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approfondimenti e news

Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori

Domani, 21 novembre 2018, sui temi trattati nel libro “Globalizzazione, governance, asimmetria” discuteranno con Giancarlo Elia Valori, Paolo Savona, Ofer Sachs, Gianni Letta, Enrico Tommaso Cucchiani, Oliviero Diliberto, Giulio Terzi di Sant’Angata, Luigi Federici. Continue reading “Globalizzazione, governance, asimmetria. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori”

The failure of the Palermo Conference on Libya – Giancarlo Elia Valori

Why did the Conference on Libya organized by Prime Minister Conte’s government at Villa Igiea in Palermo fail?

Firstly, it was a chaotic and hastily organized Conference, with evident signs of oversimplification, which became evident both in the logistics and in the policy line.

At the time of Presidents Moro, Cossiga and Craxi, the Conference would have certainly been a real success. Why? Because, at that time, Italy still counted much in the Mediterranean region and was taken very seriously by everyone. Italy knew what its interests were, not the usual “seductive attractions” of peace, development, etc. – just to put it in Benedetto Croce’s words.

It would not have been possible for France and Great Britain  to pressurize and blackmail Italy to bomb a country, namely Gaddafi’s Libya, which was our always open merchant  bank. It was also our strategic partner in the Maghreb region and our military guarantee against the so-called Françafrique and the defender of the equilibria with Egypt and Algeria, as well as the protection of ENI wells from many dangers.

 The current Italian government has reduced the Libyan issue to a problem of mere reunification between the two parts, namely Cyrenaica’s area and Tripoli’s area, which is much loved by the United Nations, but no one knows why. Continue reading “The failure of the Palermo Conference on Libya – Giancarlo Elia Valori”

Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori

Perché è fallita la Conferenza sulla Libia organizzata dal governo Conte alla Villa Igiea di Palermo?

In primo luogo, è stata una conferenza caotica, affrettata e organizzata quasi all’impronta, con evidenti segni di fretta semplificatrice, che si sono resi visibili sia nella logistica che nella linea politica.

Ai tempi di Moro, Cossiga, Craxi la conferenza sarebbe stata certamente un vero successo. Perché? Perché l’Italia contava ancora molto nel Mediterraneo, e veniva presa molto sul serio da tutti. E sapeva quali erano i suoi interessi, non le solite “seduzioni alcinesche” della pace, dello sviluppo e altro, per dirla con Benedetto Croce.

Non sarebbe stata possibile la pressione e il ricatto, da parte di Francia e Gran Bretagna, verso l’Italia, per bombardare un Paese, la Libia di Gheddafi, che era la nostra banca d’affari sempre aperta, il nostro partner strategico nel Maghreb, la garanzia militare contro la Françafrique e il difensore degli equilibri con l’Egitto e l’Algeria. E la protezione dei pozzi ENI dai tanti pericoli.

 Oggi, l’attuale governo italiano ha ridotto la questione libica ad un problema di semplice riunificazione tra i due tronconi, quello cirenaico e l’altro, tripolino, tanto amato dall’ONU ma non si sa perché. Continue reading “Il fallimento della Conferenza di Palermo – Giancarlo Elia Valori”

The Conference on Libya hosted in Palermo, Sicily – Giancarlo Elia Valori

It currently seems that the Conference on Libya scheduled in Palermo, Sicily, will finally be a predictable success for the Italian government.

 General Haftar, the powerful man of Cyrenaica (and currently also of Sirte) arrived in Rome on October 28 last for an informal visit which, however, was extremely useful for the Palermo Conference and for Italy’s future strategy in Libya.

 The Head of the old “Operation Dignity” will certainly be also in Palermo, while Russia will probably be represented by Medvedev or by the Deputy Foreign Minister, Bogdanov. Or even by Dimitri Peskov. Nevertheless, whoever of them will participate in the Conference will have President Putin’s personal instructions to follow.  Moreover, President Putin will follow the Conference debate in Sicily with extreme care.

 Russia’s goal is to stabilize its presence in Libya, regardless of the political results reached by the Palermo Conference, and hence to start a strategic relationship also with Fayez al-Sarraj and Misrata’s Seventh Brigade, as well as with the major tribes of the Tripoli area. This can be achieved above all with the Italian support.

 Nothing is more distant from the Russian interest than an exclusive bilateral relationship with General Haftar, of whom Russia has even minted the new coins with  Colonel Gaddafi’s profile. Continue reading “The Conference on Libya hosted in Palermo, Sicily – Giancarlo Elia Valori”

La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori

Sembra che la Conferenza di Palermo sulla Libia sia oggi, finalmente, un prevedibile successo per il nostro Governo.

 Haftar, l’uomo forte della Cirenaica (e oggi, anche della Sirte) è arrivato a Roma il 28 ottobre scorso per una visita informale, ma che è stata estremamente utile per la Conferenza di Palermo e per la futura strategia italiana in Libia.

 Il capo della vecchia “Operazione Dignità” sarà certamente anche a Palermo, mentre, probabilmente, i russi manderanno o Medvedev o il vice-ministro degli Esteri, Bogdanov. O anche Dimitri Peskov. Ma tutti avranno, comunque, le direttive personali di Putin a cui attenersi. E Putin seguirà con estrema attenzione il dibattito siciliano.

 L’obiettivo, per i russi è quello di stabilizzare la loro presenza in Libia, qualunque sia il risultato politico di questa Conferenza palermitana; e di aprire quindi anche una relazione strategica anche con Al Serraj e la Settima Brigata di Misurata, oltre che con le più grandi tribù dell’area tripolina. Il che si può fare soprattutto con il sostegno dell’Italia.

 Nulla è più distante dagli interessi di Mosca di un rapporto esclusivo e bilaterale con Haftar, di cui pure i russi hanno stampato le nuove monete, con il profilo di Gheddafi. Continue reading “La Conferenza di Palermo sulla Libia – Giancarlo Elia Valori”

China International Import Expo – Giancarlo Elia Valori

In relazione, molto stretta, con la Belt and Road Initiative, il presidente Xi Jinping, nel maggio 2017, ha proposto la apertura annuale di una fiera commerciale che riguarda le importazioni in Cina.

 Segno che la “Iniziativa” è fortemente benefica per le economie asiatiche e europee che vi partecipano; ma segno anche che la Cina mantiene il suo tradizionale criterio di sviluppo, quello dell’equilibrio tra economia di mercato e controllo dello stato e, soprattutto, Pechino riafferma con la BRI e la Fiera il criterio della progressiva trasformazione in una economia aperta di tutto il sistema produttivo cinese.

 La Cina ha generato la sua crescita, colossale, con una grande, oggi impensabile in Occidente, quantità di investimenti pubblici.

 Organizzati soprattutto attraverso società pubbliche, talvolta meno profittevoli di quelle private ma, comunque, investimenti diretti verso obiettivi generali e nazionali.

 Il che ha prodotto un deficit pubblico elevato, anche per gli standard di sicurezza cinesi.  Allora, come si fa a equilibrare il deficit? Con le importazioni, come accade da sempre.

 Inoltre, la banca di emissione di Pechino ha sempre strettamente controllato la parità tra yuan e dollaro statunitense. Continue reading “China International Import Expo – Giancarlo Elia Valori”

The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori

On October 20 last the US President, Donald J. Trump, stated that North America would withdraw from the INF Treaty on nuclear missile weapons, which means that Europe will be again the main base for the new intermediate and long-range weapon systems.

  Obviously the European ruling class, both at national and EU levels, has not yet said a single word about this new configuration of the threats and defences on our territory.

 President Trump referred specifically to the 1987 INF Treaty or, more precisely, to the Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, signed by Ronald Reagan and Mikhail Gorbachev in 1987 – a treaty that, in particular, banned the ground-launched nuclear missiles having a range between 500 and 5,500 kilometres.

The INF Treaty led to the complete elimination of almost 2,700 medium and short-range missiles, including 850 US ones and over 1,800 Soviet ones. As many may recall, it put an end to the tension between the United States and the Soviet Union just at the time when the latter deployed the new SS-20 missiles in Eastern Europe and, as a response, the former deployed its Cruise and Pershing missiles in the European NATO, in a phase characterized by a whirlwind of “pacifist” demonstrations. Continue reading “The clash between the United States and the Russian Federation on strategic nuclear weapons – Giancarlo Elia Valori”

The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori

In the period from 2009 to 2013 when Hillary Clinton was US Secretary of State, Saudi Arabia contributed with at least 10 million US dollars to the Clinton Foundation.

  Especially in the phases when, incidentally, Hillary Clinton permitted the sale of advanced weapons to Saudi Arabia

  As stated by Prince Regent Mohammed Bin Salman in an interview released in 2016 to the Jordanian news agency “Petra”, Saudi Arabia also paid over 20% of Hillary Clinton’s election campaign.

  However, it also subsidized the other candidates to the US Presidency, although to a lesser extent.

  In the political campaign for the US Presidency, no foreign investor puts all his/her eggs in the same basket – just to follow a typical US piece of advice.

 Moreover, like Russia and other countries, also the Saudi Kingdom has always backed both US presidential candidates financially. Continue reading “The relations between the United States and Saudi Arabia – Giancarlo Elia Valori”

Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori

 Donald J Trump, il presidente attuale degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato, il 20 ottobre scorso, che l’America del Nord abbandonerà il trattato INF sul controllo delle armi di teatro missilistiche di tipo N, il che significa soprattutto che l’Europa tornerà ad essere la base principale dei nuovi sistemi d’arma a intermedio e lungo raggio.

 Naturalmente, la classe politica europea, nazionale e comunitaria, non ha ancora detto una parola su questa nuova configurazione delle minacce e delle difese poste sul nostro territorio.

 Trump si riferiva specificamente al Trattato INF del 1987 o, per essere più esatti, allo Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, firmato da Ronald Reagan e da Mikhail Gorbachev quell’anno, un trattato che bandiva, in particolare, i missili nucleari lanciati da terra che avessero un raggio d’azione tra i 500 e i 5500 chilometri.

 L’INF portò all’eliminazione completa di quasi 2700 missili a medio e breve raggio, 850 Usa e  oltre 1800 vettori sovietici e, come molti ricorderanno, fece cessare la tensione tra USA e URSS proprio nel momento in cui i sovietici ponevano in Europa dell’Est i nuovi SS-20 e ebbero come risposta, in un turbinio di manifestazioni “pacifiste”, la disposizione da parte degli USA, nella NATO europea, dei loro missili Cruise e Pershing. Continue reading “Lo scontro tra USA e federazione Russa sulle armi nucleari strategiche – Giancarlo Elia Valori”

Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori

  Negli anni in cui Hillary Clinton è stata Segretario di Stato Usa, ovvero dal 2009 al 2013, i sauditi hanno contribuito, con almeno 10 milioni di Usd, alla Clinton Foundation.

  Soprattutto nei momenti in cui la Clinton, guarda caso, permetteva la vendita di armi evolute a Riyadh.

  I sauditi hanno anche pagato oltre il 20% della campagna elettorale della stessa Clinton, a detta dello stesso Mohammed Bin Salman, il principe reggente, intervistato nel 2016 dalla agenzia giordana “Petra”.

  Ma hanno anche sovvenzionato, in misura minore, anche gli altri candidati alla Presidenza Usa.

  Nessun investitore estero, nel battage politico della presidenza statunitense, mette tutte le sue uova, per dirla con un modo di dire proprio americano, nello stesso cesto.

 Peraltro, anche il Regno degli Al Saud, come la Russia ed altri, ha sostenuto finanziariamente, e pesantemente, entrambi i candidati alle presidenziali statunitensi, da sempre. Continue reading “Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita – Giancarlo Elia Valori”

Restructuring Libya’s finance and economy – Giancarlo Elia Valori

Last August the Libyan Investment Authority (LIA) moved its Tripoli’s offices to the now famous Tripoli Tower.

 The traditional financial institution of Gaddafi’s regime currently manages approximately 67 billion US dollars, most of which are frozen due to the UN sanctions.

 Said sanctions shall be gradually removed and replaced with a system of market controls, as the Libyan economy finds its way.

  Right now that, after intimidation and serious and often armed threats, LIA has moved to the safer Tripoli Tower.

 However, how was LIA established and, above all, what is it today? The Fund, which has some characteristics typical of the oil countries’ sovereign funds, was created in 2006, just as the EU and US economic and trade sanctions against Gaddafi’s regime were slowly being lifted.

  The idea underlying the operation was simple and rational, just like the one that had long pushed Norway to create the Government Pension Fund Global, i.e. using the oil profits to avoid the post-energy crisis in Libya and preserve the living standards of the good times. Continue reading “Restructuring Libya’s finance and economy – Giancarlo Elia Valori”

Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori

 La Libyan Investment Authority si è spostata, nell’agosto scorso, dai suoi uffici di Tripoli, nella ormai famosa Tripoli Rower.

 L’Ente finanziario storico del regime gheddafiano gestisce, oggi, circa 67 miliardi di Usd tra azioni ed altro che sono, in gran parte, congelati a causa delle sanzioni ONU.

 Che vanno progressivamente tolte e sostituite con un sistema di controlli di mercato, man mano che l’economia libico trova la sua via.

  Proprio ora che, dopo intimidazioni e minacce gravi e spesso armate, la LIA si è spostata altrove, nella più sicura Tripoli Tower.

 Ma come nasce e, soprattutto, cos’è oggi la LIA?  Il Fondo, che ha alcuni tratti proprio del fondo sovrano tipico dei Paesi petroliferi, nasce nel 2006, proprio mentre le sanzioni economiche e commerciali di UE e Usa contro il regime di Gheddafi stavano lentamente cessando.

  Il senso dell’operazione era semplice e razionale, proprio come quello che ha mosso la Norvegia nel creare da tempo il Government Pension Fund Global, ovvero utilizzare i profitti del petrolio per evitare la crisi post-energetica della Libia e mantenere i livelli di vita dei giorni felici. Continue reading “Ristrutturare la finanza e l’economia libiche – Giancarlo Elia Valori”

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