, sempre da parte di cittadini eminenti del Regno wahabita, al califfato sirio-iraqeno di Al Baghdadi.

 Ma i sauditi sono troppo ricchi per non essere creduti, soprattutto dagli Usa; e quindi il grande blocco del Qatar è riuscito, anche con l’appoggio di alcuni paesi occidentali. Continue reading “Il Qatar esce dall’OPEC – Giancarlo Elia Valori”

The relations between Malta and Libya and economic crimes inside Libya – Giancarlo Elia Valori

Since the beginning of hostilities against Gaddafi, operations – carried out mainly by the French intelligence services – started from Malta to send weapons, intelligence, instructors and trainers to the “rebel” forces in Cyrenaica who were fighting the Rais.

  The French military reached the coast of Benghazi with two nuclear submarines and the Brigade Action of the intelligence services, while the links had already been established abroad, and sometimes just outside Rome – even with the help of the United States.

  I also watched the first internal documentaries of the anti-Gaddafi rebel forces, trained with materials and means which were usually available to the best hit squads of the Western intelligence services.

  It was hard to believe how the Libyan “rebels” were so able to use very refined weapons.

 The French agents also used “covert” flights to monitor the arrival and distribution of weapons, especially to avoid they could end up in the hands of the wrong people. Since the first attacks in Tripoli, the French agents had also provided to their “rebels” as many as 9.1 billion US dollars of weapons and had later continued to supply other weapons to their local champions, for large sums of money and always using Malta as a base. Continue reading “The relations between Malta and Libya and economic crimes inside Libya – Giancarlo Elia Valori”

I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori

Fin dall’inizio delle ostilità contro Gheddafi, da Malta sono partite operazioni soprattutto dei Servizi francesi per inviare armi, informazioni, istruttori diretti verso le forze “ribelli” della Cirenaica che combattevano il Rais.

 I francesi sono arrivati davanti alle coste di Bengazi con due sottomarini nucleari e la Brigade Action dei Servizi, mentre i legami erano già stati stabiliti all’estero, e talvolta poco fuori Roma. Anche con l’aiuto degli Usa.

  Chi vi scrive ha visto anche i primi documentari interni delle forze ribelli anti-gheddafiane, addestrate con materiali e mezzi che, di solito, erano a disposizione dei migliori gruppi di fuoco dei Servizi occidentali.

 Ed era incredibile come fossero così capaci, i “ribelli” libici, di manovrare armi delicatissime e molto raffinate.

 Gli agenti francesi usavano anche dei voli “coperti” per monitorare gli arrivi e le distribuzioni degli armamenti, per evitare soprattutto che arrivassero alle persone sbagliate. Gli agenti francesi, fin dai primi attacchi a Tripoli, avevano inoltre fornito ai loro “ribelli” ben 9,1 miliardi di Usd di armi, e poi avevano continuato a fornire altre armi ai loro campioni locali, per cifre notevoli e utilizzando sempre Malta come base. Continue reading “I rapporti tra Malta e Libia e la criminalità economica interna alla Libia – Giancarlo Elia Valori”

Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori

Domani, 21 novembre 2018, sui temi trattati nel libro “Globalizzazione, governance, asimmetria” discuteranno con Giancarlo Elia Valori, Paolo Savona, Ofer Sachs, Gianni Letta, Enrico Tommaso Cucchiani, Oliviero Diliberto, Giulio Terzi di Sant’Angata, Luigi Federici. Continue reading “Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori”

The failure of the Palermo Conference on Libya – Giancarlo Elia Valori

Why did the Conference on Libya organized by Prime Minister Conte’s government at Villa Igiea in Palermo fail?

Firstly, it was a chaotic and hastily organized Conference, with evident signs of oversimplification, which became evident both in the logistics and in the policy line.

At the time of Presidents Moro, Cossiga and Craxi, the Conference would have certainly been a real success. Why? Because, at that time, Italy still counted much in the Mediterranean region and was taken very seriously by everyone. Italy knew what its interests were, not the usual “seductive attractions” of peace, development, etc. – just to put it in Benedetto Croce’s words.

It would not have been possible for France and Great Britain  to pressurize and blackmail Italy to bomb a country, namely Gaddafi’s Libya, which was our always open merchant  bank. It was also our strategic partner in the Maghreb region and our military guarantee against the so-called Françafrique and the defender of the equilibria with Egypt and Algeria, as well as the protection of ENI wells from many dangers.

 The current Italian government has reduced the Libyan issue to a problem of mere reunification between the two parts, namely Cyrenaica’s area and Tripoli’s area, which is much loved by the United Nations, but no one knows why. Continue reading “The failure of the Palermo Conference on Libya – Giancarlo Elia Valori”

Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori

Perché è fallita la Conferenza sulla Libia organizzata dal governo Conte alla Villa Igiea di Palermo?

In primo luogo, è stata una conferenza caotica, affrettata e organizzata quasi all’impronta, con evidenti segni di fretta semplificatrice, che si sono resi visibili sia nella logistica che nella linea politica.

Ai tempi di Moro, Cossiga, Craxi la conferenza sarebbe stata certamente un vero successo. Perché? Perché l’Italia contava ancora molto nel Mediterraneo, e veniva presa molto sul serio da tutti. E sapeva quali erano i suoi interessi, non le solite “seduzioni alcinesche” della pace, dello sviluppo e altro, per dirla con Benedetto Croce.

Non sarebbe stata possibile la pressione e il ricatto, da parte di Francia e Gran Bretagna, verso l’Italia, per bombardare un Paese, la Libia di Gheddafi, che era la nostra banca d’affari sempre aperta, il nostro partner strategico nel Maghreb, la garanzia militare contro la Françafrique e il difensore degli equilibri con l’Egitto e l’Algeria. E la protezione dei pozzi ENI dai tanti pericoli.

 Oggi, l’attuale governo italiano ha ridotto la questione libica ad un problema di semplice riunificazione tra i due tronconi, quello cirenaico e l’altro, tripolino, tanto amato dall’ONU ma non si sa perché. Continue reading “Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori”

The Conference on Libya hosted in Palermo, Sicily – Giancarlo Elia Valori

It currently seems that the Conference on Libya scheduled in Palermo, Sicily, will finally be a predictable success for the Italian government.

 General Haftar, the powerful man of Cyrenaica (and currently also of Sirte) arrived in Rome on October 28 last for an informal visit which, however, was extremely useful for the Palermo Conference and for Italy’s future strategy in Libya.

 The Head of the old “Operation Dignity” will certainly be also in Palermo, while Russia will probably be represented by Medvedev or by the Deputy Foreign Minister, Bogdanov. Or even by Dimitri Peskov. Nevertheless, whoever of them will participate in the Conference will have President Putin’s personal instructions to follow.  Moreover, President Putin will follow the Conference debate in Sicily with extreme care.

 Russia’s goal is to stabilize its presence in Libya, regardless of the political results reached by the Palermo Conference, and hence to start a strategic relationship also with Fayez al-Sarraj and Misrata’s Seventh Brigade, as well as with the major tribes of the Tripoli area. This can be achieved above all with the Italian support.

 Nothing is more distant from the Russian interest than an exclusive bilateral relationship with General Haftar, of whom Russia has even minted the new coins with  Colonel Gaddafi’s profile. Continue reading “The Conference on Libya hosted in Palermo, Sicily – Giancarlo Elia Valori”

La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori

Sembra che la Conferenza di Palermo sulla Libia sia oggi, finalmente, un prevedibile successo per il nostro Governo.

 Haftar, l’uomo forte della Cirenaica (e oggi, anche della Sirte) è arrivato a Roma il 28 ottobre scorso per una visita informale, ma che è stata estremamente utile per la Conferenza di Palermo e per la futura strategia italiana in Libia.

 Il capo della vecchia “Operazione Dignità” sarà certamente anche a Palermo, mentre, probabilmente, i russi manderanno o Medvedev o il vice-ministro degli Esteri, Bogdanov. O anche Dimitri Peskov. Ma tutti avranno, comunque, le direttive personali di Putin a cui attenersi. E Putin seguirà con estrema attenzione il dibattito siciliano.

 L’obiettivo, per i russi è quello di stabilizzare la loro presenza in Libia, qualunque sia il risultato politico di questa Conferenza palermitana; e di aprire quindi anche una relazione strategica anche con Al Serraj e la Settima Brigata di Misurata, oltre che con le più grandi tribù dell’area tripolina. Il che si può fare soprattutto con il sostegno dell’Italia.

 Nulla è più distante dagli interessi di Mosca di un rapporto esclusivo e bilaterale con Haftar, di cui pure i russi hanno stampato le nuove monete, con il profilo di Gheddafi. Continue reading “La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori”

China International Import Expo – Giancarlo Elia Valori

In relazione, molto stretta, con la Belt and Road Initiative, il presidente Xi Jinping, nel maggio 2017, ha proposto la apertura annuale di una fiera commerciale che riguarda le importazioni in Cina.

 Segno che la “Iniziativa” è fortemente benefica per le economie asiatiche e europee che vi partecipano; ma segno anche che la Cina mantiene il suo tradizionale criterio di sviluppo, quello dell’equilibrio tra economia di mercato e controllo dello stato e, soprattutto, Pechino riafferma con la BRI e la Fiera il criterio della progressiva trasformazione in una economia aperta di tutto il sistema produttivo cinese.

 La Cina ha generato la sua crescita, colossale, con una grande, oggi impensabile in Occidente, quantità di investimenti pubblici.

 Organizzati soprattutto attraverso società pubbliche, talvolta meno profittevoli di quelle private ma, comunque, investimenti diretti verso obiettivi generali e nazionali.

 Il che ha prodotto un deficit pubblico elevato, anche per gli standard di sicurezza cinesi.  Allora, come si fa a equilibrare il deficit? Con le importazioni, come accade da sempre.

 Inoltre, la banca di emissione di Pechino ha sempre strettamente controllato la parità tra yuan e dollaro statunitense. Continue reading “China International Import Expo – Giancarlo Elia Valori”

The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori

On October 20 last the US President, Donald J. Trump, stated that North America would withdraw from the INF Treaty on nuclear missile weapons, which means that Europe will be again the main base for the new intermediate and long-range weapon systems.

  Obviously the European ruling class, both at national and EU levels, has not yet said a single word about this new configuration of the threats and defences on our territory.

 President Trump referred specifically to the 1987 INF Treaty or, more precisely, to the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, signed by Ronald Reagan and Mikhail Gorbachev in 1987 – a treaty that, in particular, banned the ground-launched nuclear missiles having a range between 500 and 5,500 kilometres.

The INF Treaty led to the complete elimination of almost 2,700 medium and short-range missiles, including 850 US ones and over 1,800 Soviet ones. As many may recall, it put an end to the tension between the United States and the Soviet Union just at the time when the latter deployed the new SS-20 missiles in Eastern Europe and, as a response, the former deployed its Cruise and Pershing missiles in the European NATO, in a phase characterized by a whirlwind of “pacifist” demonstrations. Continue reading “The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori”

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