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Foglio Verde

approfondimenti e news

The current Syrian issue – Giancarlo Elia Valori

 In spite of confidentiality, which is obvious in these cases, President Obama’s plan for Syria was announced a few days ago. Firstly, the secret Presidential directives aim at  conquering Mosul by mid-December next and the forces that will liberate the city will be some groups of the US Special Forces, in addition to five US-led Iraqi army divisions.

 Furthermore, the agreement between President Obama and the Head of the Autonomous Province of Iraqi Kurdistan, Massud Barzani,  envisages that: a) the Kurdish Peshmerga will attack Mosul from the North and from the East; b) the United States will ensure a safety zone from Mosul up to the borders of Barzani’s Kurdistan; c) the United States  will prevent the Shiite militias from taking part in military actions and will undertake not to let the Shiite militias enter  the cities with a Sunni majority.

 Incidentally, the plan for liberating Mosul is the same as the one developed by the United States to leave ISIS out of Tikrit, Ramadi and Fallujah, which indeed failed, as you may recall. Continua a leggere “The current Syrian issue – Giancarlo Elia Valori”

La Questione Siriana, oggi – Giancarlo Elia Valori

Malgrado la riservatezza, ovvia in questi casi, il progetto di Barack Obama per la Siria è stato reso noto da pochi giorni.  In primo luogo, la direttiva presidenziale segreta si pone l’obiettivo della conquista di Mosul entro la prima metà del prossimo Dicembre; e le forze che libereranno la città saranno alcuni gruppi dei Corpi Speciali USA oltre a cinque divisioni dell’esercito iraqeno con comando americano.

Inoltre, l’accordo tra Obama e Massud Barzani, il capo della Provincia Autonoma del Kurdistan Iraqeno, prevede che: a) i peshmerga curdi attaccheranno Mosul dal nord e da est, b) gli USA garantiranno una zona di sicurezza dall’area di Mosul fino ai confini del Kurdistan di Barzani, c) gli americani escluderanno le milizie sciite dal prender parte all’azione militare, e si impegneranno a non far entrare le milizie sciite nelle città a maggioranza sunnita.

Detto tra parentesi, il piano per la liberazione di Mosul è identico a quello, sempre elaborato dagli americani, per escludere l’ISIS da Tikrit, Ramadi e Fallujah, piani falliti, come si ricorderà.

Gli americani, inoltre,  coopteranno la coalizione Al Mutahidun diretta da Osama Al Nujaifi. In quanto presidente della camera dei rappresentanti iraqena, Al Nujaifi è il politico sunnita più alto in grado in un paese a maggioranza sciita, dove peraltro la longa manus dell’Iran si fa spesso sentire. Continua a leggere “La Questione Siriana, oggi – Giancarlo Elia Valori”

The ceasefire in force in Syria as from September 12, 2016 – Giancarlo Elia Valori

On Saturday, September 10, between Geneva and Munich, the traditional venues for the numberless negotiations on war in Syria, the US State Secretary,  John Kerry, and the Russian Foreign Minister, Serghei Lavrov, reached an agreement for truce among the various factions fighting for the spoils of the Middle East State.

 The agreement will enter into force as from the sunset of September 12 and it will last one week only.

  Who is concerned by the ceasefire? First and foremost Assad’s forces, namely the Syrian Arab Army, including its Russian and Iranian allies and the various groups of the Syrian Free Army, of which it is impossible to know the real size of its forces and its inconstant relationship with the other movements of the Syrian jihad.

  Hence the agreement regards neither Daesh-Isis nor the militia of Fateh al-Sham, the new name chosen by the  Al Nusra Front to distance itself  from Al Qaeda as much as possible. Continua a leggere “The ceasefire in force in Syria as from September 12, 2016 – Giancarlo Elia Valori”

Il cessate il fuoco in Siria del 12 Settembre 2016 – Giancarlo Elia Valori

Sabato 10 settembre, tra Ginevra e Monaco, sedi storiche delle ormai innumerevoli negoziazioni sulla guerra in Siria, il Segretario di Stato USA John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov  hanno raggiunto un accordo per la tregua tra le varie fazioni in lotta per le spoglie dello Stato mediorientale.

 Dal tramonto del 12 Settembre entrerà in vigore l’accordo, che avrà la durata di una  sola settimana.

  Chi è implicato dal cessate il fuoco? In primo luogo le forze di Assad, l’Esercito Arabo Siriano, compresi i suoi alleati russi e iraniani e i vari gruppi dell’Esercito Siriano Libero, di cui non è possibile conoscere l’esatta entità delle forze e la sua relazione, ondivaga,  con gli altri movimenti del jihad siriano.

  L’intesa  quindi non riguarda né il Daesh-Isis né, tantomeno, le milizie di Fateh al-Sham, il nuovo nome che il Fronte Al Nusra si è dato per distanziarsi il più possibile  dalla sua casa-madre, Al Qaeda. Continua a leggere “Il cessate il fuoco in Siria del 12 Settembre 2016 – Giancarlo Elia Valori”

The Chinese success at the G20 Summit of Hangzou – Giancarlo Elia Valori

 In a letter written in December 2015, Xi Jinping proposed some national and global objectives for the G20 Summit of  September 4-5, 2016.

 For the CCP Secretary the aim of the G20 system – which he recalls was born at the beginning of the 2008 financial crisis – would be to develop concrete goals leading to a multipolar and shared global economy.

 In that letter Xi Jinping said that, if said goals were reached, China would provide its decisive contribution, even partially changing its production system.

  The win-win strategy is the declared goal of the Chinese Secretary. Over and above the wording of this concept, this  has a very specific meaning.

  As shown by statistics, 77% of all the goals set at the previous G20 Summit held in Antalya have been achieved.

   Furthermore, considering that data shows that the G20 countries account for approximately  90% of the world GDP, we can realize that, over and above declarations of principle and set phrases, for China the Hangzou Summit  was the ideal forum to start redesigning its place in the world.

  In his opening speech at the G20 Summit in China, Xi Jinping clarified – in modern terms – a concept of the old Maoist tradition, whereby each country must take its own specific path to development. Continua a leggere “The Chinese success at the G20 Summit of Hangzou – Giancarlo Elia Valori”

Il successo della Cina al G20 di Hangzou – Giancarlo Elia Valori

 In una lettera redatta nel Dicembre 2015, Xi Jinping proponeva, per il G20  del 4-5 Settembre del 2016 alcuni obiettivi sia nazionali che globali.

 Per il Segretario del PCC, il fine del sistema G20, che egli ricorda essere nato all’inizio della crisi finanziaria del 2008,  sarebbe quello di elaborare finalità concrete che portino ad una economia globale multipolare e condivisa.

 Xi afferma  nella lettera che, se questo accadrà, la Cina vi apporterà il suo determinante contributo, anche modificando in parte la sua formula produttiva.

  La win-win strategy è l’obiettivo dichiarato del Segretario cinese. Il che al di là delle formule, ha un significato ben preciso.

  Il precedente G20 di Antalya  è stato applicato per il 77% del totale degli obiettivi, lo dimostrano le statistiche.

   Se, poi, i dati ci mostrano che i Paesi del G20 rappresentano  circa il 90% del PIL mondiale, allora si intuisce che, al di là delle dichiarazioni di principio e delle formule di circostanza, la riunione di Hangzou era, per la Cina, il posto ideale per iniziare a ridisegnare il suo posto nel mondo. Continua a leggere “Il successo della Cina al G20 di Hangzou – Giancarlo Elia Valori”

Additional ideas on the new role played by OSCE – Giancarlo Elia Valori

Germany, especially through his Minister for Foreign Affairs Steinmeier, has long been saying to the Atlantic Alliance that a change of strategy towards the Russian Federation is needed.

  On June 18 last, The German Minister for Foreign Affairs warned NATO not to “inflame” the relations with Russia so as to avoid tensions which would also lead to open warfare. Vladimir Bokovsky, the dissident who was exchanged for  the leader of the Communist Party of Chile, Luis Corvalan, in Zurich in 1976, said that “the Russians’ great power of endurance is their true secret weapon.”

 Better not to corner Russia which, on the contrary, would be an ideal partner in the Mediterranean, in Central Asia and in the Middle East. Our truly global danger is the sword jihad, not the Russian desire to regain a global role.

 Furthermore, the German military decision-makers are now considering a stand-alone doctrine towards Europe and, above all, towards the Eurasian project typical of the  China-Russia pair.

  Last August Minister Steinmeier stated he perceived a new version – although in new ways and with new tools – of the  Cold War between the West and the Russian Federation, a project which would see Germany as first war victim and main war theatre, as in the old Cold War model. Continua a leggere “Additional ideas on the new role played by OSCE – Giancarlo Elia Valori”

Ancora idee sul nuovo ruolo dell’OSCE – Giancarlo Elia Valori

  E’ da tempo che la Germania, soprattutto tramite il suo ministro degli Esteri Steinmeier, notifica all’Alleanza Atlantica un necessario cambio di strategia nei confronti della Federazione Russa.

 Il ministro tedesco ha, il 18  giugno scorso, avvisato la NATO di non “infiammare” le relazioni con Mosca, per evitare una tensione che porterebbe anche alla guerra aperta. Vladimir Bokovsky, il dissidente che fu scambiato con il leader comunista cileno Corvalan nel 1976 a Zurigo, diceva che “la grande forza di sopportazione dei russi è la loro vera arma segreta”.

 Meglio non mettere all’angolo la Russia, che sarebbe invece un partner ideale nel Mediterraneo, in Asia Centrale, in Medio Oriente. Il nostro vero pericolo globale  è il jihad della spada, non la voglia russa di riprendersi un ruolo globale.

 I decisori militari tedeschi stanno, peraltro, pensando oggi ad una dottrina autonoma nei confronti dell’Est e, soprattutto, del progetto eurasiatico tipico dell’implesso Cina-Russia.

  Sempre Steinmeier intravede la riproposizione, lo ha detto l’agosto scorso, ma in modi e con strumenti nuovi, della guerra fredda tra l’Occidente e la Federazione Russa, progetto che vedrebbe la Germania, come nell’antico modello di cold war, come prima vittima e terreno principale di guerra. Continua a leggere “Ancora idee sul nuovo ruolo dell’OSCE – Giancarlo Elia Valori”

Il nuovo grande gioco del Medio Oriente tra Russia e Turchia – Giancarlo Elia Valori

Con l’incontro recentissimo, l’8 agosto a San Pietroburgo, tra Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan, l’unico ad alto livello  dopo il tentativo di golpe in Turchia (e il tentato assassinio) del leader turco, un golpe che peraltro  Mosca ha prima segnalato ad Ankara poi duramente condannato, inizia una nuova fase della geopolitica postsovietica.

 Ne inizia una anche per la Turchia, sempre meno visibilmente legata alla NATO, alla quale partecipa dal lontano 1952, ma sempre più neottomana e antiamericana, visto che gli USA hanno probabilmente, all’inizio,  sostenuto il golpe e ancora  ospitano Fethullah Gulen, l’imam sunnita che Erdogan accusa di  aver organizzato la rivolta militare.

  Nulla è comunque ancora certo nel riavvicinamento tra Turchia e Federazione Russa, certamente, le dichiarazioni di Mosca sono possibiliste e sostanzialmente prive di indicazioni strategiche a lungo termine, ma i risultati per i russi sono  già di gran rilievo: il depotenziamento del Fianco Sud ed Est dell’Alleanza Atlantica e il probabile ridisegno e frazionamento  della Siria in accordo con i turchi.

 Per Erdogan, è questo il momento giusto  per  impostare il suo tradizionale  programma panturanico, che non coincide con il programma russo ma che, certamente, nulla ha a che fare con le prospettive dell’Alleanza Atlantica in Asia Centrale. Continua a leggere “Il nuovo grande gioco del Medio Oriente tra Russia e Turchia – Giancarlo Elia Valori”

The new great Middle East game between Russia and Turkey – Giancarlo Elia Valori

With the very recent meeting held in St. Petersburg on August 8 last between Vladimir Putin and Recep Tayyip Erdogan – the only high-level meeting after the attempted coup in Turkey and the attempted murder of the Turkish leader, a coup which Russia first reported to Turkey and then strongly condemned – a new phase of post-Soviet geopolitics has begun.

 A new phase has begun also for Turkey, which is ever less visibly linked to NATO, of which it has been a member  since 1952, but ever more neo-Ottoman and anti-American, considering that initially the United States have probably supported the coup and still host Fethullah Gulen, the  Sunni Imam accused by President Erdogan of having organized the military insurgency.

  Nevertheless, nothing is yet certain in the rapprochement between Turkey and the Russian Federation. Certainly the Russian statements are possibilistic and basically deprived of  long-term strategic guidelines and indications, but the results reached by Russia are already greatly significant: the weakening of the Southern and Eastern Flank of the Atlantic Alliance and the probable redesign and splitting up of Syria in agreement  with Turkey. Continua a leggere “The new great Middle East game between Russia and Turkey – Giancarlo Elia Valori”

The strategic nature of the US bombings in Libya – Giancarlo Elia Valori

August 2016 – Although some US military decision-makers have recently said that the air raids on Sirte are to be considered “purely tactical” – as also General Petraeus stated on August 4 last – the US operations in Libya which started on August 1 last have evident strategic importance.

  Let us provide some data with a view to having a real perception of the situation: the US air actions are led by the Africa Command, AFRICOM, the US structure which  since 2008 has been cooperating with all the African countries, except for Egypt, with which it has a separate agreement. Said structure has its headquarters at the Kelley Barracks in Stuttgart.

 The AFRICOM ground unit, namely the United States Army Africa (USARAF), has its own autonomous base and command at the Caserma Ederle in Vicenza.

 In short, with this air-naval operation in Libya, the North American African Command has three clear strategic goals: 1) excluding the NATO-Europe from its Southern region and forcedly directing it eastwards and south-eastwards, towards China, Russia and, shortly, India; 2) opposing the Chinese and Russian expansion to Africa at geoeconomic and military levels; 3) managing, in the future, the great pan-African unification process, precisely on the basis of the US model. Continua a leggere “The strategic nature of the US bombings in Libya – Giancarlo Elia Valori”

The launch of the North-Korean ballistic missile – Giancarlo Elia Valori

 A missile was launched from a submarine by the North Korean Navy a few hours ago, targeting Japan.

 The launch of the ballistic missile took place on Wednesday, August 24, just before 6.00 a.m. (local time).

 According to South Korean sources, the missile was launched from the Northern coast of the country and reached Japan’s Air Defence Identification Zone (ADIZ), after flying over 300 nautical miles.

  On the contrary, according to some US sources, the submarine-launched ballistic missile (SLBM) is supposed to be a KN-11.

  The KN-11, Polaris-1 or Nodong-1 – but said missile has also other names – is a weapon system still being studied in Pyongyang, derived from the Soviet R-27 Zyb and from other recent Russian projects called R-29 and R-29RM. Continua a leggere “The launch of the North-Korean ballistic missile – Giancarlo Elia Valori”

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