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Foglio Verde

approfondimenti e news

Il nuovo DCI, Director of Central Intelligence, di Donald Trump – Giancarlo Elia Valori

Daniel Ray “Dan” Coats è il nuovo DCI, Director of Central Intelligence, nominato dal Presidente Trump, una designazione che tutti attendevano dagli inizi dello scorso gennaio.

 Il DCI è una figura piuttosto controversa nel vasto panorama, fin troppo parcellizzato, delle agenzie di intelligence statunitensi.

 Il Director of Central Intelligence è una funzione  costituitasi nel 2004;  dopo l’evidente fallimento dei principali Servizi USA l’11 Settembre, ma è stato contrastato spesso dai direttori della CIA e della NSA che talvolta, come accadde con Leon Panetta alla direzione della CIA nel 2009, bloccarono ogni flusso di notizie da Langley all’ufficio del DCI.

 Dan Coats è stato membro della Camera dei Rappresentanti dal 1981 al 1989,  ha poi sostituito Dan Qayle come senatore dell’Indiana, un seggio senatoriale che ha poi mantenuto fino al 2016, lavorando sempre al Comitato per gli Affari dell’Intelligence.

 Dopo aver abbandonato temporaneamente  il Senato, Dan Coats è stato nominato ambasciatore in Germania, dal 2001 al 2005. Continua a leggere “Il nuovo DCI, Director of Central Intelligence, di Donald Trump – Giancarlo Elia Valori”

Come pensare il rapporto tra il Presidente Trump e l’Europa – Giancarlo Elia Valori

L’asse tra USA e Unione Europea, qualunque cosa pensino l’uno dell’altro i due partners, è inevitabile quanto vitale.

 Per Donald Trump, che è infinitamente meno ingenuo o inesperto di quanto non lo si voglia dipingere, l’UE è un paesaggio politico in cui i principali attori sono distratti da questioni più interne e attuali, le elezioni in Francia, Germania, e magari in Italia.

 Per non parlare di Ungheria (prima o dopo la primavera del 2018) Albania (18 giugno 2017) Bulgaria (27 Marzo 2017) per non parlare delle elezioni presidenziali francesi del 23 Aprile di quest’anno.

  Ricordiamo inoltre le importantissime elezioni presidenziali tedesche del prossimo 24 settembre 2017, o quelle olandesi del 15 Marzo prossimo venturo, per non parlare di quelle norvegesi del 11 settembre 2017, quelle portoghesi alla fine dello stesso settembre p.v., o ancora quelle presidenziali serbe del 30 Aprile 2017, e citiamo ancora quelle, sempre presidenziali, in Slovenia, sempre nel 2017 ma a dicembre; e inoltre, di quelle locali, ma importantissime, in Gran Bretagna, del 4 maggio 2017. Continua a leggere “Come pensare il rapporto tra il Presidente Trump e l’Europa – Giancarlo Elia Valori”

Donald Trump’s America and China – Giancarlo Elia Valori

According to official news agencies, the recent phone call of February 8 last and the subsequent letter by President Trump to his Chinese counterpart, Xi Jinping, was “long” and “extremely cordial”.

   In particular, official sources recall that, just upon the Chinese leader’s request, the US President reaffirmed he would honour the so-called “One China” policy in the US bilateral and multilateral relations, which means that the United States do not oppose – now or in the future – the Chinese ambitions over Taiwan that China still considers the  “renegade province.”

 As reported by Chinese sources, President Trump also formulated to the Chinese people his wishes for the New Lunar Year – the year of the Rooster, running from January 28, 2017 to February 16, 2018 – and for the upcoming Lantern Festival, celebrated on the fifteenth day of the first month of the new year.

 Those who really know how to make foreign policy are always very attentive to symbols and traditions. They are  not befuddled by GDP percentages or daily talk, but set great store by the various peoples’ symbols and old  traditions, which are the fabric of each State community. Continua a leggere “Donald Trump’s America and China – Giancarlo Elia Valori”

The last launch from North Korea – Giancarlo Elia Valori

Last Sunday, during the early morning hours, the North Korean Joint Chiefs of Staff announced the launch of a medium-range ballistic missile.

 Said missile – the same type as the one which, on February 8, 2016, brought the satellite Kwangmyonsong 4 into the space – has a clear strategic, political and symbolic significance.
The missile was test fired at the same time as President Donald Trump was having lunch with the Japanese Prime Minister, Shinzo Abe, in Florida.

 The missile was launched from the North Pyongan Province,  exactly from the village of Tongchang-ri, on the border with China, at 7.55 a.m., and traveled 500 kilometers – after a quick 550 kilometer vertical ascent. It is allegedly a modified Musudan missile, or a more traditional Hwasong-10,  a missile already tested by North Korea nine times, weighing twenty tons and with a maximum range of 2500-4000 kilometers.

Only this time was the launch a full technical success.
Both Trump and Shinzo Abe responded directly during a press conference in Florida where their Summit was being held. Their response was based on full convergence between Japan and the United States. Continua a leggere “The last launch from North Korea – Giancarlo Elia Valori”

L’ultimo lancio dalla Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori

Domenica scorsa, al mattino presto, il comando unificato degli Stati Maggiori di Pyongyang ha annunciato il lancio di un missile balistico a medio raggio.

 Il suddetto missile, della tipologia che ha portato nello spazio il satellite   Kwangmyonsong 4 nello scorso anno, proprio l’otto febbraio, ha un significato strategico, politico e simbolico ben chiaro.

 L’orario coincideva con l’orario, nel sud degli USA, di un pranzo tra il Presidente Donald Trump e il primo ministro giapponese Shinzo Abe, che stava avvenendo in quel momento  in Florida.

 Il missile è partito da Phangyon, dalla località di Tongchang-ri, al confine con la Cina,  alle 7.55,   ed ha viaggiato per 500 chilometri dopo una rapidissima ascesa verticale di 550 chilometri; e si presume che sia un vettore del tipo Mosudan modificato, ovvero un più tradizionale  Hwasong-10, peraltro un missile  già provato dai nordcoreani nove volte, di venti tonnellate di peso e con un massimo di gittata da 2500 a 4000 chilometri.

 E solo questa volta il lancio ha avuto un  pieno successo tecnico.

 Sia Trump che Shinzo Abe hanno elaborato una risposta alla stampa direttamente dal loro summit in Florida, basato su una totale sintonia tra Giappone e USA. Continua a leggere “L’ultimo lancio dalla Corea del Nord – Giancarlo Elia Valori”

L’America di Donald Trump e la Cina – Giancarlo Elia Valori

La recente (8 Febbraio) telefonata e lettera successiva  del Presidente Trump al suo omologo cinese, Xi Jinping, è stata, lo dicono le agenzie ufficiali, “lunga” e “estremamente cordiale”.

   Le fonti ufficiali ricordano, in particolare, che, proprio su richiesta del leader cinese, il Presidente USA ha confermato la linea politica dell’”Unica Cina” nelle relazioni bi- e multilaterali americane, ovvero che Washington non si oppone né ora né in futuro alle mire di Pechino su Taiwan,  che è ancora,   per Pechino,  “provincia ribelle”.

 Trump, lo riferiscono le fonti cinesi, ha anche fatto gli auguri al popolo cinese per il nuovo anno lunare, quello del Gallo, che va dal 28 gennaio 2017 al 16 febbraio 2018 e per la prossima festa delle Lanterne, il quindicesimo giorno del primo mese dell’anno nuovo.

 Chi sa   fare davvero politica estera è sempre molto attento ai simboli e alle tradizioni, non si intontisce di percentuali di PIL o di chiacchiere giornaliere, ma tiene alle simbologie dei vari popoli e alle loro più antiche tradizioni, che sono l’ordito di ogni comunità statuale.

  Secondo  Xi Jinping, nella sua prima telefonata al Presidente Trump, le due maggiori nazioni, Cina e USA, sono destinate a collaborare per reggere i destini del globo; e il leader cinese ha definito il cardine sostanziale, non formale, della politica estera di Pechino in questi anni: la riaffermazione del ruolo pacifico ma primario della Cina tra tutti i  Paesi del globo. Continua a leggere “L’America di Donald Trump e la Cina – Giancarlo Elia Valori”

Libya and the essence of the agreement between OPEC and non-OPEC countries – Giancarlo Elia Valori

Libya is planning to double its crude oil production next year.

 Although it has been an OPEC member since 1962, as well as the African country with the largest (and best quality) oil reserves, for obvious geopolitical reasons it has not been involved in the recent agreement between OPEC and non-OPEC countries, which favours the Russian Federation, reconnects Russia to Saudi Arabia, thus avoiding too close a link between Russia and Iran, and make Russia play a primary broker’s role in the Middle East.

 Also Iran has no intention to sabotage this agreement on oil prices, which will certainly favour also the Shiite republic.

 Conversely Nigeria and Libya itself have increased their production, while the whole non-OPEC area, Russia, Brazil, Canada, Norway and Kazakhstan have increased stocks, especially because a decrease in oil and gas demand is expected, starting from China.

  According to the statements made by the  President of the National Oil Corporation (NOC), Mustafa Sanalla, currently Libya extracts 708,000 barrels/day, but production is expected to soon reach 900,000 and level off at around 1 million barrels per day in late 2017.

 It is worth recalling that, pending the crazy and senseless Libyan civil war, production had fallen to 200,000 barrels per day. Continua a leggere “Libya and the essence of the agreement between OPEC and non-OPEC countries – Giancarlo Elia Valori”

The agreement between OPEC and non-OPEC countries – Giancarlo Elia Valori

OPEC, which is the cartel of the 14 major oil producers, has recently adopted a policy that is bound to change all future political, strategic and economic equilibria.

 With a view to contributing to support the oil barrel price, the Vienna-based organization of the major Middle East oil producers has agreed to accept a very considerable output reduction, together with the Russian Federation and other countries, which is worth at least fewer 1.8 million oil barrels per day.

 Also all the non-OPEC oil producing countries, as well as Russia, shall follow suit and play along, otherwise the six-month agreement – which can be renewed indefinitely – will have no value.

 Obviously Russia plans to reduce its oil output and it is worth recalling that, in 2014, it was exactly the excess of Russian and North American oil supply to bring down the cost of crude oil below $ 100.

 Currently, after Russia’s victory in Syria, it is precisely  geopolitics which is knocking on the door of those who manage oil prices.

  Russia wants to resume its growth pathway and recover the costs of the war in Syria and of its future power projection onto the Middle East. Continua a leggere “The agreement between OPEC and non-OPEC countries – Giancarlo Elia Valori”

La Libia e l’essenza dell’accordo OPEC non OPEC – Giancarlo Elia Valori

La Libia sta programmando di raddoppiare la sua produzione di greggio, nell’anno prossimo.

Pur essendo un membro dell’OPEC dal 1962, nonché il Paese africano con le maggiori riserve petrolifere ( e di migliore qualità) è stato  posto fuori, per ovvie considerazioni geopolitiche, dal recente accordo OPEC-non OPEC, che favorisce la Federazione Russa, ricollega Mosca all’Arabia Saudita, evitando un legame troppo stretto tra Russia e Iran, pone la Russia in un ruolo di mediatore primario in tutto il Medio Oriente.

Anche Teheran non ha alcuna intenzione di sabotare questo accordo sui prezzi petroliferi, che certamente favorirà anche la repubblica sciita.

Ma la Nigeria e la stessa Libia, invece, hanno aumentato la loro produzione, mentre tutta l’area non-OPEC, Russia, Brasile, Canada, Norvegia, Kazakistan, ha aumentato le scorte dato che si suppone, soprattutto a partire dalla Cina, una diminuzione della domanda di petrolio e gas.

Oggi la Libia, secondo le dichiarazioni del   presidente della National Oil Corporation   Mustafa Sanalla, estrae 708.000 barili/giorno, ma la produzione dovrebbe arrivare molto presto a 900.000 per poi stabilizzarsi, alla fine del 2017, sul milione e poco oltre  di bb/dd. Continua a leggere “La Libia e l’essenza dell’accordo OPEC non OPEC – Giancarlo Elia Valori”

Considerations on the East Turkestan – Xinjiang issue – Giancarlo Elia Valori

Xinjiang’s demographic and anthropic complexion is more complex than we tend to currently believe: according to China’s 2000 census-taking, 40% of the population of East Turkestan-Xinjiang is Han Chinese, while the remaining 60% is Uyghur, Kazakh, Kyrgyz or Oirat.

 The latter are an ethnic group originating from the Altai Mountains, Mongolia; in the Russian Federation, they are called kalmik.

 Hence, it is not a relationship between Han Chinese and Turkish-origin Uyghurs, but a complex network of alliances and tensions between various Islamic or non-Islamic ethnic minorities.

 Obviously, the Uyghur issue is mostly political and strategic, rather than ethnic or religious, since everybody knows that the Uyghurs profess the Islamic faith.

 For the East Turkestan’s population, the Sunni Islam has never been a strictly religious factor, but rather an ethnic-cultural and identity one.

 Moreover, according to the latest scientific sources, the Uyghurs living in the Xinjiang region are estimated at approximately 10 million people, but they are present in all the 31 Chinese provinces – hence not just traditionally in Xinjiang. Continua a leggere “Considerations on the East Turkestan – Xinjiang issue – Giancarlo Elia Valori”

L’accordo OPEC-Non OPEC – Giancarlo Elia Valori

L’OPEC, il cartello dei 14  maggiori produttori di petrolio, ha adottato recentemente una politica destinata a trasformare tutti gli equilibri politici, strategici e economici futuri.

 Per contribuire al sostegno dei prezzi del barile, l’organizzazione viennese dei maggiori produttori di idrocarburi mediorientali ha accettato una diminuzione rilevantissima, insieme alla Federazione Russa e ad altri, che vale almeno 1,8 milioni di  barili di petrolio in meno al giorno.

 Anche tutti i Paesi produttori non-OPEC, oltre la Russia, dovranno stare al gioco, altrimenti l’accordo, che dura sei mesi rinnovabili sine die, non avrà valore.

 La Russia ha ovviamente intenzione di diminuire il suo output petrolifero e, lo ricordiamo, è stato proprio l’eccesso di offerta russa e nordamericana a far scendere il costo del greggio sotto i 100 dollari Usa, nel 2014.

 Ora, è proprio la geopolitica, soprattutto russa, dopo la vittoria di Mosca in Siria, che bussa alle porte dei gestori dei prezzi del petrolio.

  Mosca vuole riprendere il suo cammino di crescita e rifarsi delle spese della guerra in Siria e delle sue future proiezioni di potenza in Medio Oriente. Continua a leggere “L’accordo OPEC-Non OPEC – Giancarlo Elia Valori”

Cardinale Giovanni Battista Re, più Pastore che mai! – di Giancarlo Elia Valori

Festeggiato, in Val Camonica, l’83° compleanno del Cardinale Giovanni Battista Re

Oltre un quarto di secolo. Ottantatré primavere. Uno spazio di tempo sufficiente a caratterizzare e segnare in profondità, la Storia dell’Umanità. Questa la parentesi in cui il Cardinale Giovanni Battista Re racchiude parte del suo servizio alla madre Chiesa e alla Società multiforme che Egli, attraverso la sua missione “diplomatica” e del suo impegno Pastorale, ha imparato a conoscere adeguando alla varietà delle connotazioni culturali, etniche, religiose e civili il suo metodo di Apostolo moderno, impegnato nel non lieve “sacrificio” della dedizione e, spesso, dell’abnegazione pro bono pacis per la Giustizia nel mondo. Dovunque sia stato a rappresentare il Papa e la Chiesa, l’alto prelato ha saputo e voluto lasciare un segno tangibile del Cattolicesimo vissuto e del contributo al miglioramento e ampliamento dei rapporti intersociali, nella prospettiva di conseguire l’effettiva convivenza pacifica pur nella varietà delle ideologie e dei credi religiosi. Continua a leggere “Cardinale Giovanni Battista Re, più Pastore che mai! – di Giancarlo Elia Valori”

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