Il governo di Mario Monti, dopo la Cina, incassa un’altra partnership di rilievo sul piano internazionale, con il Qatar.
«L’incontro è stato l’occasione per consolidare il rapporto strategico tra i nostri due Paesi», ha detto Monti, per «corroborare l’amicizia ed estendere l’ambito di questa amicizia nel breve e medio periodo». Il premier ha ricordato che il Qatar è «tra i Paesi più dinamici e ricchi del Golfo», e che ha un ruolo «molto attivo nel mondo arabo», in particolare negli scenari interessati dalle Primavere arabe. Negli ultimi anni, le relazioni bilaterali si sono intensificate soprattutto nel settore energetico. L’asse centrale nell’azione del governo è rendere il Paese più attrattivo per gli investimenti stranieri: «Per il Qatar è stata la corruzione a scoraggiarli». L’emiro Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, dal canto suo, non ha lesinato complimenti: «Sono lieto di incontrarla a capo di un governo tecnico che in così breve tempo è riuscito a riportare l’Italia al livello che merita, soprattutto sul piano economico». Il Qatar, ha proseguito l’emiro sottolineando l’importanza degli accordi siglati oggi, dà «un caloroso benvenuto alle aziende italiane che vorranno partecipare con noi alla costruzione di infrastrutture, soprattutto nei prossimi 10 anni».
I due Paesi hanno poi siglato, tra le intese non-governative, un memorandum tra Unioncamere e la Camera di Commercio del Qatar e una intesa tra la Figc e la Federcalcio qatariota, che vede nell’Italia un partner «indispensabile» per il successo dei Mondiali di calcio del 2022, che si celebreranno proprio a Doha.