Enpa: “Rifiuti e cemento, è Roma la capitale dei gabbiani”

Pubblichiamo di seguito un intervento del presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, sui presunti problemi causati da un altrettanto presunto sovraffollamento di gabbiani nella capitale. Il discorso è riferito alla città di Roma, ma si presta ad essere esteso ad altri centri urbani del Paese.

Anche i gabbiani amano Roma. Hanno imparato che la nostra città è un luogo ideale dove crescere e riprodursi. I rifiuti, disponibili in grande abbondanza, assicurano una fonte di cibo pressoché inesauribile e facilmente accessibile; mentre i palazzi, cosi simili alle pareti rocciose su cui questi uccelli sono soliti nidificare, rappresentano tranquilli rifugi dove allevare la prole in piena sicurezza. Perfino l’inquinamento è loro “alleato”: la cappa di smog che grava sulla capitale attenua i rigori dell’inverno, aumentando così le probabilità di sopravvivenza nei mesi più freddi dell’anno.

Su un punto, però, è necessario fare chiarezza. I gabbiani non rappresentano un pericolo per l’incolumità dei romani. Durante il periodo riproduttivo, nel caso in cui una persona dovesse avvicinarsi troppo ai piccoli, è possibile che essi compiano voli radenti e veloci fino a sfiorare “l’intruso”. Si tratta però di un comportamento dimostrativo che non produce alcuna conseguenza, anche perché i gabbiani, considerandoci come predatori, si tengono a debita distanza dagli uomini. Per loro, esporsi alla possibilità di essere catturati vuol dire mettere a rischio la propria vita o quella dei piccoli che vorrebbero invece difendere.

Fatta questa doverosa premessa, restano i presunti problemi legati alla convivenza. E qui è fondamentale sgombrare il campo da un enorme equivoco. Soluzioni come l’eutanasia o i piani di abbattimento sono eticamente inaccettabili e illegali (i gabbiani sono una specie protetta dalla legge 157/92); ma sono anche inefficaci. Eventuali problemi di sovrappopolazione possono essere risolti soltanto se si riduce la disponibilità di cibo sul territorio, intervenendo con una seria politica di gestione ambientale – alla nostra città manca da troppo tempo! – che risolva una volta per tutte l’annoso problema del trattamento dei rifiuti. In caso contrario, anche se si procedesse con interventi mirati di sterilizzazione, il surplus di risorse continuerà inevitabilmente a favorire la proliferazione di questa specie.

Ci sono poi i piccoli accorgimenti che ciascuno di noi può adottare per rendere l’ambiente urbano meno ospitale per i gabbiani. Aumentare gli spazi verdi sui terrazzi privati e condominiali o installare reti e dispositivi anti-intrusione per impedire l’accesso alle zone di riproduzione, ad esempio, sono rimedi tanto semplici quanto incruenti. E a differenza delle soppressioni di massa auspicate da alcuni, sono realmente efficaci.